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marzo 11

marzo 11

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03/24/2011

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COMUNE DILARCIANO
 
Medaglia d’Oro al Merito Civile 
 
Periodico d’informazione dell’ Istituto “FERRUCCI” di LarcianoFondato da A.Disperati Diretto da Criachi, Innocenti, Mori
Marzo 2011 Anno XXV N. 5
Fare gli italiani!
Quando dovevamo inviareil programma per le cele-brazioni del 150°dell’Unità d’Italia, e sce-gliere un titolo per la mani-festazione, questa partedella famosa frase di Mas-simo d’Azeglio è la primache mi venne in mente, conl’aggiunta del punto esclamativo per dareun suono imperativo, un ordine, ma unordine particolare.Per me, che ho frequentato la scuola pri-maria e secondaria in un periodo storico nelquale, lo studio dal risorgimento alla secon-da guerra mondiale veniva tralasciato,l’Unità d’Italia è sempre stato un argomen-to denso di domande einterrogativi: perché sichiama Italia? Perché sisentivano uno statounico? Perché questanecessità di liberarsiunendosi?Praticamente ho vissutola nascita del nostrostato sulle pagine dellaletteratura italiana, non su quelle di storia.E forse non è stato un male.Leggendo Dante, Machiavelli, Guicciardi-ni, Foscolo, Leopardi , intuendo il loroslancio, potevo quindi domandarmi perchénon fosse sempre stata una nazione unita.Abbiamo una cultura antichissima, ma unostato unitario giovane ed una democraziagiovanissima.Ecco che diventa essenziale ripeterci quoti-dianamente l’ordine, di fare gli italiani!Rivolgendolo a noi stessi, ai nostri compor-tamenti, ai nostri pensieri, noi dobbiamofare gli italiani affinché tutti lo siano.A questo punto, ritorna la domanda che mifacevo da ragazzo: perché l’Italia è unostato unico?La storia che studiavo parlava di guerre,ducati, dominazioni francesi e spagnole,perché l’esigenza di creare l’Italia?Per trovare una risposta, di solito è suffi-ciente fare il semplice gesto di unire i pun-ti: eroi risorgimentali che giovanissimiscelgono di morire per un ideale romantico,partigiani della resistenza che giovanissimilottano per un ideale di libertà e democrazi-a, giovani studenti che protestano per so-gnare un futuro migliore.Come denominare tutto ciò, se non conl’opera di Verdi , “La forza del destino”.I giovani italiani, costretti da sempre a lot-tare contro qualcuno o qualcosa che per-metta loro di poter pensare: “domani saràmigliore di oggi”, che “divisi non andremoda nessuna parte”, che l’unione pur nellediversità esistenti, ha prodotto secoli distoria, cultura e tradizioni ineguagliate nelmondo.Quindi ha ragione chi sostie-ne che gli italiani sono sem-pre esistiti, anche primadell’Unità, nella solidarietà,nella cultura, e in tutte quel-le particolarità che altri, spes-so all’estero, debbono ricor-darci e farci notare.Rileggendo le cose scritte, mirendo conto di aver utilizzatogli argomenti in modo sincopato, tipo jazz,ma va bene così, riflette la nostra storia,fatta di grandi accelerazioni e improvvisirallentamenti.Mi vengono in mente la parole di DaniloDolci, “ciascuno cresce solo se sognato”,così è stato, e così deve essere la nostrastoria, se riusciremo ad avere nel cassettoun sogno per il futuro, riusciremo a cresce-re come Stato, come cittadini.Ecco svelato il segreto dell’imperativo ini-ziale, sfruttare le nostre differenze e i nostriconfronti, facendone un momento di cresci-ta, mentre quando dall’esterno ci osserva-no, stare uniti e fare sistema: sarebbe unpaese bellissimo, ma soprattutto, di questone sono sicuro, costruiremo un paese mera-viglioso.
Marzio BracciottiAssessore alla Cultura
Ciao Ragazzi ! Ciao Ragazzi ! Ciao Ragazzi ! Ciao Ragazzi ! 
 Il giorno 16-03-11 noi ragazzidel CCR insieme a tutta lascuola media e alle autoritàcompetenti abbiamo festeg-giato il 150° anniversariodell’UNITA’ D’ITALIA nellaSala Progresso .La cerimonia è cominciatacon il canto dell’inno naziona-le, davvero molto emozionan-te e coinvolgente.Il sindaco e l’assessore allacultura Marzio Bracciottihanno introdotto la festa, salu-tando l’assemblea e spiegandoil significato attuale di questaricorrenza.Noi del CCR abbiamo presen-tato le immagini e le parolechiave dell’inno di Mameli inmodo che tutti potessero ca-pirne il messaggio centrale .Ilprof. Giampieri è intervenutoper illustrare la figura del ga-ribaldino larcianese LuigiSpinelli che è morto ventennesacrificando la sua vita per lapatria.Il prof. Fabio Giannelli haillustrato l’importanza delmedico Paolo Pucci il quale èfamoso per i suoi studi psi-chiatrici sulla nevrosi da guer-ra e per aver partecipato allabattaglia di Adua nel 1896.Molto interessantel’intervento dell’architettoNeri il quale ha presentato ilplastico di Larciano Castello,realizzato insieme alla prolo-co.La mattinata si è conclusa conl’inno nazionale completocantato sotto la direzione sa-piente del prof. Carlo Sevieri.
 
