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Riassunto Libro Corso Di Diritto Pubblico Scienze Politiche

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Riassunto Libro " Corso di Diritto Pubblico " di Augusto Barbera e Carlo Fusaroa cura di Guido Del Fante, scienze politiche, media e giornalismo
RIASSUNTO CAPITOLO 1
: Ordinamento giuridico e costituzionaleQualunque organizzazione esistente costituisce un ordinamento giuridico, infatti al suo interno cisono regole ed è necessario crearne di nuove per regolare le varie attività. Le religioni erano quelleistituzioni che permettevano una diffusione di regole, dogmi e leggi ma con il tempo il diritto si èdiviso dalla religione, si pensa che la divisione definitiva sia arrivata nel 287 a.c con la lexHortensia nel periodo repubblicano, ma in realtà una divisione non c'è del tutto, basta pensare allareligione islamica e ai paesi dove c'è la sharia. Le regole etiche e religiose hano come fine quello diperseguire il perfezionamento dell'individuo e la sua salvezza dell'anima, mentre le
regolegiuridiche
devono regolare i rapporti all'intern dell'organizzazione e quind definiscono i confinidegli interessi, dei doveri e così via. Le regole del diritto non riguardano infatti le mere azionidell'individuo, esse regolano la vita dell'intera organizzazione. Le regole giuridiche infatti tutelanosia i doveri, ma anche e sopratutto i
diritti
. Ci sono norme giuridiche quando siamo all'interno di unrapporto giuridico ovvero un contatto tra due o più individui che seguono una regola comune equindi creano dei vincoli. Ogni organizzazione produce diritto ed è soggetta a quel diritto. Possiamodire che nessuna oeganizzazione è proprietaria del diritti, ma c'è una pluralità, tanto che si parlaproprio dela
teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici
. In questo libro studieremo il dirittodello stato, una delle strutture più complesse all'interno de diritto.--> Cos'è un ordinamento giuridico?C'è un rapporto tra diritto e organizzazione sociale? Se si , quale? Basta pensare a due differentiteorie. La prima, sostenuta da
Hans Kelsen
è quella delle
teorie normativiste
secondo le quali ogniorganizzazione è da vedere come un qualcosa delimitato a se, da studiare secondo regole proprie equindi le regole e il diritto formano tali organizzazioni. In modo diverso la pensa i seguaci della
teoria istituzionalista
secondo la quale non è il diritto a formare l'organizzazione ma questa acreare regole etc che servono per mantenerla e tenerla unita e compatta. Possiamo dire infatti che
lenorme
sono il prodotto di
fatti normativi
intervenuti in un certo momento della storia. Comeesempio basta pensare al Commn Law nei paesi anglosassoni dove appunto le azioni etc produconole norme. La stessa nostra costituzione entrata in vigore nel 1948 ne è un esempio, in quanto primache si formasse questa c'erano già le basi formate nella società e quindi di fatti normativi. Quindiconcludendo secondo le teorie normativiste una società ha un ordinamento, secondo invece le teorieistituzionaliste una società è un ordinamento. Tutte le discipline giuridiche dovrebbero formarsi suldiritto positivo, ma c'è un limite perchè non si sa rispondere alla domanda " qual'è il fondamento sucui si regge un ordinamento?".La definizione di
ordinamento giuridico
è la seguente :è l'insiemedi più elementi accomunati dal fatto di essere tutti espressione di una determinata organizzazionesociale e quindi coordinati secondo determinati criteri. Un lungo dibattito si inserisce nel diritto,ovvero se il
diritto naturale
sia sopra ogni diritto. Purtroppo l'idea di cosa sia il diritto naturale èvariabile nel tempo e nei luoghi quindi è pressoche impossibile darne una risposta certa. Inoltre dadopo la fine della seconda guerra mondiale sono tornate le teorie giusnaturaliste che riconoscono idiritti inviolabili dell'uomo. Ogni ordinamento è un
sistema
e deve essere
coerente
,
completo
e
unitario
. Un sistema è sempre ordinato intorno ad un progetto e quindi a tenerlo unito devonoesserci legislatore e interpreti. Ogni interprete deve sempre presuppore che il diritto sia un sistema.Le varie norme etc sono un insieme di tutto, non solo piccole parti del diritto. Nel diritto si ha ladifferenza tra
disposizioni
che sono suscettibili di interpretazione e quindi modificabili, mentre le
norme
sono il prodotto dell'interpretazione.
 
