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Riassunti: la Controriforma

Riassunti: la Controriforma

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Published by Federica Angioni
In sintesi:
- la prospettiva di un concilio ecumenico fece sperare nella possibilità di una riconciliazione tra cattolici e protestanti
- il rigido contrapporsi delle fedi aprì un lungo periodo di intolleranza e di persecuzioni
In sintesi:
- la prospettiva di un concilio ecumenico fece sperare nella possibilità di una riconciliazione tra cattolici e protestanti
- il rigido contrapporsi delle fedi aprì un lungo periodo di intolleranza e di persecuzioni

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LA CONTRORIFORMA E LE GUERRE DI RELIGIONE
1.IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMAI riformatori cattolici e il problema del concilio
Prima che iniziassero le polemiche sulle tesi di Lutero, esistevano già dei
piccoli gruppidi laici ed ecclesiastici
che sentivano la necessità di riformare la chiesa dal punto divista della disciplina e da quello della spiritualità; tuttavia, tale esigenza non riuscì aconcretizzarsi. Vi era, poi,
la corrente degli umanisti
, i quali prendevano a modelloErasmo da Rotterdam. La prospettiva di questi cattolici rimaneva molto lontana daquella di Lutero, poiché non metteva in discussione né il primato del papa né i dogmacristiani. Tuttavia, Lutero indusse questi cattolici e protestanti a non abbandonare deltutto l'idea di una possibile ricomposizione dell'unità della chiesa. I luterani chiedevanocon insistenza la
convocazione di un concilio ecumenico
, appoggiati, oltretutto, daCarlo V, il quale era favorevole al dialogo per evitare la rottura religiosa della Germaniae per rafforzare la sua immagine di protettore dell'unità ecclesiastica; tuttavia, quantopiù richiedevano il concilio, tanto meno il papa Clemente VII lo concedeva, anzi, riuscì arinviarlo fino alla sua morte (1534). Dopo la morte di Clemente VII, fu eletto papaAlessandro Farnese con il nome di
Paolo III
; quest'ultimo discendeva da una potentefamiglia della nobiltà laziale, ed era entrato nella vita ecclesiastica con lo scopo di farecarriera politica quando aveva già 3 figli. Paolo III, quindi, rappresentava quel tipo dichiesa che Lutero voleva abbattere e riformare. Nonostante ciò, Paolo III fu all'altezzadelle aspettative e, nel 1535, annunciò la prossima apertura del concilio.
Il rinvio del concilio
L'apertura del concilio fu rinviata per sei volte: in primo luogo per lo stato di guerraesistente tra la Francia e l'impero, in secondo luogo perché il papa cominciava ad esitaredifronte ad un avvenimento che gli sarebbe potuto sfuggire di mano facilmente. D'altrocanto, Paolo III dimostdi essere, come gli altri papa del tempo, interessato adampliare il potere temporale per sé e per i suoi parenti: nel 1545, creò sui possessi diParma e Piacenza un ducato in favore del figlio Pier Luigi. Nel frattempo i protestantiripresero ad incontrarsi con i cattolici nei colloqui religiosi organizzati dall'imperatorema, nonostante ciò,
non riuscirono a trovare un punto d'accordo per arrivare allariunificazione della chiesa
. Dopo varie discussioni sembrò di essere arrivati a un puntod'accordo su questioni come il peccato originale, la giustificazione, il libero arbitrio; fumolto più difficile trovare punti di contatto per quanto riguarda l'ordinamento dellachiesa. I colloqui si interruppero, ma Carlo V continuava a sperare su una prossimaapertura del concilio.
I nuovi ordini religiosi: i gesuiti
Mentre il concilio continuava ad essere rinviato, i cattolici continuavano a mandaresollecitazioni di rinnovamento, quali la restaurazione della regola degli ordini esistenti ela nascita di nuovi ordini religiosi. I
teatini
furono fondati nel 1526 da Gian PietroCarafa; i
cappuccini
nacquero nel 1524 come un nuovo ramo dei francescani (nel 1541,il loro vicario passò dalla parte dei protestanti). Fra gli ordini creati in questo periodo viè quello dei
gesuiti
. La compagnia di Gesù, fondata nel 1540 da
Ignazio di Loyola
,differiva dagli altri ordini poiché il suo scopo non era la contemplazione o la preghiera,ma bensì la lotta contro l'eresia e la difesa della chiesa tradizionale. Ignazio da Loyolanacque da una famiglia della piccola nobiltà dei Paesi Baschi e, dopo aver abbandonatole armi nel 1521, si dedicò al mondo della fede, alternando periodi di depressione, di
 
