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Propagazione LA

Propagazione LA

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Published by Ingegnere Pazzo
Riassunto di Propagazione LA
Riassunto di Propagazione LA

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02/01/2013

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1. Campo elettrico
Il campo elettrico \u00e8 un\u2019entit\u00e0 vettoriale che pu\u00f2 essere
- tempo-variante:
(
)
, , ,
e x yzt
\ue000
- tempo-invariante:
(
)
, ,
E
x yz
\ue001 \ue001\ue000
Prendiamo due cariche puntiformi
1
q (posta all\u2019origine di un sistema di riferimento scelto
a piacere) e
2
q (ad una certa distanzar dalla prima): possiamo esprimere cos\u00ec la forza
attraente (se le cariche sono di segno opposto) o respingente (se le cariche hanno lo stesso
segno) che
1
q esercita su
2
q:
\ue000
1 2
2
0
4
r
qq
F
i
r\u03c0\u03b5
=
\ue001\ue001
\ue000
Dove:
-\ue000r
i\u00e8 il versore che indica la cosiddettadirezione radiale;
-0
\u03b5\u00e8 lacostante dielettrica (detta anchepermettivit\u00e0 elettrica) del vuoto:
12
0
F
8,854 10
m
\u03b5
\u2212
=
\u22c5
-r \u00e8 la distanza fra le due cariche.
Se invece prendo una carica sola (chiamiamolaQ), posso caratterizzare il campo elettrico
che essa genera nelle vicinanze in questo modo:
( )
\ue000
2
0
4
r
Q
e P
i
r
\u03c0\u03b5
=
\ue000
1
(NOTA: il campo elettrico \u00e8 funzione del punto in cui ci si pone ad \u201cosservarlo\u201d)
Le grandezze coinvolte sono quelle di prima, ma questa voltar \u00e8 la distanza dalla caricaQ
al puntoP.
Una caricaq che passasse vicino aQ sentirebbe una forza di attrazione/repulsione
(dipende sempre dai segni), dettaforza di Coulomb, pari a
F qe
=
\ue001\ue001\ue000
\ue000
Se ora elaboro la relazione trovata poco fa ottengo:
\ue000
0
2
superficie
della sfera
4
Q
e
d
r
\u03b5
\u03c0
=
=
\ue000
La quantit\u00e0d \u00e8 chiamata (vettore di)induzione elettrica. Si noti che:
2
4
Q d
r
\u03c0
=
\u22c5
e ci\u00f2 significa che all\u2019aumentare diQ aumenta l\u2019induzione elettrica (cos\u00ec come
quest\u2019ultima cala se aumentiamor, cio\u00e8 il raggio della sfera che ha come centroQ e uguale
d sulla sua superficie).
1 Esiste un modo alternativo per definire il campo elettrico, precisamente come grandezza che rappresenta la rapidit\u00e0 di
variazione della tensione. Tale grandezza \u00e8 misurabile in V/m ed \u00e8 proporzionale alla derivata dV/dl della tensione lungo
una certa lineal.
\ue000
d
d
l
V
e
l
= \u2212

E se invece di una sfera prendiamo una superficie qualsiasi? La cosa \u00e8 un pelo pi\u00f9 difficile (non abbiamo pi\u00f9 la regolarissima e comoda sfera): tuttavia, se prendiamo un pezzettino infinitesimo di tale superficiedS e chiamiamo\ue000n

i il versore ad esso normale possiamo
tranquillamente esprimere il flusso attraverso questa superficie facendo un bel prodotto
scalare
\ue000
d
n
d Si
\u22c5
\ue001\ue000
Se poi integriamo su tutta la superficieS, quel che otteniamo \u00e8 proprio la caricaQ
\ue000
d
n
S
d Si Q
\u22c5
=
\u222b\u222b
\ue001
\ue000
\ue000
(integrale del flusso did attraverso la superficie chiusaS)
2. Campo magnetico

Prendiamo un filo percorso da corrente, come in figura: se ci mettiamo nella circonferenza, che in figura \u00e8 tratteggiata e passa per il punto P, sentiamo una forza (magnetica), pari a

( )
\ue000
2
i
h P
i
r
\u03d5
\u03c0
=
\ue001
\ue000

dove:
-r \u00e8 la distanza dal filo;
-i \u00e8 la corrente che scorre nel filo;

