Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
3Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Marco Respinti, «Càmon bebi, iz onli rock'n'roll: vale a dire uno spettacolo per famiglie», in «il Domenicale. Settimanale di cultura», anno 7, n. 52, Milano 27-12-2008, pp. 2-3

Marco Respinti, «Càmon bebi, iz onli rock'n'roll: vale a dire uno spettacolo per famiglie», in «il Domenicale. Settimanale di cultura», anno 7, n. 52, Milano 27-12-2008, pp. 2-3

Ratings: (0)|Views: 27 |Likes:
Published by Marco Respinti

More info:

Published by: Marco Respinti on Jun 07, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/12/2014

pdf

text

original

 
DI MARCO RESPINTI
«V
irginity rocks», la ver-ginità è
cool
. Il contra-rio esatto di quandoqualcosa
sucks
, ciò stucca.Fa un freddo becco, la sinusite miuccide e io barcollo ma non mollo rittocome un bravo soldatino aspettandoche il corteo di popolo-che-è-il-con-trario-della-massa avvii la Marcia perla Vita, quella che ogni 22 gennaio (daquel 1973 in cui la Corte Suprema de-gli Stati Uniti legalizzò, nel Paese, l’a-borto grazie a un “colpo di mano”) in-vade festosa Constitution Avenue. Di-re no all’aborto gridando sì alla vitanel cuore di Washington è più bello.La ragazzina minuta e algida chemi sta a fianco – chissà da quale Statoviene (ho visto un
bus
di liceali delKansas, un viaggio enorme in giornidi scuola), chissà in quale città abita(avrà 16 anni, fa la donna ma le si leg-ge la timidezza negli occhi) – n’è asso-lutamente convinta. Vergine è bello e“rocka” con noi. Lo dice sulla
t-shirt 
,tre taglie in più, che porta sopra lagiacca a vento. Surgelato, le batto identi di fianco, impettito nel mio ges-sato di lana portoghese, ricoperto dalcappotto nero di lusso e incoronato dauno sciarpone bianco perché io sonfatto così: un bimbo mai cresciuto chesa diventare più formale di uno
chaf- feur 
, che cerca di non sfigurare fra isuoi ospiti
stilé 
(soprattutto per rin-graziarne l’impareggiabile cortesia),ma che resta comunque affascinatodal
casual
istrionico dei
 youngster,
ta-le per cui sull’abito impeccabile portoun
 pin
della mia collezione (bandieresudiste, spillette
 pro-life
,
gadget 
para-militari) e sul suddetto sciarpone unapatacca vistosa (in tasca, mi manca ilcoraggio, tengo un berretto
streetwear 
di lana nera con scritta oro ed “s” runi-ca, “Jesus”, e croce nel mezzo, chesembra il logo degli AC/DC).La ragazzina bianca con le guancerosse – diamine, ha cominciato a ve-nir giù acquetta gelata qui – sostiene
coram populo
che conservarsi verginifino al matrimonio è ganzo. La pensa-no uguale i suoi
comrade
, femmine epure maschi. Ma che fanno, adesso?Tirano fuori chitarra e “ampli”, chenon è il Marshall di Jimi Hendrix, mache, del medesimo colore, pece, fa ilsuo effetto. Ora ricordo! Sono i ragaz-zi di “Rock for Life”, li ho visti ieri nel-le
ballroom
dell’Hyatt Regency, su sul-la collinetta del Campidoglio, dirim-petto alla caserma dei pompieri chevomita carri rossi a sirene urlanti, do-ve le organizzazioni
 pro-life
allesti-scono gli
stand 
in un
suk 
dalla linguaunica,
no abortion, no compromise
.“Rock for Life” è una costellazio-ne di
band 
e di
 fan
della musica piùspaccatimpani che c’è convinti di
ArthurRimbaud
Arnoldo Ciarrocchipuntasecca
AmbroiseThomas
Paul Renouard
Boileau inc.
xilografia
GesualdoBufalino
Piero Guccionecarboncino
André Antoine
Jean Baptiste Guth
Ruffe inc.
xilografiaAL CENTRO:
GabrieleD’Annunzio
Bruno Carusodisegno a china
2
IL DOMENICALE
una cosa. La vita è sacra, la personanon si tocca, aborto, contraccezionee sesso libero son porcate.Sì, ho capito, avete già iniziato asalmodiare l’esorcismo contro il miosolito, prevedibile sermone. Ma, aparte il fatto che m’interessa poco,siccome su questo numero il “Dom”ha deciso di riportarvi (
réportage
)esperienze che uniscano raccontovissuto e considerazioni di costume,ecco qua il soprascritto. Del resto, lamia più recente definizione autobio-grafica suona così: “Sta scrivendo ilsuo unico romanzo da sempre (anchese, per quel che gli consta, non ha al-cuna intenzione di concluderlo, il chenon significa di non finirlo), ma se n’èaccorto solo di recente grazie alla gra-fica de
il Domenicale
, Elena.
Predicozzo
