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Spazio musicale e Paesaggio sonoror

Spazio musicale e Paesaggio sonoror

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1
§ 1Spazio musicale e paesaggi sonori
Cosa significa mettersi in ascolto? La dimensione
dell’udire rimanda al gesto di porgere l’orecchioall’ambiente che ci circonda, cercando un orientamento,
unparametro che ci
guidi nell’esplorazione di una dimensionedello spazio in cui il visibile cada tra parentesi. L’immagine
di Omero che, cieco, evoca il mondo attraverso verso emusica allude ad un intero paesaggio, ad una costellazionedi senso, che va rivelandosi dietro al velo del suono, dandovoce a un ambiente che ci parla, che ci interpella : tutto il
mondo è voce della natura, e l’uomo che sa ascoltare, la
decifra.Potremmo parlare di un ponte, di un paesaggio sonoro,che va riscoperto e ricostruito, un orizzonte di senso che siapre, nel passaggio che porta dal suono a
ll’
immagine. Aquel paesaggio Roger Murray Schafer,ha dedicato una ricerca che hanatura teorica, ed estetica
1
Una valenza estetica cheandrebbe presa nel suo significato più profondo, e, almenosotto un profilo conoscitivo,
genetico
, perché intimamenteconnessa ad una riflessione sulla funzione del momentosensibile nelle vicende della vita di coscienza. Schafervuole insegnare
nuovamente
al lettore una sensibilità neiconfronti degli eventi acustici che circondano il mondo,aspira a
ricostruire
una storia dell'attitudine all'ascolto,
1
R. Murray Schafer,
The tuning of the world 
, McLelland and StewartLimited, Toronto, 1977. Traduzione italiana di Nemesio Ala,
Ilpaesaggio sonoro
, Ricordi - Lim, Lucca, 1985 p. 285. Citeremo sempredalla traduzione di Ala.
 
2
ponendosi il problema di un metodo che insegni a rivalutarela funzione dell'irrompere del suono nel processo diriconoscimento dello spazio da parte della soggettività.
Questi aspetti c’incuriosiscono: nel testo, infatti, il
rapporto
figura - sfondo
assume un ruolo centrale, tantonell'elaborazione di un concetto di spazialità, intesaesistenzialmente come capacità di abitare il mondo, chenell'elaborazione di un modello antropologico delcomportamento rispetto al suono.E' significativo che tali problematiche si accompagninoad un ostentato atteggiamento di rimpianto per la maggiorsensibilità che il mondo antico avrebbe avuto nei confrontidei fenomeni sonori, e dei loro portati immaginativi, mentreil nostro vivere si articolerebbe tutto in una dimensione cheopacizza la componente emotiva legata al suono e la suacapacità di marcare atteggiamenti, valenze emozionali,elaborazioni simboliche nei confronti dello spazio che cicirconda.L'opacizzarsi del rapporto figura - sfondo sembra essereil sintomo di uno stato di profondo
disordine
, che tormentale relazioni fra fonte sonora e attività simbolizzante dellacoscienza.
Emerge così l’idea di una
figurazione sonora
, legata, sulpiano fenomenologico, al carattere
diffusivo
del suono: sesiamo circondati da musiche, rumori, segnali, che ciavvolgono continuamente, che ci portano instancabilmentenel ventre del loro intrecciarsi, come definire
in modonitido
una figura rispetto allo sfondo che la circonda? Tra le
pieghe di quest’interrogativo, avvertiamo il problema dello
squilibrio che caratterizza il rapporto fra la dinamica deisuoni, la loro capacità attrattiva, le loro potenzialitàtimbriche e figurali e la sostanziale staticità della fonte cheli emette. Il mondo moderno pone in primo piano suonimonotoni, elaborati da fonti ad alto volume, suoni dai qualici si difende attraverso un atteggiamento di insensibilità
all'acustico, che alla lunga impoverisce l’immaginario.
 Schafer tende così a dare un'interpretazione
narrativa
 del rapporto che lega la ricezione degli ambienti rispetto
 
3
alle sonorità che li caratterizzano: il libro, scritto da uncompositore dall'orecchio sensibilissimo, e dall'ampiacultura letteraria, raccoglie una grande collezione di luoghinarrativi, di fonti che evocano un archivio di suoni perduti.Classici latini e greci, testi medievali, trattati scientifici,veri e propri brani di letteratura, fonti a stampa siconnettono, per mettere capo ad un mosaico che delinea,con amore, qualcosa che ricorda una sorta di storia culturaledei suoni e dei rumori, e della loro elaborazione da partedella soggettività umana.I suoni moderni, semplicemente,
durano
, identici a sestessi nel fluire del tempo, mentre nel mondo antico, ilrumore del lavoro è discreto: nella bottega del fabbro, iltintinnare dei martelli sul metallo crea intrecci poliritmici,da quel martellamento si sviluppano suoni discreti cuiporgiamo l'attenzione come ad una composizione musicale(affermazione questa che porta dentro di sé molti problemi,perché dovremmo subito chiederci
in che senso
questoaccada), mentre il moderno si affaccia attraverso forme dibrutale razionalismo che vedono nei suoni naturali, quale ilgorgoglio delle acque, il farsi avanti della triade tonale, o
l’ingenuo naturalismo della fondazione fisico
- matematicadella teoria degli armonici.In questa vicenda culturale, diventa centrale losvilupparsi di analisi tese a mettere in luce la funzione delledinamiche, attraverso cui il mondo sonoro solletica edopprime la coscienza dell'ascoltatore, articolandosidall'impercettibile alla soglia del dolore, attraverso i rumoriinafferrabili del vento tra le foglie, i solenni rintocchi dellecampane, i ticchettii degli orologi, il gorgoglio dei ruscelli,lo sferragliare di carrozze, i rumori sordi delle civiltàindustriali o quelli letali delle guerre. Ad ognuna di questesollecitazioni, corrisponde uno specifico rapporto conl'ambiente.La coscienza umana, unica aldilà delle singole culture, ècosì immenso serbatoio di suoni, in cui, a livello inconscio,riverbera e si agita la forza primitiva degli elementi, checondiziona il nostro modo di rapportarci al mondo. Si

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