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Introduzione alla Cultura civica

Introduzione alla Cultura civica

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Published by Gianmarco Altieri
Fonte: Associazione Città Futura - Alessandria. Articolo di Giuseppe Rinaldi.
Fonte: Associazione Città Futura - Alessandria. Articolo di Giuseppe Rinaldi.

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Published by: Gianmarco Altieri on Feb 20, 2011
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02/20/2011

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ssociazione Città Futura - Alessandria
di Giuseppe Rinaldi
Cosa è la cultura civica
L’indagine è stata intitolata “Giovani e cultura civica” perché molte delle informazioni chesono state raccolte attraverso il questionario ruotano intorno alla
cultura civica
dei giovani.Cerchiamo allora di comprendere che cosa abbiamo inteso con il termine
cultura civica
.Soprattutto nel nostro paese questo termine viene usato con i significati più vari. Diremosubito che, con questo termine,
non
abbiamo inteso la materia scolastica, che ora, perindicazione ministeriale, si chiamerà “cultura civica e costituzione”.Secondo la nostra definizione, la cultura civica è la
cultura politica della democrazia
 [1] 
.C’è differenza dunque tra cultura politica e cultura civica. Ogni società sviluppa una sua
cultura politica
(in questo senso possiamo parlare della cultura politica dei romani, degliasiatici, delle tribù primitive, dell’assolutismo). Ma solo nelle società democratiche c’è la
cultura civica.
La cultura civica dunque costituisce la
specifica cultura politica
delle societàdemocratiche.E’, in altri termini, un complesso di:-
conoscenze
(degli ordinamenti, delle leggi…)-
valori 
(uguaglianza, partecipazione, pluralismo, minoranze, il patriottismo…)-
atteggiamenti,
ovvero predisposizioni a comportarsi in un certo modo piuttosto che in unaltro… (fare la fila, pagare le tasse, ascoltare i dibattiti politici,…)che sono
indispensabili 
per l’instaurazione, il funzionamento e lo sviluppo delle istituzionidemocratiche. E’, insomma, il
background 
, il
tessuto civile,
il
medium culturale
che sorreggele istituzioni democratiche, interagisce con esse, alimenta la loro vitalità… . Se nel nostropaese abbiamo una democrazia, dovremmo avere allora una cultura civica diffusa.Tuttavia accade spesso che tra la cultura civica e le istituzioni democratiche ci possano esseredelle
sfasature
. A un estremo,
 possiamo avere una diffusa cultura civica, senza istituzioni democratiche.
E’ ilcaso delle colonie americane prima dell’indipendenza, dell’Inghilterra prima della guerracivile. In tutti questi casi è facile che abbaino origine dei processi di trasformazione capaci diinstaurare delle istituzioni democratiche. All’altro estremo,
 possiamo avere delle istituzioni democratiche, senza una diffusa culturacivica.
E’ il caso dei paesi dove la democrazia è recente oppure stata imposta dall’alto (conscarsa partecipazione dei cittadini); sono cioè quei casi che possono essere riassunti sottol’etichetta della
democratizzazione
 [2] 
.
In questi casi, le nuove istituzioni democratiche nonavranno il beneficio di una diffusa cultura civica, saranno fragili, sempre esposte a crisi; non sideterminerà chiaramente un rapporto diretto tra cittadini e istituzioni, ma si determineranno
 
