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Zona 508
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Marzo 2011
Anno VII - Numero
Zona 508 Bimestrale Dagli istituti di pena Bresciani - Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 25/2007 del 21 giugno 2007
 
Zona 508
il bimestrale DagliIstituti di pena Brescianiil bimestrale gliIstituti di pena BrescianiDa
S
peciale:
Infanzia
 
2 Zona 508
Pag.3
L‟editoriale
 
Pag. 4
Iniziative
Pag. 12
Speciale Infanzia
Pag.23
Liberi pensieri
Pag.31
Ricetta
Pag. 32
Oroscopo
Pag 33
Consiglio
 
Zona 508
u or zzaz one e r una eBresciaDirettore responsabile :Editore :ActRedazione e amministrazione :Tipografia :Redazione Verziano eCanton Mombello :Redazione Act :
n. 25/2007 del 21 Giugno 2007Marco Toresini( Associazione Carcere e Territorio
Via Spalto S. Marco, 19 – Brescia
c/o Act
Via Spalto S. Marco, 19 – Brescia
Grafiche Cola s.r.l.Via Rosmini, 12/b23900 Lecco
Letizia, Rachele, Patrizia, Danilo,Mauro, Vincenzo, Alessandro,Giorgio, Giuseppe, Alfredo, Redoua-ne, Ermanno, Armand, Salvatore,Emiliano, Riccardo, Gianni, Massi-miliano, Vincenzo, Emiliano, Pasqua-le, SergioMichela, Andrea, MartaB, Alessandra, Daniele,
.
Roberta, Brunella,Paola, Carmelo, Laura,Emanuela, Marta S,Fabiana, Camilla
 
Sommario
Pag 11
La recensione
 
3 Zona 508
L’editoriale
 
O
ra che avverto quotidianamente
l‟incedere della vecchiaia, la memoria mi ripor-
ta sovente ai luoghi in cui ho vissuto o dove so-no passato nei miei numerosi viaggi e che han-
no suscitato affetti e sentimenti diversi”.
 Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose,uomo illuminato, interprete della modernità con
l‟acume e l‟intelligenza di chi sa dialogare con
lo spirito (anche lui, paradossalmente, da dentrouna cella, quella del monaco), ha recentemente
scritto un libro (“Ogni cosa alla sua stagione”,
Einaudi) per raccontare i luoghi della sua vita e,soprattutto, quelli della sua infanzia sulle colli-ne del Monferrato. Una vita povera, ma caricadi grandi speranze, una vita sulla quale medita-re, appagare le nostalgie ma trarre le risorse per andare avanti.Anche i redattori di Zona 508 in questo numerohanno fatto come il priore di Bose, si sono rac-
contati partendo dall‟infanzia. Partendo dagli
amici e dai luoghi che in tanti ricordano construggente nostalgia: ora perché la nostalgia èquella per un paese lontano, per una personacara; ora perché rimane il rammarico per le oc-casioni perse, per le strade non percorse, per una vita che, forse, poteva andare diversamente.Sono acquarelli di campagne nebbiose e solita-rie, di periferie degradate, di città lontane chevivevano però degli stessi giochi, si nutrivanodelle stesse inquietudini infantili, delle medesi-me preoccupazioni di padri e di madri. Così nei
ricordi d‟infanzia dei nostri cronisti la città ma-
rocchina non è molto diversa dalla periferia diuna città italiana, entrambe popolate di fatiche edi sogni.Traspare in alcuni anche la vita che sarebbe sta-ta con la consapevolezza che, forse, con un mi-nimo di sforzo avrebbe potuto anche scrivere,questa vita, un epilogo diverso. Così, sfogliandoquesto numero, troverete anche i consigli di chinon vuol più rifare gli errori di un tempo, di chi
sollecita un‟attenzione e un ascolto per i figli,
sia pur in condizioni difficili come quelle di unpadre e madre carcerati, affinchè siano il piùefficace degli antidoti per evitare che le storie si
ripetano. Insomma, ricordare l‟infanzia è stato
per molti come fare memoria, masticare il panedi ieri (per usare il titolo di un altro libro di En-zo Bianchi) per nutrire il presente, per dargli unsenso, anche se è difficile, duro, perché non si
ha più l‟innocente incoscienza dei bambini, ma
la spigolosa e arida consapevolezza degli adulti.
E bello leggere l‟infanzia dei nostri redattoririscoprendo un po‟ la nostra di infanzia, fatta di
fughe e voglie di scoprire, fatta di choccantiscontri con la realtà (la bugia del malato di dia-bete, per mascherare chi si bucava per strada trai casermoni popolari è patrimonio comune dimolti). E un modo per scoprire, magari, quanto
investire sull‟infanzia sia importante per inve-
stire sul futuro di tutti noi; quanto le attenzioni
all‟infanzia siano importanti per accompagnare
i nostri figli a superare ostacoli non sempre fa-cili.
“La vita continua – 
scrive ancora Enzo Bianchi- e sono gli uomini e le donne che si susseguononelle generazioni, pur con tutti i loro errori, adar senso alla terra, a dar 
senso alle nostrevite, a renderle degne di essere vissute
fino in fondo”.
 Insomma, anche noi di Zona 508 scrive-vano di infanzia ma pensavamo al futu-ro.Marco Toresini
Quell’infanzia 
che ci fa pensare al futuro

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