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Alternativa News Numero 8

Alternativa News Numero 8

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01/13/2011

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Alternativa news
In collaborazione con: Megachip
 
Volume
: 1
Numero
: 7
Data
: Gennaio 2011
Sede
: Gruppo AlternativaLiguria
Di
: Asta Paolo, MartiniClaudio, Scuderi Massimo
IN USA PIU' DEL 25% DEI BAMBINI USAFARMACI PER CURARE MALATTIECRONICHE:
DI ETHAN A. HUFF naturalnews.comIl tasso di consumo di farmaci prescritti ai bambini e ragazzicontinua a salire, un nuovo rapporto 2010 del Medco HealthSolutions Inc. dice che almeno un quarto di tutti i bambiniamericani stanno regolarmente prendendo farmaci. E secondo ilrapporto, molti di questi farmaci sono stati originariamente destinatiagli adulti e hanno effetti collaterali sconosciuti per l'uso a lungotermine nei giovani.Il Wall Street Journal riporta che oltre a prendere farmaci perl'iperattività da deficit di attenzione (ADHD) e l'asma, i bambinistanno assumendo sonniferi, farmaci per il diabete e anche "statindrugs", che in genere sono solo prescritti agli adulti. per esempio, ilrapporto cita un bambino di otto anni, che prende farmaci per lapressione del sangue fin da quando era un lattante. Il Dr. DannyBenjamin, professore di pediatria presso la Duke University, haammesso al WSJ che prescrivere farmaci cronici ai bambini è unproblema serio. "Sappiamo che stiamo facendo errori nel dosaggio enella sicurezza", ha detto, sottolineando anche che i genitori devonofare di più per mettere in discussione la sicurezza dei medicinali chei loro medici gli prescrivono. Gli esperti temono che la crescenteprescrizione di farmaci ai bambini è causa un danno grave, e diconoche i genitori dovrebbero invece cercare di cambiare la dieta e lostile di vita dei loro figli. Sebbene molti medici continuano a"consigliare" farmaci come caramelle, nonostante pericoli noti,molti genitori li accettano senza pensarci due volte. E la US Foodand Drug Administration (FDA) ha fatto ben poco per mettere inguardia il pubblico sui pericoli connessi all'uso di farmaci percurare malattie croniche, soprattutto nei bambini piccoli. Gli studisulla sicurezza dei farmaci nei giovani non sono necessariamenterichiesti per i medici, poichè il farmaco è già approvato dalla FDA.
China über alles
di
Giulietto Chiesa
- da «Cometa»
.Molta è, in Occidente, la retorica sull’ascesa della Cina nel consessomondiale. Ce ne siamo accorti tardi, noi, in Italia. Fino a unaquindicina di anni fa quasi nessun media italiano aveva uncorrispondente a Pechino. Adesso ne parliamo di più, anche perchésarebbe impossibile non farlo. Eppure continuiamo, tetragoni a ognibarlume di ragione, a privilegiare le relazioni e le valutazioni chepassano sopra l’Atlantico, come se il baricentro del mondo fosseancora in questo nostro emisfero. Cioè non vediamo ancora quasiniente di ciò che sta in realtà accadendo. In questo, mi pare, europei,russi e americani fanno combriccola, discutendo dei destini delmondo tra di loro, come se dipendessero ancora, essenzialmente, daloro. Solo che questo periodo si va accorciando velocemente. Leggoanalisi di commentatori politici europei, americani e russi, chesognano di “alleanze strategiche” interatlantiche, da Vancouver aVladivostok, e penso alla inesorabile limitatezza di questeritardatarie (e perfino pericolose) speranze. Penso che, se non sicapisce la Cina nella sua realtà, tutti i calcoli risulteranno sbagliati e,alla fine, l’Occidente si troverà più debole di quanto ancorapotrebbe essere.Dunque occorre capire fino in fondo, in primo luogo , cosa significail fatto che la Cina si delinea come il vero colosso mondiale del XXIsecolo.Che non è già più e non potrà essere, un nuovo “secolo americano”.I dirigenti cinesi sono stati, e restano, prudenti in merito. Tendono aevitare frasi clamorose, proclami; evitano