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Intervista a Platone

Intervista a Platone

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Published by FedericaPerra
L'intervista a Platone.
L'intervista a Platone.

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06/01/2011

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Intervista a Platone
Federica
:
Buonasera Signor Platone! Prima diiniziare la nostra intervista la vorrei ringraziareper aver dato alla mia redazionee a mepersonalmente, la possibilità di intervistare unfilosofo come lei. Bene, iniziamo subito! Come sispiega che noi possediamo delle nozioni innate?
 
Platone
: Personalmente, ricorro alla teoria dellareminescenza, ossia del ricordo. Sostengo chelanima prima di calarsi nel nostro corpo, havissuto nel mondo delle idee, e una volta discesaha il ricordo di ciò che ha vissuto!
F
:
Per questo lei afferma che conoscere èricordare?
 
P
: Certamente, in quanto le idee sono dentro dinoi e basta un minimo sforzo per tirarle fuori!
F
:
La sua gnoseologia rappresenta, dunque, una forma di innatismo
 
P
: Si, questo perché ritengo che la conoscenza derivi da metri di giudizio già presenti nel nostrointelletto. Le faccio l esempio dello schiavo che, pur non essendo colto, è riuscito, mediantelaiuto di Socrate, a rispondere con esattezza a cose di cui non aveva mai sentito parlare. Ora,tralasciando laiuto di Socrate, se lui non avesse avuto delle nozioni innate come ci sarebberiuscito a risolvere con esattezza il quesito posto??
F
:
.. ma per lei qual è il vero significato di apprendere visto che noi possediamo una forma diinnatismo?
 
P
: Per me apprendere non significa partire da zero, maricordare. In altre parole, luomo non possiedela verità, eneppure la ignora totalmente, ma la porta in sé a titolo diricordo, in quanto noi conoscendo non partiamo né dallaverità, né dallignoranza,bensì da una pre-conoscenza, o diignoranza di sapere.
F
:
Bene, cambiando discorso potrebbe dirmi cheimportanza ha per lei il dialogo?
 
P
: Il dialogo per me è importantissimo, infatti io interpreto lafilosofia come dialogo, in quanto è lunico mezzo, mediante ilquale, si può comunicare agli altri la filosofia. Inoltre, questa interpretazione mi ha permessodivivere questultima come una ricerca inesauribile e mai conclusa, ossia come un infinito sforzoverso una verità che luomo non possiede mai totalmente, e sulla quale è assolutamente
Il filosofo intervistato, Platone.Platone e il dialogo.
 
doveroso continuare a interrogarsi.
F
:
Inoltre, sappiamo che unaltra caratteristica delle sue opere, oltre al dialogo, è il mito.Potrebbe spiegarmi in cosa consiste??
 
P
: Innanzitutto i miti sono dei racconti fantastici verso cui vengono esposti concetti e dottrinefilosofiche, e personalmente lo trovo alquanto utile. Inoltre, questultimo può essere interpretatoin due modi, sia come strumento di cui il filosofo si serve per comunicare in maniera piùaccessibile le proprie dottrine, sia come mezzo di cui il filosofo si serve per poter parlare di realtàche vanno al di là dei limiti.
F
:
Da questo si può dedurre che il suo mito ha senso solo seconnesso con il discorso filosofico..
 
P
: Certo, ma bisogna fare attenzione, in quanto ciò non implicache il mito non abbia una sua ricchezza e una sua profondità!
F
:
Inoltre, delle voci affermano che lei non da tantaimportanza al metodo delle definizioni di Socrate. Sonoveritiere??
 
