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[2011-01] V5 - Giovanni Verga

[2011-01] V5 - Giovanni Verga

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11/24/2012

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Giovanni Verga 
L
A VITA
 
La formazione e le opere giovanili
Nacque a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari terrieri, con ascendenze nobiliari. Ebbe una formazioneirregolare, prima attraverso maestri privati poi con una Facoltà di Legge mai conclusa, e ciò lo caratterizzerà da tutti glialtri scrittori contemporanei: si forma su testi francesi tendenzialmente di consumo. Nel 1865 Verga lascia la provincia esi reca una prima volta a Firenze, per poi stabilirsi a Milano nel 1872.
A Milano: la svolta verso il Verismo
Qui entra in contatto con gli ambienti della Scapigliatura. Nel 1878 avviene la svolta decisiva verso il Verismo, con lapubblicazione del racconto Rosso Malpelo. Seguono nel 1880 le novelle di Vita dei campi, nel 1881 il primo romanzodel ciclo dei Vinti, I Malavoglia ecc. A Milano soggiorna fino al 1893, data in cui torna a vivere definitivamente a Catania.Dal 1903 lo scrittore si chiude in un profondo silenzio. La sua vita è dedicata alla cura delle sue proprietà agricole.Morirà nel 1822.
I
ROMANZI PREVERISTI
 
Emblematico è il romanzo Eva. Esso racconta la storia di un giovane pittore siciliano che, nella Firenze capitale, bruciale sue illusioni e i suoi ideali artistici nellamore per una ballerinetta, simbolo della corruzione di una societàmaterialista, tutta protesa verso i piaceri, che disprezza larte e lasservisce al suo bisogno di lusso. Lintellettualeemarginato e declassato. Alcuni caratteri sono comuni alla Scapigliatura:
y
 
Aspra polemica antiborghese;
y
 
Rimpianto della bellezza del passato;
y
 
Degradazione del Bello nella realtà moderna;
L
A SVOLTA VERISTA
 
In Verga stava maturando una vera e propria crisi, che si conclude con lo scritto di Rosso Malpelo, la storia di un garzonedi miniera che vive in un ambiente duro e disumano, narrata con un linguaggio nudo e scabro, che riproduce il modo diraccontare di una narrazione popolare.Il cambio così vistoso di temi e di linguaggio inaugurato da Rosso Malpelo, e quindi lapprodo al Verismo, è una svoltanella carriera di scrittore di Verga, ma non una brusca inversione di tendenza. E come il frutto di una chiarificazioneprogressiva di idee già sviluppate, possibile grazie al superamento di quegli strumenti ancora approssimativi e inadatti,poco personali e inquinati da una convenzionale maniera romantica, con la conquista di strumenti concettuali e stilisticipiù maturi: la concezione materialistica della realtà e limpersonalità.Verga si propone di tornare a studiare gli ambienti dellalta società con questi strumenti più incisivi, partendo però dallebasse sfere poiché in esse i meccanismi che regolano la società sono più semplici da individuare.
L
A POETICA DELL
IMPERSONALITÀ
 
La rappresentazione artistica deve possedere l efficacia dellessere stato (
deve conferire al racconto limpronta di cosa realmente avvenuta
)
, per far questo deve riportare documenti umani; ma non basta che ciò che viene raccontatosia reale e documentato: deve anche essere raccontato in modo da porre il lettore faccia a faccia col fatto nudo eschietto, in modo che non abbia limpressione di vederlo attraverso la lente dello scrittore. Il lettore avràlimpressione di assistere ai fatti che si svolgono sotto i suoi occhi. A tal fine il lettore deve essere introdotto nel mezzodegli avvenimenti, senza che nessuno gli spieghi gli antefatti e gli tracci un profilo dei personaggi, del loro carattere edella loro storia (sparisce il narratore onnisciente
)
. Solo in questo modo si può creare l illusione completa della realtàed eliminare ogni artificiosità letteraria. Con limpersonalità non si vuol negare in assoluto ogni legame tra scrittore eopera, ma si vuol definire un procedimento tecnico, di un modo di dar forma allopera, di conseguire determinati effettiartistici, ovvero quello di celare lazione e la presenza del narratore dietro la storia.
 