l’enfasi con studiataritrosia. Ma sanno ormai di essere decisivi in quasi tutti i campi cheinfluiscono sugli equilibri mondiali. E hanno già dimostrato disapere prendere decisioni anche da soli, senza aspettare il consensodell’ex impero americano. Sono gli unici a poterlo fare e già lofanno.Ci troviamo nel momento sottile e delicato di una transizione, in cui la Cina – che è avvinghiata al destino americano (e lo sa) – stacambiando pelle e colore e sta mutando da partner subordinato a partner dominante.La leadership cinese sa anche un’altra cosa, decisiva per il proprio (e il nostro) futuro: che sarà molto difficile, molto improbabile, che igruppi dirigenti americani ed europei accettino un tale passaggio di consegne senza tentare d’impedirlo. Tutto induce a pensare che non solole élites occidentali sono mille miglia lontane da questo realismo, ma che lo sia anche il popolo americano nel suo insieme e tutto il “miliardod’oro” di cui noi siamo parte. Dunque non è azzardato attendersi scintille nei prossimi decenni (nei prossimi due decenni, che sarannodecisivi). Nel famoso documento del PNAC (Project for the New American Century), che fu scritto alla fine degli anni ’90, i neo-con, chepresero il potere negli Stati Uniti nell’anno 2000, avevano delineato uno scenario in cui, nel 2017, la Cina sarebbe divenuta “la principaleminaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”.Se, per “minaccia” intendevano dire che la Cina avrebbe scelto la propria strada senza chiedere il permesso a nessuno, e, nel 2017, sarebbestata nella condizione di fare rispettare le sue scelte, possiamo dire che i neo-con si sbagliarono per difetto: ci siamo già.Ed è ora assai scomodo, per gli Stati Uniti, sentirsi minacciati da qualche cosa che è, appunto, avvinghiato a loro, così come loro sonoavvinghiati ad esso in un intrico inestricabile, che potrebbe diventare drammatico. Perché, come “fermare” la Cina visto che fermarlaequivarrebbe a subire una violenta frenata e imprevedibili contraccolpi? E come “non fermarla”, visto che non fermarla equivale adarrendersi? Qui l’analisi razionale,
 politically correct 
, s’interrompe per forza di cose.
 
 
Ricordate l’aneddoto dello scorpione che chiede alla rana di traghettarlo dall’altra parte del fiume in piena? La rana chiede garanzie: “Non mipungerai?” Lo scorpione risponde: “Come potrei essere così sciocco? Pungendoti morirei anch’io”. La rana accetta e mal gliene incoglie,perché nel mezzo della corrente lo scorpione la pungerà. Prima di morire troverà appena il tempo di gridare: “Ma perché lo hai fatto?”. E loscorpione, affogando anche lui, le risponde:”Scusami, ma non ho saputo resistere”. La rana cinese si aspetta il morso e non traghetterà loscorpione. Tra il 2015 e il 2018, con gli attuali tassi di crescita, la Cina supererà percentualmente gli Stati Uniti come principale importatoremondiale di petrolio. Un calcolo elementare dice che, un modo per “pungerla” (cioè , se non per fermarla, per costringerla almeno arallentare, a venire a patti), sarà quello di rendere più difficili i già difficili per tutti approvvigionamenti energetici. Lo si può fare in moltimodi. Il più semplice dei quali è di far scoppiare una o più guerre che s’incaricheranno di tagliare comunicazioni, oleodotti e gasdotti.Da qui la decisione, davvero strategica, del Governo cinese di varare un piano energetico di lunga durata, fino al 2050, che non è eccessivodefinire “autarchico”. Se la sicurezza dipende dall’autonomia assoluta in materia energetica (ed è proprio così), Pechino sceglie senza mezzitermini la sicurezza, consapevole che la partita – Brzezinski direbbe sulla scacchiera mondiale – è per la sopravvivenza. La Cina varerà, alprossimo Congresso del Popolo, nel marzo 2011, o addirittura alla fine del 2010, affidando la decisione al Comitato Permanente di 175membri, un piano energetico generale che punta sul carbone. La diversificazione prevede