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«Gendercide, una guerra mondiale contro le figlie femmine», trad. it. di Enrico De Simone dell'articolo «The worldwide war on baby girls», in «The Economist», Londra 04-03-2011, in «l'Occidentale. Orientamento quotidiano», Roma 14-03-2010

«Gendercide, una guerra mondiale contro le figlie femmine», trad. it. di Enrico De Simone dell'articolo «The worldwide war on baby girls», in «The Economist», Londra 04-03-2011, in «l'Occidentale. Orientamento quotidiano», Roma 14-03-2010

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l'Occidentale 
(http://www.loccidentale.it)
Speriamo che sia maschio
Tecnologia, calo della fertilità e vecchi pregiudizi congiurano per squilibrare la società. Lascrittrice cinese Xinran Xue descrive la sua visita a una famiglia contadina a Yimeng, nellaprovincia dello Shandong. Una donna stava partorendo. “Ci eravamo appena seduti in cucina –racconta – quando sentimmo un gemito di dolore arrivare da dietro la porta della stanza daletto... Il pianto diventava sempre più forte... e bruscamente si interruppe. C’era adesso unsinghiozzare sommesso, e una voce maschile e burbera esclamò, in tono accusatorio: ‘Piccolacosa senza valore!’”.“All’improvviso qualcosa si mosse rapida dietro di me, vicino a un grande secchiodell’immondizia – ricorda miss Xinran. – Vidi una cosa orrenda: dal secchio spuntavano dueminuscoli piedini. L’ostetrica doveva averci gettato dentro il bambino, vivo. Feci per alzarmi, mai due poliziotti (i miei accompagnatori) mi posero due robuste mani sulle spalle: ‘Non si muova,non può più salvarlo, è troppo tardi’.‘Ma... si tratta d’omicidio... e voi siete la polizia!’. Il piedino adesso era immobile. Il poliziotto mitenne ferma per qualche minuto. Una vecchia donna, avvicinatasi per consolarmi, mi disse:‘Fare una bambina non è gran cosa, da queste parti’. ‘Ma era un bambino vivo’ risposi con vocetremante, indicando il secchio. ‘Non era un bambino – mi corresse. – Era una bambina, e nonpossiamo tenerla. Da queste parti, non puoi fare a meno di un figlio maschio. Le figlie femminenon contano’”.Lo scorso gennaio, l’Accademia cinese di scienze sociali (ACSC) ha mostrato cosa può accadere aun paese dove le figlie femmine non contano. Entro dieci anni, un giovane uomo su cinque nonpotrà trovare una moglie per la carenza di giovani donne – una media senza precedenti per unanazione in periodo di pace.Tale dato è basato sullo scarto tra i numeri di uomini e donne nella popolazione di età inferioreai 19 anni. Secondo la ACSC, in Cina nel 2020 ci saranno, rispetto alla fascia d’età presa inesame, tra i 30 e i 40 milioni di uomini in più delle donne. Si consideri che gli uomini nonancora ventenni in Germania, Francia e Gran Bretagna sono 23 milioni, in America 40 milioni.Quindi la Cina si ritrova con la prospettiva di avere, tra dieci anni, una popolazione di giovanimaschi pari a quella americana, o quasi doppia di quella delle tre più grandi nazioni europee,per la quale le possibilità di trovare una moglie saranno poche o nulle, che presumibilmente nonavrà alcuno stimolo a lasciare la casa dei genitori, né raggiungerà il posto nella società riservato
Gendercide, una guerra mondiale contro le figlie femminehttp://www.loccidentale.it/print/articolo/gendercide,+unaa+nuova+guer...1 di 927/05/2011 12:20
 
a coloro che hanno moglie e figli.Il “Femminicidio” (Gendercide) – prendendo a prestito il titolo di un libro scritto da Mary Anne Warren nel 1985 – è spesso visto come l’indesiderata conseguenza della legge cinese che imponeun solo figlio a famiglia, o di povertà e ignoranza. Ma questi fattori non possono bastare perspiegare tutta la storia. Il “surplus” di scapoli – che in Cina vengono chiamati guanggun, o “raminudi” – sembra abbia avuto un’accelerazione tra il 1990 e il 2005, in modi non direttamentericonducibili alla politica del figlio unico, che venne introdotta nel 1979. Inoltre, come stadiventando sempre più chiaro, la guerra alle bambine non è limitata alla Cina.Parti dell’India hanno medie sessuali squilibrate come nel limitrofo paese più a nord. Altri paesidell’estremo oriente – Corea del Sud, Singapore e Taiwan – registrano un numero di nascitemaschili singolarmente alto. Lo stesso accade, dopo il collasso del comunismo, in paesiex-comunisti nei Balcani e nel Caucaso. Un tale fenomeno si registra anche in alcune, limitateparti dell’America.La vera causa, secondo Nick Eberstadt, studioso di demografia al think-tank di Washington American Enterprise Institute, non sono le particolari leggi di una certa nazione quanto “lafatale collisione tra un’ottusa preferenza per un figlio maschio e il diffondersi da un lato delleanalisi prenatali, dall’altra di una fertilità in declino”. Eberstadt indica tendenze globali. Ladistruzione selettiva delle bambine è una tendenza altrettanto globale.I maschi sono leggermente più soggetti a morire nel periodo infantile. Per compensare, nasconopiù maschi che femmine, in modo che nella pubertà il numero di maschi e femmine sia uguale.In tutte le società dove vengono registrate le nascite, nascono tra i 103 e i 106 maschi ogni 100femmine. Tale proporzione si è mantenuta così stabile nel tempo, da far pensare che si trattidell’ordine naturale delle cose.Questo ordine è cambiato drasticamente negli ultimi 25 anni. In Cina, il rapporto tra i sessi perla generazione nata tra il 1985 e il 1989 era 108, già oltre la fascia d’oscillazione naturale. Per lagenerazione nata nel 2000-04, era di 124 (ovvero, 124 neonati per ogni 100 neonate). Questemedie sono biologicamente impossibili senza un intervento umano.Le medie nazionali forniscono medie stupefacenti se scorporate a livello provinciale. Secondoquanto riferisce una ricerca cinese risalente al 2005 e ripresa dal British Medical Journal*, solouna regione, il Tibet, ha una media dei sessi in linea con quella naturale. Quattordici province –per la maggior parte all’est e nel sud – hanno medie dei sessi di 120 e oltre, mentre tre hannouna media inedita di oltre 130. Come afferma la ACSC, “lo squilibrio dei sessi è andatocrescendo anno dopo anno”.Lo studio del BMJ getta luce su uno degli enigmi riguardanti lo squilibrio dei sessi in Cina.Quanto, questo squilibrio, può essere stato gonfiato dalla pratica di non dichiarare la nascita di
Gendercide, una guerra mondiale contro le figlie femminehttp://www.loccidentale.it/print/articolo/gendercide,+unaa+nuova+guer...2 di 927/05/2011 12:20
 
