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L'età dell'imperialismo e la società di massa

L'età dell'imperialismo e la società di massa

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Published by Diego Deplano
L'età dell'imperialismo (Africa, Asia e America latina) e le società di massa (creazione dei partiti e modificazione della base sociale).

Diego Deplano 5F
Liceo Scientifico G. Brotzu
A.S. 2010/2011
L'età dell'imperialismo (Africa, Asia e America latina) e le società di massa (creazione dei partiti e modificazione della base sociale).

Diego Deplano 5F
Liceo Scientifico G. Brotzu
A.S. 2010/2011

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06/13/2013

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Una crisi economica generale Una crisi economica generale Una crisi economica generale Una crisi economica generale 
I
NUOVI CARATTERI DEL COLONIALISMO
 
Atkinson Hobson
, nel saggio pubblicato nel 1902 “Imperialism. A study”, si sforza di analizzare ciò che ai suoi occhi era il fenomeno saliente delsuo tempo: la creazione di
imperi coloniali
molto vasti (sotto il dominio degli stati-nazione europei).
 
Colonialismo imperialistico: Conquista militare del territorio, dominio delle società colonizzate e trasformazione di esse in entitàpolitiche direttamente assoggettate alla madrepatria. Diversamente dal colonialismo sette-ottocentesco, questi nuovi imperi eranobasati su un nuovo fenomeno denominato da Hobson “
cosmopolitismo del capitale
”.
 
Cosmopolitismo del capitale: Tendenza del capitale industriale e finanziario dei grandi paesi industrializzati a cercare sempre nuovispazi e nuovi mercati d’investimento per allargare il mercato interno. Vennero create aree economiche protette, nelle quali farcircolare le merci al riparo dalla concorrenza internazionale (per sfuggire alla crisi economica di sovrapproduzione).Ci fu una vera e propria spartizione del mondo tra le grandi potenze industrializzate, fatto che avrà importanza epocale nell’evoluzione storicaa partire dal XIX secolo.
I
L BOOM SPECULATIVO DEL
1871-73
E LO SCOPPIO DELLA CRISI ECONOMICA
 
Questa corsa alla creazione di immensi imperi coloniali è dovuta all’esplosione di una
gravissima depressione
(in seguito al ventennio distraordinario sviluppo). Questa era dipesa dal cosiddettoboom speculativodel
1873
.L’origine dei fenomeni speculativi in Europa si fa risalire alla
 pace della guerra franco-prussiana
. LaFrancia dovette pagare 5 miliardi di franchi-oro, e lo fece in tempi molto più brevi del previsto, quindiquesta massa di capitali fu investita in diversi settori sviluppando l’attività economica e producendo unamaggiore ricchezza complessiva e profitti maggiori. Questi ultimi portarono a numerose speculazioni sulrialzo del prezzo dei titoli nelle Borse europee. Tuttavia il prezzo delle azioni salì talmente tanto da nontrovare riscontro con il prezzo reale:
crollo banche austriache e germaniche
->
disoccupazione
->
minori redditi
->
calo della domanda
.
L
E CAUSE STRUTTURALI DELLA CRISI
 
Le cause più profonde di questa depressione (1873-96) furono:
 
La crisi del settore ferroviario
: Questo aveva trainato lo sviluppo industriale favorendo la formazione dimercati nazionali, iltrasporto  e lacommercializzazionedei beni di consumo, e, conseguentemente, lo sviluppo dell’industria meccanica,siderurgicaedestrattiva. In seguito a questo effetto molto positivo, seguì un effetto contrario negativo: infatti, nel momento in cui furono bloccati gliinvestimenti nel settore ferroviario (
completate le linee ferroviarie
) si ebbe un conseguente rallentamento anche negli altri settori.
 
La crisi dell’agricoltura
: L’agricoltura americana(del sud) divenneestensivaemeccanizzata, concosti di produzione molto bassi. Ciò fu possibile grazie allo scarso popolamento delle pianure e al fatto che le terre erano proprietà dei contadini stessi. Con lo sviluppo deimezzi di trasporto, i costi per il trasporto dei prodotti americani in Europa diminuì. L’agricoltura europea fu duramente colpita dallaconcorrenza americana, vedendo fallire numerose aziende agricole.
 
La crisi nel settore industriale
:L’equilibriodell’intero sistema industriale (
a cui capo vi erano Inghilterra e pochi altri pesi 
) era fondatosulla presenza di grandi nazioni (
Cina, India, Russia ecc
) che fungevano da mercati per le merci europee e da forniture di materieprime per l’industria europea (riesportazione). A rompere quest’equilibrio fu lo sviluppo dell’attività produttiva dei paesi in cui siesportava (che ridussero le importazioni), e l’avvento di una nuova potenza industriale come la Germania.
 
