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Press_Rassegna stampa
Tenuta di Fessina_estratto_
 
 
S5
Venerdì
1 M
2009
SiciliaVino & Mercati
Pagina a curadi Umberto Ginestra
 
I
l capo sarà doppiato a giu-gno. È tra poche settimaneche Tenuta di Fessina, lapiccola maison nata in Sici-lia nel 2007 dalla toscana SilviaMaestrelli, dal marito RobertoSilva (milanese) e da FedericoCurtaz, valdostano con casa inPiemonte, chiuderà il cerchio delsuo primo imbottigliamento. Adare i natali sarà la cantina conbottaia sull’Etna che, da qualchemese, ha riportato in vita un an-tico palmento, datato 1700. Saràil primo traguardo made in Sicilydella strategia della vigneron che,dalle parti di Firenze (vedi box),ha in portafoglio i 170 ettari del-la storica Villa Petriolo. Con lei,hanno messo in cantiere l’opera-zione Sicilia il partner e Curtaz,agronomo, enologo e socio deltandem Maestrelli-Silva.Il mosaico ha tre tessere princi-pali: l’Etna, il Val di Noto e, nelTrapanese, l’area a cavallo traCalatafimi e Segesta. Ma è sulVulcano, fra tornanti e terrazze,muri di pietra lavica e millena-rie sciare nere, che batte il cuoredel progetto. Per la precisione,tra 600 e 700 metri d’altitudine,in contrada Rovittello, dalle par-ti di Castiglione diSicilia. È qui che iltrio d’Oltrestrettoha acquistato, dueanni fa, sei ettari divigna ad alberello(ottomila ceppiogni diecimilametri quadri), perlo più a NerelloMascalese e conun po’ di NerelloCappuccio. «Pian-te mediamente di50-60 anni», rac-conta Maestrelli,responsabile commerciale emarketing, «ma la cui età in al-cune zone tocca gli 80-90 anni».È per questo, svela, che Tenutadi Fessina ha messo in conto duedistinti vini che riflettano i ter-roir che compongono la vigna,sul Vulcano. Così, Erse è un EtnaRosso Doc ottenuto dalle uve piùrecenti e per la cui vinificazioneci si avvale solo di contenitorid’acciaio. Il Musmeci, pure luiEtna Rosso Doc, è figlio, invece,delle vigne quasi centenarie. «Loabbiamo chiamato così», infor-ma l’imprenditri-ce, «in omaggio alsignor Musmeci»,ormai ottantenneex proprietario acui «va il meri-to», rimarca, «diaver conservateintegre pianteche sono un gio-iello della natu-ra». Il Musmeciè il cru della mai-son. Come l’altro,che sarà messo inbottiglia a giugnoper l’annata 08, sarà confeziona-to prima dell’estate ma con uvedel 2007. Perché per più di unanno Il Musmeci è affidato allasimbiosi con il legno: fra tonne-ax e grandi botti da 36 ettolitri.Erse e Musmeci arriveranno sulmercato prima che finisca l’an-no. Ma il primo sarà prodotto indiecimila bottiglie da 13,5 gradie sarà disponibile nei wine-shopsui 15 euro. Il cru sarà tappatoanch’esso in diecimila pezzi mal’indice alcolico si avvicinerà ai14 gradi e il prezzo, nelle enote-che, si aggirerà sui 35 euro.Come i due Etna Doc, anche ilvino frutto dell’ettaro e mezzocoltivato in Val di Noto (Siracu-sa), vedrà la luce nella cantinadi contrada Rovittello. Sarà unIgt Sicilia 2008 da Nero d’Avo-la in purezza, vinificato unica-mente in vasche d’acciaio. Saràimbottigliato a giugno come glialtri e arriverà in autunno sulmercato. Si chiamerà Ero. Pro-dotto in 3.000 pezzi, costerà tranove e dieci euro. Tanti quanti loChardonnay da 13,5 gradi (Se, ilnome) che Curtaz ha impiantatonei cinque ettari di vigna dellaSicilia occidentale. «Perché lì»,chiosa il tecnico, «il suolo ricor-da i terreni di Borgogna e rievocala magìa di quelle suggestioni».(riproduzione riservata)
TENUTA DI FESSINA SI PREPARA AL PRIMO IMBOTTIGLIAMENTO NELLA CANTINA-PALMENTO SULL’ETNA
Le tre tessere del mosaico Sicilia
La casa creata dal trio d’Oltrestretto Maestrelli-Silva- Curtazdoppia il capo, anche con un cru, della strategia in Sicilia:dal Vulcano al Val di Noto, alle terre fra Calatafimi e Segesta
Villa Petriolo, della famiglia Maestrelli da oltre quarant’anni, si 
N
erge tra le colline toscane, a 40 chilometri da Firenze, nel territoriodi Vinci che diede i natali a Leonardo. Fu antica residenza deiconti Guidi e, successivamente, dell’aristocratica famiglia degliAlessandri che ne restò in possesso per quattro secoli, a partire dal1500. Ma Villa Petriolo non è solo una storica dimora. È anche, peri Maestrelli, un’azienda che si regge su 170 ettari tra boschi, areea seminativo, 14 ettari di uliveto e altrettanti a vigna. Le varietà diuva coltivate sono Sangiovese, Canaiolo e Colorino. Ne nasconoquattro etichette, di solo vino rosso. Sono: il Villa Petriolo ChiantiDocg (otto euro in enoteca) e, tra i 20 e i 22 euro, il Chianti DocgRosae Mnemonis; il Rosso Igt Toscana L’Imbrunire e il Rosso IgtToscana Golpaja. La casa produce anche il Vinsanto del ChiantiDoc Villa Petriolo e un olio extravergine di oliva Igp Villa Petriolo.Da segnalare, ancora, che Villa Petriolo è sede ogni anno di unomonimo concorso letterario che si propone come «veicolo idealedi un viaggio nel vino e nel suo immaginario». Il 25 giugno, lapremiazione dell’edizione 2009.
Villa Petriolo, azienda & storica dimora
Sono 70 le case vinicole ditutt’Italia che domenica 10 elunedì 11 maggio proporrannoa Palermo le proprie etichette,in occasione di «Avvinando»,il salone professionale dedicatoa vini, spumanti e gastronomiadi qualità. A far da cornice allakermesse, alla terza edizione,sarà la settecentesca Villa Bo-scogrande. Qui, negli standaziendali, sarà possibile racco-gliere news su cantine e vini edegustare le oltre 450 etichettespedite dalle diverse regioniitaliane. Oltre che dalla Sicilia,da Lombardia, Trentino AltoAdige, Friuli Venezia Giulia,Toscana, Umbria, Campania ePuglia. Tra gli espositori, TascaD’Almerita, Antinori, Banfi,Allegrini, Felluga, Mastroberar-dino, Guido Berlucchi, Planeta,Donnafugata, Bellavista, Berta-gnolli e Firriato. Il programmadella rassegna prevede anchedibattiti e wine tasting guidatidai giornalisti enogastronomiNino Aiello e Giancarlo LoSicco. La kermesse, che dalle16 alle 23, sarà aperta al pub-blico (costo 15 euro), è organiz-zata dall’associazione culturaleElitaria con il patrocinio di entilocali, Regione (assessorati alturismo e alla famiglia), Irvv eAssovini.
Avvinando,in mostra70 cantinecon 450 vini
L’allarme sul rischio perono-spora in Sicilia è stato lancia-to qualche giorno fa dall’Irvv.L’Istituto regionale della vite edel vino ha denunciato il profi-larsi di una minaccia del tipo diquella che due anni fa mise inginocchio gran parte del settore,nell’Isola. Con una nota, sugge-risce ai viticultori di «avviare ladifesa contro questo fungo neivigneti e per le varietà in cui siè raggiunto lo stadio di sei-ottofoglie dei germogli, poiché sistanno manifestando», precisa,«condizioni termiche e di umi-dità abbastanza favorevoli allosviluppo delle infezioni».L’Istituto invita all’uso, «inquesta fase», dei prodotti piùdiffusi, in commercio. Si av-valgono dei seguenti principiattivi: Mancozeb, Metiram eFolpet. Vanno impiegati, spie-ga, «prima delle piogge infet-tanti o di prolungate bagnaturedelle foglie, intervallando itrattamenti ogni otto giorni».L’Irvv, inoltre, consiglia alleaziende di «monitorare con at-tenzione l’eventuale presenzadell’oidio, che è un fungo al-trettanto pericoloso». Chiudela nota dichiarando la disponi-bilità dei tecnici dell’ente a so-pralluoghi nei campi aziendali.(riproduzione riservata)
Vg,’Ivvm gud
di Alfonso S. Gurrera
 
