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Tuttolibri n. 1751 (05-02-2011)

Tuttolibri n. 1751 (05-02-2011)

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Tuttolibri, italian review of books, from www.lastampa.it
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01/29/2013

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QuanteItalieraccontaSanremo
Conlerecensionieleclassifichedeibestseller
IlPaesedelFestival
Leparoleelemusichecheda60anniaccompagnanopassopassolastoriadellanostrapoliedricasocietà:unanarrazionenazionalpopolaredicostumi,cambiamenti,conflitti
GIOVANNIDELUNA
Sanremo cominciò nel1951,conuna«tregiornimusica-le» (29-30-31 gennaio) trasmes-saallaradio.L'orchestraladiri-gevailmaestroAngelinieican-tanti erano solo due (Nilla Pizzie Achille Togliani), con il sup-porto del Duo Fasano. Tuttoqui. Pure, un Festival nato insordina,senza«lanci»e«promo-zioni», riuscì a far diventare fa-mose in una sola sera (e con unsolo «passaggio» radiofonico!)molte canzoni, non solo quella vincitrice. La serata conclusivafu seguita da circa 25 milioni diascoltatori. Oggi quella data èdiventata storica tanto da darel'impressione che raccontare le vicendedelfestivalsiaunpo'co-me scrivere pagine importantidelnostropassato,quasichean-nodopoannolesuecanzoniab- bianocompostolacolonnasono-radellanostraquotidianità.Inquestosenso,mettonosu- bito le mani avanti i due autoride
 IlfestivaldiSanremo.Paroleesuoni raccontano la nazione
, inuscitadaCarocci:Sanremo-di-conoSerena Faccie Paolo Sod-du-«nonèlospecchiodellana-zione», e non è nemmeno «uneventocapacedidarelapropriaimprontaalcostume».Si tratta piuttosto di unagrande narrazione, di un rac-conto autenticamente na-zionalpopolare,ingradodirias-sumere con efficacia i tratti sa-lienti di alcune tra le più signifi-cative situazioni storiche che sisono avvicendate nell'Italia re-pubblicana:unpercorsoche,daun lato, intreccia tutte insieme
Grazie dei fiori 
e
Nel blu dipintodiblu
,
 Nonhol'e(peramarti)
e
Canzone per te
,
Per Elisa
e
Unavita spericolata
,
La terra dei ca-chi 
e
 Mentretuttoscorre
,e,dall'al-tro, vede passare gli anni dellaricostruzione,quellidelboom,ecosì via, fino a questo lunghissi-moquindicennioberlusconiano.IlraccontopropostodaSan-remononèperòlineare;cisonoimpennate,bruscheaccelerazio-nie,inalcunefasi,unforte,effet-tivo«rispecchiamento». E'così,ad esempio, per le canzoni cheaccompagnaronoilboomecono-mico. Facci e Soddu ci ricorda-noche nel 1957, proprionell'an-no in cui in Italia spopolavano
Only You
dei Platters e
Rockaround the Clock
di Bill Haley &The Comets, a Sanremo CarlaBoni e Gino Latilla cantarono
Casetta in Canadà
di Panzeri eMascheroni.Collocatanelloscenariodell'Italiadeglianni50,questacan-zone raccontava la storia del-l’interminabile fatica di taleMartin che, con incrollabileostinazione, ricostruiva la suacasa «con vasche e pesciolini etanti fiori di lillà», ogni volta si-stematicamente distrutta dalsuo cattivissimo nemico, PincoPanco.Martin,lavittimarasse-gnataeinerme diPinco Panco,fu denunciato come il simboloemblematico dei valori domi-nanti, «del lavorare senza di-scutere e tollerare illimitata-menteilsopruso».Lesuevirtù,la pazienza e la laboriosità, di- ventarono i capi di accusa diunadurarequisitoria.FuilgruppodeiCantacrona-che a portarlo sul banco degliimputati. Attivo soprattutto trail 1958 e il 1962, univa musicisticome Fausto Amodei e SergioLiberovici, e proponeva testi diMichele Straniero, Emilio JonaeGiorgioDeMaria,conlacolla- borazione prestigiosa di ItaloCalvinoeFrancoFortini.Ispira-todaBrassens,Prévert,Brechtedallatradizionepopolareitalia-na,il gruppo nacque con l'espli-cito progetto di contrastare losfruttamento industriale dellacanzone,la derivacommercialedelmondodellamusica.