tutti i tipi di energia, con quella nucleare aiprimissimi posti, ma il carbone sarà la Muraglia Cinese, poiché la Cina dispone della terza più vasta riserva di quel combustibile dopo Russiae America, e ce l’ha sul proprio territorio, non deve né trasportarla, né comprarla.E’ una decisione che equivale a un gigantesco tsunami, le cui onde arriveranno sulle coste di tutti i continenti. E’ una decisione globale, mache riduce l’interdipendenza della Cina con il resto del mondo. Essa avrà ripercussioni profonde su tutti i mercati energetici mondiali, indirezioni diverse e per ora imprevedibili. Equivale, del resto, a una intensificazione, appunto strategica, della linea già assunta di fatto, in cui iquattro quinti dell’energia elettrica cinese sono prodotti da centrali a carbone, il cui numero si accresce al ritmo di una nuova centrale ognisettimana.Ma una tale decisione avrà effetti soprattutto sulle future sorti mondiali del clima. La Cina non è ancora il principale emettitore di gas aeffetto serra, essendo per il momento sopravanzata dagli Stati Uniti, ma lo diventerà rapidamente. Quali che siano gli sforzi profusi dalleautorità cinesi, sarà difficile evitare un peggioramento della situazione climatica a livello planetario.Dunque si possono trarre alcune conclusioni preliminari.La prima, forse la più importante tra queste, è che il mondo non può più crescere nella quantità, nelle forme, nei ritmi dettati dai paesidell’Ocse, a causa dei limiti dello sviluppo ormai evidenti, e dello stato di sovrapproduzione dell’economia mondiale nel suo complesso.In secondo luogo saranno proprio i paesi più industrializzati a dover affrontare il problema della contrazione della loro crescita, mentre,all’opposto, emergono nuovi giganti (non solo Cina, ma anche India e Brasile) che non possono non crescere e, soprattutto, ai quali non saràpossibile impedire di crescere (s’intende: non sarà possibile impedirglielo pacificamente).Detto in altri termini, stiamo assistendo a un immenso trasferimento di risorse dal nord verso il sud e verso l’est. In assenza di una nuovaarchitettura dei rapporti mondiali, i grandi giocatori giocheranno gli uni contro gli altri. La rotta di collisione tra Cina e Occidente è già neifatti, sotto i nostri occhi. La decisione cinese non fa che sottolinearla e rivela il retropensiero dei dirigenti di Pechino. Il
mainstream
 occidentale sta già disegnando l’immagine del nuovo “nemico”.Ma è davvero il nemico? C’è di che dubitarne. Lo è, e lo sarà, solo per coloro che, in Occidente, non intendono rinunciare neppure ad unagoccia del loro benessere e della supremazia della quale hanno goduto negli ultimi due secoli almeno.Potrebbe non esserlo per alcuni miliardi di individui che hanno poco o nulla da perdere. La Cina, per fare solo un esempio, è già il primoproduttore al mondo di turbine a vento e di pannelli solari. La Cina ha avviato un programma di rimboschimento che non ha eguali sulpianeta. Ma non ce la farebbe, da sola, senza una cooperazione internazionale leale e tra eguali. Se non ce la facesse sarebbe un guaio pertutti. La leadership cinese sembra essere perfino più consapevole di molti circoli occidentali dei problemi che gli uni e gli altri dovrannoaffrontare. Dipingerla come il futuro nemico non servirà a niente.e facendo per contro adottare alla Cina una moneta sovrana, emessasenza indebitamento. Grazie a tale moneta, il regime cinese puòfinanziare senza indebitarsi, a costo zero, lo sviluppo interno el’acquisto, anzi l’incetta, all’esterno, di materie prime, terreni,impianti, industrie – ultimamente, anche quello del Pireo, in cambiodel sostegno finanziario alla Grecia decotta e messa alle strette daBerlino. Inoltre ha comperato larghe quote di debiti sovrani. Lamoneta sovrana consente così al regime cinese il take-over dei centridi potere economico, quindi politico, su scala globale: fondazione diun nuovo impero. Comperando