disperazione, di esaltazione. Dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1537, creò ilprimo nucleo della compagnia dei gesuiti. Nel 1540 ottenne l'approvazione papale ededicò il resto della sua vita al suo ordine religioso. La compagnia di Gesù, che facevafoto di castità, povertà e obbedienza ai superiori, divenne uno
strumento di lottacontro l'eresia
.
L'Inquisizione romana e il concilio di Trento
Nel 1542, influenzato da Gian Pietro Carafa, Paolo III rilancla lotta all'eresiaorganizzando la
Congregazione del Sant'Uffizio
, dal quale dipendeva il tribunaledell'Inquisizione: tutto ciò rendeva sempre meno probabile la riconciliazione con iprotestanti. Nel maggio del 1542 fu finalmente
convocato il concilio
ma, a causa dellaripresa della guerra, esso comincnel 1545 a Trento, presieduto da legati papalidisponibili al dialogo. Secondo le idee di Carlo V, il compito principale del conciliosarebbe dovuto essere quello di togliere argomenti alla propaganda protestante perriunificare la cristianità. Le questioni dogmatiche sarebbe dovute essere trattatesuccessivamente.
Le fasi del concilio di Trento
Al contrario di ciò che pensava l'imperatore, il concilio prese la via delle questionidogmatiche e, nel marzo 1547,
Paolo III
decise di trasferire gli incontri a Bologna. Talemossa non fu accettata da
Carlo V
e il concilio rimase bloccato fino alla morte di PaoloIII, avvenuta nel 1551. Giulio III, il nuovo papa, acconsentì di trasferire nuovamente lesedute a Trento, e invitò al concilio anche rappresentanti protestanti. Questa secondafase del concilio durò fino al 1552, quando riprese la guerra. La terza e ultima fase delconcilio si svolse dal gennaio 1562 al dicembre 1563. Nel frattempo Carlo V sparì discena e la chiesa passò all'offensiva:
Carafa era diventato papa col nome di Paolo IV
, eaveva cominciato a mettere sotto accusa i riformatori cattolici.
Conclusioni dogmatiche e disciplinari
Nel 1565 papa Pio IV pubblie sancì le conclusioni cui erano arrivati dopo leventicinque sessioni del concilio:
 –
le
tesi dei protestanti venivano respinte dalle affermazioni dottrinali
 –
alla verità delle Scritture, fu aggiunta la verità della tradizione storica con cuifurono arricchite le Scritture stesse
 –
fu autorizzata soltanto una versione dei testi sacri: la Bibbia latina di sanGirolamo
 –
fu condannata come eresia la passività umana di fronte alla riformata dottrinadella predestinazione
 –
il numero e il significato dei sacramenti furono riaffermati; in particolare furiaffermato il significato sacramentale della messa che rilegittimava le messefatte per abbreviare le pene delle anime del purgatorio
 –
fu ribadito il dogma della transustanziazione
 –
fu ribadita la comunione dei fedeli solo con il pane, mentre il vino era riservato aisacerdotiSi provvide, inoltre, alla
moralizzazione della chiesa
: si vietò il cumulo dei beneficiecclesiastici, si riafferl'obbligo di castità e di celibato per il clero; il concilio,oltretutto, affermò solennemente che il vero compito dei vescovi era la cura delleanime. Nel 1559 e nel 1564 fu pubblicato un
Indice di libri proibiti
; nel 1571 venneinvece istituita un organizzazione dell'Indice con il compito di vigilare sui libri chevenivano stampati e pubblicati. Oltre alle opere dei protestanti, furono proibite quelledi Erasmo da Rotterdam e le traduzioni in volgare della Bibbia.
 
