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04/19/2011

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I VALTELLINESIE L’ARCICONFRATERNITADEI SS. AMBROGIO E CARLO DELLANAZIONE LOMBARDA IN ROMA
45
 
46
 
La Confraternita dei Lombardi
A Roma i Valtellinesi avevano un punto di riferimento preciso:la chie-sa e la Confraternita dei Lombardi al Corso,dove confluivano non solo iconvalligiani,ma gli immigrati delle diocesi di Alba,Alessandria,Asti,Bergamo,Biella,Bobbio,Brescia,Casale,Como,Crema,Cremona,Ferrara,Ivrea,Lodi,Milano,Modena,Mondo,Novara,Parma,Pavia,Piacenza,Reggio di Modena,Tortona,Vercelli e Vigevano. La maggiorparte di questi si erano congregati nel sodalizio,che,sorto col Breve
Supremae dispositionis
di Sisto IV fin dal 1471 sotto l’invocazione diGesù Cristo,della beata Vergine e come
devota et honorata Compagniadell’Hospitale di Santo Ambrogio della Natione Lombarda in Roma
,conun altro Breve del 18 agosto 1612 era stato elevato da Paolo V a
Venerabile Archiconfraternita de Santissimi Ambrogio e Carlo
.Scopo del sodalizio era quello di permettere ai confratelli e alle conso-relle di riunirsi in una loro chiesa per svolgere le pratiche devozionali,dare assistenza ai concittadini che arrivavano a Roma in pellegrinaggio edisporre di un ospedale sia per i
 poveri infermi
della
nazione
– intenden-do per essa una generazione di uomini nati nel paese medesimo,chehanno la medesima origine e che parlano la stessa lingua – sia per gliappartenenti all’Arciconfraternita.E così i nostri Valtellinesi,che rientravano nella diocesi di Como e lacui provata fede di cattolici faceva intendere che sarebbero presto entratia far parte della Compagnia,venivano benevolmente accolti e subito indi-rizzati a un lavoro che permettesse loro di cominciare ad insediarsi.L’occupazione più sbrigativa era la solita. I nostri emigranti,la cui solidacostituzione fisica ne garantiva l’idoneità,la conoscevano bene:quella difacchino. Una tappa quasi obbligata,che assicurava la sopravvivenza. Inseguito,con un po’di fortuna,si sarebbero potuti dedicare ad altro.Magari ad una delle attività di arti e mestieri che abbondavano in una cittàcome Roma,dove c’era bisogno di tutto e di tutti.
Beneficiari e benefattori valtellinesi dell’Arcicon-fraternita
Giorno dopo giorno,anno dopo anno,con l’ostinazione e la lorocostanza di valligiani che non si arrendevano mai,questi Valtellinesiriuscirono a rifarsi una vita e,per alcuni,anche a sistemarsi bene. Entrati47

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