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Introduzione
1.1 Generalità
1.2 Aspetti tecnico-economici delle Prove non Distruttive
1.3 Tipologia dei difetti riscontrabili
- difetti di produzione
1.3.1 Difetti di produzione
1.3.2 Difetti di esercizio
1.4 I metodi di indagine non distruttiva
1.4.1 Esami visivi
1.4.2 Ultrasuoni
1.4.3 Liquidi penetranti
1.4.4 Termografia
1.4.5 Magnetoscopia
1.4.6 Radiografia
1.4.7 Ferrografia
1.4.8 Olografia
1.4.9 Correnti indotte
1.4.9.1 La rilevabilità dei difetti e la scelta della frequenza di lavoro
1.4.9.2 Costituzione di un apparecchio tipo per ECT
1.4.9.3 Applicazioni
1.5 La pericolosità dei difetti e l’affidabilità dei controlli non distruttivi
1.6 Conclusioni
2.1 Introduzione
2.2 Il metodo basato sul sensore fluxset
2.2.1 Il sensore fluxset
2.2.1.1 Sviluppo del sensore fluxset
2.2.2 Caratterizzazione metrologica del sensore fluxset
2.2.3 Il metodo proposto per l’esecuzione del test non distruttivo
2.2.4 Primi test sperimentali
2.3 Il metodo basato sulla tomografia induttiva
2.3.1 Il metodo
2.3.2 L’algoritmo di inversione
2.3.2.1 Soluzione del problema diretto
2.3.2.2 Soluzione del problema inverso
2.3.3 Il progetto della sonda
2.3.3.1 Analisi di sensibilità
2.3.3.1.1 Analisi al variare della distanza tra le bobine
2.3.3.1.2 Analisi al variare dell’altezza delle bobine
2.3.3.1.3 Analisi al variare dello spessore delle bobine
2.3.3.1.4 Analisi al variare del raggio interno delle bobine
2.3.3.1.5 Conclusioni
2.3.3.2 La sonda realizzata
2.3.4 Le prime prove sperimentali
3.1 Introduzione
3.2 Realizzazione ed ottimizzazione della sonda bi-assiale
3.2.1 Caratterizzazione della sonda
3.2.1.1 Lo sviluppo della stazione automatica di misura
3.2.1.2 Risultati sperimentali
3.2.2 La procedura di calibrazione e taratura della sonda
3.3 Lo strumento realizzato
3.3.1 Architettura dello strumento
3.3.2 L’unità di generazione delle forme d’onda
3.3.5 L’unità di acquisizione, elaborazione e controllo
3.3.6 Ottimizzazione dell’algoritmo di elaborazione
3.3.7 La verifica sperimentale
3.3.7.1 La ripetibilità del sistema
3.3.7.2 Il tempo di esecuzione del test
3.3.7.3 L’accordo tra dati sperimentali e simulati
3.4 La ricostruzione delle caratteristiche geometriche dei difetti
3.4.1 Il software di simulazione
3.4.1.1 Simulazioni per cricche sottili
3.4.1.2 Simulazioni per cricche di volume
3.4.2 Analisi delle mappe di campo simulate
3.4.3 La ricostruzione dei difetti come problema di regressione
3.4.4 La costruzione del database per il training set
3.4.5 L’architettura software realizzata
3.4.6 Risultati sperimentali
4.2.1 Il rumore ammissibile
4.2.2 Estrazione di P(2)
4.3 Analisi del software di misura
4.4 Ottimizzazione hardware
4.4.1 Le modifiche software
4.4.2 Le verifiche sperimentali
Conclusioni
Bibliografia
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P. 1
Tesi Metodi Non Distruttivi OK

Tesi Metodi Non Distruttivi OK

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