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Innovazione nella formazione manageriale, l’esperienza di Stoà
Di Enrico Viceconte
Sviluppare competenze manageriali è un fattore di successo1.per le persone e la loro crescita professionale
2.
 per le organizzazioni e la loro performance (aziende private o pubbliche),3.per i sistemi locali e il territorio
4.
e infine per il Paese, per la sua competitività nel mondo.Purtroppo il nostro Paese (che pure presenta un buon tasso di imprenditorialità e di creatività) ècarente nella managerialità: fare le cose bene, in base a principi gestionali razionali, consentendolo sviluppo e la crescita armonica dell’impresa.
Le piccole e medie imprese crescono poco e male anche perché al di la dellafigura del proprietario e dei suoi più stretti collaboratori, mancano o sono poco professionalizzate figure manageriali intermedie.
La pubblica amministrazione è ancora arretrata nell’applicazione delmanagement.Un indicatore di arretratezza del sistema paese è la Management education: le
business school 
sono poche e con bassi punteggi ranking internazionali.C’è da dire che la Business School non è l’unico modello educativo per il management: importante per il capitalismo “atlanticoo manageriale, è assente nel capitalismo “renano”, Germania eGiappone.L’Italia non aderisce né all’uno né all’altro modello di capitalismo: ha sviluppato un “capitalismo padronale” e non ha ancora un modello di educazione manageriale consolidato.Il caso di Stoà è significativo dei processi di adattamento al contesto.La Stoà è una Business School che opera da 22 anni con un tasso di crescita del fatturato costante.Molti istituti analoghi in Italia sono scomparsi o assorbiti dagli atenei. Forse perché non hannosviluppato un modello alternativo.A Stoà ci siamo posti da anni il problema di come innovare nella formazione manageriale, non inastratto ma nel contesto locale.E’ di Stoà forse l’unico libro pubblicato sull’innovazione della formazione manageriale che non silimita a descrivere le metodologie innovative ma anche i modi in cui l’offerta manageriale deveadattarsi alle esigenze del territorio che è il suo naturale mercato.Un territorio, di scala regionale, sub regionale o anche interregionale (si pensi ai
metadistretti
) cheabbiamo chiamato
learning region
: cioè un territorio che sviluppa processi virtuosi che legano laformazione allo sviluppo
Delle persone
Delle organizzazioni
Dei sistemi localiE che è in grado di competere con altri territori del mondo.Di quale innovazione parliamo?1.Innovazioni nel sistema d’offerta (il modo di coinvolgere i diversi gruppi di clienti)2.Innovazioni nei contenuti (quello che deve essere insegnato)3.Innovazioni nelle metodologie e tecnologie (il modo in cui deve essere insegnato)E’ una classica matrice di definizione del business la cui costruzione non è stata banale.
 
L’innovazione del sistema d’offerta
Il mercato della formazione manageriale in Italia si segmenta in due fasce:
La management education iniziale: i master in management generalisti e specialistici
La lifelong management education: i corsi per il personale delle aziende, non solo idirigenti, ma anche il management intermedio, fino ai capi di primo e secondo livello. Nella prima fascia l’ASFOR, Associazione per la Formazione Manageriale a cui Stoà aderisce,garantisce l’acquirente che siano rispettati degli standard ispirati all’EFMD, European Foundationfor Management Education. Standard che permettono di differenziare un master ASFOR rispettoai mille master delle Università.In questo campo l’innovazione prevalente riguarda
l’affinamento di strumenti di project working per sviluppare capacità di
 problem solving 
edi
team working 
l’introduzione di strumenti di
coaching 
individuale che seguono l’allievo nelle fasi di
internship
in azienda, di
 placement 
iniziale sul mercato del lavoro, di
 placement 
lungol’arco della carriera. Nella fascia della formazione continua, l’impresa italiana sconta un modo di vedere la formazionecome un costo piuttosto che un investimento. La formazione interaziendale a catalogo può avereuna massa critica di mercato solo a Milano e a Roma.I fondi interprofessionali vengono utilizzati prevalentemente per la formazione obbligatoria, come per la sicurezza dei luoghi di lavoro.In questo campo la Stoà, sulla base della ricerca svolta sulla formazione manageriale in una
learning region
, ha sviluppato un modello di District Academy che, lanciata con l’aiuto di unfondo iterprofessionale, si propone come mini Corporate University del territorio. Per le piccole emedie imprese.Il modello è in fase di sperimentazione al CIS di Nola dove si sta per concludere un piano da 2700ore di formazione per le imprese del distretto. E’stata identificata una struttura fisica all’interno deldistretto per ospitare le attività formative interaziendali. Al progetto partecipano, oltre alla Stoàche è capofila, il Denaro Ricerca e Formazione e Form Retail.La trasformazione, elaborata in Stoà, del modello classico di una Business School in unaCorporate University del territorio ha riguardato anche il sistema pubblico con la creazione di processi di formazione per gli Enti Locali, come il Comune di Napoli, progetti di ricerca,formazione aziendale, interaziendale e interventi organizzativi per le aziende di servizi pubblicilocali.
Il contenuti
Se c’è un campo in cui l’innovazione stenta a decollare è quello dei contenuti. Ancora legati aduna certa tassonomia disciplinare cristallizzata. A mio avviso questo corrisponde ad un’immaturità della committenza nel richiedere contenuti nuovi. Ad esempio è difficile vendere sulmercato corsi di “project management” o di “lean manufacturing” quando le aziende sono moltolontane dall’istituzione di un vero e proprio Project Management Office e di un concreto programma di trasformazione “lean” delle “operations”.
Le metodologie
Il primo aspetto riguarda i format.Il classico format della lezione d’aula è ormai da tempo oggetto di ripensamento con la proposta diformule che vanno oltre l’aula. Forme di esperienza formativa
blended 
in cui sono stimolatediverse modalità di apprendimento.Anche qui il progetto che ha condotto al libro sulla learning region ha potuto condurre numerosesperimentazioni e consentire al gruppo di lavoro di trarre delle conclusioni.L’offerta deve essere in grado di sviluppare momenti di formazione adatti ad aule di ordini digrandezza diversi:

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