 Lacanzonedeifioriedelsilen- zio
,diEmilioJonaeSergioLibe-rovici,puòconsiderarsiunpo’illoro manifesto programmatico.La canzone è del 1958, propriol'anno in cui a Sanremo trionfò
 Nel blu dipinto di blu
di Modu-gno, un «volo» cantato a squar-ciagola che oggi appare un gri-doliberatorioeeccitante,ingra-do di restituirci le grandi tra-sformazioni che stavano scuo-tendoinprofonditàilnostroPa-esenegliannidelboom.Sipuòquindiessered'accor-doconFacci eSoddu.Sanremonon è un «luogo» dell'identitàitaliana;èpiuttosto«rappresen-tativo» di una delle tante formeche quell'identità può assume-re. La contrapposizione tra la
Casetta in Canadà
e la
Canzonedei fiori e del silenzio
, può cosìagevolmente suggerire quellatra due Italie differenti, tra duediversi modi di declinare il no-stromododiessereitaliani.Nel 1970 al primo posto siclassificò
Chi non lavora non fal'amore
, cantata dai coniugi Ce-lentano. A decretarne il trionfonon furono certamente gli ope-raieglistudenticheavevanoin-fiammato le piazze e le fabbri-chedell'«autunnocaldo»!Ed'al-traparte,laterzaclassificatadiquello stesso anno,
L'arca di  Noè
, cantata da Sergio Endrigoe Iva Zanicchi, vide entrare isuoi versi («Partirà / la navepartirà / dove arriverà / questonon si sa») nel repertorio dellacontestazioneextraparlamenta-re, con la consueta deformazio-ne che accompagna ogni voltaquesti «transiti», diventando«Partirà/lalottapartirà/dovearriverà/questononsisa».Erano infatti le musiche, piùcheleparole,adecretareilsuc-cesso delle canzoni, a sancirnela capacità di introdursi anchenello spazio pubblico delle ap-partenenze politiche. Uno degliaspetti più significativi del librodi Facci e Soddu sta proprionell'affiancare all'esame dei te-stiquellodellinguaggiomusica-
Oggi
tuttoLIBRI
iPadEdition
 Acuradi:
LUCIANOGENTAconBRUNOQUARANTA
tuttolibri@lastampa.itwww.lastampa.it/tuttolibri/ 
pp
SerenaFacci-PaoloSoddu
p
ILFESTIVALDISANREMOParoleesuoniraccontanolanazione
p
Carocci,pp.423,
29
DIARIODILETTURA
IlSignoredeilucchetti
Moccia,sedurreconKierkegaard
SERRI P.XI
 IlFestivaldiSanremoinunacopertinadiWalterMolinoperlaDomenicadelCorriere,gennaio1960:duescuolediintepretiaconfronto,iromantici(NillaPizzi,asin.)egliurlatori(Mina);tralorodueRenatoRascel 
ContinuaapaginaIII 
NUMERO
1751
 ANNOXXXVSABATO5FEBBRAIO2011
MILOSZ
L’abbecedariodelNobel
Allaricercaironicadelpassato
IADICICCO P.II
VIZI0CAPITALE
Siamotuttifiglidell’Ira
Dall’IliadeaGiovanniPaoloII
DEMICHELIS P.VIII
TUTTOLIBRI
LASTAMPA
VIDEOINTERVISTA
Moccia raccontailsuothrillerdeisentimenti
 ANTEPRIMA
Biancheri:ilsilenziodelPresidente
tuttoLIBRI
 Dal boom economicoalberlusconismo,da Grazie deifior alla Terra deicachi:l’analisi di Facci e Soddu
p
 Solo di recente gli storici  hannoscopertodiaverenon solo occhi (per i testi),ma ancheorecchie(per isuoni)
STORIA
IfratelliFabbri
Tuttoilsaperenelledispense
BOATTI P.VI
ILCOMODINO
LilliGruberdopo8e1/2leggeilmarito
 
I
R
 
 Abbecedario
IlNobelpolacconascevaunsecolofa:tornatoinpatrianegliAnni90ripercorselemillestoriedelsuomondo
RUGGEROBIANCHI
Come