 
Marzo 2011 Anno XXV N. 5
Vita Scolastica Vita Scolastica Vita Scolastica Vita Scolastica 
2
Da questo mese abbiamopensato di intervistare iconsiglieri del Consiglio diAmministrazione (C.d.A.)della Teen Coop in mododa far conoscere a tutti isoci come si svolge la“dura vita” del consiglie-re!!!! Giulio Tesi si è im-provvisato giornalista ed ha intervistato i primi quattro con-siglieri:
Tesi: Come ti trovi con i compagni della Teen Coop?
 M.G. Meozzi: Bene perchè sono tutti molto socievoli e di-sponibili ad aiutarti!C.Massaro: Mi trovo molto bene perchè ho fatto nuove ami-cizie e penso che la Teen Coop sia anche un modo per stareinsieme lavorando divertendosiA. Abbruzzese: Mi trovo molto bene, siamo in perfetta sinto-niaD. Bindi: Mi trovo molto bene, posso dire che c'è un legameche ci tiene uniti e, tra l'altro, questo è un obiettivo dellacooperativa
Tesi: Di che cosa discutete durante le riunioni?
M.G. Meozzi: Di progetti scolastici, delle attività che dobbia-mo svolgere durante l'anno per contribuire all'acquisto dimateriali per la scuola e per altri enti.C. Massaro: Discutiamo dei progetti da attuare in molto pia-cere perchè possiamo, divertendoci, coinvolgere tutta lascuolaA. Abbruzzese: Delle varie iniziative da attuare in quel perio-do e inoltre approviamo verbali, facciamo bilanci.D. Bindi: Scrivo l'ordine del giorno, ossia tutte le iniziativeche dobbiamo discutere in C.d.A.
Tesi: Chi convoca le riunioni?
M.G. Meozzi: Il Presidente in accordo con le tutorC. Massaro: Il Presidente in accordo con le tutorA. Abbruzzese: Il Presidente con l'aiuto delle tutorD. Bindi: Io, in accordo con le tutor
Tesi: Qual è il tuo ruolo nella Teen Coop?
M.G. Meozzi: Mi occupo di alcuni progetti a livello organiz-zativo come la cena multietnica e il donacibo per i nostriamici a 4zampe, che si è appena conclusoC. Massaro: sono uno dei due cassieri previsti: amministro isoldi che raccogliamo con le nostre attività, i nostri grandisuccessi.A. Abbruzzese: Aiuto il Presidente e lo sostituisco quando èassenteD. Bindi: Sono il Presidente, in pratica decido con i consiglie-ri le attività , coordino il consiglio e convoco le riunioni.Martedì 15 marzo noi ragazzi della2^A della secondaria siamo andati avisitare la Ludoteca Scientifica a Pisa.E ‘ stato tutto divertente a partire dalviaggio! Infatti siamo andati in trenocon cambio a Lucca sia all’andata cheal ritorno!A Pisa ci siamo diretti verso la famosaPiazza dei Miracoli dove abbiamo visto la Torre Pendente…che per fortuna è sempre lì!Ma la Ludoteca ci attendeva! Ci siamo di nuovo messi incammino e, arrivati all’Istituto Superiore L. da Vinci, abbia-mo formato tre gruppi , ciascuno con una guida… giovane,infatti si trattava di laureandi della Facoltà di Fisica.Siamo passati dalla stanza dell’elettricità e magnetismo aquella dei pendoli, dal suono alla gravità…E’ stato un modo per scoprire la realtà che ci circonda inmaniera scientifica e divertente.Ad ogni nostro perché seguiva una risposta verificata dagliesperimenti.Pendolo caotico deterministico, Biglie di Newton, Termome-tro di Galileo, Caduta dei gravi, Fibre ottiche , Sfera al pla-sma, Paradosso meccanico...non hanno più segreti per noi!
 