La crisi di sovrapproduzione
: Sia l’agricoltura che l’industria subirono quindi una crisi di sovrapproduzione. Il mercato non era in gradodi smistare le merci prodotte. Questo, in molti settori produttivi, causò il crollo e il fallimento di moltissime imprese.
I
L PROTEZIONISMO E LA CONCENTRAZIONE MONOPOLISTICA
 
Al fine di risolvere il problema della diminuzione dei prezzi fu richiesta l’adozione di
tariffe doganali protettive
(da
agricoltori 
e
industriali 
).Così il modello liberista ebbe una crisi, tanto che tra il 1878 e il 1882 la maggior parte delle nazioni europee adottò un modello protezionista.Venne abbandonato così il libero scambio lo stato tornò a sostenere direttamente le industrie instaurarono un rapporto più favorevole conquella l’industria siderurgica, così le industrie belliche divennero l’elemento essenziale della politica anticrisi.In seguito alla crisi agricola:
 
In
Inghilterra
: L’agricoltura fu liquidata, così il paese divenne sempre più dipendente dalle importazioni.
 
In
Italia
: Fu applicato unprotezionismo cerealicoloche protesse le industrie arretrate ma accentuò il sottosviluppo del meridione.Le numerose industrie che fallirono furono acquistate a prezzi bassissimi da poche imprese, dando vita aimonopoli, i quali erano in grado diprodurre una quantità ancora più considerevole di merci e di controllare i prezzi del mercato. Nacquero anche legrandi società finanziariechecontrollavano i pacchetti azionari di maggioranza di un notevole numero di imprese. Oltre a questo fu necessario estendere il mercato in modotale da allargare il numero dei consumatori e controbilanciare le tendenze alla sovrapproduzione sempre latenti: nuovi mercati e investimenti.
 
Speculazione
: l’attività dioperatori che sono in gradodi prevedere l’aumento divalore di un bene in futuro.
 
Colonialismo e imperialismo Colonialismo e imperialismo Colonialismo e imperialismo Colonialismo e imperialismo 
I
PAESI INDUSTRIALIZZATI E LA
CORSA ALLE COLONIE
Le conquiste coloniali costituirono un mezzo efficace per superare la crisi di sovrapproduzione dei paesi industrializzati. Ad avviare il nuovoprocesso di colonizzazione fu l’
Inghilterra
: il governo britannico avviò una nuova fase di espansionismo, cheportò l’Inghilterra a possederecirca ¼ delle terre emerse. In Africa gli inglesi, nella seconda metà dell’Ottocento, assunsero il controllo di una larga fascia di territori cheandava dal Mediterraneo al capo di Buona Speranza. Nel 1882 occuparono l’Egitto, creando tensione con la Francia. L’Inghilterra ottenne uncontrollo quasi completo del paese, inserendosi con un commissario all’interno dell’amministrazione egiziana. Nel continuare ad espandersi inAfrica gli inglesi combatterono una durissima guerra contro i boeri, che alla fine furono costretti a cedere i loro ricchissimi territori (ricchi di oroe diamanti); si costituì così l’Unione sudafricana, uno stato autonomo, ma sottoposto al controllo inglese. Poi toccò alla
Francia
ad estendere ilsuo dominio in Africa e nell’Estremo oriente, conquistando il Congo occidentale, il Sudan, il Madagascar ecc. Tra le ultime ad avviarsiall’espansione coloniale vi furono la
Germania
e l’
Italia
. L’Italia conquistò parte dell’Eritrea e della Somalia mente la Germania vari puntidislocati dell’Africa.
L
A SPARTIZIONE DELL
’A
FRICA TRA LE POTENZE EUROPEE
.
La conquista dell’Africa fu un impresa abbastanza semplice grazie allasuperiorità tecnica e militare degli europei
 
, utilizzando parte delle lorostesse strutture per esercitare con maggiore efficacia il dominio coloniale. La spartizione del territorio africano avvenne in modo quasi pacifico,furono poche e non influenti le rivolte anticoloniali, animati dalla volontà di difendersi dal potere “bianco”. La suddivisione dei territori fu fattasulle carte geografiche, senza tenere conto degli insediamenti umani preesistenti e creando separazioni traumatiche, le cui conseguenze sirisentono ancora oggi. Solo nel nuovo secolo cominciarono movimenti indipendentistici che accettavano il nuovo assetto e si prefiggevanol’obbiettivo di costruire moderni stati indipendenti.
L
A DIFFICILE CONQUISTA DELL
’A
SIA
 
Ben diversa fu la penetrazione in Asia, dove le potenze europee:
 
Affrontaronosocietà più sviluppatee complesse di quelle africane.
 
