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Note Modenesi n 4 2010

Note Modenesi n 4 2010

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Il n. 4 del dicembre 2010 della rivista Note Modenesi del Centro Ferrari di Modena
Il n. 4 del dicembre 2010 della rivista Note Modenesi del Centro Ferrari di Modena

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Anno  XXVIII   -   Numero  4   -   Dicembre  2010
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% Aut. n. 080037 del 10/06/2008 - DCB MODirettore responsabile: Luigi Vaccari - Proprietà Fondazione Sias - Direzione, redazione: via Emilia Ovest 101, Modenatel. 059 33 45 37 - info
@
centroferrari.it - Iscritto Registro Tribunale di Modena n. 707 del 23/10/1982
Giovani...condannati asperare
 
nella polizia, nel caso dei sogget-ti di età compresa ra i 30 e i 34anni si arriva a sorare l’80%. Ta-le consenso testimonia la presen-za, nelle giovani generazioni, diun orte senso di insicurezza do-vuto, probabilmente, ad un con-testo particolarmente minaccio-so per eetto del diondersi dienomeni quali il terrorismo e la criminalità.All’opposto, crescendo si di-da maggiormente dai mass me-dia, dagli insegnanti e soprattut-to dalle banche, il cui consensopassa dal 46% presso i 15-17ennial 31% presso i 30-34enni.Paradossalmente, tra i sogget-ti che godono di minore ducia troviamo quelli preposti a rap-presentare la comunità, come ilgoverno, i partiti e gli uomini po-litici. Tale sducia trova coner-ma nell’elevato disinteresse neiconronti della politica, come ri-leva la stessa indagine IARD. Sultotale dei giovani di età compre-sa ra i 15 e i 24 anni (1.242 indi-vidui), quasi il 58% si ritiene noncompetente di politica o, addirit-tura, disgustato dalla stessa, co-me indicato da circa il 23% degliintervistati. Quest’ultimo atteg-giamento pare essere ‘glio’ del-la Seconda Repubblica, conside-rando che nelle prime rilevazio-ni IARD (1983 e 1987) le percen-tuali di giovani “disgustati” era-no rispettivamente il 12% (su untotale di 4.000 intervistati) e il15,8 % (su 2.000 intervistati).Per quel che concerne la di-mensione spirituale della vita delle giovani generazioni italia-ne, l’istituto IARD ha recente-mente approondito, in collabo-razione con SWG, alcuni aspet-ti relativi al rapporto ra giova-ni e ede in una ricerca eettua-ta lo scorso marzo su un campio-ne di 1.000 giovani italiani nel-la ascia 18-29 anni. Da tale in-dagine emerge che solo il 52,8%degli intervistati si denisce cri-
Editoriale
Spezzarela catena
di Gianpietro Cavazza
C
ambiare si può.La speranza – quella per esempio che tanti giovani dei nostritempi stanno perdendo, per i più svariati motivi – viene da uncuore rinnovato, da una mente e da uno spirito nuovo. Un cuore vec-chio può solo partorire cose vecchie.Le scelte di oggi non sono innocenti; nel bene e nel male condizionanoil uturo, anche quello a breve, di cui al momento ne sottovalutiamol’impatto nel tempo.Una mamma o un babbo che alle richieste insistenti del proprio gliorisponde con un “sì” pur di toglierselo dai piedi non considera il attoche quel “sì” verrà registrato dal glio – tutt’altro che innocente – chelo userà al momento opportuno per lui.Allo stesso modo nella vita pubblica un “sì” dato da un politico alla ricerca del consenso ad una richiesta opportunistica, avrà eetti nonsolo sul presente ma anche sul uturo, in quanto vengono legittimaticomportamenti appunto opportunistici.Sia nel primo caso che nel secondo abbiamo a che are con degli indivi-dui autoreerenti, poco inclini alla socialità e al bene comune.Se tutti ritengono l’evasione scale un male, occorre chiedersi perchéla si continui a tollerare, per non dire, come succede in diversi casi an-che se veniali, diventarne complici.Occorre spezzare la catena.