Non volevamo venire via perché tutto era troppo interes-sante e curioso; ma anche le cose belle finiscono, il treno ciaspettava... e che treno! Bipiano e noi naturalmente siamoandati al secondo ..piano! Alle 14, puntualissimi, ci aspetta-vano i nostri genitoricon i quali siamo rien-trati a casa.
 
 
Marzo 2011 Anno XXV N. 5
3
Cari Ragazzi e Ragazze,molte delle vostre domande riguar-dano le vostre emozioni e sensazio-ni."Perchè mi emoziono facilmente?Perchè mi vergogno delle mie emo-zioni?Come faccio a farmi passare la pau-ra del buio? Come faccio a nonessere timida con tutti?Come posso riuscire a combatterela gelosia?Ho paura ad esprimere i miei senti-menti. Ho paura ad esprimereciò di cui ho bisogno.Ho paura di parlare in pubblico.Arrossisco facilmente quan-do......Mi sento a disagio quando ........."
Questi interrogativi e paure nascono da un granvoglia di crescere e di crescere bene, in armoniacon sè e con gli altri.
E alla base di tutto c'è la percezione che voi avete divoi stessi e l'immagine che gli altri vi rimandono.E' come se vi guardaste allo specchio e vi domanda-ste "cosa penso di me?" "come mi vedono gli altri?"
L' autostima è un bisogno fondamentale dell'esse-re umano.
L’autostima si può definire un’esperienza soggettivae stabile di valutazione positiva del proprio valorebasata sulla considerazione che si ha di sé.Essa rappresenta un elemento essenziale poiché con-sente un riconoscimento adeguato delle proprie risor-se e qualità.Stimarsi vuol dire avere fiducia nelle proprie capacitàdi pensare e superare le sfide fondamentali della vita,avere fiducia nel proprio diritto di affermare le vostrenecessità e desideri, avere fiducia nel proprio dirittoal successo e alla felicità, accompagnati dalla sensa-zione di valere e di meritare tutto questo.
L’incapacità di esprimere i propri sentimenti è unaltro aspetto importante da considerare in relazio-ne ad una bassa autostima.
Una bassa stima di sè
 
è correlataalla rinuncia, all'irrazionalità,alla rigidità, alla paura di ciò cheè nuovo e diverso, ad esseresempre sulla difensiva.Quando l'autostima è bassa, an-che la capacità di recupero di-fronte alle avversità della vita èmolto minore.La frase che vi ripeterete più omeno consapevolmente sarà "IONON MERITO QUESTO"Quando la persona ha una scar-sa stima di sé, rivela un senso diinadeguatezza di fronte alle sfidebasilari della vita.Infatti chi ha un’immagine nega-tiva di sé non è in grado di agire in modo efficiente,razionale e non utilizza nel modo migliore le sue po-tenzialità.Chi non si valuta positivamente tende a impegnarsipoco e a non persistere nei propri sforzi così da au-mentare le probabilità di insuccesso.Dall’insuccesso il soggetto riceverà conferme delleproprie autovalutazioni negative con il risultato diuna ulteriore diminuzione dell’autostima.Mi rendo conto che l'argomento è più ampio e com-plesso e forse troveremo un altro spazio per appro-fondirlo.A cuore aperto, Noemi Sembranti

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