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Isole Far Oer

Isole Far Oer

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Bellissime, solitarie, sperdute nel mezzo del Mare del nord, le isole Far Oer, per i locali Føroyar, in danese Færøerne, sono una meta alternativa e poco comune. Unico inconveniente, sono probabilmente tra i posti più piovosi della terra anche se i giochi di colori, i contrasti cromatici e gli scenari mozzafiato, non lasceranno sicuramente indifferente il visitatore, anche nelle giornate più grigie.
Bellissime, solitarie, sperdute nel mezzo del Mare del nord, le isole Far Oer, per i locali Føroyar, in danese Færøerne, sono una meta alternativa e poco comune. Unico inconveniente, sono probabilmente tra i posti più piovosi della terra anche se i giochi di colori, i contrasti cromatici e gli scenari mozzafiato, non lasceranno sicuramente indifferente il visitatore, anche nelle giornate più grigie.

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 Bellissime, solitarie, sperdute nel mezzo del Mare del nord, le isole Far Oer, per i locali Føroyar, indanese Færøerne, sono una meta alternativa e poco comune. Unico inconveniente, sonoprobabilmente tra i posti più piovosi della terra anche se i giochi di colori, i contrasti cromatici e gliscenari mozzafiato, non lasceranno sicuramente indifferente il visitatore, anche nelle giornate piùgrigie.
 
 
Testo e foto Giovanni LAMONICA
Prendiamo un respiro profondo, riempiamo i polmoni e da tutte le direzioni la limpida aria del marearriva verso di noi, dentro di noi, attraverso di noi. Sconvolgente! Stupefacente! Sbalorditivo! Glistessi abitanti delle isole Faroe, ammettono che è difficile avere più di 5 giorni di sole all’anno. Enoi ci stiamo godendo una splendida giornata a cavallo delle nostre moto percorrendo uno degliinnumerevoli scenografici fiordi di questo arcipelago formato da ben 18 isole che furono abitate perla prima volta più di mille anni fa da alcuni irlandesi, alla ricerca di una vita solitaria lontano daigoverni totalitari del tempo. Il nome venne loro attribuito in seguito dai norvegesi che quando viarrivarono trovarono numerosissime pecore le uniche sopravvissute alle continue incursioni deipirati vichinghi: faer, in antico nordico significa infatti pecora! Ed anche oggi le cose sono cambiatedi poco: questo ovino, come presenze, batte di gran lunga gli abitanti che sono appena 48.000,anche se demograficamente la popolazione è in crescita piuttosto sensibile. Per rendersene conto,basta concedersi una passeggiata per le vie della sua capitale o qualcuno dei suoi piccoli centridistribuiti su questo arcipelago: bambini ogni dove, ma la cosa che ha più stupito me ed i mieicompagni di viaggio è la percentuale altissima di gemelli (un segreto nell’alimentazione oparticolari doti riproduttive, di questi discendenti dei vichinghi di origine norvegese?).Comunque le isole sono bellissime, e sempre più gente le sta trasformando da punto di semplicepassaggio per la più distante Islanda, in meta per le loro vacanze. Un concentrato di natura, immersinell’Atlantico del Nord, lontano dai possenti flussi turistici che frequentano la penisola scandinavao che iniziano a considerare la bellissima terra dei ghiacci più a nord. Il sistema viario è presso cheperfetto, con un asfalto ben tenuto ed in ottime condizioni. Nonostante le temperature non sianorigidissime, basti pensare che anche in inverno il termometro non scende mai al di sotto dei 3°, peruna sana pratica motociclistica il problema maggiore è dovuto sicuramente dalla loro piovosità,anche se gli scenari rimangono sempre spettacolari.Comunque il problema è risolvibile con una buona antipioggia e qualche indumento caldo!Pronti?L’arrivo può avvenire da diverse direzioni, Gran Bretagna, Norvegia o Danimarca ma il punto disbarco sarà sempre Tòrshavn, il capoluogo dell’arcipelago, non che città principale e più popolosa,situata sull’isola maggiore, quella di Stremoy. La cittadina di circa 15.000 abitanti, è situata nellaparte meridionale, in una baia riparata, dell’isola di Streymoy. La parte più antica, assai benconservata, è raccolta, manco a dirsi, nei pressi del porto, fra antiche case in legno colorate e viuzzestrette. I primi ad arrivarvi furono i vichinghi, ma ben presto divenne un importante mercato che neinfluenzò moltissimo lo sviluppo. L’area di commercio da stagionale divenne ben prestopermanente e la situazione continuò anche sotto il dominio danese che instaurò un monopoliocommerciale che durò fino al 1856, anno in cui si aprì un’area commerciale di libero scambio. Ciòportò ad un rapidissimo sviluppo, trasformando il villaggio in una vera città. Caratteristica assaiinteressante è che gli edifici storici sono originali, in quanto mai distrutti da calamità naturali oincendi, rendendola di fatto unica non solo nelle Faroe, ma nel mondo.Va detto che le 3 isole maggiori (a cui vanno aggiunte quella di Eysturoy e quella di Vagàr), sonomesse in comunicazione da un ponte e da un tunnel sotterraneo (a pagamento e caro! Carissimo!!),quindi facilmente visitabili.Anche se non vastissime si potranno collezionare e macinare diversi km, percorsi visitando i suoinumerosi villaggi riparati in spettacolari fiordi.Sicuramente una delle zone più affascinanti per bellezza delle strade e panorami offerti, è quellasettentrionale dell’isola di Eysturoy. L’angusto nastro d’asfalto che va da Eidhi a Gjògv è di quelliche lasciano il segno nei ricordi moto turistici: si viaggia alti fra le nuvole, fra prati di un verde
 