l’esorbitante debito pubblico USA esterilizzandolo col metterlo a riserva, la Cina puntella, per ora, ilDollaro, quindi il sistema valutario internazionale. La Cina è statamessa in condizione di far tutto ciò dalla decisione di dotare il suogoverno della sovranità monetaria e di una moneta libera da debito,diversamente dal resto del mondo (con minime eccezioni) – unadecisione del cartello bancario internazionale. Il lato deboledell’economia cinese rimane lo scarso sviluppo della domandainterna – ma se i consumi interni cinesi (e/o indiani) salissero alivello occidentale, avremmo un tracollo ecologico planetario.Anche gli USA, in passato, grazie a Bretton Woods che istituì ilDollaro come moneta di riserva mondiale, avevano comperatomezzo mondo stampando carta, e sostituendo al momento giusto(ossia quando il Dollaro divenne troppo inflazionato) la copertura inoro con quella in petrolio (divieto di vendere il petrolio contro valutediverse dal Dollaro, pena l’anatema di stato-canaglia e l’invasionemilitare con stragi di civili). Qualcosa di analogo, su scala minore, loaveva fatto anche la City con il Pound, quando era questo la monetadi riserva internazionale.
BURATTINAI DI IMPERI E MONETE
DI MARCO DELLALUNA -
marcodellaluna.info
L’oro schizza oltre i 140 USD/oncia. E’ oramai ovvio che USA,Europa e Giappone (come altri) non saranno in grado di rimborsareil debito pubblico e forse nemmeno di pagarne gli interessi. Siprepara dunque una crisi globale monetaria, che i mercatipresentono, e si buttano sull’oro.L’unica superpotenza con grande forza monetaria e finanziaria è laCina, che quindi potrà fornire la nuova moneta di riserva e discambio internazionale per dare credibilità-accettazione al sistemamonetario globale dopo la consumazione di quella crisi. Preparatacon decenni di false teorie macroeconomiche e deleterie politichefinanziarie in Occidente e Giappone, e di conseguente declinoreddituale comparato, la suddetta crisi sarà il principale e finalestrumento di sostituzione pacifica (per via monetaria anzichémilitare) degli USA con la Cina nella funzione di piattaformatecno-economica della dominance sul mondo. Non nella funzionedi garante della democrazia, che gli USA svolgevanonell’immaginario popolare. L’immaginario popolare oggi invocasicurezza e stabilità, non democrazia e diritti politici.L’Aquila imperiale sta così trasferendosi da Washington a Pechinodopo aver risieduto a Londra, a Vienna, a Madrid, a Roma, aPersepoli, con transiti francesi e germanici. Questo rapporto diforza e debolezza in favore della Cina e in danno dell’Occidente èstato costruito lasciando l’Occidente e il Giappone all’automaticoprocesso dell’indebitamento progressivo e irreversibile generatodall’uso di monete-debito, ossia di un money supply interamentegenerato con un corrispondente indebitamento, soggetto a interessecomposto, verso il sistema bancario privato;
 
 
Ora ospitare l’Aquila imperiale tocca alla Cina: una plurimillenaria cultura impregnata di etnicismo e doppia morale (“chi non è Han èinferiore”), storicamente esente da ideali e sensibilità democratici, liberali, umanitari, cristiani, rinascimentali, illuministi, garantisti, ecologici,bioetici, animalisti (solo ultimamente il governo ha fatto togliere il gatto dal menu dei ristoranti), in cui l’ultima grande rivoluzione ideologicaprima dell’attuale capitalismo sviluppista imperiale, è stato il comunismo maoista, che ha eliminato settanta milioni di persone.Per un mondo in competizione neodarwinista globale, in forte esplosione demografica, dove si lotta per conquistare i mercati e accaparrarsi lerisorse in via di esaurimento, e i meno forti soccombono, e i più forti inviano eserciti non solo convenzionali, ma anche di contractors privati, iburattinai delle monete e degli imperi, dovendo trovare un adeguato sostituto degli USA nel ruolo di superpotenza regolatrice, non potevanofare una scelta più efficiente.