C
ottanera è un’azienda dell’Et-na, a nord-ovest di Castiglionedi Sicilia. La governa Marian-gela Cambria con i fratelli France-sco ed Emanuele (80 anni in tre).È nelle loro mani il futuro dellacasa, dopo la recente scomparsadel papà, Guglielmo. Ad affiancarlilo zio, Enzo Cambria. E sul frontedella produzione, l’enologo tosca-no Lorenzo Landi. È grazie a lui,approdato a Cottanera pochi mesifa, che «i nostri programmi hannoavuto un’accelerazione, anzi unaconversione», informa Mariangela.«Inizialmente», spiega, «avevamopuntato sui vitigni internazionalipiù che sugli autoctoni ma questo,col passare del tempo, ci ha fattosentire quasi stranieri in patria».Così abbiamo pensato di ampliareil segmento delle varietà tipichelavorando alla produzione dei«veri vini dell’Etna». Per farlo,la famiglia ha acquistato altri cin-que ettari adiacenti alla proprietàcon un esborso di 160 mila euro,ha spianato i terreni, impiantatonuove barbatelle di Carricante eperfezionato un protocollo di vi-nificazione che «renderà degnodel nome, il nuovo Doc bianco.Lo terremo a battesimo», annun-cia Cambrìa, «tra un anno, perchéè previsto un lungo affinamentoanche in bottiglia». Ma i vitigniinternazionali non sono scaduti aun ruolo secondario nel progettod’impresa. Anzi. Per quattro eti-chette, i cru, è pronto uno stockdi cinquemila pezzi delle annate2004-05 che hanno completato illungo affinamento. «Costituirannola riserva del catalogo. Sono dota-ti di un parco di profumi che soloil tempo sa accumulare», chiosaCambria. Rientrano in questa rosa,il Nume (Cabernet Sauvignon); ilSole di Sesta, un Syrah in purezza;il Grammonte, un Merlot e l’Ar-denza, un Mondeuse dell’Alta Sa-voia. Sono tutti destinati al circuitoHoreca con un prezzo, in enoteca,sui 22 euro.In tutto, la gamma dei vini Cotta-nera conta otto etichette, sette rossie un bianco (prezzi, tra gli otto e i12 euro). Oltre a quelli già citati,ci sono l’Etna Rosso, prima Docdella maison, un blend di NerelloMascalese e Nerello Cappuccio;Fatagione e Barbazzale Rosso, dueblend ottenuti dagli autoctoni Ne-rello Mascalese e Nero D’Avola,e Barbazzale Bianco, un Inzolia inpurezza. In progetto c’è anche un«nuovo bianco di cui, tra breve, fa-remo conoscere le caratteristiche»,anticipa Cambria. Complessiva-mente la casa tappa 400 mila bot-tiglie di cui il 60% è distribuito sulterritorio italiano, il resto è speditonei mercati esteri.
LAZIENDA RECLUTA L’ENOLOGO LANDI
Cottanera accelerasui vitigni tipici
Il binomio arte-vino si arricchi-sce di una nuova iniziativa targa-ta Rizzuto Guccione, l’aziendaagricola i cui 53 ettari di vignasi estendono a Cattolica Eraclea(Agrigento). Questa volta alcentro dell’interesse di Rugge-ro Rizzuto è Federico Calabre-se, giovane artista siciliano cheesporrà fino al 3 maggio unaventina di opere inedite nelCortile Patania, di via Patania,a Palermo. Calabrese spazia nelcampo delle arti figurative e ap-plicate. La sua è una pittura chericrea oggetti che si integranonelle tele in un gioco in cui latridimensionalità diventa formad’espressione. Così caricandoil messaggio di significati cheparlano mediante installazionie attraverso l’uso parco e nondi rado monocromatico, del-la gamma dei colori. RizzutoGuccione ha affiancato il lan-cio dell’esposizione, organizza-ta da Minimostre di Palermo,con due cavalli di battaglia: ilPiconello Chiaro, un CabernetSauvignon vinificato in bianco;e Riz, l’ultimo nato della mai-son. Quest’ultimo esce in questigiorni da uve Syrah dell’annata2008. Ha un’etichetta d’arte: afirmarla è il pittore catalanoJorge Durall. (riproduzioneriservata)
Rizzutopromuovel’artedi Calabrese
SilviaMaestrelli
 