accecante, bacini lacustri con i fiordi che, diverse centinaia di metri più in basso, spingono il maredel nord all’interno anche per diversi km.Gjògv, fra l’altro, sarà la nostra base, nell’accogliente ostello di questo minuscolo paese dipescatori, famoso per le sue scogliere a nord del paese, fra le più belle dell’arcipelago (quasi 200m),dove è possibile ammirare anche diverse specie di uccelli.Da qui si può solo tornare indietro verso il vertiginoso bivio da dove, sulla sx, molto più in basso lecolorate case di Funningur sembrano incrostazioni policromatiche a difesa del verde, all’imboccodel Funningsfiordur. La picchiata sarà rapida e panoramica, ma non vorremmo inflazionare iltermine, per arrivare a questa manciata di case e percorrere in tutta la sua lunghezza il fiordo.Altro posto che mi ha veramente impressionato e che già conoscevo per una precedente visita, èstato il piccolo villaggio di Saksun, posto nella parte settentrionale di Streymoy.In una piccola baia riparata, raggiungibile con una strada che per ampiezza è un vero record anchequi alle Faroer tanto è stretta, poche case con i tipici tetti ricoperti di torba, si mimetizzano fra prativerdi.La fattoria Dùvugard, che conserva anche arredamenti originali è diventata un museo. La baiacomunica con il mare aperto per mezzo di uno strettissimo canale, ed approfittando della bassamarea è possibile camminare fino all’imbocco.Ancora più a nord c’è Tjornuvik, il villaggio più settentrionale dell’isola. Vicinissimo in linea d’ariadovrete naturalmente tornare indietro da Saksun per costeggiare lo stretto canale Sundini che separale 2 isole (Steymoy e Eysturoy) ed a volte sembra quasi un tranquillo fiume. Volendo è possibilevisitare a Hvalvik, è per strada, la più antica chiesa lignea dell’arcipelagoPrima di arrivare e di infilarsi in un altro, l’ennesimo, spettacolare fiordo, sarà bene fermarsi evoltarsi verso Eidi, per scorgere i due scogli di Risin e Kellingin. Alti rispettivamente 73 e 75 metrisarebbero, secondo la leggenda i resti di un tentativo fallito di rimorchiare e trascinare le isole versola lontana Islanda da parte di un gigante di quelle lontane terre e della sua moglie troll. Colpiti dallabellezza dei luoghi i 2 decisero di trainare il promontorio ma discussero sui modi fino a quando ilsole non li catturò trasformandoli in scogliere. A parte le leggende anche questo angolo nascosto èdi una bellezza scenografica assoluta, con la strada che vi arriva dall’alto offrendo una vista superbasul villaggio circondato da montagne dalle quali scorrono decine di cascate. I riflessi delle luci sulleacque sono davvero incredibili.Se doveste decidere di visitare anche l’isola di Vagar, prima di imboccare il tunnel è consigliabiledeviare a dx verso Vestmanna, per visitare (nei pressi di Kvìvik), gli interessanti e ben conservatiresti di una cascina vichinga e poter ammirare con una mini crociera le famose scogliere omonime,alte ben 600metri.
INFORMAZIONI-
Per tutte le informazioni necessarie, contattare l’ufficio del turismo. P.O. Box 118, FO-110Torshavn, tel. +298316055, fax +298310858,www.visit-faroeislands.come-mailtourist@tourist.fo  Via mare è possibile usufruire dei servizi della Smyril-Line, J. Broncksgota 37, post box370, F0-110 Tòrshavn, Isole Faroe, tel. +2983159000, fax +298315707,www.smyril-line.foe-mailbooking@smyril-line.fo Molto meglio e più rapido decisamente per informazioni e prenotazioni dall’Italia, contattareAgamare, viale Tunisia 38, Milano, tel. 026739721, fax 0267397299,www.agamare.it, e-mailagamare@tin.it Per visitare le scogliere di Vestmanna, “ Skùvadal”, tel. +298424305, fax +298424292 oppure“Friogerd or Silja”, tel. +298424155, fax +298424383,www.sightseeing.foe-mailsight@sightseeing.fo Dal 1948 le isole sono un governo autonomo del regno di Danimarca, con proprio parlamento,bandiera e moneta che è però collegata alla corona danese come valore e cambio.La lingua ufficiale è il faroese, appartenente al ceppo nordico. La maggior parte della popolazioneparla inglese e gran parte delle lingue nordiche.

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