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Il multiculturalismo tra modello e crisi. L'Unione Europea deve forgiare la sua cultura comune

Il multiculturalismo tra modello e crisi. L'Unione Europea deve forgiare la sua cultura comune

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di Slavoj Zizek, filosofo in “Le Monde” del 26 febbraio 2011 (traduzione: www.finesettimana.org) Nel momento in cui la Slovenia entrava nell'Unione Europea, uno dei nostri euroscettici parafrasò i fratelli Marx: “Noi sloveni abbiamo dei problemi? Entriamo nell'Unione Europea! Avremo tanti più problemi, ma avremo l'Unione Europea che se ne occuperà! Allora, vale la pena di difendere l'Unione Europea? La
di Slavoj Zizek, filosofo in “Le Monde” del 26 febbraio 2011 (traduzione: www.finesettimana.org) Nel momento in cui la Slovenia entrava nell'Unione Europea, uno dei nostri euroscettici parafrasò i fratelli Marx: “Noi sloveni abbiamo dei problemi? Entriamo nell'Unione Europea! Avremo tanti più problemi, ma avremo l'Unione Europea che se ne occuperà! Allora, vale la pena di difendere l'Unione Europea? La

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04/02/2011

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Il multiculturalismo tra modello e crisi. L'Unione Europea deve forgiarela sua cultura comune
di
 
Slavoj Zizek, filosofo
in “Le Monde” del 26 febbraio 2011 (traduzione:www.finesettimana.org )
Nel momento in cui la Slovenia entrava nell'Unione Europea, uno dei nostri euroscettici parafrasò ifratelli Marx:
“Noi sloveni abbiamo dei problemi? Entriamo nell'Unione Europea! Avremo tantipiù problemi, ma avremo l'Unione Europea che se ne occuperà! Allora, vale la pena di difenderel'Unione Europea? La vera domanda, naturalmente, è: quale Unione Europea?”
David Cameron ha ora attaccato il multiculturalismo, presente in Gran Bretagna da trent'anni, per ilfatto che esso alimenta l'ideologia estremista, facendo eco alla dichiarazione di Angela Merkeldell'ottobre 2010 (
“Questo approccio multiculturale che dice che viviamo fianco a fianco efelicemente i nostri rapporti con gli altri, è fallito. Completamente fallito”
), che faceva a sua voltaeco al dibattito di due anni fa sulla
Leitkultur 
, la cultura di riferimento. Ma quale cultura diriferimento cercano di venderci Angela Merkel e David Cameron?Questa crescita potenziale del risentimento anti-immigrazione deve essere considerata avendopresente la riconfigurazione dello spazio politico europeo che, fino a poco tempo fa, era dominatoda due correnti principali che si rivolgevano al corpo elettorale nel suo insieme: una corrente dicentro destra ed una di centro sinistra, con partiti più piccoli che si rivolgevano ad elettorati piùristretti (ecologisti, comunisti, ecc.). Gli ultimi risultati elettorali, ad est come ad ovest, segnalanol'emergere di una diversa polarità, con un partito centrista predominante che rappresenta ilcapitalismo globale, con un'agenda progressista (tolleranza per l'aborto, per i diritti degliomosessuali, per le minoranze, ecc.) e, di fronte, un partito populista anti-immigrazione sempre piùpotente. Il caso esemplare è la Polonia, ma tendenze simili si osservano in Olanda, in Norvegia, inSvezia, in Ungheria... Come siamo arrivati a questa situazione?Siamo entrati in una nuova era, in cui la forma predominante dell'esercizio del potere statale siriassume in un'amministrazione spoliticizzata e in una logica di coordinamento di interessi. Il solomodo per introdurvi un po' di passione è fare leva sulla paura: paura degli immigrati, paura delcrimine, paura della depravazione empia, paura dell'intrusione statale, paura della catastrofeecologica, ma anche paura delle molestie (il politicamente corretto è la forma liberale paradigmaticadella politica della paura).Per questa ragione, l'evento più importante del primo decennio di questo nuovo millennio, è che lapolitica anti-immigrazione ha lasciato i margini dell'estrema destra per diventare discorsodominante.Nel nuovo spirito di orgoglio identitario, i principali partiti ritengono che gli immigrati siano degliinvitati che debbano adattarsi ai valori della società ospitante, e ritengono accettabile pensare così. Iliberali progressisti sono inorriditi da un tale razzismo populista. Eppure, la loro tolleranzacondivide lo stesso bisogno di tenere gli altri ad una distanza adeguata. Caffè senza caffeina, pannasenza grassi, politica senza politica, fino all'attuale multiculturalismo liberale in quanto esperienzadell'Altro privato della sua alterità – l'Altro, decaffeinato...Il meccanismo di una tale neutralizzazione fu formulato nel 1938 da Robert Brasillach, giustiziatonel 1945, che si vedeva come un antisemita “moderato” e che inventò l'
“antisemitismoragionevole”
:
“Noi non vogliamo uccidere nessuno, non desideriamo organizzare alcun pogrom.Ma pensiamo anche che il modo migliore per impedire le reazioni sempre imprevedibilidell'antisemitismo istintivo sia organizzare un antisemitismo ragionevole.”
Non c'è lo stessoatteggiamento nel modo in cui i nostri governanti trattano la “minaccia immigrati”?Dopo aver rifiutato il razzismo populista diretto, avallano delle misure “ragionevolmente” razziste...e, da moderni Brasillach, alcuni di questi politici arrivano a dirci:
“Noi non vogliamo uccidere

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