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Come dovrebbero esserei servizi pubblici online?Accessibili,
essibili, personalizzabili,aperti, partecipativie soprattutto molto usabili
I siti web della P.A.e l’evoluzione delle interfacceper l’accesso ai servizi
All’inizio i siti erano di carta. In veri-tà erano fatti di bit, ma riproduceva-no fedelmente l’approccio cartaceoe burocratico delle brochure istitu-zionali. Siamo nella seconda metàdegli anni 90, nascono le prime reticiviche e i siti delle istituzioni pub-bliche iniziano a proliferare sullarete. Si di
ondono a tal punto che,quindici anni dopo, la direttiva Bru-netta fornisce precise indicazioni perrottamarli, per disinfestare la rete disiti inutili e ridondanti, nati per sod-disfare le manie di protagonismo evisibilità degli amministratori maincapaci di fornire un reale servizioal cittadino. Come saranno i siti webdella P.A. del futuro? Per capire dovestiamo andando è bene fare un pic-colo excursus di come siamo arrivatisin qui, e trarre in
ne alcune interes-santi conclusioni.Il primo problema per i funziona-ri della P.A. fu accettare l’ipertesto.Sembra oggi un concetto scontato,ma quei documenti lineari che l’am-ministrazione chiedeva di renderedisponibili online mal si prestavanoper essere smembrati nella strutturagerarchica e rivoluzionaria dell’iper-testo. C’è voluto tempo per accettareil fatto che molti contenuti andavanoripensati e riscritti, per comprendereche occorreva formazione speci
ca eche l’e
cacia di ciò che si pubblica-va era direttamente dipendente dallaforma che il testo andava ad assume-re. Ci si è poi resi conto che le tra-dizionali tassonomie per archiviare idocumenti non erano adeguate perla presentazione dei poliedrici conte-nuti del web pubblico. Ogni ente siè sbizzarrito inventando innovativegerarchie per rendere accessibile ilproprio patrimonio informativo e diservizi, nella totale assenza di qualsi-voglia indicazione dal Governo cen-trale. Sono nati gli approcci in baseal target, agli interessi, alle macroaree tematiche,
no al primo pianoe-gov, quando un creativo gruppo diconsulenti si è inventato la naviga-zione per metafore degli eventi dellavita. Erano tempi gloriosi, le P.A. lo-cali avevano ancora una gran vogliadi sperimentare e disponevano dellerisorse per farlo, i motori di ricerca
1995
– Prime reti civiche
1996
– L’accettazione dell’ipertesto (http://)
1998
– Prime bozze di piani “e-gov”
2000
– L’avvento dei CMS
2002
– Dal sito al portale
2003
– Intranet e accessibilità
2005
– Web 2.0: mappe, posta elettronica, Docs, social network
2006
– L’era di Facebook e il ‘contagio’ pubblico
2008
– Socialmediazione, geogra
cazione e televisionizzazione dei siti pubblici
2010
– I servizi diventano “apps”: verso gli I-phone e gli I-pad
19952010
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