7.
Creare luoghi con un'atmosfera informale,
dove icomportamenti siano più auto regolati, con l'aiuto del personale,che imposti da un elenco di divieti. Commisurare ognilimitazione al beneficio e al danno che provoca, invece diadottare politiche del tipo «sicurezza a ogni costo».8.
La
comunicazione non può essere improvvisata
, deve esserefrutto di uno studio in cui architettura, colori, arredi, regole,orari e personale siano valutati insieme.9.
Partire dal presupposto che il cittadino medio non conosce, enon vuole conoscere, il gergo bibliotecario, quindi
ogniindicazione deve essere espressa in un linguaggio, o in simboli,comprensibili anche a uno straniero
appena arrivato.10.
L'ordine artificiale della biblioteca dev'essere reso facile edaccessibile
come Google, Amazon e altre piattaforme di ricerca,condivisione e scambio presenti su internet.11.
Chi non è anticonformista, creativo e audace non ha postonella biblioteca di domani
; meglio ignorare i tradizionali profiliprofessionali a vantaggio di nuove figure che provengano daambiti differenti e con competenze modellate sui bisogni di uncentro di incontro fra i cittadini e l’ iniziativa culturale di unluogo attivo sul territorio.12.
Far prevalere le competenze sulle gerarchie
, anchesperimentando forme di inquadramento in cui tutto il personaleè allo stesso livello.13.
Far partecipare i cittadini al progetto della biblioteca, alle sueiniziative, al suo proiettarsi all'esterno.
Accogliere ogni sorta diassociazione, mettendo a disposizione gli spazi: la biblioteca è unpezzo di città, dove per caso ci sono anche dei libri.14.
Portare i documenti della biblioteca in tutte le sedi doveesistono cittadini limitati nella loro libertà di spostamento
:ospedali, case di riposo, carceri ecc.
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