scrivereecanta-redell’amore,seessogeneraap-pagamento e non pulsioni ed èquindistatico,privodiquellasof-ferenza del desiderio, quella«croce e crocifissione» che è lamatrice stessa della poesia? Lapienezza dell’amoremozza il re-spiro all'arte, rendendola impo-tenteadireparoleautentichesui«disastridelcuore».L'artista esiste e si realizzaunicamente nel distacco, nellaperdita e nell’assenza, si nutresoltantodiciòcheglivienetolto.Ilsuo obiettivoultimoèunasor-tadiradicalesmagrimento,frut-todiunlavoroestenuanteecon-tinuodidelocalizzazionealdifuo-ri di sé di quanto nel sé è super-fluo o distraente. L'ideale è riu-scire a raccontarsi come ogget-to, senza intervenire nemmenoemotivamente nella narrazionecomesoggetto;comunicareefarsentirelapropriamagrezza;rea-lizzare la propria «disidentifica-zione»,cioèlapropriadrammati-cainvisibilità,inuncontestocheè in se stesso il più sgradevole,quello del «vecchio mondo gras-so» che ci sbrindella e ci divora,dove«tuttovainpezziperamordiquiete».Raccontareinsommail magro del dentro attraverso ilgrassodelfuori.Non sorprende affatto chepunto di arrivo e punto di par-tenza di queste riflessioni sianonon già le provocatorie tesi diBaudrillard sull’obesità bensì leteorie e le pratiche millenariedelbuddhismozen, cui LeonardCohen,purconcedendosidigres-sioni nella Bibbia e nel Talmud,neiVedaenellaScientology,rie-scedaormaipiùdiquarant’annia mantenersi fedele. E nemme-no sorprendeche a proporle siaunoche delle drogheha semprefattoneltempounusogenerosoevariegatoechedelladonnahaquasisemprecercatosoprattut-toil corpo, lacarne e lagenitali-tà,privilegiandolasessualisul-l’amorgentile.Perilgrande(or-mai)gurucanadese,travivereescrivere non può esistere infattie non è mai esistita soluzione dicontinuità.Di ogni atto del vive-re va continuamente rivisto ilsenso, come di ogni parola delloscrivereoccorrerivisitaresenzatregua il valore. Il suo modo diesistere è anche il suo modo dicomporre, un incessante provan-doeriprovando.Lavitanonèmailasuavitainassolutomasempreunadellesueinfinitevitepossibili.Nonesistonosuoi testi, siano essi libri o album,romanziocanzoni,raccontiopoe-sie,chenonsianostatienonsianocostantementereinterpretati,rie-laborati. Celebre il caso di
The Bookof Longing 
(
 Il libro del deside-rare
,1996),talmenteripensatopri-ma di essere dato alle stampe dadiventar noto in casa editrice co-me
The Book of Pro-Longing 
,
Il li-brodelrimandare
.Perquesto,for-se, non esiste ancor oggi una rac-colta organica e consolidata deisuoi scritti, che anche in Italia so-no usciti in ordine sparso pressoglieditoripiùdisparati(minimumfax,Longanesi,Fandango,Rizzoli,B.C.Dalai,Fazi,Arcana,Superno- va).Unasortepressochéinevitabi-leperunoche,puressendoconsi-deratoilpiùgrandepoetacanade-se, sfugge di continuo a ogni eti-chetta. Come catalogare un com-positorechesimuovetraBobDy-laneTomWaits,unnarratorechesembrascorrazzaretraJoyceelaNewAge,Sternee ilromanzopo-stmoderno, un rocker/pop/coun-try/westernchefrequentailChel-seaHotel e i VelvetUndergroundma che alcuni considerano un«neokeatsiano»,unochesiautoin-seriscein una «generazionesilen-ziosa»,vecchiaeinritardorispet-toaquellacoevadeibeatniks?LeonardCohenrestaancorog-giquellavocenarrantedelsuodia-rioche,indata15marzo1967,par-ladisécome«ilcreatoredellaFo-tografia Nera», il fotografo che -come spiega Ira B. Nadel in