Furono ostacolate daaltre potenzeassenti in Africa (
Russia
,
Giappone
,
Stati Uniti 
).Colonialismo mondiale:
 
Stati Uniti
: Espansero la loro influenza nel pacifico e in Asia.
 
Russia
: La sua espansione si diresse verso l’area del Pacifico e la Cina.
 
Giappone
: Era molto attratto dalla Cina, in quanto sprovvista di industrie e quindi un mercato in cui far confluire la propria produzione.Proprio tra Russia e Giappone esplose una guerra all’inizio del 20° secolo per contendersi la Cina. Contemporaneamente esplosero ribellionipopolari del luogo contro gli stranieri: la più famosa è la rivolta dei boxers” che raggiunse dimensioni tali da intimorire europei e giapponesi.Riconobbero l’indipendenza alla Cina mantenendola aperta al libero scambio delle merci europee e americane.
D
UE DIFFERENTI MODELLI DI COLONIALISMO
 
Africa:
 
Inglesi
: Colonie di popolamento dove la popolazione bianca era più alta e queste godevano di autonomia maggiore. Mentre quelle conprevalenza di popolazione di colore era direttamente assoggettata a Londra.
 
Francesi
: Senza alcuna distinzione, tutte le colonie dipendevano da Parigi.
 
Belgi
: L’unica propria colonia fu gestita come una grande azienda moderna.
 
Tedeschi
: Impero con maggior attenzione alle questioni militari piuttosto che strategico-economiche.Asia:
 
Non si costruirono vere e proprie colonie di popolamento e fallimentari furono le occupazioni territoriali per aumentare il prestigio.
 
In Asia si svilupparono colonie uniformate al modello inglese del “
direct rule
” (governo diretto, applicato in India).Differenti colonialismi comportarono lo stesso effetto:
 
Il nazionalismo europeo -> Imperialismo -> nazionalismo africano e asiatico.
L’
IDEOLOGIA DELLA CONQUISTA
 
La politica di conquista aveva però bisogno di giustificazioni agli occhi dell’opinione pubblica. Così fu mostrata al popolo la conquista:
 
Missione civilizzatriceche la superiore civiltà europea doveva compiere presso le popolazioni “selvagge”. Gli intellettuali favorironol’espandersi di questa concezione: nei loro testi infatti è chiara la figura del colonizzatore bianco che si fa promotore del progressouniversale assoggettando i “colorati”. Puro razzismo. In parte servì anche la “scusareligiosaper giustificare le conquiste territoriali (in seguito a violenze subite da gruppi di missionari).
 
Valvola di sfogo per l’enorme crescita della popolazioneeuropea, costretta ad occupare nuovi territori. Tale giustificazione però nonera credibile, dato che la stragrande maggioranza degli emigranti si diresse in America del Nord (60 milioni di europei).L’opera di esplorazione scientifica, geografica e antropologica nei nuovi territori fu uno strumento per proseguire alla penetrazione politica. Glistessi esploratori spesso, evadendo dai loro compiti stretti, negoziavano trattati di amicizia con i capi indigeni (sfruttati per legittimarel’occupazione futura europea).
 
1900 1900 1900 1900- --14: un nuovo ciclo di espansione economica 14: un nuovo ciclo di espansione economica 14: un nuovo ciclo di espansione economica 14: un nuovo ciclo di espansione economica 
L
E CAUSE DELLA CRESCITA ECONOMICA MONDIALE
 
Verso la fine degli anni 90, cessata la crisi, si avviò un nuovo ciclo di espansione. Le cause della crescita economica mondiale 1900-14 sono:
 
Diminuzione del tasso di mortalità.
 
Crescita demografica.
 
Allargamento del mercato.
 
Sfruttamento dei nuovi giacimenti auriferi nelle regioni del Sudafrica.
 
Aumento della disponibilità d’oro e della quantità di moneta: favorendo i commerci internazionali.
 