P
: Assolutamente NO, anzi al contrario, io le reputo il primopasso verso un sapere assoluto capace di oltrepassare ilrelativismo sofistico. Ed è proprio in questa battagliaantisofistica che io formulai la teoria delle idee, e anche semolti individui tendono a sottovalutarla, ponendola in secondopiano, sono lieto di affermare che questa teoria rappresenta lacentralità del mio essere, in quanto solo dopo averlaabbracciata posso dichiarare esplicitamente di essere riuscito a risolvere i massimi problemi.
F
:
Per lei cè qualche connessione tra scienza e idee?
P
: La scienza e le idee per me sono strettamenteconnesse, in quanto questultima è loggetto dellascienza.
F
:
Noi consideriamo le idee come una rappresentazionedi ciò che pensiamo. Per lei cosa rappresentano?
P
: Le idee, per me, sono unentità immutabile e perfetta,che costituisce, insieme ad altre idee, una zona desseredifferente, denominata iperuranio, ovvero al di là delcielo.
F
:
Ora parliamo di politica. Per lei qual è lo scopofondamentale dello Stato?
 
P
: Senza dubbio la giustizia, in quanto nessuna comunitàpuò sussistere senza di essa. La giustizia per me èfondamentale, poiché rappresenta la condizione dellanascita e della vita dello Stato.
F
: Parlando dello Stato, da quali parti deve essere costituito?
 
Platone e la sua guida Socrate.Platone e la giustizia.
 
P
: Viene costituito dai governanti, in cui la saggezza è la virtù di questi, in quanto basta che igovernanti siano saggi che tutto lo Stato sia saggio; dai guerrieri, in cui la virtù di questi è ilcoraggio; e infine dai cittadini, in cui la virtù di questi è la temperanza. Ma nonostante ciò lagiustizia comprende tutte queste virtù.
F
:
M
a quandè che la giustizia si realizza?
P
: Allora, i compiti di uno Stato sono molteplici, e tutti indispensabili alla vita della comunità, eognuno ha la possibilità di scegliere il compito a cui dedicarsi. Dunque, si realizza se tutto ciòavviene correttamente. Inoltre, la giustizia, garantisce lunità, e di conseguenza la forza dello Stato,ma essa garantisce anche la forza e lunità di ciascun individuo.
F
:
Bene, sappiamo inoltre che lei distingue nellanima tre parti. Potrebbe indicarmele?
 
P
: Esattamente. Ogni anima possiede la parte razionale, che è quella parte che ci consente diragionare e di dominare gli impulsi; la parte concupiscibile, che è il sito di tutti gli impulsi corporeie, infine, la parte irascibile, che è la parte che combatte per ciò che ritiene giusto. Se mi permettefaccio un ultimo riferimento alla giustizia..
F
:
Certo, dica pure..
 
P
:  in quanto questultima si avrà in ogni singoloindividuo solamente quando ogni parte dellanimasvolgerà la propria funzione.
F
:
E vero che la diversità tra gli individui dipendedalla prevalenza di una parte dellanima sulle altre?
P
: Certamente, infatti abbiamo individuiprevalentemente razionali, individui prevalentementeimpulsivi e individui prevalentemente soggettial corpoe ai suoi desideri.
F
:
M
a, perché per lei lo Stato deve per forza esseresuddiviso in classi?
 
P
: Perché vi sono dei compiti differenti, che vengonoesercitati da individui differenti.
F
:
M
a queste classe vengono stabilite in base a qualicriteri?
 
P
: Le classi non vengono determinate da un diritto di nascita, come molti potrebbero pensare, mada differenti attitudini naturali.
F
:
Perfetto! Inoltre sappiamo che oltre la teoria delle idee lei ha formulato anche la teoria deigeneri sommi. Potrebbe spiegare in cosa consiste questultima?
P
: La teoria dei generi sommi è quella teoria degli attributi fondamentali delle idee, che sonocinque: lessere, lidentico, il diverso, la quiete e il movimento.Analizzando questi cinque punti, possiamo affermare che ogni idea è o esiste, e di conseguenzarientra nel genere dellessere. Ogni idea è identica a se stessa, e quindi rientra nel generedellidentico. Ogni idea è identica a se stessa, ma diversa dalle altre, e quindi rientra nel genere deldiverso. Ogni idea può stare in sé, e quindi rientra nel genere della quiete. Infine, ogni idea può
Platone.

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