COME SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO NUCLEARE:
DI DAN FARBER -
sott.net 
Toccando un tema che molte persone preferirebbero evitare,l’amministrazione di Obama si sta organizzando per fornire aicittadini indicazioni per fronteggiare gli effetti della bombaatomica. “E’ ora di svincolarci dal blocco psicologico per cui èterribile anche solo pensare a questo problema,” ha affermato alNew York Times W. Craig Fugate, direttore della Agenzia federaleper la gestione delle emergenze. “Dobbiamo essere pronti peraffrontarlo”.Martin Hellman, professore emerito di Ingegneria elettrica aStanford e co-inventore della crittografia a chiave pubblica, chenegli ultimi 25 anni ha incentrato i propri studi sulla deterrenzanucleare, ha dichiarato che un bambino nato oggi, conun’aspettativa di vita di 80 anni, ha più del 50% di probabilità diimbattersi in un attacco con armi nucleari, nonostante la quantità diarmi e di materiale disponibile per la loro realizzazione sia statoradicalmente ridotto. Un attacco nucleare potrebbe essere portato atermine con maggiore probabilità da un’organizzazione terroristica.“Al Qaeda è particolarmente nota per il suo interesse di vecchiadata nei confronti di armamenti che utilizzano materiale nucleare edell’acquisizione delle conoscenze necessarie a sviluppare unarudimentale arma nucleare” ha affermato John Brennan, ilprincipale consigliere antiterrrorismo della Casa Bianca, ad aprile.Non è necessario avere accesso a conoscenze segrete per realizzarebombe rudimentali, ma (i terroristi n.d.r.) potrebbero avere maggioriprobabilità di successo se potessero contare su qualcuno che sappiautilizzare l’uranio per parti della bomba, ha dichiarato MatthewBunn, professore associato della School of Government John F.Kennedy dell’Università di Harvard ed esperto di proliferazionenucleare e terrorismo. “Non hanno bisogno di un altroOppenheimer,” ha aggiunto. J.Robert Oppenheimer fu il direttorescientifico del Progetto Manhattan che sviluppò le prime arminucleari.Il dipartimento della sicurezza interna ha pubblicato la guida“Essere preparati ad un’esplosione nucleare: comunicarenell’immediato post-evento” che offre le seguenti indicazioni:• Cercare l’edificio più vicino, preferibilmente costruito in mattonio cemento, ed entrare per evitare il contatto con materialeradioattivo all’esterno.• Se si può raggiungere un rifugio migliore, come un edificiomultipiano o un seminterrato, in pochi minuti, allora recarsiimmediatamente li.• Se siete in macchina, cercate immediatamente un edificio in cuirifugiarsi. Le auto non forniscono un’adeguata protezione dalleradiazioni dovute ad un’esplosione nucleare.• Andate in un seminterrato o al centro dei piani mediani di unedificio multipiano (per esempio al centro del 5° piano di unedificio di 10 piani o tra il 10° e il 20° di uno di 30 piani).