--> Costituzione e ordinamento costituzionaleAffinchè un ordinamento giuridico possa essere ritenuto un sistema alla sua base ci deve essere unprogetto, quindi la formazione di norme e valori in cui riconoscersi e come ad esempio nello statodevono essere sancite da qualcosa, nel caso sopracitato dalla
costituzione
. Questa può essere
rigida
o
flessibile
, nel primo caso si può modificare solo con procedimento aggravato inoltre può esserescritta o non scritta. Le costituzioni sono diventate sempre più presenti grazie al movimentocostituzionalista, ma già ce ne furono alcune ottriate cioè concesse dal sovrano. Quindi ogniordinamento statale ha una sua costituzione che sancisce il tipo di stato, valori, governo, etc. InInghilterra nonostante non ci sia costituzione scritta nessuno mette in dubbio i principi fondanti sucui si basa la nazione. Manca la costituzione ma hanno un nucleo di norme che rappresenta i valoridi quel paese. Ogni paese però ha un ordine costituzionale e infatti possiamo definire
ordinamentocostituzionale
quel raggruppamento di norme scritte o non scritte che danno il valore alla nazione eforma all'ordinamento giuridico, un pò come fosse il Dna di tutta la struttura. La costituzione puòcomunque non avere più norme effettivamente vigenti e infatti le norme costituzionali nonesauriscono i contenuti della costituzione stessa, ma ogni stato deve legiferare aggiungendo semprepiù norme con valore. Ci sono inoltre
organi costituzionale
che hanno valore e possono delineare ilnostro ordinamento costituzionale. Mentre quelli
di rilevanza costituzionale
in pratica non hannonessun valore effettivo. Le norme costituzionali vigenti vanno interpretate in base alla situazioneodierna indipendentemente che siano scritte o meno ; stabilire se una carta costituzionale è valida omeno , basti pensare allo statuto albertino che nonostante le leggi del fascismo era ancora in vigore.I normativisti tendono a identificare la costituzione con il documento, invece gli istituzionalisti conla decisione politica che fonda questa carta. Secondo i normativisti infatti tutto l'ordinamento siforma a cascata, infatti via via si formano i vari pezzi e quindi una certa produzione generale aforma piramidale. Per Kelsen una norma è prodotta dal principio di effettività, cioè è valida finquando non è ritenuta più valida nella sua funzione e quindi nel suo valore. Questa posizione vennemolto criticata dagli istituzionalisti. Infatti secondo loro qualsiasi ordinamento o simile ha delleregole, non esiste una forma che non ne abbia. Lo stesso C.Schmit sostiene che la vera costituzioneè la decisione, l'unità politica di un ordinamento permette la sua formazione.Mortati prende spunto da questa idea per la sua teoria e crea il concetto di
costituzione materialeche
è ciò che sostiene l'intero ordinamento, qualcosa su cui convergono le maggiori forze politiche.Questa però è stata criticata perchè veniva usata per contrapporre alla costituzione esistente unacostituzione veramente vigente. Quindi veniva strumentalizzata. Differenza tra
costituzione
e
 ordine costituzionale
, nel primo caso si fa riferimento alla carta entratat in vigore nel 1948 nelsecondo caso invece ai principi che fano parte. Non si fa riferimento a forze politiche e questogsarantisce una certa autonomia.
Il diritto costituzionale è il nucle dell'ordinamento
.--> Diritto pubblico e privatoIl diritto costituzionale si colloca sempre prima degli altri diritti, proprio perchè è ritenuto il troncoda cui nascono tutte le norme, dove appunto abbiamo le radici. Inoltre nell'ordinamento appartieneil diritto costituzionale. Possiamo distinguere il diritto
privato
e
pubblico
, anche se è difficiletrovare una netta distizione. Nel primo caso lo stato lascia ai cittadini il libero esercizio e quindi illibero contratto, ma in realtà interviene sempre per aiutare e per mettere alla pari i diritti dei variindividui. Nel secondo caso invece lo stato è sempre al primo posto negli interventi che glicompetono. Anche se oggi molte amministrazioni si affidano al privato, come apuntoliberalizzazioni o altro. Il confine tra privato e pubblico è quindi mobile. Del pubblico fanno parte ildiritto costituzionale, parlamentare, regionale, aministrativo, tributario, ecclesiastico, penale ecivile. Nel caso invece del diritto del lavoro e dell'economia si parla sia di facente parte al dirittopubblico e a quello privato.
 
