Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
4Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
cyberteologia

cyberteologia

Ratings: (0)|Views: 173 |Likes:
Published by Antonio Spadaro
Antonio Spadaro S.I., VERSO UNA «CYBERTEOLOGIA»? L’intelligenza della fede nel tempo della Rete - Internet fa ormai parte della vita quotidiana di molte persone, e per questo sempre di più contribuisce a costruire anche l’identità religiosa delle persone del nostro tempo, incidendo sulla loro capacità di comprensione della realtà, e quindi pure della fede e del suo modo di viverla. La Rete e la cultura del cyberspazio pongono nuove sfide alla nostra capacità di formulare e ascoltare un linguaggio simbolico che parli della possibilità e dei segni della trascendenza nella nostra vita. Forse è giunto il momento di considerare la possibilità anche di una cyberteologia intesa come l’intelligenza della fede al tempo della Rete. Essa sarebbe il frutto della fede che sprigiona da se stessa un impulso conoscitivo in un tempo in cui la logica della Rete segna il modo di pensare, conoscere, comunicare, vivere.
Antonio Spadaro S.I., VERSO UNA «CYBERTEOLOGIA»? L’intelligenza della fede nel tempo della Rete - Internet fa ormai parte della vita quotidiana di molte persone, e per questo sempre di più contribuisce a costruire anche l’identità religiosa delle persone del nostro tempo, incidendo sulla loro capacità di comprensione della realtà, e quindi pure della fede e del suo modo di viverla. La Rete e la cultura del cyberspazio pongono nuove sfide alla nostra capacità di formulare e ascoltare un linguaggio simbolico che parli della possibilità e dei segni della trascendenza nella nostra vita. Forse è giunto il momento di considerare la possibilità anche di una cyberteologia intesa come l’intelligenza della fede al tempo della Rete. Essa sarebbe il frutto della fede che sprigiona da se stessa un impulso conoscitivo in un tempo in cui la logica della Rete segna il modo di pensare, conoscere, comunicare, vivere.

More info:

Published by: Antonio Spadaro on Jan 03, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/12/2013

pdf

text

original

 
Lo storico Harold Perkin scrisse che gli uomini che costruiro-no le ferrovie non stavano soltanto creando un mezzo di traspor-to, ma, al contrario, stavano contribuendo alla creazione di unanuova società e di un nuovo mondo
1
. A metà Ottocento la ferro-via non fu considerata semplicemente come un’esperienza, maspesso proprio come una «rivoluzione», la
railway revolution
2
, opersino una metafora culturale. È interessante notare come ogniinvenzione, dalla ruota in poi, che ha permesso agli uomini di in-tensificare le comunicazioni e gli scambi, passando dalla stampa,dalla ferrovia e dal telegrafo, sia stata considerata «rivoluziona-ria». Così anche internet. Se tale dimensione di «rivoluzione» aiu-ta a comprendere la rilevanza sociale delle innovazioni, d’altraparte rischia di oscurare una considerazione più importante a lo-ro riguardo: esse rispondono a desideri «antichi». Come lo fu laferrovia dal 1825, così anche internet intorno al 1980 è stato con-siderato una rivoluzione. E tuttavia è necessario sfatare un mito:che la Rete sia un’assoluta novità dei «nostri» tempi.
 Internet e la vita quotidiana
Essa in realtà replica antiche forme di trasmissione del sapere edel vivere comune, ostenta nostalgie, dà forma a desideri e valoriantichi quanto l’essere umano. Quando si guarda a internet oc-corre non solo vedere le prospettive di futuro che offre, ma anchei desideri e le attese che l’essere umano ha sempre avuto e alle qua-li prova a rispondere, cioè: relazione, comunicazione e conoscen-
15
©
 La Civiltà Cattolica
2011 I 15-27quaderno 3853 (1° gennaio 2011)
ARTICOLIVERSO UNA «CYBERTEOLOGIA»?L’intelligenza della fede nel tempo della Rete
ANTONIO SPADARO S.I.
1
Cfr H. P
ERKIN
,
The Age of the Railway
, London, Panther, 1970.
2
Cfr a titolo di esempio: http://www.historyofyork.org.uk/themes/the-railway-revolution
 