“Rifugio sul posto. Questo è l’unico grande messaggio,” hadichiarato Jonathan Fielding, direttore sanitario della contea di LosAngeles. “E’ il modo migliore per salvare vite e prevenire patologielegate alle radiazioni. Va contro il nostro istinto di scappare eriunirci ai nostri familiari. Ma se i bambini sono a scuola o all’asilo,è lì che dovrebbero rimanere,” ha aggiunto. Brooke Buddemeier,fisico sanitario abilitato (specialista in radioprotezione) delconsiglio di sicurezza globale del laboratorio nazionale LawrenceLivermore, ha studiato gli effetti dello scoppio della bombanucleare in sei città americane per conto del Dipartimento diSicurezza Interna."Non si può sfuggire alla precipitazione radioattiva," ha affermatoBuddemeier durante una presentazione a Los Angeles, "e gli effettidisastrosi riconducibili alla precipitazione radioattiva possono essereevitati al 100%."Si stima che 285.000 persone, senza protezione nel raggio di unmiglio dalla detonazione a Los Angeles, andrebbero incontro amalattia o morte causate dall’esposizione alle radiazioni, ha dettoBuddemeier. “Solo un rifugio rudimentale, come una costruzione inlegno, potrebbe salvare 160.000 persone da un ‘esposizionesignificativa,” ha sottolineato. “Se le persone riuscissero a trovarerifugio in seminterrati o edifici multipiano o centri commerciali,240.000 di queste 285.000 potrebbero salvarsi da un’esposizionesignificativa. Se si riuscisse a raggiungere un parcheggio sotterraneoo il centro di un grattacielo di uffici, non si riporterebbe alcunaesposizione significativa,” ha dichiarato. Nel frattempo,l’amministrazione Obama sta cercando di far passare unaconvenzione per ridurre modestamente il numero di armi nuclearipossedute da USA e Russia, che hanno il controllo della maggiorparte del materiale nucleare. Tuttavia, porre un freno allaproliferazione nucleare e tenere lontano dalle mani dei terroristi ilmateriale nucleare non appaiono obiettivi facilmente raggiungibili.
Australia, alluvioni stanno causando danni"catastrofici"
di Daniel MunozROCKHAMPTON, Australia (Reuters) - Le alluvioni da record chestanno colpendo l'Australia stanno causando dei danni catastroficialle infrastrutture dello stato del Queensland e hanno costretto il75% delle miniere di carbone, che rifoniscono stabilimentisiderurgici in Asia, a fermare la produzione. Lo ha affermato oggi ilprimo ministro del Queensland.Le alluvioni più violente degli ultimi decenni hanno colpito un'areagrande quanto Germania e Francia messe insieme, hannotrasformato intere città in virtuali isole, bloccato i collegamentistradali e ferroviari verso i porti per il carico di carbone,danneggiato le esportazioni e causato un rialzo dei prezzi delcarbone a livello globale."Il 75% delle nostre miniere al momento non è operativo a causa diqueste inondazioni. Questo ha chiaramente un forte impatto suimercati internazionali e sulla produzione internazionale d'acciaio",ha spiegato ad una televisione locale il premier Anna Bligh.Lo stato del Queensland è il principale esportatore al mondo dicarbone utilizzato per la produzione dell'acciaio."Il Queensland è uno stato molto grande. Si basa sul suo sistema ditrasporti e questo sistema, in alcuni casi, ha subito dei dannicatastrofici", ha detto Bligh."Senza dubbio siamo di fronte ad un disastro senza precedenti perdimensioni qui in Queensland. Quello che trovo in ogni comunitànella quale mi reco è devastazione e sgomento".Nella città di Rockhampton, che si basa sull'allevamento delbestiame, un innalzamento dell'acqua di altri 20 centimetriprovocherebbe l'inondazione di altre 400 case e la distruzione diulteriori 4000 proprietà.

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