UnavitadiLeonardCohen
,l'esaurientee avvincente biografia non auto-rizzatama«benignamentetollera-ta» che ha sollecitato questi ap-punti e alla quale rimando conconvinzione i lettori - «dopo aversceltoilsoggettoeapprontatal'in-quadratura, copre la lente con lamanoescatta».
ALESSANDRAIADICICCO
Facendo dell’ordinealfabetico un principio guida,per raccontare la storia delNobel polacco Czeslaw Milo-szcosìcom’eglistessolacom-pendiò nel suo
Abbecedario
-ultimatonel1997eorainusci-ta da Adelphi - sarà bene co-minciare non già dall’inizio, bensì dalla A: tra le voci elen-cate sotto la prima lettera cen'è subito più d'una che fa al-zare le sopracciglia con unmoto di sorpresa («Ma guar-da!»)odidisappunto(«Maco-me?!»), per spianarle nel girodi poche righe in un complicesorrisetto d'intesa. Provarepercredere.«
 Automobile
: dev'esserestata inventata per ridicoliz-zare quei pessimisti secondole cui profezie il numero deicavallisarebbecresciutoadi-smisura, e le città sarebberostate asfissiate dal lezzo deiloroescrementi».Nonèla
lau-datio temporis acti 
di un no-stalgico delle capitali senzatraffico, né l'invettiva di unambientalistacontrogliscem-pi della motorizzazione. È la
boutade
di uno che di cavalli,nell’arco d'un secolo brevenonfossecheperaccelerazio-ne, ne ha cavalcati in varietàtali da produrre - pensandociconun'arguziatuttaslava-ef-fetticomici.Nella Kiejdany lituana incui era cresciuto fino allaGrande Guerra si viaggiavain carrozza: di auto ce n'eraunasola,«quelladelconteZi- biello». Nella California dovefu catapultato dopo il secon-do conflitto mondiale, l'autoera «un po’ come l'elettricio come la stanza da bagno».Impossibile farne a meno.Tanto più che grazie a essa ilMilosz docente di letteraturapolacca e lingue slave a Be-rkeley visitò «tutta la costaoccidentale americana, dalconfine messicano fino alleMontagneRocciosedelCana-da». Con «il macchinone» diunamicotral'altro,MacGoo-dman, esponente della
Non-CommunistLeft 
americanaco-nosciuto all’ambasciata Usadi Parigi, lo scrittore che nel’51 fu diplomatico in Franciaaveva fatto gite anche dallenostreparti.Loricordaallavoce
 Aosta
,doveannota:«Sianobenedet-tiimonarchiperchéamavanola caccia!». E, a rassicurazionedianimalisti eventualmente of-fesi,spiega:«Elesseroilversan-te Sud delle Alpi a loro riserva,e vi proibirono il taglio dei bo-schi», dov'è ancora bello pas-seggiare. Ma non si illudano gliecologisti,perilcuidispettoMi-losz, sulla stessa pagina in cuihaappenalodatolebellezzedelparco nazionale valdostano, ri-corda il motto dei boscaioli diArcata,costretti a campare ta-gliandosequoiein unazona trale più cupe e nebbiose della co-stadelPacifico.Aisentimentaliamanti delle foreste, con unacelebre battuta di Ronald Rea-gan, solevano dire: «Vista unasequoia,vistetutte».
