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Comunicare. Dalla vocalizzazione al linguaggio e dal linguaggio alle lingue.

Comunicare. Dalla vocalizzazione al linguaggio e dal linguaggio alle lingue.

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Published by Edizioni Altravista
Un contributo storico-naturalistico per la comprensione delle basi biologiche del linguaggio e delle lingue. Crollata con lo sviluppo delle conoscenze naturalistiche la millenaria sicurezza dell'uomo di essere qualcosa di intrinsecamente diverso dalle altre specie animali, la ricerca delle caratteristiche distintive dell'essere umano si è fatta più pressante. I progressi della biologia e delle scienze del comportamento hanno teso a focalizzare gli aspetti che fanno dell'uomo un "essere superiore", capace di vivere con una memoria storica. Tra questi attributi peculiari la possibilità di comunicare e tramandare elementi culturali attraverso l'utilizzo del linguaggio riveste certamente un ruolo di primaria importanza ed è la base su cui si fonda la storia. Benchè il linguaggio articolato sia la forma di comunicazione più complessa, la trasmissione di informazioni da un individuo ad un altro non è prerogativa esclusivamente umana e può avvenire con altre modalità.
Un contributo storico-naturalistico per la comprensione delle basi biologiche del linguaggio e delle lingue. Crollata con lo sviluppo delle conoscenze naturalistiche la millenaria sicurezza dell'uomo di essere qualcosa di intrinsecamente diverso dalle altre specie animali, la ricerca delle caratteristiche distintive dell'essere umano si è fatta più pressante. I progressi della biologia e delle scienze del comportamento hanno teso a focalizzare gli aspetti che fanno dell'uomo un "essere superiore", capace di vivere con una memoria storica. Tra questi attributi peculiari la possibilità di comunicare e tramandare elementi culturali attraverso l'utilizzo del linguaggio riveste certamente un ruolo di primaria importanza ed è la base su cui si fonda la storia. Benchè il linguaggio articolato sia la forma di comunicazione più complessa, la trasmissione di informazioni da un individuo ad un altro non è prerogativa esclusivamente umana e può avvenire con altre modalità.

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P
REMESSA
Comunicare per facilitare l’interazione sociale è prerogativa di tuttele specie animali. La comunicazione, tuttavia, assume forme diverse,alcune specifiche e altre comuni a più gruppi di animali. L’utilizzo dellinguaggio come mezzo per comunicare è una caratteristica tipica-mente umana, quindi di pertinenza anche delle Scienze Antropolo-giche nell’accezione di Storia Naturale dell’Uomo. L’approccio deiglottologi è infatti molto spesso astratto e autoreferenziale, in quantonell’intento di spiegare l’origine e il significato di una parola ven-gono utilizzate altre parole. Uno strumento nato per aiutare gli indi-vidui a scambiarsi le informazioni, siano esse pratiche o astratte, devein qualche modo compartecipare ciò che designa e ridurre o eliminarele incomprensioni.Nostro interesse è quindi arrivare a comprendere l’origine del lin-guaggio, il
verbum
, l’elemento fondante del linguaggio, il
logos
,l’idea espressa della parola, ma che ha anche significato di ragiona-mento. Per facilitare questa intesa riteniamo utile un contributo sto-rico-naturalistico per la comprensione delle basi biologiche dellacomunicazione e dell’origine del linguaggio (e delle lingue). La com-parsa del linguaggio e delle lingue è certamente passata attraversoun lungo processo che ha coinvolto complessi cambiamenti anatomo-fisiologici e neurologici che anche i linguisti, i glottologi e i peda-goghi, dovrebbero tenere presenti nelle loro ricerche.Il linguaggio e le lingue servono anche per tramandare informa-zioni, e quindi per fare la Storia, pertanto mi auguro di aver fatto conquesta presentazione sintetica, preparata con la collaborazione delladottoressa Simona Marongiu, un servizio utile per i colleghi delle di-scipline umanistiche, ma anche per i loro allievi.B. ChiarelliOrdinario diAntropologia ed EtnologiaUniversità di Firenze
15 Settembre, 2007 
 
