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 17 punti da non dimenticare
(da
LE PIAZZE DEL SAPERE
. Biblioteche e libertà di Antonella Agnoli)1.
 
Coinvolgere e
 
mobilitare i cittadini a sostegno della biblioteca
,che è servizio necessario sul territorio, al pari della scuolamaterna, della polizia locale o dei pompieri. Organizzarli per farsentire la loro voce nelle istituzioni, costringendo gliamministratori locali a occuparsi del problema.2.
 
Adattarsi alle caratteristiche del quartiere, della città, delpaese,
 
guardare al territorio e a chi ci vive
, in particolare aicittadini che non la frequentano. Per la biblioteca non esistonomodelli validi ovunque, anche se l'esigenza di creare luoghiaccoglienti e culturalmente ricchi è universale.3.
 
Partire da analisi approfondite,
 
cercare di capire chi sono gliutenti
, perché sono instabili nella loro frequentazione e perché ècosì difficile conquistarne di nuovi. Commissionare studisull'immagine della biblioteca fra i non frequentatori.4.
 
Non resistere ai cambiamenti ma integrarli
 
e, se possibile,anticiparli.
Riflettere su come colmare il baratro che si è creatotra la generazione Gutenberg e quella i-Pod/i-Pad.5.
 
Osservare come le persone si comportano e come si muovono:trarre spunti per
migliorare gli spazi
,
la collocazione deimateriali
,
i servizi
, anche ispirandosi alle soluzioni sperimentatenel settore privato.6.
 
Rendere visibile
 
attraverso l'architettura, l'arredamento e ilcomportamento del personale un forte senso dell'accoglienza
:i cittadini devono «istintivamente» sentirsi bene in biblioteca,come se entrassero in un vecchio negozio del quartiere o nelcaffè in piazza fondato cento anni fa.
 
 7.
 
Creare luoghi con un'atmosfera informale,
dove icomportamenti siano più auto regolati, con l'aiuto del personale,che imposti da un elenco di divieti. Commisurare ognilimitazione al beneficio e al danno che provoca, invece diadottare politiche del tipo «sicurezza a ogni costo».8.
 
La
comunicazione non può essere improvvisata
, deve esserefrutto di uno studio in cui architettura, colori, arredi, regole,orari e personale siano valutati insieme.9.
 
Partire dal presupposto che il cittadino medio non conosce, enon vuole conoscere, il gergo bibliotecario, quindi
ogniindicazione deve essere espressa in un linguaggio, o in simboli,comprensibili anche a uno straniero
appena arrivato.10.
 
L'ordine artificiale della biblioteca dev'essere reso facile edaccessibile
come Google, Amazon e altre piattaforme di ricerca,condivisione e scambio presenti su internet.11.
 
Chi non è anticonformista, creativo e audace non ha postonella biblioteca di domani
; meglio ignorare i tradizionali profiliprofessionali a vantaggio di nuove figure che provengano daambiti differenti e con competenze modellate sui bisogni di uncentro di incontro fra i cittadini e l’ iniziativa culturale di unluogo attivo sul territorio.12.
 
Far prevalere le competenze sulle gerarchie
, anchesperimentando forme di inquadramento in cui tutto il personaleè allo stesso livello.13.
 
Far partecipare i cittadini al progetto della biblioteca, alle sueiniziative, al suo proiettarsi all'esterno.
Accogliere ogni sorta diassociazione, mettendo a disposizione gli spazi: la biblioteca è unpezzo di città, dove per caso ci sono anche dei libri.14.
 
Portare i documenti della biblioteca in tutte le sedi doveesistono cittadini limitati nella loro libertà di spostamento
:ospedali, case di riposo, carceri ecc.

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