È una questione che dovrebbe essere sentita sia dai credenti sia dai noncredenti che si anno guidare dal proprio cuore in quanto riconosconoi propri limiti, sono in un atteggiamento di ricerca, si sentono in cam-mino e, cosa estremamente importante, svolgono tali attività non da soli ma in gruppi di base.La catena può essere spezzata se ad esempio si va alla ri-cerca del bello, di qualcosa o di qualcuno che ti riman-da ad un principio superiore.
di Roberto Bergonzini
T
anta ducia nelle orzedell’ordine, decisamentemeno nei rappresentantipolitici. Si potrebbe sintetizzarein questo modo l’atteggiamentodei giovani italiani nei conron-ti delle istituzioni. Tale quadroemerge dal
Rapporto giovani. Sestaindagine dell’Istituto Iard sulla condi-zione giovanile in Italia
(ed. Il Muli-no), a cura di C. Buzzi, A. Cavallie A. de Lillo.Fra i tanti aspetti presi in esa-me dall’indagine, condotta suun campione di 3.003 giovani dietà compresa tra i 15 e i 34 an-ni, gura il grado di ducia chele giovani generazioni ripongo-no su istituzioni e gruppi socia-li. Al primo posto nella classi-ca dei soggetti che godono dimaggiore consenso si collocanogli scienziati, conermandol’elevato
appeal 
già rile-vato nella preceden-te indagine IARD,condotta nel2000. Il motivodi tale apprez-zamento è pro-babilmente do-vuto a una sor-ta di idealizza-zione tale per cuigli scienziati vengo-no percepiti dai giova-ni come proessionisti im-pegnati, anzitutto, a garantire ilbene dell’umanità, senza secon-di ni.Tra i soggetti che godono dielevata ducia gurano anchesoggetti istituzionali aventi ilcompito di garantire l’ordine ela protezione sociale dei citta-dini (polizia, ONU, Unio-ne Europea, magistra-ti, NATO) e attori cherappresentano la re-lazionalità protetta (insegnanti e sacer-doti).Per quel che ri-guarda il consensonelle orze dell’or-dine, questo aumen-ta al crescere dell’età dei giovani intervista-ti: mentre ra i 15-17en-ni si registra una percen-tuale del 60% che dichiara diavere molta o abbastanza ducia 
Al primo posto nella classica dei soggetti che godonodi maggiore consenso si collocano gli scienziati
Gli altrisiamo noi
pag. 5
Perun’egemoniadella speranza
pag. 8
La ricerca
Scienziati al toppolitici op
I dati IARD sulla ducia dei giovani italiani nelle istituzionie nei gruppi sociali
Atteggiamento verso la politica (15-24enni)
Fonte: IARD
Mi considero politicamenteimpegnato
3,8%
Mi tengo al corrente della politica, ma senza parteciparvipersonalmente
38,3%
Non indica 
0,4%
La politica mi disgusta 
23,1%
Penso che si debba lasciare la politica a persone che hanno più competenza di me
34,5%
Alla ede viene riconosciuta una unzione disostegno (psicologico e relazionale) e di guida(nel senso che ore un senso e dà speranza),meno un valore di rierimento morale
Aggiornamento web
Sul sito
I
l numero di Note Modenesèè anche on line ed è possibilescaricarlo e conservarlo in or-mato digitale dal sito www.cen-troerrari.itTra le altre novità sul sito“Quanto manca all’aurora?”,secondo dossier sulle povertà dell’Emilia Romagna, realizza-to dalla Delegazione regionaleCaritas Emilia-Romagna in col-laborazione conil Centro cultura-le Francesco Luigi Fer-rari.É inoltre disponibile il Rap-porto 2010 dell’Osservatorio sul-le povertà con l’analisi dei datidei Centri d’ascolto Caritas del-le diocesi di Modena e Carpi (nu-mero 34 dei Quaderni del Ferra-ri).
2
Note ModenesiN. 4 - Dicembre 2010
 
