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Bilancio di genere interventi

Bilancio di genere interventi

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06/22/2010

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Elena del GrossoCome voi sapete, noi siamo una rete informale, e questaè la terza nostra iniziativa di questo annoNel 2007 abbiamo affrontato sia i temi dellarappresentanza politica(vedi iniziativa dell'8 Marzo),sia quelli della salute e della sicurezza(alla Festa del'Unità, e con la manifestazione Liberedel 3ottobre) che riguarda la qualità della vita nellanostra città.Oggi affrontiamo il Bilancio di Genere.Se è vero che un bilancio di un ente pubblico, come ilComune per esempio, definisce attraverso le entrate ele uscite le scelte politiche prioritarie che hannoeffetti diversi sulla vita di uomini e su quella delledonne è altrettanto vero che tra gli strumenti piùefficaci nella promozione di una politica partecipativache costruisce e restituisce cittadinanza femminilesta,senza dubbio, il Bilancio di genere, perché da' lapossibilità alla pubblica amministrazione di ripartirele proprie spese tenendo conto delle donne a partiredai loro diritti e dalla quotidianità della loroesistenza.Per noi, affrontare la questione del Bilancio di Generenon è stato facile, sia per la natura stessa delproblema di cui molte di noi ne ignoravano, a partiredal linguaggio, strumenti di analisi e metodologie diapplicazione, sia per la complessità della macchinaamministrativa che traduce tutto questo in azioni escelte politiche.Tuttavia abbiamo fortemente creduto che i modi e lemodalità di costruzione di questo oggetto è unproblema che riguarda la partecipazione e quindi leforme della democrazia di questa città e, a tuttoquesto la Rete guarda con particolare attenzione.
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La parola partecipazione è una parola oggiinflazionata, interpretabile in una quantidi modidiversi.Noi vogliamo interpretare questa parola come unprocesso in cui chi sta dentro le istituzioni e chi nesta fuori inventi nuove forme di governance che ri-mettano in connessione questi due luoghi esprimendosinergie tali da produrre nuove pratiche politiche enuove forme di deliberazione politica.La cosiddetta spinta dal basso non sostituisce e nonè in competizione con la cosiddetta spinta dall'alto(top down model) ma crea qualcosa di nuovo che rafforzala politica istituzionale e non.Il Bilancio di Genere può stare dentro tutto questo sesi apre alla partecipazione. Poicse risponde allesole logiche del mainstreaming ossia si limita adintrodurre la dimensione di genere nell'analisi diqualsivoglia risultato non ha alcuna capacità ditrasformazione; invece lo avrà se si accompagnerà daun analogo processo di empowerment femminile che nonriguardesolo l'ascolto ma riguardeanche ilcoinvolgimento delle donne ( con allargamento dellecerchie di donne) nei processi decisionaliNoi ci auguriamo che questo processo, che si staavviando, serva a rompere un modello di politica chevuole queste due sfere (dentro fuori ) separate,indipendenti e troppo spesso non comunicantiIl processo di costruzione di un Bilancio di Genere èancora tutto da fare.Sta a noi, come società politica femminile e a voi,come istituzione trovare le modalità per costruirloinsieme.Noi, come Rete, abbiamo alla fine deciso diaffrontare alcuni temi che riteniamo prioritarimettendo al centro del nostro percorso la donna, comesingola persona e la materialidella sua esistenzache ha a che fare con:1) la violenza domestica e non, quindi lasicurezza dentro e fuori le mura domestiche2) il lavoro e le forme di conciliazione dei tempi3) la casa, la città e le nuove povertà
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Fernanda MinuzE’ necessario introdurre la valutazione dell’impatto digenere nella rendicontazione comunale. Anche per quantoriguarda gli interventi urbanistici, nella fase diprogettazione degli spazi e dei servizi alla persona,in particolare dei servizi alla prima infanzia.Progettazione urbanistica: il Piano Strutturale diBologna è piano ambizioso, ma non fa menzione delladifferenza di genere, unica variabile definita è l’età.Un esempio di progettazione riguardo al tema dellaviolenza: riguardo alla sicurezza, importante è che laprogettazione urbanistica si delinei dal punto di vistadelle donne (cit. Cardia), perché la percezione che ledonne hanno della sicurezza della città èesemplificativa della percezione di tutti e percparadigmatica.Servizi per linfanzia: bisogna rimettere indiscussione la divisione del lavoro tra donne e uominiattraverso una formazione specifica degli operatori.Sperimentazione avanzata a questo riguardo può condurread un ripensamento dei rapporti di genere.
Vania ZanottiTema della violenza prioritario per le donne diBologna, e lo ha dimostrato il 25/11/2006, colpercorso di riflessione che ha aperto.C’è bisogno di campagne culturali contro la violenza digenere. Quotidianamente accadono fenomeni di violenzama allo stesso tempo il tema della violenza sulle donnesembra essere scomparso.Riflessione su sopraffazione maschile sulle donne nonesiste più. Prevale il tema della sicurezza edell’immigrazione, dimenticando il tema della relazionetra i generi.Dobbiamo affrontare il “perché” e promuovere campagnedi prevenzione, campagne culturali sulla relazione trai generi.Sicurezza: la percezione di insicurezza aumenta,bisogna cogliere la richiesta di libertà delle donne diagire la notte. Agibilità della città rispetto all’usodei mezzi (taxi e autobus).Taxi: tariffe agevolate
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