RIASSUNTO CAPITOLO 2
: Lo StatoLo stato inizia a formarsi già da molti secoli, ne parlava Machiavelli nel Principe. Inoltre c'è statoun forte cambiamento perchè mentre prima era tutto feudale e c'era un padrone e diversi padroni siscontravano su un territorio, poi piano piano siamo andati nel riconoscersi sotto un' unica figura cheè proprio dello stato. La prima divisione la si ha tra impero e religione. Lo stato moderno nasce ed ècaratterizzato da due elementi :
 
La sovranità
, vale a dire la sua autonomia e quindi l'avere il potere sopra qualsiasi potereesistente nel suo territorio;
 
La politicità
, cioè il poter sottoporre alle proprie regole chiunque si trovi nel suo territorio egarantire diritti e servizi.Uno stato è tale se riesce ad ottenere
il monopolio della forza
ovvero fare sottostare alle proprieregole i cittadini e può usare la forma diretta o indiretta, nel primo caso con l'uso legale delle regolenel secondo caso ponendo come unico detentore della legalità. Definizione di stato :
Stato è quando una popolazione si sottomette ad un potere politico e da vita ad unordinamento che è in grado di soddisfare i suoi interesi generali.
La popolazione in questo modo diventa popolo, e ottiene la cittadinanza e quindi tutti i diritti edoveri uguali. Lo stato per esistere deve avere:
 
Un popolo
;
 
Un territorio
;
 
Un governo sovrano
.Non è uno stato un popolo privo di territorio, oppure una colonia dove la sicurezza è garantita dauno stato esterno. Lo stato per funzionare deve essere sovrano e quindi darsi delle regole, valori equindi avere una costituzione. Solo se si è sovrano si può avere la costituzione. Il
popolo
diventafonte di legittimazione dello stato ed è proprietario dei poteri sovrano. Ci sono però oggi dei limitidi fatto dati dalla globalizzazione e dai limiti giuridici perchè essendo ormai un mondo tuttocollegato anche grazie alle tecnologie consideriamo tutti i cittadini. Oggi però va contro il concettodi stato quel concetto di
stato federale
che sta sempre prendendo più piede, in quanto c'è unadivisione di ruoli e quindi sembra quasi che lo stato non sia più detentore dei suoi poteri. Ad oggiinfatti si discute anche a che modello di territorio appartenga l'Europa.C'è un
costituzionalismo di matrice liberale
che dice che l'uomo ha diritto alla proprietà privata,alla vita e alla libertà. Nascono infatti le teorie giusnaturaliste, ovvero i cittadini trasferiscono questivalori in un' autorità che deve garantire queste cose. Infatti basta pensare ad Hobbes e Locke, per ilsecondo lo stato è lo sviluppo di una condizione positiva che deve essere migliorata per Hobessinvece lo stato di natura è una condizione di grave conflitto e per uscire infatti si delega al sovranoil potere di disporre di se stessi. Il leviatano infatti soggetta ttti i sudditi al suo potere. Da Hegelinvece che si oppone alle idee contrattualiste viene fuori un idea diversa, ovvero è il cittadino chedipende dallo stato e viene unito da esso non viceversa e lo stato è del tutto separato dalla società.Nasce dalla sua idea la destra Hegeliana. Se uno stato nasce su ideologie si può parlare di statoetico, basta pensare al nazismo e fascismo. Marx invece capovolse il concetto economico di Hegel eanche l'idea del rapporto fra stato e società. Per lui il principale costruttore della società è la societàcivile non lo stato. Er lui la storia dell'uomo è una continua lotta tra classi sociali. Per lui lo stato èuno strumento delle classi per sopraffare con il loro potere sulle altre. Era quindi un semplice mezzoda usare.

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