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Pescara, 12/03/2011-Dr.Gianni Chiodi - Presidente e della Regione Abruzzo-Dr. Mauro Di Dalmazio - Assessore all’Ecologia della Regione Abruzzo-Regione Abruzzo – Servizio Politica energetica, Qualità dell'Aria e SINA-ARTA Abruzzo-Task Force Ambientale della Regione Abruzzo-Comitato V.I.A. della Regione AbruzzoOGGETTO: qualità dell’aria in Abruzzo – attuazione Piano della Qualità dell’Aria inadempienze -
DIFFIDA
Le associazioni scriventi hanno ripetutamente posto all’attenzione della RegioneAbruzzo la gravità della questione dell’inquinamento atmosferico segnalando una seriedi lacune ed inadempienze in relazione alle obbligatorie iniziative di monitoraggio,prevenzione e mitigazione di tale fenomeno.Nonostante il Piano di Tutela della Qualità dell'Aria sia stato approvato dal ConsiglioRegionale ormai da 4 anni persistono gravissime lacune ed inadempienze in un settoreche riguarda direttamente la salute di tutti gli abruzzesi e in particolare delle fasce piùfragili (anziani; bambini; malati). L’Organizzazione Mondiale della Sanità ed altreorganizzazioni scientifiche di grande prestigio a livello internazionale stimano che inItalia muoiano alcune decine di migliaia di persone ogni anno e che l’inquinamentoatmosferico produca una riduzione nell’aspettativa di vita di 8,6 mesi per ogni persona.Si può quindi facilmente stimare che alcune centinaia di abruzzesi muoiano ogni anno acausa di malattie direttamente connesse con l’inquinamento atmosferico (soprattutto per malattie cardiocircolatorie; tumori; asma). E’ fatto ormai acclarato che ad ogni aumentodi concentrazione di alcuni inquinanti, come i PM10 e i PM2,5 oppure il benzene,corrisponde un aumento di mortalità (si riporta sotto integralmente il paragrafo tratto daun recentissimo lavoro scientifico del 2011 che alleghiamo integralmente nel CD sullamortalità causata a livello mondiale da questi inquinanti, con oltre 1 milioni di morti!). Sievidenzia alla fine della presente nota anche una tabella sull'aumento diretto dellamortalità causata dall'esposizione alle PM. Tutto ciò senza considerare gli effetti deglialtri inquinanti, alcuni dei quali pericolosissimi e accertati cancerogeni (benzene; benzo(a) pirene). Le pubblicazioni scientifiche che alleghiamo alla presente nota costituisconouna prova inoppugnabile di tale situazione che, peraltro, oltre a costituire un dannodiretto alla salute di tanti concittadini, provoca gravissimi danni anche sotto l’aspettodell’impatto economico. Infatti la mancanza di prevenzione per queste malattie provocasecondo l’OMS un impatto notevole sulle finanze pubbliche a causa di costi chesarebbero evitabili e che il sistema sanitario deve invece sopportare.Purtroppo anche l’ultima nostra segnalazione dello scorso dicembre, che peraltro eraaccompagnata da uno studio sull’inquinamento dell’aria a Chieti scalo che il WWF hacommissionato e pagato all’Università di Siena, è caduta nel vuoto. E’ sconfortante che
Associazione civicaPorta Nuova - Vasto
 