Milosz:eccolamiacollezionediOmbre
 Ilgurucanadesescrittore,poeta,cantautorechesfuggedicontinuoaognietichetta
ScorrazzandotraJoyceelaNewAge
 Leonard CohenèraccontatoinunabiografiadiIraB.Nadel. IsuoilibrisonoeditiinItaliadavarieditori,comeminimum fax,Longanesi, Fandango, Rizzoli, B.C.Dalai, Fazi,Arcana, Supernova Milosz inunritrattodiDariush Rapdur  perTuttolibr
pp
IraB.Nadel
p
UNAVITADILEONARDCOHEN
p
trad.epostfaz.diAntonioVivaldi
p
Giunti,pp.320,
20
LeonardCohen
Unavita(carnale)non autorizzata, tra le millepossibili
UncaleidoscopicoultraromanzodelNovecento,colmodidisegniinattesetrovatebrillanti 
Scrittoristranieri
II
Una storia emozionantedove realtà e finzionesembrano confondersie in cui la vitaè sorprendentementeappesa a un libro
www.sperling.itwww.facebook.com/sperling.kupfer
In tutte le librerie
NOVITÀ PAPERBACK
 
 
MASOLINOD’AMICO
Prolifica scrittrice dicui da noi fu tradotto
Padre Fludd 
, satira di un conventocattolico di provincia, HilaryMantel ha colto ora il BookerPrize, massimo successo del-lasuacarriera,con
Wolf Hall 
.Tale successo appare tantopiù notevole in quanto l’argo-mento, le vicissitudini coniu-gali di re Enrico VIII, è unodei più ricorrentementesfrut-tati dalla narrativa popolaree anche dalla storiografia di- vulgativa inglesi. Riproporretale materia oggi sembra pos-sibile solo adottando una ma-niera capillare di spremere idocumenti fino a ricostruirenel modo più meticoloso l’at-mosfera,lavitaquotidiana,lageografia, la politica del tem-po, nel modo più esauriente,come suole fare per esempioPeter Ackroyd, vedi i suoi to-mi dedicati alla città di Lon-dra, al fiume Tamigi che l’at-traversa, alla vita di Shake-speare, e anche a quella diThomas More, o Tomaso Mo-ro nel romanzo della Mantel,nella cui traduzione nomi ecognomi italianizzati (Moro,appunto,o Bolena)convivonoconquellioriginali.E in effetti
Wolf Hall 
puòrichiamare il metodo diAckroyd, perché presentauna serie di
flashes
molto vivi-di, di intensità e realismo ci-nematografici, con figure vi-ste così da vicino da farcenesentire persino l’odore. Que-ste figure agiscono secondole abitudini protocinquecen-tesche, talvolta per noi sor-prendentio curiose.L’intensità con cui gli epi-sodi si susseguonoe la quanti-tà dei medesimi può renderedifficile, specie a un lettoreche non abbia troppa familia-rità col periodo, seguire losvolgersi della trama princi-pale, che comincia nel 1527 esi interrompe nel 1535, e il cuiasse portante sono i tentatividi re Enrico onde liberarsidella moglie Caterina d’Ara-gona che non riesce a dargliuneredemaschio.Questi pazienti e ostinatitentativi cessano quando, do-po il rifiuto definitivo ottenu-to dal Papa (il quale poco po-teva permettersi di alienarsil’imperatore Carlo V, nipotedi Caterina), Enrico rompe irapporticon Roma, si autono-mina capo della Chiesa Angli-cana, dichiara nullo il propriomatrimonio e impalma unagiovane cortigiana che nelfrattempoaveva assaibenefica-to, Anna Bolena (dura, avida e
