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PubMed - Penrose-Hameroff Orchestrated Objective-reduction Proposal for Human Consciousness is Not Biologically Feasible

PubMed - Penrose-Hameroff Orchestrated Objective-reduction Proposal for Human Consciousness is Not Biologically Feasible

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PubMed, a service of the US National Library of MedicineThe
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hard problem
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and the quantum physicists. Part 2: Modern timesC.U.M. Smith, a,Roger Penrose, Stuart Hameroff, microtubules and Orch-OR
Nel 1989 Roger Penrose pubblicò il suo famoso libro “la nuova mente dell
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imperatore”, e nel 1994proseguì con “ombre della mente”. In entrambi questi libri cercava di dimostrare che la mente umanaera incommensurabile con la classica fisica newtoniana e con l
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intelligenza artificiale. Nel 1991Stuart Hameroff, un anestesista che lavorava presso l
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Università dell
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Arizona, lesse “la nuova mentedell
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imperatore” e si rese conto che le idee di Penrose completavano la sua personale, lunghissimaricerca sui microtubuli. Hameroff e Penrose decisero di collaborare per sviluppare una teoriaquantica sulla coscienza. Battezzarono questa teoria “Orchestrated Objective Reduction (Orch-OR).Che cosa significa? Prima vediamo di chiarire la “riduzione oggettiva” (OR). Si ricorderà che laclassica teoria dei quanti degli anni venti implicava che la natura, a livello Quantico, fosseindeterminata: consisteva in una sovrapposizione di stati (funzioni-onda), finché un
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osservazione(esterna) non causasse il collasso, o la riduzione, in uno od altri di questi stati. Questo ha semprerappresentato un problema: sembra suggerire che il mondo della natura non possa esistere senzaun osservatore. Penrose, tuttavia, suggerisce un
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alternativa: la riduzione oggettiva. In questa teoriaciascuna delle funzioni-onda sovrapposte, ha la sua propria geometria spazio-tempo, e quandoquesta geometria diverge fino ad un punto critico (connesso alla gravità quantica), si deve verificareun collasso in uno od altri stati. In contrasto con una “riduzione soggettiva”, Penrose chiamò questa“riduzione oggettiva”.Che legame c
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è con la coscienza? Qui entra in gioco il lavoro di Hameroff sui microtubuli. ([Hameroffand Watt, 1982] and [Hameroff, 1987]). Dove, nel cervello, potrebbe verificarsi una riduzioneoggettiva di stati quantici sovrapposti? Questi stati dovrebbero rimanere isolati dall
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osservazione edai legami ambientali, abbastanza a lungo per far sì che le loro geometrie spazio-tempo diverganofino al punto della riduzione oggettiva. Senza una adeguata protezione dall
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ambiente caldo ed umidodel cervello, ogni effetto quantico si perderebbe rapidamente nei movimenti casuali di questoambiente. Inoltre, per avere effetto sul cervello, singole fluttuazioni quantiche dovrebbero esseremoltiplicate enormemente da qualche forma di coerenza. Tali stati di coerenza, naturalmente, sonoben noti ai fisici come Condensati di Bose-Einstein, e si manifestano nel grande mondo con ifenomeni delle superfluidità e superconduttività. Ma questi condensati, in cui lo stato Quantico digrandi quantità di particelle si fonde in “lock step”, si trovano normalmente solo in condizioni estremeod a temperature vicine allo zero assoluto, dove anche le influenze esterne sono quasi ridotte allozero. Dove, nel cervello, si potrebbero ottenere tali condizioni? Hameroff, che aveva lavorato suimicrotubuli per almeno vent
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anni prima di leggere Penrose, suggerì che questi potessero costituire illuogo tanto ricercato. La teoria Penrose-Hameroff pertanto suggerisce che le sovrapposizioniquantiche nei microtubuli sono orchestrate (armonizzate) in modo tale che possono avvenireriduzioni oggettive su scala macroscopica (ma pur sempre da microscopio elettronico). Da qui ilnome della teoria “Orchestrated Objective Reduction”.Ammettendo, per il momento, che questa teoria abbia un senso fisico e biologico, come risolve il“grave problema”? la risposta a questa domanda riguarda la convinzione di Penrose che il pensierocosciente non può essere imitato da una macchina, che cioè, in altre parole, è “incalcolabile”. Leneuroscienze del cervello del ventesimo e ventunesimo secolo, rientrano appieno entro i paradigmiprospettati da Newton e dai suoi successori, e perciò descrivono un sistema che, sebbenecomplesso, è in definitiva ed in linea di principio suscettibile di essere calcolato. Penrose crede chel
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intuizione matematica umana sfugga a questa possibilità. È pertanto impossibile costruire uncomputer analogo. Questa convinzione è connessa ai teoremi dell
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incompletezza di Gödel ed allavoro di Turin sui numeri calcolabili e sull
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impossibilità di una macchina di calcolo universale,conosciuta anche come “il problema” (Turing, 1936). L
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auto-collasso di uno stato quantico è nella suaessenza imprevedibile e perciò incalcolabile. In questo rispecchia la non calcolabilità della coscienza(Penrose, 1994, p. 356). Per questo, secondo Penrose, strumenti capaci di moltiplicare questocollasso sono buoni candidati per essere le basi fisiche della coscienza.Questo è naturalmente un approccio fisico-matematico alla coscienza, e non è appropriato qui
 