2.L'EUROPA DELL'INTOLLERANZAUn problema nuovo: la tolleranza religiosa
Fino al 154, i protestanti e i cattolici si erano fronteggiati a suon di opuscoli polemici econdanne dottrinarie; mentre chi pagò i danni maggiori delle repressioni furono icontadini tedeschi e gli anabattisti. Ormai la rottura della chiesa era inevitabile, el'Europa si ritrovò a fronteggiare un nuovo problema:
la convivenza dei fedeli
.
Le città calviniste
Nelle piccole città calviniste della Svizzera, dove le organizzazioni pretendevano dicontrollare la moralità privata dei fedeli, lo
spirito persecutorio
rischiava di diventarepiù intenso di qualsiasi altra città. In cittadine come Ginevra e Zurigo, i peccati, i reati ei cattivi costumi erano sotto l'occhio di tutti; vennero proibiti i balli, la musica, equalsiasi altra cosa che potrebbe portare al lusso o a una festosità troppo colorita; lasevera relazione tra padre e figlio divenne il rapporto dominante sia nell'ambito dellafamiglia che in quello del governo ecclesiastico e cittadino. In quegli anni, siincamminavano verso le città svizzere i profughi, gli esuli e i perseguitati degli altripaesi; fra loro vi erano anche uomini che affermavano il diritto di professareliberamente la fede, come Sebastiano Castellione che, nel 1544, Calvino fedeallontanare da Ginevra. Qualche anno più tardi le tensioni continuavano ad aumentare:
Michele Serveto
, nel 1553, era ricercato dall'Inquisizione per aver pubblicato un libroche negava il dogma della trinità; a Ginevra trovò soltanto il processo e il rogo.
I processi di Valladoil
In Spagna e in Italia
la diffusione delle dottrine si limitò agli ambienti colti
di alcunecittà. A Venezia, a Firenze o Valladoil, le tendenze protestanti si erano sviluppate apartire da una fonte umanistica ed erasmiana e avevano goduto di una relativatolleranza; tuttavia, giunse anche per loro il momento della persecuzione. Dopol'abdicazione di Carlo V divenne re il figlio Filippo II; a Valladoil furono scoperti alcunigruppi protestanti e, nel 1559, ne furono scoperti degli altri: un centinaio di personefurono condannate e oltre trenta di essi furono messi al rogo (questo scandalo convolsenobili, borghesi, e persino il vescovo di Toledo).
La cultura della Controriforma
Il motivo per cui in Spagna e in Italia l'influenza protestante rimase limitata, fu lacapacità della chiesa di mostrare una
nuova immagine
di se stessa: il modello del papaspregiudicato (Leone X) venne sostituito da quello difensore della fede (Paolo IV),sostituito a sua volta dal papa santo (Pio V). La chiesa cattolica amplificò tutti i suoitratti tradizionali: la messa, considerata un sacrificio, poteva diventare uno spettacoloteatrale celebrato negli ambienti fastosi delle chiese barocche; la presenza reale diCristo nell'ostia, poteva essere considerato un culto vistoso legato alle tendenze feticistepopolari; l'iconoclastia e il culto delle reliquie potevano diventare fonte di battute e dipreghiere profane. La cultura della Controriforma, inoltre, riportò in vigore il senso delmiracolo e i
mistici ed eroici santi
. Oltre a ciò, troviamo elementi disparati: lacompleta dedizione alle sofferenze del prossimo (ospedali, lazzaretti, opere di caritàper i bambini abbandonati e i poveri), ma anche il disprezzo del mondo. Fra i santi-eroitroviamo Ignazio da Loyola, Francesco Saverio, Carlo Borromeo, e molti altri.
Il ritorno della paura in Europa
Nonostante le differenze fra lo stile della Riforma calvinista e quello della Controriformacattolica, entrambe mostrarono di essere solo due diversi aspetti dello stesso climaculturale che non conosce frontiere religiose. L'Europa, tra il 1350 e il 1450, visse delle

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Annapaola Capasso added this note
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