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Il Documento della Camera Penale di Milano sugli scontri a Roma

Il Documento della Camera Penale di Milano sugli scontri a Roma

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12/21/2010

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CAMERA PENALE DI MILANO
GIAN DOMENICO PISAPIA
Via Freguglia n. 1 – 20122 Milano - Tel.
 
02 5513561 -
 
Fax 02
 / 
02 55185749
www.camerapenalemilano.itinfo@camerapenalemilano.it
 
L
A
CATENA
DELLA REPRESSIONE
 
Non stupiscono certo le critiche degli esponenti del Governo o del sindaco di Roma ai provvedimenticon i quali i giudici romani hanno definito le udienze di convalida nei confronti degli arrestati per i graviepisodi di violenza seguiti alla manifestazione pacifica del 14 dicembre scorso, critiche che auspicavano unadecisione tendente all'applicazione generalizzata della custodia cautelare in carcere.I provvedimenti giudiziari, anche quelli giurisdizionali,
devono 
essere oggetto di critica.
 
L'esercizio del diritto di critica, infatti, costituisce uno dei meccanismi fondamentali delfunzionamento della democrazia e come tale
è
irrinunciabile e non tollera affievolimenti n
é
compressioni.
 
Per cui
è
fisiologico che il sindaco di una citt
à
che
è
stata teatro di scontri violenti riponga molteaspettative ( anche se molte delle quali sono qualitativamente mal riposte) sull'esito di un giudizio diresponsabilit
à
a carico di coloro che le forze di polizia additano come i responsabili di quegli scontri.
 
Meno fisiologico, forse,
è
che lo faccia il Ministro dell'Interno allorch
é
il controllo giurisdizionale, il cuirisultato
è
oggetto di critica, si risolve dal suo punto di vista nella conferma o nella smentita dell'operato delleforze di polizia che da lui dipendono.
 
Una corretta grammatica istituzionale avrebbe dovuto evitare al Ministro la confusione tra i criteri digiudizio dell'operato delle forze di polizia con quelli deputati a scrutinare la responsabilit
à
di un cittadinorispetto alla commissione di condotte che costituiscono ipotesi di reato.Se tutto ci
ò
, come detto, non desta stupore la contestuale iniziativa del Ministro della Giustizia, alcontrario, desta preoccupazione e merita una severa critica.
 
Il responsabile del ministero di via Arenula ha, infatti, deciso di inviare i propri ispettori presso ilTribunale di Roma con le finalità espresse in una nota del ministero pubblicata dalla stampa e che meritaessere ricordata:
A seguito della scarcerazione dei responsabili, appena poche ore prima, di gravi atti di guerriglia urbana e di violenta contestazione il ministro ha incaricato l'ispettorato generale di effettuare l'accertamento urgente sulla conformità formale e sostanziale delle norme, del provvedimento disposto dall'autorità giudiziaria.
 
Si tratta di una iniziativa grave che minaccia apertamente la libert
à
della giurisdizionesovrapponendo un improbabile controllo formale con finalit
à
disciplinari al controllo sostanziale deiprovvedimenti che spetta unicamente alla stessa giurisdizione.
 
Stupisce che proprio il Ministro della Giustizia si riferisca alle persone arrestate indicandole come
responsabili di gravi episodi di guerriglia urbana 
così confondendo pericolosamente il piano della
 repressione 
con quello della
giustizia 
ed oggettivamente anticipando un giudizio di colpevolezza,maggiormente inopportuno se solo si pensi che viene espresso senza alcuna conoscenza degli attiprocessuali.
 
La giurisdizione non è l'ultimo
anello 
della catena della repressione né tanto meno ne è il
lucchetto.
 

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