una bambina, per mantenere la speranza di avere un figlio maschio al tentativo successivo? Nonmolto, ritengono gli autori. Se questa presunta pratica fosse realtà, spiegano, ci si aspetterebbeche le medie del sesso cambierebbero repentinamente quando le ragazze che erano state celatealla nascita cominciassero a venir registrate negli elenchi pubblici, per esempio quelli scolasticio dell’assistenza sanitaria. Il fatto è che un tale cambiamento non c’è. La media dei sessi neiquindicenni, nel 2005, non era molto dissimile da quella dei nati nel 1990. La conclusione è cheè proprio l’aborto sesso-selettivo, e non la mancata registrazione delle nascite femminili, adeterminare l’eccesso di maschi.Ci sono altri paesi che hanno pesantemente alterato la media dei sessi senza aver introdotto ledraconiane regolamentazioni cinesi. Quella di Taiwan era poco più alta della norma nel 1980,nel 1990 era arrivata a 110; attualmente, è di poco inferiore a quel livello. Nello stesso periodo,la media dei sessi nella Corea del Sud è passata da poco più del normale a 117 – nel 1990 era lapiù alta nel mondo – per poi tornare a livelli più naturali. Entrambi erano paesi ricchi, in rapidacrescita e con un’istruzione media di livello abbastanza alto già nel periodo in cui si verificòquest’accelerazione delle nascite maschili.La Corea del Sud sta già sperimentando alcune sorprendenti conseguenze. Il surplus di scapoliin quella che è una nazione ricca ha già risucchiato mogli dall’estero. Nel 2008, l’11% deimatrimoni era “misto”, per lo più tra un uomo coreano e una straniera. Ciò sta creando tensioniin una società fino a pochi anni fa omogenea, spesso ostile ai bambini nati da coppie miste. Latendenza è particolarmente forte nelle campagne, dove il governo prevede che, per il 2020, lametà dei matrimoni saranno misti. I bambini nati da queste unioni sono tanto numerosi da averdato luogo a un neologismo: “Kosians”, ovvero coreano-asiatici.La Cina, nominalmente, è un paese comunista; ma altrove la crescita dello squilibrio tra i sessi èstata attribuita proprio al crollo del comunismo. Dopo l’implosione dell’Urss, nel 1991, siregistrò un aumento della media di nascite maschili su quelle femminili in Armenia, Azerbaijane Georgia. La media dei sessi passò da quella naturale a 115-120 nel 2000. Un’analoga crescita siebbe in alcuni paesi balcanici dopo la disgregazione della Jugoslavia. La media in Serbia eMacedonia è di 108. Ci sono segni di squilibrio persino in America, all’interno di alcunecomunità di origine asiatica. Nel 1975, secondo i calcoli di Eberstadt, la media dei sessi tra icino-, nippo- e filippino-americani era tra 100 e 106; nel 2002 è passata a 107-109.Ma il paese dal record più rimarchevole è l’altro supergigante, l’India. L’India non producestatistiche sul sesso delle nascite, dunque i suoi dati non sono strettamente comparabili conquelli di altri paesi. Ma non c’è dubbio che il numero dei maschi sia aumentato in relazione aquello delle femmine e che, come in Cina, esistano sensibili differenze a livello locale. Gli statinordoccidentali di Punjab e Haryana hanno squilibri marcati quanto quelli delle province cinesisudorientali. A livello nazionale, la proporzione tra bambini e bambine di sei anni d’età è passatada un ineccepibile 104/100 nel 1981 a un biologicamente impossibile 108/100 nel 2001. Nel1991, esisteva un unico distretto dove la media era di 125/100; nel 2001 una tale media si era
Gendercide, una guerra mondiale contro le figlie femminehttp://www.loccidentale.it/print/articolo/gendercide,+unaa+nuova+guer...di 927/05/2011 12:20

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