entrare nei dettagli della gravità quantica e del calcolo quantico. Tuttavia merita notare che c
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è statauna grande controversia circa la possibilità fisica della teoria di Penrose-Hameroff. L
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astrofisico MaxTegmark ha pubblicato una critica particolarmente forte in Physical Review (Tegmark, 2000; see alsoSeife, 2000). La sua analisi matematica ha concluso che le sovrapposizioni di quanti abbraccianomolti dimeri di tubulina, con ordini di grandezza decine e decine di volte minori rispetto alla scala deiclassici fenomeno neurofisiologici come i potenziali d
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azione. L
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analisi di Tegmark non è rimastasenza risposta. Hagan, Hameroff and Tuszynski (2002) hanno criticato alcune delle assunzioni diTegmark e Tegmark ha risposto a queste critiche (Tegmark, 2002).Lasciando i fisici al loro dibattito sulla fisica quantica, esaminiamo le implicazioni neurobiologiche. Lateoria propone che gli eventi Orch-OR avvengano all
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interno dei microtubuli. Si ricorda che imicrotubuli sono parte, insieme ai microfilamenti ed ai filamenti intermedi, del citoscheletro di unneurone. I microtubuli sono costituiti da una proteina chiamata tubulina, che a sua volta è costituitada sub unità globulari. Queste sub unità sono di due tipi, alfa e beta-tubulina. Nei microfilamenti, siassociano per formare dimeri, e questi, poi, si uniscono per le estremità a formare “proto filamenti”.13 di questi microfilamenti si allineano in parallelo ed in circolo per formare un tubo cavo, deldiametro di circa 24 nm e della lunghezza di circa 200
μ
m.Ciascun dimero di tubulina può esistere in due conformazioni, e si ritiene che la transizione dall
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unaall
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altra, sia controllata da un elettrone posizionato al centro, che può spostarsi da una posizioneall
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altra (Hameroff and Watt, 1982). Chiaramente, siamo qui al livello in cui entra in gioco la fisicaquantica, e la teoria di Penrose-Hameroff suggerisce che sia una magnificazione da questo livelloattraverso le complessità della struttura del cervello, ciò che unisce coscienza e comportamento.Si ipotizza che la coerenza quantica si accumuli lungo i microtubuli fino a raggiungere un puntocritico, in cui avviene la OR. In che modo questa coerenza è protetta dall
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ambiente caldo ed umidointracellulare? Hameroff suggerisce varie possibilità, che includono strati strutturati di molecoled
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acqua sia dentro che fuori del microtubulo(Hameroff and Penfield, 1996). Un
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altra possibilità ècostituita da trasformazioni sol-gel del citoplasma circostante. Una copertura di gel dei microtubulidovrebbe, secondo Hameroff, fornire un meccanismo di isolamento quantico ideale. Nel loro articolodel 1996 Hameroff e Penrose tirarono fuori delle cifre sulla Orch-OR nei microtubuli. I loro calcolisuggeriscono che circa 109 subunità di tubulina in coerenza Bose-Einstein, impiegherebbero circa500 ms per raggiungere la riduzione oggettiva. Dopo l
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auto-collasso ricomincerebbe tutto di nuovo,crescendo ancora oltre 500 ms. alternativamente, per ottenere l
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OR in 25 ms, e perciò rendere contodella oscillazione coerente di 40 Hz che, secondo alcuni è ritenuta essere correlata alla coscienza,circa 2 x 1010 tubuline dovrebbero essere chiamate in causa (Hagan, Hameroff and Tuszinsky,2002). Secondo la teoria di Penrose-Hameroff un momento di “coscienza” avverrebbe ad ognicollasso della funzione-onda, cioè ad ogni OR.Quanti microtubuli sarebbero coinvolti in questi casi di Orch-OR? Lo si calcola facilmente dal numerodi sub unità richieste. Se ci sono circa 107 tubuline per neurone (Yu and Baas 1994) allora uncondensato Bose-Einstein che si diffondesse attraverso circa 10° neuroni raggiungerebbe la OR in500 ms. Per raggiungerla in 25 ms il condensato dovrebbe attraversare circa 20.000 cellule. Inentrambi i casi queste sono stime approssimative. È improbabile che tutti i microtubuli di tutte lecellule siano coinvolti allo stesso momento. Se solo il 10% di tubuline è coinvolto, il sistema inquestione potrebbe consistere di 1.000 cellule nel primo caso e 200.000 nel secondo.In che modo il condensato può passare di neurone in neurone? Le distanze di 30-50 nm delleclassiche sinapsi chimiche sembrerebbero troppo grandi per la diffusione quantica. Hameroff,tuttavia, indica le sinapsi elettriche, in cui le distanze intercellulari sono di molto minori, 3-5 nm,permettendo la possibilità di effetti tunnel quantici (Hameroff, 1998). In effetti, alcuni hanno osservatosistemi di sinapsi elettriche funzionare come “un grande neurone”. Bisogna anche notare (un puntoche Hameroff non sottolinea) che i neuroni e le loro glia circostanti sono di solito connessi dagiunzioni. Queste cifre sembrano coincidere con la neurofisiologia convenzionale. Abbiamo notato inprecedenza che il lavoro di Benjamin Libet può essere interpretato nel senso di dimostrare che circa500 ms sono necessari per richiamare un numero di cellule sufficiente a procurare la “adeguatezzaneuronale” necessaria per supportare la coscienza, ed un tempo di decoerenza di 25 ms è adeguatoalla oscillazione di 40 Hz che viene proposta come il legame che unisce insieme i sistemi neuronaliper procurare una coscienza unitaria.Rimane la questione più importante: perché la coscienza? Qualunque cosa si pensi della congettura
 
