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Ecdl Modulo 1 Fondamenti

Ecdl Modulo 1 Fondamenti

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Primo Modulo ECDL. Fondamenti
Primo Modulo ECDL. Fondamenti

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ECDL - Modulo 1Fondamenti
Angela Gay25 gennaio 2010
Indice
1 Gli algoritmi 2
1.1 Denire il termine algoritmo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21.2 Descrivere in forma algoritmica la procedura risolutiva di sempliciproblemi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31.3 Rappresentare algoritmi mediante diagrammi . . . . . . . . . . . 4
2 Rappresentazione dei dati 7
2.1 Effettuare correlazioni fra i sistemi di numerazione decimale ebinario, convertire dei dati numeri dall’uno all’altro sistema. . . . 72.2 Rappresentare i caratteri in forma binaria. Definire le nozioni dibit e di byte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82.2.1 ASCII standard ed esteso . . . . . . . . . . . . . . . . . . 82.2.2 UNICODE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92.3 Descrivere le caratteristiche di una immagine digitale. . . . . . . 9
3 Linguaggi 10
3.1 Cenni di logica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103.1.1 Congiunzione (AND) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113.1.2 Disgiunzione (OR) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113.1.3 Negazione (NOT) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113.2 Linguaggi naturali e linguaggi formali . . . . . . . . . . . . . . . 123.2.1 Fasi di creazione del software . . . . . . . . . . . . . . . . 153.3 Pseudolinguaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Bibliograa 21
1
 
1 GLI ALGORITMI 
2
1 Gli algoritmi
Il termine
algoritmo
deriva dal nome del matematico persiano Abu Ja’far Mo-hammed ibn Mâsâ al- Khowârizmî, vissuto nel IX secolo d.C., che si ritieneessere uno dei primi autori ad aver fatto riferimento esplicitamente a questoconcetto, nel libro Al-giabr wa’l mu kabala (Libro sulla ricomposizione e sullariduzione), dal quale tra l’altro prende anche le origini la parola algebra.Per spiegare cosa è un algoritmo, partiamo da un esempio.
Esempio 1
Supponiamo di voler istruire un ’esecutore’ (macchina o persona)che sa fare moltiplicazioni e divisioni, affinché possa calcolare l’area di un trian-golo del quale vengono fornite la misura della base 
b
e dell’altezza 
h
. Le istru-zioni che dobbiamo dare all’esecutore, per renderlo capace di calcolare l’area del triangolo, potrebbero essere le seguenti:
INIZIO1. acquisisci
b
e
h
;2. moltiplica
b
per
h
;3. dividi il prodotto per
2
;4. comunica il risultato ottenuto.FINEQuesto sequenza di istruzioni costituisce un algoritmo.
1.1 Definire il termine algoritmo
Siamo ora in grado di dare una definizione intuitiva (cioè, non rigorosa) di:
Algoritmo
Per
algoritmo
si intende una successione finita di passi con-tenenti le istruzioni che specificano le operazioni da compiere per risolvere unaclasse di problemi.L’algoritmo dunque deve godere delle seguenti proprietà:1.
finitezza
, cioè costituito da un numero finito di passi, o istruzioni;2.
univocità
, non deve essere ambiguo;3.
realizzabilità
le istruzioni devono essere eseguibili materialmente.Nella maggior parte dei testi scolastici, viene data una quarta proprietà deglialgoritmi:4. un algoritmo, per essere tale, deve terminare in un numero finito di passi.
 
1 GLI ALGORITMI 
3Da notare la differenza tra la proprietà 1 (il numero di istruzioni deve esserefinito) e la proprietà 4 (l’algoritmo deve terminare). Come vedremo presto, unalgoritmo può prevedere le ripetizione (iterazione) di un gruppo di istruzionipiù volte. Ecco perché un algoritmo, pur costituito da un numero finito di istru-zioni, potrebbe non terminare: un certo gruppo di istruzioni potrebbe essereeseguito indefinitamente, portando alla non terminazione dell’algoritmo stesso.La quarta non dovrebbe essere considerata una proprietà caratteristica deglialgoritmi. Le motivazioni di ciò esulano dagli scopi e di questo testo, e possonoessere affrontate solo in corsi di matematica superiore. Qui possiamo solo af-fermare che tale motivazione è analoga a quella che induce, in matematica, adampliare gli insiemi numerici (da
N
a
Z
, a
Q
, a
R
... a
C
) affinché essi risultinochiusi rispetto a determinate operazioni (Cf. [3, pag. 5] per maggiori dettagli).
1.2 Descrivere in forma algoritmica la procedura risoluti-va di semplici problemi.
Il nostro primo algoritmo è molto semplice. È costituito da alcune istruzioniche vanno eseguite in sequenza. Non sempre sarà così. A volte sarà necessarioeseguire alcune istruzioni, oppure altre, a seconda del verificarsi o meno di unadeterminata condizione. Parleremo in questo caso di
struttura di selezione
(si seleziona quale istruzione, o gruppo di istruzioni eseguire, in base al verifi-carsi della condizione).Proviamo a descrivere i passi necessari per stabilire se un numero
a
è divisi-bile per un altro numero
b
. Il nostro algoritmo potrebbe essere il seguente:INIZIO1. acquisisci
a
e
b
;2. esegui la divisione
a
:
b
e indica con
r
il resto di tale divisione;3. se
r
= 0
• allora comunica che
a
è divisibile per
b
altrimenti comunica che
a
non
è divisibile per
b
FINEQuesto è il nostro secondo algoritmo.

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