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Guy Debord - Commentari sulla società dello spettacolo

Guy Debord - Commentari sulla società dello spettacolo

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lGuy Debord
COMMENTARISULLA SOCIETÀDELLOSPETTACOLO
1
 
Alla memoria di Gerard Lebovici,assassinato a Parigi il 5 marzo 1984in un agguato rimasto misterioso.
2
 
I
Possiamo essere certi che questi
Commentari
saranno conosciuti rapidamente da cinquanta o sessanta persone; chenon sono poche di questi tempi, e trattando di questioni così gravi. Ma è anche perché in certi ambienti ho fama diessere un intenditore. Bisogna inoltre considerare che la metà, o pressappoco, dell'elite che si interesserà al libro ècomposta da persone la cui occupazione è il mantenimento del sistema di dominio spettacolare, e l'altra metà da personeche si ostineranno a fare tutto l'opposto. Dovendo perciò tener conto di lettori attentissimi e diversamente influenti,non posso ovviamente parlare in tutta libertà. Soprattutto devo stare attento a non istruire troppo chiunque.La gravita dei tempi attuali mi costringerà quindi a scrivere, ancora una volta, in maniera nuova. Certi elementisaranno volutamente omessi; e il piano dovrà rimanere abbastanza oscuro. Si potrà incontrare, come improntatangibile dell'epoca, qualche tranello. A condizione di intercalare qua e là numerose altre pagine, il senso totale puòrisultare chiaro: così, assai spesso, articoli segreti sono stati aggiunti a quanto certi trattati precisavano apertamente, eallo stesso modo succede che degli agenti chimici rivelino una parte sconosciuta delle loro proprietà solo quando sitrovano associati ad
 
altri. Del resto, in questo breve lavoro ci saranno anche troppe cose che risulteranno, ahimè, ditroppo facile comprensione.
II
 Nel 1967 ho mostrato in un libro,
 La società dello spettacolo,
ciò che lo spettacolo moderno era già nella suaessenza: il regno autocratico dell'economia mercantile elevato a uno statuto di sovranità irresponsabile, e l'insieme dellenuove tecniche di governo che accompagnano tale regno. Dato che le rivolte del 1968, prolungatesi in vari paesi nelcorso degli anni successivi, in nessun luogo hanno abbattuto l'organizzazione attuale della socie, da cui essoscaturisce quasi spontaneamente, lo spettacolo ha continuato a consolidarsi ovunque, cioè ad estendersi alle estremitàda tutti i lati, e al tempo stesso ad accrescere la sua densità al centro. Ha perfino appreso nuovi metodi difensivi, comeavviene normalmente ai poteri attaccati. Quando ho intrapreso la critica della società spettacolare è stato notatosoprattutto, dato il momento, il contenuto rivoluzionario che si poteva ravvisare in tale critica, e naturalmente si è vistoin esso il suo elemento più deplorevole. Quanto alla cosa stessa, sono stato accusato a volte di averla inventata di sana pianta, e sempre di avere esagerato intenzionalmente nel valutare la profondità e l'unità di tale spettacolo e della suaazione effettiva. Devo ammettere che in seguito gli altri, pubblicando nuovi libri sullo stesso argomento, hannodimostrato perfettamente che si poteva evitare di dirne tanto. Hanno dovuto solo sostituire l'insieme e il suo movimentocon un unico dettaglio statico della superficie del fenomeno, scegliendolo ogni volta diverso, e quindi tanto menoinquietante, secondo l'originalità di ogni autore. Nessuno ha voluto alterare la modestia scientifica della sua
i
nterpretazione personale inserendovi avventati giudizi
storici.
In definitiva però la società dello spettacolo ha continuato ugualmente il suo corso. Procede in fretta, perché nel 1967aveva poco più di una quarantina d'anni dietro di sé; ma spesi assai bene. E col suo movimento, che nessuno si prendeva più la briga di studiare, ha dimostrato in seguito, con imprese straordinarie, che la sua natura effettiva era proprio quella che io avevo indicato. Questa constatazione non ha soltanto un valore accademico: perché era forseindispensabile avere riconosciuto l'unità e l'articolazione di quella forza attiva che è lo spettacolo, per essere quindiin grado di ricercare in quali direzioni tale forza ha potuto muoversi, essendo ciò che era.. Sono questioni di grande in-teresse: la continuazione del conflitto nella società si giocherà necessariamente in tali condizioni. Dato che lo spettacoloè oggi indubbiamente più potente di prima, come usa tale potenza supplementare? Fino a quale punto, dove prima non sitrovava, si è spinto? Quali sono insomma le sue
linee di operazioni
in questo momento? La vaga sensazione che si
3

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