L
A TECNICA NARRATIVA
 
Nelle sue opere effettivamente lautore si eclissa, si cala nella pelle dei personaggi, vede le cose coi loro occhi e leesprime con le loro parole. Il punto di vista dello scrittore non si avverte mai nelle opere di Verga: la voce cheracconta si colloca tutta allinterno del mondo rappresentato, è allo stesso livello dei personaggi. Il narratore dimimetizza nei personaggi stessi, adotta il loro modo di pensare e di sentire le cose. E come se a raccontare fosse uno diloro, così il lettore ha davvero limpressione di trovarsi faccia a faccia col fatto nudo e schietto. Un classico esempio èRosso Malpelo, la prima opera verista di Verga, in cui si rivela una visione primitiva e superstiziosa della realtà,estranea alle categorie razionali di causa ed effetto, che vede nellindividuo diverso un essere segnato come daunoscura maledizione, che occorre temere e da cui è necessario difendersi. Egli parla dei personaggi come se sirivolgesse ad un pubblico appartenente a quello stesso ambiente, che avesse sempre conosciuto quelle persone e queiluoghi. Inizialmente il lettore infatti è disorientato, non comprende bene i personaggi, ma li conosce con il proseguiredella narrazione, attraverso ciò ch essi stessi fanno o dicono, o attraverso ciò che altri personaggi dicono di loro. Diconseguenza anche il linguaggio è spoglio e povero, ricco di modi di dire, paragoni, proverbi, con sintassi scorretta ecc.
I
L
DIRITTO DI GIUDICARE
E IL PESSIMISMO
 
Verga: Chi osserva questo spettacolo della lotta per lesistenza non ha il diritto di giudicarlo; è già molto se riesce atrarsi un istante fuori del campo della lotta per studiarla senza passione, e rendere la scena nettamente coi coloriadatti. Perché non ha diritto di giudicare? La risposta risiede nella visione pessimistica della vita di Verga. La societàumana sarebbe dominata dal meccanismo della lotta per la vita, un meccanismo crudele, per cui il più forte schiaccia;tale meccanismo, essendo la legge di natura, universale, che governa qualsiasi società, in ogni tempo e luogo, èimmodificabile; allora, se tale negatività della vita è insuperabile, il giudizio, che si fonda sulla fiducia nella possibilità dimodificare il reale, diventa inconsistente, inutile, errato. In altre parole, se è impossibile modificare lesistente, ogniintervento giudicante appare inutile e privo di senso. La letteratura può solo avere la funzione di studiare ciò che è datouna volta per tutte, e di riprodurlo fedelmente, senza passione.
I
L VALORE CONOSCITIVO E CRITICO DEL PESSIMISMO
 
Tale pensiero di Verga lo connota inevitabilmente come un conservatore. Verga è infatti contro le ideologie progressistecontemporanee, democratiche e socialiste, che egli giudica fantasie infantili o interessati inganni. Nonostante ciò nonmanca in Verga la critica verso la realtà. Una critica non protesa a dire come sarebbe meglio ma semplicemente asottolineare le cose negative della realtà: la disumana lotta per la vita (Schopenhauer
)
, lo sfrenarsi delle ambizioni edegli interessi, il trionfo dellutile e della forza (Hobbes
)
, ecc. Verga si vanta di compiere una critica oggettiva, tanto chein lui è assente ogni forma di pietismo sentimentale verso il popolo, sentimento dilagante nel suo tempo. Egli trattainvece le problematiche del popolo (come nel Rosso Malpelo e nei Malavoglia
)
in modo distaccato, anzi, regredendonellottica popolare ne da una visione che può essere quella di una persona del popolo stesso. Quindi Verga non èfiducioso nel progresso, non compatisce il popolo perché non ritiene che mai si potrà pervenire ad una situazionemigliore, e quindi non ritiene che mai neanche in passato vi sia stata una società migliore (non ricorrerà mai allamitizzazione del mondo rurale
)
anche perché riconoscere questo contraddirebbe il suo pessimismo universale.
L
E DIFFERENZE TRA
Z
OLA E
V
ERGA
 
1.
 
Contesto di provenienza
:
y
 
Zola
: Realtà dinamica della Francia, dove si registra un forte sviluppo economico.
y
 
Verga
:Realtà arretrata e statica del Meridione dItalia.2.
 
Ideologia
:
y
 
Zola
: La società è regolata da leggi spiegabili scientificamente.
y
 
Verga
: La società è regolata da rapporti di sopraffazione immutabili.3.
 
Finalità della letteratura
:
y
 
Zola
: La letteratura ha funzione conoscitiva e la conoscenza può migliorare la società.
y
 
Verga
: La letteratura ha una funzione conoscitiva, ma non può modificare la realtà.4.
 
Tecnica narrativa
:
y
 
Zola
: Impersonalità come distacco scientifico dalla materia analizzata; il narratore commenta.
y
 
Verga
: Impersonalità intesa come eclisse del narratore: non esprime giudizi e non dà spiegazioni.
 