1.L
ACOMUNICAZIONEANIMALE E ILLINGUAGGIO UMANO
Crollata con lo sviluppo delle conoscenze naturalistiche la mille-naria sicurezza dell’Uomo di essere qualcosa di intrinsecamente di-verso dalle altre specie animali, la ricerca delle caratteristichedistintive dell’essere umano si è fatta più pressante. I progressi dellabiologia e delle scienze del comportamento hanno teso a focalizzaregli aspetti che fanno dell’Uomo un “essere superiore”, capace di vi-vere con una memoria storica. Tra questi attributi peculiari la possi-bilità di comunicare e tramandare elementi culturali attraversol’utilizzo del linguaggio riveste certamente un ruolo di primaria im-portanza ed è la base su cui si fonda la storia. Comprendere lo svi-luppo di questa caratteristica è anche compito delle scienzeantropologiche.Benché il linguaggio articolato sia la forma di comunicazione piùcomplessa, la trasmissione di informazioni da un individuo ad unaltro non è prerogativa esclusivamente umana e può avvenire conaltre modalità. Qualsiasi organismo vivente, anche il più semplice epiù primitivo, in occasioni diverse riesce ad instaurare relazioni nonnecessariamente fisiche con i cospecifici (Gyori, 1995) e nuovi inte-ressi si sono aperti per una zoosemiotica cognitiva (Cimatti 1998).L
A COMUNICAZIONE
Col termine “comunicazione” si definiscono quelle azioni che unorganismo compie al fine di alterare il comportamento di un altro or-ganismo cospecifico in modo
adattativo
agli interessi del comuni-cante. Per
adattativo
si intende che la segnalazione, e quindi larisposta, sono state programmate geneticamente dalla selezione na-turale in un susseguirsi di generazioni.I segnali comunicativi degli animali possono essere
discreti
o
gra-duati
. I segnali discreti sono quelli che possono essere rappresentati
 
sotto forma di “tutto o niente”, “si o no”, “presente o assente”. I se-gnali graduati sono stati selezionati in maniera da ammettere la va-riabilità del messaggio: quanto più grande è la motivazionedell’animale o l’azione che sta per essere compiuta, tanto più intensoe prolungato è il segnale emesso (Krebs e Davies, 2002).Ricerche diverse sono state fatte dagli etologi sulla comunicazioneinterindividuale nelle diverse classi animali, anche in quelle menovicine all’uomo, come le api. L’ape ha, infatti, un sistema che per-mette di comunicare con le compagne la presenza, la posizione e ladistanza di giacimenti di cibo. Dal punto di vista dell’espressionequesto sistema è una “danza” (circolare e “a forma di otto”), cioè unaconfigurazione di movimenti del corpo che vengono percepiti dalleantenne delle compagne attraverso un contatto diretto col corpostesso della danzatrice in un’espressione di codice mimico-tattile.Per una sintesi sulla comunicazione negli insetti ed in altri animali,si vedano i lavori di Dessì-Fulgheri (1994, 1995, 1997, 1999), Mai-nardi (1992), Manning (1985), Wilson (1983), Cimatti (1998).Il nostro interesse si concentra sui mammiferi più vicini alla nostraspecie,einparticolaresuiPrimatinonumanioltrechesull’uomostesso.Uno degli aspetti comportamentali fondamentali che differenzia iPrimati da altre specie animali è la forza, la durata e l’intensità deirapporti che uniscono gli individui di una popolazione al fine dicreare relazioni sociali coordinate e costruttive. Questo è dovuto alfatto che si sono evoluti in una nicchia ecologica complessa, comequella forestale, in cui è facile perdere il contatto con gli altri mem-bri del gruppo e perdere, quindi, le opportunità riproduttive.Tutti i sensi vengono interessati e coinvolti in questo tipo di inte-razione sociale: il tatto, il gusto, la vista, l’olfatto e l’udito non hannosolo la funzione di percepire il mondo esterno, ma anche di stabilirecontatti “interindividuali” che costituiscono la base della socialità.Alla base di ogni evento comunicativo vi è la produzione di se-gnali che, all’interno di un mezzo fisico (luce, aria, acqua, suolo ecc.),raggiungono, in forma riconoscibile, le strutture sensoriali del sog-getto ricevente (occhi, recettori olfattivi, uditivi, gustativi ecc...).Le principali modalità sensoriali di comunicazione sono quattro:quella chimica (gusto, olfatto) quella visiva, quella tattile e quellauditiva. Esse arrivano alla regione cosciente dell’encefalo, il neopal-
16
C
OMUNICARE

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