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Della Pepa e Iaccarino - Capitale Sociale: Putnam e i suoi critici

Della Pepa e Iaccarino - Capitale Sociale: Putnam e i suoi critici

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Published by Gianmarco Altieri
Capitale sociale: Putnam e i suoi critici. Di Clementina Della Pepa e Lucio Iaccarino. Fonte: capitalesociale.org
Capitale sociale: Putnam e i suoi critici. Di Clementina Della Pepa e Lucio Iaccarino. Fonte: capitalesociale.org

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Capitale sociale: Putnam e i suoi critici
di Clementina Della Pepa e Lucio IaccarinoSi tratta di due articoli scientifici pubblicati separatamente su due numeri dellarivista
 Il tetto
nel 2006 e che in questa versione compaiono come un testoelaborato a quattro mani. I due autori provano a sciogliere i nodi teorici legati al paradigma del capitale sociale guardando all’interpretazione di Robert D. Putname alle numerose critiche che il politologo statunitense
 
ha riscosso nelle
scienze
sociali. Per comprendere la vastità della versione putnamiana di capitale
sociale
i due autori partono dalla biografia di Putnam e arrivano a spiegare la portatadella sua poderosa ricerca con le “fortunate” congiunture politiche sulle
quali
s
i
è dipanata la sua opera intellettuale.
 
 2
1. Il capitale sociale di Putnam: paradigma o categoria residuale?
 Negli ultimi anni si è diffusa nelle scienze sociali un’idea apparentementemolto semplice: le relazioni sociali contano per il nostro benessere
1
. In altritermini, si è fatta strada la convinzione che la propensione e la capacità acooperare, espressa dai membri di una data società, possano influenzare in modosignificativo i caratteri dello sviluppo sociale, economico e politico e che, ingenerale, la crescita non sia determinata esclusivamente da fattori di carattereeconomico (quali il capitale umano, fisico, naturale), ma anche dal tessuto socialee istituzionale. La possibilità di disporre di un nuovo strumento analitico harapidamente attratto l’attenzione di economisti, politologi, sociologi, antropologi,che hanno dedicato un ampio numero di studi a quella che è stata catalogata comeuna nuova forma di capitale: il
capitale sociale
.L’autore che è stato l’ispiratore fondamentale di questo ampio dibattito è, senzadubbio, Robert Putnam. Non è azzardato definire il professore di Harvard il“padre spirituale” del capitale sociale. In seguito alla formulazione della suateoria, esposta nei suoi due lavori più importanti,
Making Democracy Work 
e
 Bowling Alone
, si è assistito, infatti, ad un vero e proprio
boom
: sempre piùnumerosi sono stati gli autori che se ne sono occupati e hanno scrittosull’argomento, dando vita a tante interpretazioni, a volte anche estremamentediverse tra di loro. Questo, se da una parte ha allargato il campo semantico,dall’altra, non ha consentito di definire in maniera univoca il capitale sociale: allostato attuale non esiste in letteratura una definizione rigorosa e generalmenteaccettata dalla comunità scientifica.
2. Piccoli politologi crescono
Robert D. Putnam nasce a Rochester, nello stato di New York, il 9 gennaio1941. Trascorre la sua infanzia a Port Clinton, con circa 5000 abitanti. Sua madreera un’insegnante, suo padre un imprenditore edile, ferito durante la SecondaGuerra Mondiale che, ancora in via di guarigione, decise di trasferirsi con la suafamiglia nella piccola cittadina dell’Ohio. Robert ha una sorella più giovane. Isuoi genitori erano repubblicani moderati e di fede Metodista
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, ma nonostante laloro influenza, gli impegni politici e religiosi del figlio non sarebbero stati glistessi. Port Clinton era, ed è, un posto molto tranquillo, e soprattutto un buonambiente in cui crescere, come ha più volte sostenuto lo stesso Putnam. «Eramolto meno cosmopolita di Harvard o della Costa Orientale in genere, ma sonostato davvero fortunato a crescere in un luogo con una grande dotazione dicapitale sociale…»
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 Ben presto, come molti adolescenti provinciali, cominciò a lamentare lamancanza di stimoli, di interessi e a ritenere soffocanti alcuni aspetti della vita aPort Clinton. Fu per questi motivi che decise di trasferirsi in Pennsylvania per  proseguire i suoi studi. Putnam frequentò lo ‘Swarthmore college’, un istituto privato situato nell’omonima città, in Pennsylvania, a circa venti chilometri da
1
Questa ricerca rientra in un programma di studio coordinato dall’Osservatorio Campano sulle politiche pubblichewww.capitalesociale.org, interessato sia ad analizzare le diverse accezioniteoriche che le diverse modalità per rendere operativo il concetto di capitale sociale.
2
La Chiesa Metodista con i suoi quasi 70 milioni di fedeli è oggi la chiesa protestante più diffusain tutti i continenti e si caratterizza ovunque per la sua profonda spiritualità, per il suo dinamismoevangelico e per la sua marcata sensibilità ai problemi etici, sociali e politici.
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Putnam R., dall’Intervista di L. Brian, dicembre 2000,http://www.booknotes.org, dalla ricerca inInternet dell’8 aprile 2005 (trad. mia).
 