allumeuse
secondo la Mantel, adifferenza di sua sorella Mary,assaigenerosa disé).Il processo fu lungo e tor-tuoso. In origine non si può deltutto escludere che gli scrupolidel sovrano fossero sinceri, Ca-terina era la vedova di suo fra-tello maggiore Arthur morto asedici anni, e presunti anatemi biblici controle nozze conla ve-dova di un fratello (per la veri-tà il
Levitico
dice una cosa, e il
 Deuteronomio
un’altra) poteva-no spiegare le sei gravidanze fi-nite male della regina, con lasola riuscita di una femmina,oltretutto dal fisico poco ammi-revole. L’affermazione del so- vrano comportò la sua lentaemancipazione da dignitaritroppo ingombranti, a comin-ciare dall’onnipotente LordCancelliere Cardinal Wolsey,fautore del divorzio regale matroppo legato ai propri interes-si(diversamenteda Shakespea-re nella sua meravigliosa com-media su questo re, la Mantelperò non lo accusa di aver bri-gato allo scopo di dare in mo-glie a Enrico una principessafrancese in funzione antispa-gnola).La serie di
flashes
ha spessoun’intensità visionaria, ma sul-la sua solidità storica si nutretalvolta qualche dubbio, per-ché qua e là emerge qualche se-gno di trasandatezza: è assur-do per esempio che la Mantelchiami ripetutamente Guido ilcelebreGiulio Camillo,al cui te-atro della memoria rispolvera-to da Frances Yates qui si allu-de come uno studente che vuo-lefarebella figura.L’occhiochesi posa sugliav- venimenti è quasi sempre quel-lo dell’uomo destinato a racco-gliere l’eredità di Wolsey, valeadire di Thomas Cromwell,mi-sterioso
self-made man
,poliglot-ta reduce da varie esperienzeeuropee. Cromwell parla pocoma osserva molto, ha un’ironiacaustica e trama, sempre congrande efficacia. Il grandeHans Holbein gli dipinge il ri-tratto oggi alla Frick CollectiondiNewYork,senzaaddolcirelasuaariasubdolaeastuta.Tra le righe - i fatti sonosempre presentati senza com-menti - la Mantel sembra ap-prezzarnelamodernità.Andan-do controcorrente, invece, faemergere tutto il male possibi-lesulsolitamenteassaiammira-toTomasoMoro, primoCancel-liere laico dopo Wolsey e gran-dedelusionedi Enrico.Lacultu-ra umanistica del Moro sareb- be soltanto una vanità per pro-cacciarsilastimadi sapientieu-ropei; la sua feroce persecuzio-ne degli eretici, una perversio-ne personale (e non ahimè laprassi comune a entrambi glischieramenti); la sua stessasceltadiandarealpatibolopiut-tosto che giurare fedeltà al rescismatico e dispotico, una sor-ta di esibizionismo aggravatodal rischio di fornire un esem-pioaeventualiimitatori.NelleIsole Britannichei cat-tolici romani continuano a nongoderedibuonastampa.