una Regione che ha le inadempienze che più oltre stigmatizziamo non abbia sentito ildovere di dare neanche un cenno di risposta (anche un semplice ringraziamento) per l’attività di vera e propria supplenza delle funzioni della Regione svolta dalleassociazioni.Ciò considerato, si elenca una serie di macroscopiche inadempienze della RegioneAbruzzo per quanto riguarda gli obblighi comunitari connessi alla prevenzione,mitigazione e monitoraggio dell’inquinamento atmosferico nella Regione. Tale elenconon deve essere considerato esaustivo e ci riserviamo di evidenziare presto altrelacune.L'intervento delle associazioni si basa principalmente sullo stato di attuazione dellenorme che la Regione stessa di era data con l'approvazione nel 2007 del Piano di Tuteladella Qualità dell'Aria che doveva ottemperare alle direttive comunitariesull'inquinamento atmosferico. In premessa dobbiamo ricordare come il Piano non risultaessere stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica nonostante tale procedurasia obbligatoria in Italia fin dal 2004.Ad oggi, a quattro anni dall'approvazione del Piano:-la rete di monitoraggio degli inquinanti obbligatoria per legge almeno dal 1996 eprevista dallo stesso Piano della Regione non è attiva secondo le modalità previste dalpiano. Le poche centraline funzionanti monitorano solo una piccola parte del numero diinquinanti previsto dal Piano (ad esempio,non vengono monitorati i metalli, le PM2,5, gliIPA, a Teramo il Benzene). Vastissimi territori sono completamente scoperti. Addiritturain tutta la Provincia di Chieti da tre anni non viene effettuato alcun tipo di monitoraggioda parte degli enti pubblici! Questo nonostante vi siano aree industriale tra le più grandid'Italia (come la Val di Sangro) e insediamenti significativi come a Vasto, Chieti scalo eS. Salvo. Il tutto in aree dove vivono e lavorano decine di migliaia di cittadini. Anche areecon problem importanti in altre province, come Roseto e Giulianova, non sonosottoposte ad alcun monitoraggio nonostante il Piano della Regione avesse prescritto lanecessità di un monitoraggio di 2 mesi ogni anno.-L'inventario delle Emissioni, che rappresenta il catasto delle quantità di inquinantiemessi da aziende, traffico, riscaldamento, è fermo a quanto stabilito nel Piano del 2007e non vi sono stati aggiornamenti, quando il Piano stesso prevedeva il suoaggiornamento almeno ogni 2 anni.-Non c'è traccia dello specifico piano di monitoraggio da implementare nelle areeindustriali (previsto a pag.209 del Piano “
Altre campagne nelle aree industriali sarannopianificate nel corso dell'anno
”).-Si continuano a rilasciare autorizzazioni all'emissione in atmosfera nonostante questeinaccettabili lacune conoscitive per quanto riguarda la qualità dell'aria e nonostante lalegge preveda espressamente che gli enti prima di rilasciare nuove autorizzazioni (oeventuali rinnovi) debbano tener conto della qualità dell'aria in quella determinata zona.In particolare l'art.271 del Dlgs 152/2006 prevede espressamente che gli entinell'autorizzare nuovi scarichi “...
devono altresì valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell'aria nella zona interessata. . I valori limite di emissione e le prescrizioni fissati sulla base di tale istruttoria devono essere non meno restrittivi di quelli previsti dagli Allegati I, II, III e V alla parte quinta del presente decreto e di quelli applicati per effetto delle autorizzazioni soggette al rinnovo
.””Peraltro non risultano disponibili al pubblico i dati di cui al punto MM4 relativi almonitoraggio delle sorgenti puntali, nonostante gli obblighi previsti dal Decreto 195/2005
 
relativi alla pubblicazione annuale sui siti WEB dei dati di carattere ambientale e, inparticolare, delle relative banche dati.Per quanto sopra ricordato
SI DIFFIDA
la Regione Abruzzo:-ad attivare entro 30 giorni dalla data di ricevimento della presente la rete dimonitoraggio di cui al Piano di Tutela della Qualità dell’Aria per tutti gli inquinanti per iquali è obbligatorio produrre dati aggiornati;-ad aggiornare immediatamente
l''inventario delle Emissioni;-a pianificare immediatamente il monitoraggio nelle aree industriali secondo quantoprevisto dal Piano a Pag.210);
-a sospendere qualsiasi autorizzazione alle emissioni (compresi i rinnovi) fino a quandonon sarà in grado di attuare tale monitoraggio obbligatorio;-a sospendere qualsiasi procedura di valutazione ambientale di nuovi impianti checomportano emissioni in atmosfera e/o l’aggravio delle emissioni da traffico (grandicentri commerciali; grandi infrastrutture viarie ecc.) in assenza dei dati aggiornati per tuttigli inquinanti di cui alle normative comunitarie e in assenza dell’aggiornamentodell’inventario delle emissioni.-a pubblicare i dati di cui al punto MM4 del Piano di Tutela della Qualidell’Ariasecondo quanto previsto dal Decreto 195/2005.Nel frattempo, anche per assicurare le forme di partecipazione della cittadinanza e delleassociazioni connesse all’attuazione e all’aggiornamento del Piano, si chiede di attivareimmediatamente una serie di incontri.Qualora non si dia seguito in tutto o in parte alle attività sopra ricordate in ottemperanzaalla normativa comunitaria ed italiana in materia di inquinamento atmosferico, leAssociazione scriventi provvederanno ad inoltrare specifico esposto alla CommissioneEuropea. Si riservano altresì, in considerazione dei gravissimi impatti sulla salute dellepersone dell’inquinamento atmosferico accertati dai massimi organismi scientificiinternazionali, di segnalare tale situazione alla Magistratura. per le associazioniNicoletta Di FrancescoWWF AbruzzoPARAGRAFO TRATTO DA
Annette Prüss-Ustün ET AL. (2011)
 
Outdoor air pollutants
Outdoor air pollution contains particulate matter and gaseous pollutants, such as sulfur dioxide (SO2), nitrogen oxides (NOx) and carbon monoxide (CO), as well as secondarypollutants such as ozone (O3) formed from directly emitted pollutants. Further constituents of the pollutant mixture include carcinogens such as benzo[a] pyrene,benzene and 1,3-butadiene [23]. Health impacts from urban air pollution, largely fromcombustion sources, caused overall about 1,152,000 deaths (8,747,000 DALYs)worldwide in 2004 [14,24]. In particular, respiratory infections in children contributed121,000 deaths (1,555,000 DALYs) to this burden, lung cancer 108,000 deaths (931,000DALYs) and other cardiopulmonary illnesses 923,000 deaths (6,261,000 DALYs). About10% of this burden is estimated to affect children. Exposure was measured, and

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