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Philadelphia. La sua scuola fu fondata nel 1864 durante il raduno annuale dei
Quakers
(Quaccheri). Putnam racconta come i membri della setta furono perseguitati dalla Chiesa Anglicana, molti Quaccheri dovettero rifugiarsi inOlanda. Altri invece andarono in America, dove s’insediarono nel Rhode Island,nel Massachusetts e soprattutto in Pennsylvania. Per queste ragioni, il numero dei
Quakers
nel mondo è piuttosto ridotto ma a Philadelphia, la loro presenza è particolarmente ragguardevole. Il
college
di Swarthmore divenne ufficialmente‘non settario’ all’inizio del XX secolo, anche se l’influenza dei suoi fondatori sifece sentire sullo stesso Putnam che, negli anni trascorsi a Swarthmore, conobbe ilteorico politico Roland Pennock e Chuck Gilbert. Erano pensatori pratici, rigorosie seri, dai quali Putnam attinse l’idea di poter applicare parte del rigore dellescienze alla politica.
3. I grandi cambiamenti temprano
Gli anni a Swarthmore furono decisivi per l’orientamento politico e religioso diPutnam. L’inizio del suo secondo anno d’università coincise con la campagna presidenziale Kennedy-Nixon del 1960, che rappresentò uno spartiacque tra glianni cinquanta e gli anni sessanta. Durante i primi anni sessanta conobbeRosemary, poi diventata sua moglie, che segnò profondamente la sua vita,condizionando la sua politica e soprattutto la sua religione. Lei, infatti, al primoappuntamento, lo portò ad un comizio di Kennedy e, quando quest’ultimo vinse leelezioni presidenziali, si recarono insieme a Washington per assistere al suoinsediamento. «I primi anni sessanta furono un periodo insolito per l’America. Cifu una gran quantità di discussioni e attivismo politici. Era il tempo dei diritticivili (e tutti eravamo coinvolti in riunioni e proteste di vario grado) edell’elezione di Kennedy alla Casa Bianca, che ebbe un impattosorprendentemente forte sui giovani del tempo. Ricordo che viaggiammo di notte,su un treno – io e la ragazza con la quale uscivo, ora mia moglie – per Washington, e stemmo dietro alla folla, sul retro per assistere all’insediamento incarica di Kennedy. Le sue parole : “Non chiedetevi cosa possa fare il vostro paese per voi, ma cosa potete fare voi per il vostro paese!” ebbero un forte impatto personale»
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.Rosemary gli fece conoscere la sua l’ebraismo. Putnam decise di convertirsi,attratto in modo particolare da quel forte senso di comunità che trovò tra gli ebrei.Dal matrimonio con Rosemary sono nati due figli, Lara e Jonathan. Attualmenteentrambi sono sposati e hanno rispettivamente tre e due figli. Il professor Putnamvive con sua moglie tra Lexington, un quartiere periferico di Boston, inMassachusetts e Jaffrey, una cittadina del New Hampshire.
4. La carriera intellettuale
Il 1963 fu un anno importante per Robert. Conseguì la laurea in Lettere con ilmassimo dei voti e, poco dopo, vinse la borsa di studio ‘Fulbright’
5
per studiareall’Università di Oxford, precisamente al
 Balliol College
. Ad Oxford conobbe
4
 
 Ibidem
.
5
Il programma ‘Fulbright’ è un piano di sussidi didattici sponsorizzato dal
 Bureau of Educational and Cultural Affaire
del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il programma fornisce fondi per studenti, studiosi e professionisti, per intraprendere studi di specializzazione, ricerche avanzate,insegnamento universitario e nelle scuole elementari e secondarie all’estero. Prende il nome dalsenatore che lo ha promosso nel 1946, J. William Fulbright.
 

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