I
L CICLO DEI
V
INTI
 
Nel suo ciclo dei Vinti Verga (prendendo a modello i Rougon-Macquart di Zola
)
intende tracciare un quadro sociale,delineare la fisionomia della vita italiana moderna, passando in rassegna tutte le classi. Criterio unificante è il principiodella lotta per la sopravvivenza, in cui ha sempre la meglio il più forte. Ma Verga decide però di dedicarsi ai vinti, chepiegano il capo dotto il piede brutale dei sopravvegnenti. Nella prefazione: Il movente dellattività umana cheproduce la fiumana del progresso è preso alle sue sorgenti, nelle proporzioni più modeste e materiali.
I
 
M
ALAVOGLIA
 
Lintreccio
La storia di una famiglia di pescatori siciliani, i Malavoglia. Essi possiedono una casa e una barca, la Provvidenza, checonsentono loro una vita relativamente felice e tranquilla. Nel 1863 però il giovane Ntoni, figlio di Bastianazzo enipote di padron Ntoni, deve partire per il servizio militare. La famiglia, privata delle sue braccia, si trova in difficoltà,dovendo pagare un lavorante. A ciò si aggiunge una cattiva annata per la pesca, e il fatto che la figlia maggiore, Mena,abbia bisogno della dote per sposarsi. Padron Ntoni, per superare le difficoltà, pensa di intraprendere un piccolocommercio: compera a credito dallusuraio zio Crocifisso un carico di lupini, per rivenderli in un porto vicino. Ma labarca naufraga nella tempesta, Bastianazzo muore e il carico va perduto. Comincia qui una lunga serie di sventure chedisgregano il nucleo familiare: Ntoni, che ha conosciuto la vita delle grandi città, non si adatta più ad una vita di durefatiche e di stenti. Finisce così per dare una coltellata alla guardia doganale. Al processo Ntoni ottiene una condannamite per le attenuanti donore, ma Lia, ormai disonorata, fugge dal paese e finisce in una casa di malaffare in città.Lultimo figlio, Alessi, riesce a riscattare la casa del nespolo, continuando il mestiere del nonno.
Lirruzione della storia
Il romanzo è proprio la rappresentazione del processo per cui la storia penetra in quel sistema arcaico, disgregandone lacompattezza, rompendone gli equilibri, sconvolgendone le concezioni ancestrali. La storia e la modernità si presentanoinnanzitutto con la coscrizione obbligatoria, che sottrae braccia al lavoro, mettendo in crisi la famiglia. A ciò poi siaggiungono le tasse, la crisi della pesca, il treno, ecc che suscitano le reazioni ostili dei paesani. I Malavoglia, sonocostretti a diventare negozianti, da pescatori che erano sempre stati; e, in conseguenza al fallimento della loroiniziativa, subiscono un processo di declassazione, passando dalla condizione di proprietari di casa e barca a quella dinullatenenti, costretti ad andare a giornata per vivere. Tutta la vicenda è vista soggettivamente dagli stessipersonaggi, rendendo limmagine di una realtà statica, perché così essi sono abituati a concepirla.
Modernità e tradizione
Ntoni è uscito dalluniverso chiuso del paese, è venuto in contatto con la realtà moderna, conoscendo la metropoli delcontinente, Napoli; per questo non può più adattarsi ai ritmi di vita ancestrali del paese -> Emblematico è il suo conflittocol nonno. Sotto lazione di tutte queste forze innovatrici, la famiglia si disgrega. E vero che alla fine Alessi riuscirà aricomporre un frammento dellantico nucleo familiare, ma ciò non implica un ritorno perfettamente circolare allacondizione iniziale, molti sono i morti e molti gli allontanati: le ferite sono immedicabili. Non solo, il romanzo non sichiude affatto con questa parziale ricomposizione dellequilibrio, bensì con la partenza di Ntoni dal villaggio. E un finaleemblematico: il personaggio inquieto, che già aveva messo in crisi quel sistema, se ne distacca per sempre,allontanandosi verso la realtà del progresso, delle grandi città, della storia.
Il superamento dellidealizzazione romantica del mondo rurale
La disgregazione di quel mondo e limpossibilità dei suoi valori. Se, come si è visto, ancora nella prima fase del suoverismo persisteva in Verga una componente di nostalgia romantica per la realtà arcaica della campagna. I malavogliasegnano proprio il superamento irreversibile di tali tendenze. Il mondo rurale, per Verga, prima ancora di essereinvestito dalle forze disgregatrici della modernità, era già dominato al suo interno dalla stessa legge della lotta per lavita che regola il mondo del moderno e del progresso, e lo era da sempre, perché quella legge, per Verga, regola ognitipo di società, in ogni tempo e ad ogni livello della scala sociale.
La costruzione bipolare del romanzo
Ne risulta una particolare costruzione bipolare. Si tratta di un romanzo corale, fittamente popolato di personaggi, senzache spicchi un protagonista. Ma questo coro si divide nettamente in due: da un lato si collocano i Malavoglia,caratterizzati dalla fedeltà ai valori puri; dallaltro la comunità del paese, caratterizzata dal carattere pettegolo e cinico.Questo gioco di punti di vista ha una funziona importantissima. Lottica del paese ha il compito di straniaresistematicamente i valori ideali proposti dai Malavoglia. Quei valori, onestà, disinteresse, altruismo, visti con gli occhidella collettività appaiono strani, non vengono compresi, anzi, vengono stravolti e deformati.

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