le. E' solo in tempi relativa-mente recenti che gli storicihanno scoperto di avere nonsolo occhi per vedere, ma an-cheorecchiepersentire.Neènatounimportantefi-lonediricercachehaavutoinMarcoPeroni(
 Ilnostroconcer-to
, Bruno Mondadori, 2004) eMarco Gervasoni (
 Le armi di Orfeo
, La Nuova Italia, 2002)due giovanissimi pionieri eche è poi stato egregiamentecoltivatodastudiosiaffermaticome Stefano Pivato (
 La sto-rialeggera.L'usopubblicodellastoria nella canzone italiana
, IlMulino,2002).Tutti hanno dovuto con-frontarsi con un problema:trattare le canzoni scrivendo-ne,leggerecomedocumentiso-loitestieleparole,amputando-ledellaloropartemusicaleeri-schiando di naufragare in veree proprie trappole (quando siparladellospiritopatriotticodiVerdi,sicitanoiversideisuoili- brettisti o le armonie delle sueopere?Possonodelleparole«ri- voluzionarie» accompagnaredelle musiche assolutamente«tradizionali»?). I due diversipercorsi disciplinari di Facci(etnomusicologa)e Soddu (sto-rico della contemporaneità) inquestocasosiincrocianoinmo-do efficace, fugando ogni ri-schiointerpretativo.Dal libro si avverte, infine,la sensazione che proprio nel«quindicennio berlusconia-no», a Sanremo, le canzoni ab- bianoprogressivamentesmar-rito la loro centralità. Si ricor-dano le «edizioni di Baudo»,non chi ha vinto. La logica del-lo spettacolo ha come soffoca-to la competizione squisita-mente canora delle origini, co-sìche,tornandoal«rispecchia-mento», a ripensarci, appaio-noparticolarmentesignificati- vialcunidegliepisodichesiso-no svolti in quello stesso tea-tro Ariston, ma che non c'en-travanonienteconlecanzoni.Penso all'apparizione sulpalco di una delegazione deglioperaidell'Ansaldo, «ospitati»daPippoBaudoecostretti(ne-gli anni Novanta) a raccattare briciole di protagonismo me-diatico,quasiasancirelascon-fitta storica delle loro lotte; oal buffo tentativo di suicidio indiretta, con lo stesso Baudoche intervenne per salvare undisoccupatochevolevabuttar-sidaunpalco:unaprotestaso-litaria che anticipava in modogrottesco i gesti disperati chehannoaffollatole cronachere-centieche rimbalzanodailuo-ghidell'emarginazione.Èpropriovero:«Quandounautoresidiverte,ilprofittoèin-dubbio».Miloszlodiceapropo-sitodelle ballate diMickiewicz,unclassicodellaletteraturapo-lacca.Malostessovaleperque-sto suo
abbiccì
: caleidoscopicoultraromanzo del Novecentoche,cosìcom’ècostruito,tesse-rasutesseraraccolteconl'ecci-tazione del collezionista sma-nioso di non perdere neancheun frammento del suo tesoro,da qualsiasi parte lo si prendarivela disegni inattesi e trovate brillanti.Ildivertimentodell’autore ècontagioso. E così pure la cer-tezzachesistafacendotremen-damente sul serio: la smania dicustodire e proteggere, con lacura innamorata di chi ne hacolto il singolare valore, ognipezzo della collezione. Oggetti,concetti, luoghi, avvenimenti,personaggi: una raccolta tantoeterogenea fu messa insieme -è chiaro e dichiarato - per unaurgenzasingolare.L'
 Abbecedario