La rivoluzione dei trasporti, che permise una velocizzazione ed un minor costo dei trasporti, ampliando i mercati.
N
UOVE FONTI DI ENERGIA
:
L
ELETTRICITÀ E IL PETROLIO
 
Il processo di sviluppo economico portò alla scoperta di due nuovi fonti di energia:
 
Elettricità
: Essa segnò l’inizio di una nuova era:
o
 
Produrre elettricitàdivenne una nuova attività industriale.
o
 
L’elettricità venne impiegata nelleindustriea sostituire il vapore (nelle ferrovie).
o
 
L’elettricità venne impiegata anche negliusi civili(nelle città).
o
 
Cominciò a diffondersi l’uso deltelefono.
o
 
La diffusione dell’energia idroelettricaconsentì anche ai paesi poveri di carbone di progredire velocemente nello sviluppoindustriale. Grazie a questo fu possibile anche undecentramento industrialeche favorì la crescita urbana.
 
Petrolio
:
o
 
Affiancò e gradualmentesostituì il carbone.
o
 
Dapprima usato solo per l’illuminazione, ora impiegato anche nelsettore automobilisticoenavale(motore a scoppio).
o
 
Utilizzato anche per ilriscaldamento domestico(stufe a cherosene).
I
PROGRESSI DELL
INDUSTRIA CHIMICA E LA RIVOLUZIONE DELL
ACCIAIO
 
Anche l’industria chimica si sviluppò considerevolmente grazie alle nuove scoperte:
 
L’utilizzodi sostanze chimichenell’agricoltura(fertilizzanti).
 
L’alluminioche divenne in poco tempo un prodotto di massa.
 
Icoloranti artificiali(che diedero un forte impulso al settore tessile).
 
L’acciaio (lega di ferro e carbonio) che ebbe un enorme sviluppo nella seconda metà dell’800. Si scoprì come trasformare la ghisa inacciaio. Esso divenne un materiale di primaria importanza dato che divenne più conveniente dell’impiego del ferro. Torre Eiffel.
U
NA NUOVA RIORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL SISTEMA ECONOMICO
 
Tale progresso fu tale da determinare una riorganizzazione del sistema economico a livello planetario.La trama dei commerci internazionali si fece sempre più fitta:
 
Le due potenze emergenti
Stati Uniti
e
Giappone
rimasero fuori a causa del loro elevato aumento demografico che assorbiva laproduzione e non esportava.
 
L’
Inghilterra
, pur restando la direttrice dell’economia mondiale, si vide affiancare dalle potenze della Germania e degli Stati Uniti.
 
La produzione industriale aumentò del 200% mentre la produzione di materie prime del 65%.
 
Per la prima volta leimportazioni europee sorpassarono le esportazioni. Questo significava che il mondo non era più un’enorme fontedi risorse ma un’enorme area in grado di assorbire la produzione dei paesi industrializzati.
 
Il colonialismo aveva fatto dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina degli immensi mercati aperti alle potenze imperialiste.
L
A FABBRICA MECCANIZZATA E IL TAYLORISMO
 
I grandi gruppi monopolistici possedevano imprese in grado di effettuare un controllo complessivo del ciclo produttivo. Il lavoro nelle fabbrichedivenne sempre più meccanizzato andando a costituire un sistema complesso formato da un gran numero di “processi meccaniciinterconnessi”. La complessità tecnologica e organizzativa di tale sistema comportava l’assunzione di personale altamente specializzato. Inquesto contesto si affermò l’organizzazione scientifica del lavoro industriale
 
, teorizzata da F. Taylor:
taylorismo
. I suoi obbiettivi:
 
Basso costo della manodopera.
 
Alto livello dei salari.
 
Aumento della produttività.Il lavoro completo e complesso svolto da un solo operaio comportava uno spreco di tempo e di fatica. Così al posto delle operazioni complessevennero sostituite operazioni semplici che venivano ripetute in serie dagli operai (che venivano cronometrati) e che portavano alla produzionedel prodotto finito. Così la manodopera venne a costare di meno anche perché gli operai non dovevano più essere per forza specializzati datal’elementarità del lavoro da svolgere. I controllori del lavoro registravano i ritmi degli operai cercando di raggiungere i risultati migliori.Ciò portò a:
 
Massima produttività.
 
Scomparsa dei mestieri operai e di una classe lavoratrice qualificata e personalizzata.

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Sara Dal Maso added this note
QUESTO riassunto è TRATTO DA "i saperi della storia" (De Bernardi Guarracino) vero? In internet ci sono tutti i capitoli o solo alcuni? grazie cmq, mi sono stati utili.... :)
lalla1994 liked this
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Silvia Pizzigoni added this note
comemminchia si scarica sto robo?andate affanculo và
Maria Passeggia liked this
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