za. È vero che la tecnologia porta sempre con sé un’aura che pro-voca stupore e anche inquietudine. Ma quali sono i motivi per cuiquesti sentimenti si generano? Probabilmente perché ciò che latecnologia è in grado di realizzare corrisponde a desideri antichi epaure profonde. Se così non fosse le sue innovazioni non ci toc-cherebbero davvero meravigliandoci o intimidendoci.Internet è una realtà che ormai fa parte della vita quotidiana dimolte persone. Se fino a qualche tempo fa era legata all’immagi-ne di qualcosa di tecnico, che richiedeva competenze specifichesofisticate, oggi è un luogo da frequentare per stare in contattocon gli amici che abitano lontano, per leggere le notizie, per com-prare un libro o prenotare un viaggio, per condividere interessi eidee. Internet è uno spazio di esperienza che sempre di più sta di-ventando parte integrante, in maniera fluida, della vita quotidia-na: un «nuovo contesto esistenziale»lo definiscono in manieraprecisa i recenti
Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020
. Non, dunque, un «luogo» specifico al-l’interno del quale entrare in alcuni momenti per vivere
on line
, eda cui uscire per rientrare nella vita
off line
. La Rete è una realtàche sempre di più interessa l’esistenza di un credente e incide sul-la sua capacità di comprensione della realtà e, dunque, anche del-la sua fede e del suo modo di viverla. Prosegue il documento del-la Cei: «Agendo sul mondo vitale, i processi mediatici arrivano adare forma alla realtà stessa. Essi intervengono in modo incisivosull’esperienza delle persone e permettono un ampliamento dellepotenzialità umane. Dall’influsso più o meno consapevole cheesercitano dipende in buona misura la percezione di noi stessi,degli altri e del mondo. Essi vanno considerati, senza pregiudizi,come risorse, pur richiedendo uno sguardo critico e un uso sa-piente e responsabile»
3
.L’uomo non resta immutato dal modo con cui manipola la real-tà: a trasformarsi non sono soltanto i mezzi con i quali comunica,ma l’uomo stesso e la sua cultura. I vari strumenti che nella storial’uomo ha «inventato» e ha avuto a disposizione su larga scala han-no inciso sul suo modo di vivere e di essere se stesso. Componen-do in sintesi quasi una storia dell’esperienza umana della tecnica,Pierre Lévy, celebre studioso delle implicazioni culturali dell’infor-
VERSO UNA «CYBERTEOLOGIA»
16
3
C
ONFERENZA
E
PISCOPALE
I
TALIANA
,
Educare alla vita buona del Vangelo. Orienta-menti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020
, n. 51.
 
matizzazione, ha scritto: «È lo stesso uomo a parlare, a seppellire ipropri morti e a tagliare la selce. Propagandosi fino a noi, il fuocodi Prometeo cuoce i cibi, secca l’argilla, fonde i metalli, alimenta lamacchina a vapore, corre lungo i cavi dell’alta tensione, arde nellecentrali nucleari, si sprigiona dalle armi da guerra e dagli strumen-ti di distruzione»
4
. Così l’umanità dell’uomo si dispiega attraversol’architettura che lo ripara e lo accoglie; attraverso la ruota e la na-vigazione che gli aprono nuovi orizzonti; attraverso la scrittura, iltelefono e il cinema che lo permeano di segni
 5
. L’uomo non sareb-be quello che è senza il fuoco, la ruota, l’alfabeto…Inoltre egli ha sempre cercato di interpretare il mondo attraver-so tecnologie che gli hanno permesso di rappresentare in manieraanalogica la realtà, come per la prospettiva lo è stata la fotografia oil cinema: rappresentazioni che aprono nuovi spazi cognitivi di in-terazione tra il soggetto e il mondo esterno. La «tecnologia», dun-que, non è un insieme di oggetti moderni e all’avanguardia. Essa èparte dell’agire con il quale l’essere umano esercita la propria ca-pacità di conoscenza, di libertà e di responsabilità
6
.
Teologico e tecnologico
La tecnologia dunque non è soltanto, come credono i più scet-tici, una forma di vivere l’illusione del dominio sulle forze dellanatura in vista di una vita felice. Sarebbe riduttivo considerarlasolamente frutto di una volontà di potenza e dominio. Essa, scri-ve Benedetto
XVI
nella
Caritas in veritate
, «è un fatto profonda-mente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Nel-
VERSO UNA «CYBERTEOLOGIA»
17
4
P. L
ÉVY
,
Cybercultura. Gli usi sociali delle nuove tecnologie
, Milano, Feltrinelli,1999, 25 s. L’autore si è chiesto retoricamente in queste pagine: «Le tecniche vengonoforse da un altro pianeta, il mondo delle macchine, freddo, privo di emozioni, estraneoa ogni significato e valore umano, come una certa tradizione di pensiero tende a sugge-rire?». E la sua risposta è stata chiara: «Mi sembra, al contrario, che non solo le tecni-che siano immaginate, realizzate e reinterpretate nell’uso da parte degli uomini, ma cheanzi sia proprio l’utilizzazione intensiva di utensili a costituire l’umanità in quanto ta-le», o meglio a contribuire alla sua costituzione come noi la conosciamo in maniera de-terminante. In un’espressione sintetica: «il mondo umano è per definizione tecnico».
 5
Pensiamo all’invenzione dell’alfabeto che ha avuto un’importanza determinante atanti livelli, incluso quello della convivenza politica: è possibile essere cittadini in so-cietà complesse perché si scrivono (e si leggono) le leggi.
6
A questo proposito bisognerebbe tornare alle ampie riflessioni del sociologo e ur-banista statunitense Lewis Mumford che nel suo
Tecnica e cultura
(Milano, Il Saggiato-re, 2005) nel 1934 scriveva una sorta di storia della macchina e dei suoi effetti sull’uo-mo e sulle conseguenti relazioni tra sapere e saper fare.

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->