dei corpi intermedi capaci di aggregare gli individui e di fornire così, in forma indiretta, unsostegno alla democrazia. Tali corpi intermedi possono essere famiglie, gruppi di élite, clan,signori della guerra, oppure partiti. Nel caso della storia italiana si è parlato autorevolmentedi una “repubblica dei partiti” [3].
Questo sembra proprio il caso del nostro Paese.
Sono almeno trent’anni che nel nostro paesesi ragiona intorno alla
debolezza della cultura civica degli italiani,
dovuta alle modalità concui è stata realizzata l’
unificazione
, ma anche dovuta allo sviluppo successivo del nostro
sistema politico,
in particolare alla fase del passaggio tra il fascismo e la Repubblica. Sonostate condotte molte ricerche[4] che hanno messo in luce lo scarso civismo degli italiani, lascarsa fiducia nelle istituzioni, le grandi difficoltà nella formazione e nel mantenimento delcapitale sociale.Per questo complesso di motivi siamo stati indotti a dedicare una parte rilevante della nostraindagine alla
cultura civica dei giovani 
.
La rilevazione della cultura civica
Uno dei principali scopi della nostra ricerca aveva a che fare con la rilevazione della culturacivica dei giovani. Poiché, come si è visto, si tratta di un concetto assai complesso, abbiamodovuto individuare degli
indicatori 
di cultura civica e tradurli poi in operazioni di ricerca.Nel resto di questo intervento fornirò alcune notizie intorno a due strumenti che abbiamoutilizzato per rilevare la cultura civica. Con un primo strumento abbiamo rilevato la
 fiducianegli altri 
, con un secondo strumento abbiamo cercato di costruire un
indice di civismo.
La fiducia
Molti studi politologici hanno sottolineato come la
 fiducia negli altri 
costituiscal’atteggiamento fondamentale alla base della cultura civica. A partire dalla
 fiducia negli altri 
èstata sviluppata la nozione di
capitale sociale
che ha avuto una notevole diffusione. Abbiamo misurato il grado di
 fiducia negli altri 
diffuso presso i nostri intervistati attraversouna scala. Si tratta di 6 affermazioni, cui gli intervistati dovevano dirsi favorevoli o contrari,su quattro posizioni, da “molto contrario” a “molto d’accordo”. Abbiamo potuto cosìconstatare che la
 fiducia negli altri 
dei nostri intervistati è davvero piuttosto bassa (ècompresa tra il 10 e il 25%).La scala di rilevazione della fiducia comprendeva sei domande. Ne presenterò solo alcune, atitolo esemplificativo.La fiducia nell’
onestà
degli altri è un parametro importante per la definizione del gradogenerale di fiducia. In tutto, solo il 16% concorda (molto o abbastanza) con l’item “la maggiorparte delle persone si comporta onestamente”. L’ 84% non è d’accordo (abbastanza o molto).La percezione di poter ottenere dagli altri
un aiuto
in caso di bisogno è un’altra dimensioneimportante della fiducia generalizzata. Solo il 18% ha risposto positivamente (abbastanza omolto) all’item “nella maggior parte dei casi le persone sono disposte ad aiutare gli altri”. L’82% si è detto contrario (abbastanza o molto). Anche la percezione dell’
egoismo degli altri 
può essere considerato come un importante
 
elemento di valutazione relativo alla fiducia generalizzata. L’89% si è dichiarato d’accordocon l’espressione “La maggior parte delle persone pensa solo ai fatti propri”.La società che li circonda appare dunque ai nostri giovani come un mondo infido e ostile.D’altro canto (…non presenterò per brevità i relativi grafici) il 58% si è detto è convinto(abbastanza o molto) che la
collaborazione con gli altri 
“è sempre molto difficile se nonimpossibile” (a dispetto della moda del
cooperative learning
!). Questo non significa tuttaviache i nostri giovani non siano socievoli perché sono anche convinti che, in generale, sia “assaipiù piacevole collaborare che competere” (84,2% contro il 14,5% ).Cosa concludere? Evidentemente i nostri giovani sono dotati di buone potenzialità dicooperazione, che tuttavia non vengono valorizzate. Sembra cioè che siano in atto deimeccanismi che spengono le potenzialità cooperative e che esaltano
la sfiducia,
distruggendocosì il capitale sociale potenziale.Il problema forse non sta tanto nei giovani, quanto nell’ambiente sociale che li circonda.
La cultura civica
Passiamo ora al secondo strumento di rilevazione. Si tratta di una batteria di domande, ideataper ottenere una misura vera e propria della cultura civica. Si tratta di 13 affermazioni, cui gliintervistati dovevano dirsi favorevoli o contrari, su quattro posizioni.I temi riguardavano:-La disponibilità a cambiare opinione-La disponibilità a sacrificare l’interesse particolare per il bene comune-La priorità per la legge o per gli interessi particolari della propria famiglia dei propri amici-La liceità o meno della menzogna in politica (dire o meno la verità)-La legalità (si obbedisce comunque alla legge)-La necessità dell’informazione di tipo politico sociale per decidere-Violare o meno la legge, anche se lo fanno tutti-Utilità o meno del dibattito in campo politico-Liceità o meno dell’uso di raccomandazioni e scorciatoie-Utilità o meno del voto-Partecipazione dei cittadini o delega agli amministratori e ai politici-Utilità o meno dei partiti-La fedeltà alla Costituzione Avremmo potuto scegliere molti altri indicatori. In ogni caso pensavamo che questi elementifossero sufficienti per distinguere, con una certa cura, coloro che fossero dotati di scarsacultura civica da coloro che fossero dotati di una buon livello di cultura civica.
lcune risposte interessanti
 Anche in questo caso, presenterò alcune delle risposte più interessanti.Il 49% si è detto d’accordo (abbastanza o molto) con l’espressione “Le discussioni politichesono noiose, inutili e non portano mai a nessun risultato.”.

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