fu «scritto inrisposta a un bisogno profon-do» allorché l'autore, assentedallasuaterrapermezzoseco-lo, fece ritorno in Polonia negliAnni Novanta e ricevette cosìindonodallasorte«unostraor-dinario incontro con il passa-to». Con la lucidità (e l'ironia)di chi ha preso distanza, con lapietà(e lanostalgia) dichi vuo-lerecuperaretutto,registra,re-gistra, registra: spinto dall’an-sia di «inserire ancora, senzapreoccuparsidicesellarelafor-ma»chepureriesceimpeccabi-le, perfetta. Gli antichi compa-gnidiscuola e ipropri studentiall'università. I colleghi alla ra-diodiVilnaeiprofetiinascolta-ti del crollo dell’Urss. I sodalimigratidallaperiferiaalcentrodelmondo e i più fedeli compa-gnidibevuteall'osteriadelGal-lo:«Ombremiecare,nonpossoinvitarvi a conversare un po’con me, perché abbiamo allespalle vite tragiche come sol-tantonoisappiamo».E poi certe bugie necessa-rie:
Biografie
. La più diabolicadellescienze:
 Biologia
.Ilpubbli-co oltraggio di quanto una so-cietàtienesacro:
 Blasfemia
.Mi-loszsenemacchiòallorchérup-pe nel dopoguerra con la Polo-nia filosovietica e migrò negliStati Uniti. La fedeltà alla pro-prialinguaperò,ilpolacco,den-trocuicontinuòadabitare,elafede nella vocazione superioredell’uomo, dell’uomo libero(che la politica più ancora chela biologia pareva minare) glipermisero di mantenere salda-menteilpropriocentro.Oggi che, se non fosse mor-to a Cracovia nel 2006, compi-rebbecentoanni, il suocerchiosichiudeconunordinepersinopiùnecessarioefatalediquellocomposto per magia nei suoicarmi,neisuoiversienellemil-le storie della sua biografia. Il1˚luglio,ilgiornodopoilcente-nario della nascita di Milosz, laPolonia celebrerà l'assunzionedelproprioturnodipresidenzaeuropeaconunfestivallettera-rio dedicato a un titolo del No- bel,
 LamiaEuropa
:scritto,cosìnell’
 Abbecedario
,come«unma-nualeperilpubblicooccidenta-le troppo incline a fare di tuttol’Estunfascio».
MITTELEUROPA
Mito,letteratura,filosofia
Checos’èlaMitteleuropa?«E’oggiidealizzataqualearmoniadipopolidiversiedèstataunatolleranteconvivenzacomprensibilmenterimpiantadopolasuafine»,secondoClaudioMagris,fracolorochedisaggioinsaggiol’hannorievocata.Oraesceilprimodiduevolumichemiranoaraccontaremito,letteratura,filosofiadella
 Mitteleuropa
.Nesonoautori,perSilvyedizioni(pp.221,
23),MassimoLibardieFernandoOrlandi,direttoridelCentroStudisullaStoriadell’EuropaOrientale.Iconfini,ledefinizionistoriografiche,ilmitoasburgico,l’atlanteletterario,leprospettiveviennesi...«Quellacheabbiamocercatoditracciare-avvertonogliautori-èlastoriadell’ideadiMitteleuropalimitatamentealperiodo1848-1989.Sequestisonoiconfinitemporali,quelligeograficisonogrossolanamenteidentificabiliconleAlpieilDanubioasud,ilMardelNordeilBalticoaNord,mentrepocodefinitisonoilimitiaOrienteeaOccidente».Un’operachesinutredipiùfonti:dallaletteraturaallastoria,dallastoriadellaculturaallearti.
G
IOVANNI
D
E
L
UNA
«WolfHall»:flashesdirealismoeintensitàcinematografici, masi nutrono talvolta dubbi sullasolidistorica
TralelenzuoladiEnricoVIII
pp
CzeslawMilosz
p
ABBECEDARIO
p
acuradiAndreaCeccherelli
p
Adelphi,pp.332,
22
p
inlibreriadal9febbraio
pp
HilaryMantel
p
WOLFHALL
p
trad.diGiuseppinaOneto
p
Fazi,pp.782,
22
 Seguendo solol’ordinealfabetico, si intrecciano frammentidiricordi:compagnidiscuola,diesilioedi bevute
Oggetti,concetti, luoghi,eventi, personaggi:l’ansia direcuperareilpassato,conlucidità,ironia,pietà,nostalgia
 EnricoVIIIinunritrattodiHansHolbein,1537 
Mantel
UnvisionarioCinquecento,elogiandolamodernitàdiCromwellefustigandoTommasoMoro
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SABATO5FEBBRAIO2011LASTAMPA
III
Festival Italia
 SeguedapaginaI 
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