di Penrose-Hameroff, e per molti neurobiologi essa sembra più il sogno di un fisico-matematico, cheuna cosa che possa accadere nei caldi, umidi, agitati e biochimicamente attivi elementi delcitoscheletro, perché la OR dovrebbe essere associata a momenti di coscienza? A parte l
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equazionedi Penrose della non computabilità della coscienza, non sembra esserci nessuna risposta ovvia. Cisembra di essere in prossimità della fallacia del vecchio “post hoc ergo propter hoc”. Arriviamofinalmente alla plausibilità neurologica della congettura.Come prima cosa, è importante chiarire che i microtubuli non sono confinati ai neuroni, macostituiscono parte del citoscheletro di tutte le cellule eucariote, dalla amebe, per esempio, allecellule del fegato umano. In effetti, Hameroff è pronto ad ammettere che momenti di “coscienza”possano essere comparsi nelle prime forme metazoe, dall
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”esplosione” cambriana in poi. Secondo, imicrotubuli si sono evoluti fino ad avere numerose importanti funzioni nelle cellule ed in quellenervose in particolare. Sono molto lontani dall
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essere quegli elementi strutturali statici che la lorodefinizione come parti del citoscheletro, e le prime rappresentazioni suggeriscono ( Bethe, 1898, Fig.9). Sono profondamente coinvolti nel trasporto assoplasmatico, con vescicole attivate da kinesina edineina che si muovono sia in senso anterogrado che retrogrado. Infine, ma non certo menoimportante, i microtubuli sono in un continuo stato di sintesi ad una estremità, quella positiva, e didegradazione all
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altra estremità, quella negativa. La microscopia ad alta definizione (AVEC-DIC)dimostra che i microtubuli sono il centro di uno sciame di attività (Weiss, 1986). I mitocondri simuovono a scatti su “binari” neuro tubulari in entrambe le direzioni lungo l
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assone; corpi multivescicolari e multi lamellari si muovono lungo i microtubuli verso il pericario; densi banchi di vescicoledi trasporto si muovono a diverse velocità in direzione opposta, verso il bottone sinaptico ([Nogales,2001] e [Smith, 2002]). Al neurobiologo molecolare i microtubuli sembrano molto diversi dallastruttura in cui Penrose e Hameroff immaginano che i condensati Bose-Einstein vadano verso la OR.Sebbene le recenti pubblicazioni (Hagan, Hameroff and Tuszynki, 2002), suggeriscano che il caso èancora aperto, la rappresentazione dei microtubuli della congettura Orch-OR di Penrose-Hameroffsembra improbabile, sia dal punto di vista della fisica quantica che dal punto di vista dellaneurobiologia molecolare (v. anche la critica di Koch and Hepp, 2006). Ciononostante, l
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idea generalepotrebbe trovare validità nelle neuroscienze future. Come sottolinea Penrose, dalla sua prospettivaplatonica, potrebbe essere che “l
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attuale attraente immagine del cervello e della mente non sia altroche una mera ombra del più profondo livello dell
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azione citoscheletrica – ed in questo livello piùprofondo dobbiamo cercare le basi fisiche della mente” (Penrose, 1994, p. 376).

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