-\ue000
i\u03d5\u00e8 il versore tangente alla circonferenza e diretto secondo la
regola della mano destra.
Se agiamo come prima e elaboriamo l\u2019espressione della forza
magnetica otteniamo:
\ue000
( )
lunghezza
circonferenza
2r hP
i
\u03c0
=
\ue001\ue000

Ecco un\u2019importante differenza: mentre prima ragionavamo con unflusso (prodotto da un vettore attraverso una superficie), ora ragioniamo con unacircuitaz ione (prodotta da un vettore lungo una linea chiusa). Come prima, tuttavia, generalizziamo il discorso e prendiamo, invece che una circonferenza, una linea chiusa qualsiasi. Se chiamiamo:

- dl un infinitesimo trattino di questa linea;
-\u0275l
iil versore tangente a dl, sempre conforme alla regola della mano destra;
possiamo fare un\u2019integrale di linea (integrale dic irc u itazion e)
\u0275
d
l
l
h li i
\u22c5
=
\u222b
\ue001\ue000
\ue001

Il campo magnetico e quello elettrico sono intimamente legati; in particolare, il campo magnetico \u00e8 generato dalle cariche che si spostano (e la corrente altro non \u00e8 se non un movimento di cariche): prendiamo ad esempio una caricaq che si sposta con velocit\u00e0v

\ue000
nelle vicinanze del filo di cui sopra. Su di essa si imprimer\u00e0 una certa forza (forza di
Lorentz) pari a
\ue000
0b
F qv
h
\u00b5=
\ue000
\ue001
\ue002
\ue003
=
\u00d7
\ue002
\ue003
\ue004
\ue005
\ue000
\ue001\ue001\ue000
\ue000
\ue001\ue000
in questa relazione:
-
0h
\u00b5
\ue001
\ue000
=b
\ue000
\u00e8 il vettore di induzione magnetica e
0
\u00b5lapermeabilit\u00e0 magnetica nel vuoto
7
0
H
4 10
m
\u00b5
\u03c0
\u2212
=
\u22c5
3. Densit\u00e0 di carica e densit\u00e0 di corrente

Ignoriamo per ora la natura corpuscolare delle cariche e interpretiamo correnti e cariche come quantit\u00e0 distribuite e uniformi. La densit\u00e0 di carica volumetrica si esprime in questo modo:

( )
3
d
C
d
m
q
P
V
\u03c1
\ue000 \ue001
=
\ue002 \ue003
\ue004 \ue005
\u0276
dovedq \u00e8 la quantit\u00e0 infinitesima di carica presente all\u2019interno del volumettodV .

\u00c8 ovvio che tale quantit\u00e0 non rappresenta un campo vettoriale (dove sta il verso? E la direzione che c\u2019entra?) e che si tratta, bens\u00ec, di camposc alare. Si parla di campo vettoriale se invece queste cariche hanno una velocit\u00e0 v (P ) [ = velocit\u00e0 della carica nel puntoP] e si definisce, di conseguenza, ladensit\u00e0 di corrente come:

( ) ( )( )
j P
P v P
\u03c1
=
\ue000
\ue000
\u0276

Prendiamo ora una superficie infinitesima dS e uno \u201csciame\u201d di cariche che attraversano queste superficie (poniamo, per semplicit\u00e0, che in tale primo caso attraversino la superficie con una velocit\u00e0v

\ue000
perpendicolare a quest\u2019ultima). La quantit\u00e0 dq di carica che
attraverser\u00e0 dS nel tempo dt sar\u00e0:
d
d d
q j tS
=
(il segno di vettore, in questo caso, si pu\u00f2 omettere visto che
d
v
S
\u22a5
\ue000
)
Volendo, manteniamo esplicitato il termine densit\u00e0 di corrente:
\ue000
d
d d
j
q
v tS
\u03c1
=
\ue000
\u0276
E dividiamo da entrambe le parti per dt:
\ue000
d
d
d
d
j
q
i
v S
t
\u03c1
= =
\ue000
\u0276
Anche qui compare il concetto di flusso: la corrente \u00e8 infatti il flusso del vettore densit\u00e0 di
corrente attraverso una certa superficieS.
Possiamo generalizzare questa relazione:
- prima \u201ccomplicazione\u201d:v\u22a5
\ue000
dS. In tal caso non cambia pi\u00f9 di tanto, basta inserire
un simpatico prodotto scalare
\ue000
d
\u02c6
d
d
d
n
j
q
i
vi S
t
\u03c1
= =
\u22c5
\ue000
\u0276
(\ue000n
i\u00e8 il versore normale a dS)

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