enologia
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CULT
 
ottobre 2010
La signora deL vinoche viene daLLa Toscana
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D
alle verdi valli della Toscana alle terre nere dell’Et-
na, è la passione per il nettare di Bacco il l rouge
della vita di Silvia Maestrelli, imprenditrice tosca-
na nel settore nanziario e da qualche anno in
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traprendente “signora del vino”. La laurea in Economia le haaperto le porte nelle società nanziarie del padre, ma spesso«il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce». E ilvino scompiglia le carte. «È entrato nella mia vita al momen
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to giusto - racconta - segnando in maniera indelebile e irre
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versibile un nuovo percorso della mia esistenza. Un percorsodi rinascita che riannoda il legame con la mia famiglia e lamia terra». Un’avventura emozionale la sua che si divide tral’attaccamento alla radici a Villa Petrolio, l’azienda agricola difamiglia a Cerreto Guidi, a 40 chilometri da Firenze dove sicoltiva prevalentemente Sangiovese, e tra quella  che lei stes
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sa denisce «un autentico colpo di fulmine» per  borgo di Ro
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vitello, a Castiglione di Sicilia, dove nasce Tenuta di Fessina.Insieme con il marito Roberto Silva, imprenditore milanese,e all’enologo valdostano Federico Curtaz nel 2007 decise diacquistare il vecchio palmento del XXIII secolo in pietra lavi
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di
 
Giusy Messina
Silvia MaeStrelli

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