di Davide Lombardi
S
ettanta cellulari tuttiuguali consegnati per seimesi ad altrettanti adole-scenti, studenti di tre scuole su-periori dell’hinterland milanese,per catturare in video rammen-ti delle loro esistenze. E arne unlm.È stata questa l’idea del regi-sta Andrea Caccia che sulle oltre60 ore di girato che i ragazzi ade-renti al progetto gli hanno con-segnato, ci ha lavorato per altrisei mesi, realizzando alla ne unparticolarissimo lm documen-tario di 77 minuti: “Vedozero”(www.vedozero.it). Un
blog-movie
 che traccia nuove orme espressi-ve attraverso uno degli strumen-ti principe – l’onnipresente cellu-lare – utilizzato per saltare indi-erentemente tra “luoghi” sici evirtuali del presente (parti ormaiinterscambiabili delle nostre vi-te) ma qui piegato ad inedite esi-genze creative.Il risultato è un diario qua-si in presa diretta, un incredibi-le spaccato dell’adolescenza dioggi tra sogni, paure, illusioni e,naturalmente, speranze. Anchese, chiarisce subito Caccia, “ilmio intento primario in questoprogetto non era aatto quel-lo di realizzare un lm sociolo-gico sugli adolescenti di oggi, diorire uno strumento di indagi-ne. Ma semmai, quello di ripen-sare il linguaggio cinematogra-co e orire ai ragazzi delle scuo-le degli strumenti pratici, speri-mentabili sul campo, per una ri-fessione sul cinema, sul rappor-to tra documento e nzione, sul-la capacità di questo strumentodi orire un’analisi ecace del-la realtà”. “Il punto è – continua Caccia – che l’arte cinematogra-ca oggi ha perso quasi total-mente questa valenza e, per mol-ti, ha lo stesso signicato di unhamburger: una merce da consu-mare per poi gettare nel cestinoquel che resta dopo l’uso. Io vo-levo orire ai ragazzi la possibi-lità di tornare a 
are cinema
comestrumento per la comprensionedel mondo, in maniera assoluta-mente libera, in una orma cheli vedesse protagonisti davantie dietro questa inedita 
macchinada presa
, per ar loro comprende-re che lmare il mondo è un attoche richiede responsabilità”. Perarlo, Caccia ha scelto non a ca-so uno strumento tanto utilizza-to quanto demonizzato (soprat-tutto all’interno della scuola)per la sua invadenza totalizzanteche lo ha trasormato da sempli-ce accessorio a parte integrante eimprescindibile delle nostre vite.Di quelle di tutti. Dimostrandoancora una volta che, più che glistrumenti, conta l’uso che ne vie-ne atto.Ecco allora che questi parti-colari occhi elettronici rifetto-no con un
realismo
d’antica scuo-la per il cinema italiano sei me-si di conessioni, serate tra ami-ci, eccessi e solitudine: un vero eproprio cine-diario per permet-tere di “vedere da zero”, tanto aiprotagonisti quanto agli spet-tatori, un ritratto inconsueto esenza ltri della generazione Fa-cebook: i ragazzi nati negli an-ni ‘90. Un ritratto che a volte ap-pare molto crudo e a tratti bu-o nel linguaggio e nei contenuti:si passa con la stessa leggerezza dal tema della droga alla top tendei gelati preeriti, dalle rifes-sioni su Dio e gli angeli, al “ru-morista” che si dedica alla 
Beat-box
, tecnica made in Usa capacedi riprodurre ogni genere di basemusicale elettronica con la bocca e che mette in scena le sue peror-mance. Insomma, “appunti spar-si”, “emozioni gridate e sussurra-te”, momenti intimi e sumatu-re poetiche: non il classico in-treccio narrativo, ma tanti puntidi vista che compongono il puz-zle spesso conuso tipico dell’età adolescenziale lasciando alla let-tura del pubblico il compito di“dare delle interpretazioni”. Ma qual è la otograa che emergedi questa generazione? SecondoCaccia, oggi quarantaduenne, “ilmondo dei diciottenni di oggi èquello degli adolescenti di sem-pre”. “Per me che ho passato da poco i quaranta – spiega – è a-cile rivedere in loro le stesse ca-ratteristiche che urono mie a quell’età. E immagino che la mia visione del loro universo corri-sponda a quella che in passatomio padre avrebbe potuto averedel mio”. Piuttosto, secondo il re-gista, è il mondo degli adulti adessere ormai quasi del tutto pri-vo di quelle che in passato eranoconsiderate certezze proprie del-la maturità. “Sono le mie paure,le mie angosce, i miei desideri e lemie speranze a nire sempre piùspesso per coincidere con le loro”conclude Caccia.Come dire che l’insicurezza ela precarietà di quella stagionedi passaggio che è l’adolescenza,è diventata “patrimonio” (o ar-dello, da una certa età in poi) co-mune ad ogni generazione, spo-stando sempre più in là, no a renderla indenibile, quella 
linead’ombra
che in ogni epoca ha co-stituito il passaggio dalla giovi-nezza all’età adulta.
Un vero e proprio cine-diario per permettere di“vedere da zero”, tanto ai protagonisti quanto aglispettatori, un ritratto inconsueto e senza ltri dellagenerazione Facebook: i ragazzi nati negli anni ‘90
Il documentario
Il ritratto della generazione Facebook
Ladolescenza raccontata attraverso un cellulare. Intervista ad Andrea Caccia,regista di Vedozero
Il mondo dei diciottenni di oggi è quello degli adolescentidi sempre. Piuttosto, è il mondo degli adulti ad essereormai quasi del tutto privo di quelle che in passatoerano considerate certezze proprie della maturità
Gruppi e istituzioni %
Scienziati 86Polizia 72Onu 69Insegnanti 69Ue 66Magistrati 58Nato 55Sacerdoti 52Militari di carriera 51Industriali 49Giornali 42Televisione pubblica 36Amm. Comune in cuiabito36Banche 36Televisione privata 32Sindacalisti 30Governo 25Partiti 16Uomini politici 13
Giovani 15-34enni e fducia
:percentuale di risposta “
molta/ abbastanza ducia
” alla domanda 
Le nominerò alcuni gruppi edistituzioni. Per ciascuno di essi leidovrebbe dirmi se ne ha ducia e inche misura
Fonte: IARDstiano cattolico; dal conrontocon quanto rilevato sei anni pri-ma, si evidenzia una notevole ri-duzione (-14%) alla quale, tutta-via, non corrisponde un calo dicoloro che ritengono “molto im-portante” la religione per la pro-pria vita: al contrario si registra,inatti, un lieve aumento (+1,6%).In generale, alla ede viene rico-nosciuta una unzione di soste-gno (psicologico e relazionale) edi guida (nel senso che ore unsenso e dà speranza), meno unvalore di rierimento morale. Perquel che riguarda la ducia nel-la Chiesa, rispetto al 2004 que-sta crolla tra i non credenti e siriduce tra i praticanti, dove si re-gistra comunque un picco tra i“erventi”, vale a dire ra coloroche dichiarano la religione mol-to importante e che si contraddi-stinguono per una requenza as-sidua alla S. Messa e alla preghie-ra individuale.Note ModenesiN. 4 - Dicembre 2010
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