Sempre gli Stati Uniti?, direte, seancora non avete voltato pagina. Be’,lasciatemi confessare. A me gli StatiUniti piacciono perché lì si può esseredi destra fino al midollo senza caderenell’inganno di passare per “fascisti(o “urfascisti”) e vivere pure tutte lecose belle che ci attizzano nel fasci-smo ma che non son fasciste perché-il-fascismo-le-ha-solo-scippate-e-in-sozzate (patriottismo, cameratismo,militanza, estetica dell’abnegazione,senso del dovere,
˘et ce¯tera
, latino, poi-ché negli USA piace spesso più che danoi). Del resto, «io li odio i nazisti del-l’Illinois» (
The Blues Brothers
).Ora, “Rock for Life” è il progettogiovani dall’American Life League,una delle più vaste ed efficaci organiz-zazioni antiabortiste degli USA, dasempre presieduta a Stafford, miticaVirginia, dall’infaticabile JudieBrown. La regia è cattolica, ma è pie-no di non cattolici. Anzi, proprio“Rock for Life” è una
operation
in cui,mentre la fede può pure essere deter-minante (epperò la parte del leone lafa il diritto naturale, cosa chiara e di-stinta per giovani di ogni parrocchia,compresi quelli che con l’Onnipoten-te fanno ancora i conti), le confessionireligiose no.“Rock for Life” sponsorizza i can-tanti
 pro-life
, dell'antiabortismo fauna bandiera a suon di
megadecibel
epredica, con successo, in folle da con-certo, cantina,
garage
,
 party
, i luoghiinsomma del sesso a rischio. Però,con tutto il rispetto, non è mica Genverde o Gen rosso; qui si parla di
 punk 
,
metal
e cose così. La Marcia perla Vita non è ancora partita, i ragazziprendono a suonare.Gran parte del resto degli america-ni che sta qui con me a prendere unsacco di freddo per dire sì alla vita acasa ha una biblioteca pingue di testiche spiegano i guasti della controcul-tura, i mali dei Sixties (il loro Sessan-totto), i danni disseminati dal
rock 
edal “modello Hollywood”. Ne ho pa-recchi anch’io. Formidabili. Ma c’è unfatto. Il
rock 
è oramai parte inalienabi-le della vita e dell’immaginario quoti-diano non solo dei giovani; e questo,piaccia o no, resta impermeabile an-che alla più lucida delle denunce, per-sino alla più raffinata delle analisi so-ciologiche su testi e contesti.
Sarkozy come Elvis
Chi, infatti, non è mai stato a unconcerto o in una discoteca, chi nonha mai comperato oppure ricevuto inregalo (o subìto) un vinile, un nastro,un cd
 pop
o
rock 
, chi non possiede unlettore mp3, chi non ha visto un
 film
con un pezzo
rock 
anche solo
a latere
(ci son persino cartoni animati “edu-cativi” con ritmetti
hip hop
), qualemassaia, o professionista adepto dellemonoporzioni, non ha fatto la spesaal
super 
sorbendosi, assieme allosconto, il collegamento-impossibile-da-far-tacere con una radio che men-tre tu scegli i tuoi cereali preferiti tisomministra per endovena l’
hit 
delmomento che è non è mai né Burt Ba-charach né Johann Sebastian bach?Insomma, per non avere mai sen-tito un brano
 pop
occorrerebbe esseredei marziani, che però, con buona pa-ce dei teorici della panspermia pure seda Nobel, per il momento non ci risul-ta. Persino, qui, adesso, alla Marciaper la Vita, il conservatore più
rigori-ste
ode lo stridore delle chitarre elettri-che (e noi, che siam conservatori
bla-sé 
, tamburelliamo a ritmo le dita nellatasca del paltò).Nella vita, del resto, o stai al bal-cone a vedere gli altri fare e disfare,oppure scendi per la via e t’incammini(magari lungo la Constitution Avenuedi Washington) verso il mulino, aven-do solo l’accortezza di fare attenzioneche la proverbiale farina che di certot’imbratterà le vesti resti a opportunaportata di spazzola senza penetrarefastidiosamente sotto. Il
rock 
, insom-ma, è una
 fait accompli
, me lo ricorda-no gli occhi chiari di quel visino virgi-neo che sta rockando qui accanto con-tro l’aborto; per cui delle due l’una: one prendiamo atto e lo sfidiamo sulsuo terreno, oppure ci rintaniamo sot-to una campana di vetro (o, peggio an-cora, sotto la sabbia).Pensate che del
rock 
ha preso attopersino il presidente uscente degliUSA, George W. Bush jr., salutando, il4 aprile scorso, Nicholas Sarkozy co-me nuovo Elvis Presley. Ed era uncomplimento, un gran complimento.Ora, fa specie perché Bush non è micaun rockettaro. Bill Clinton suonava ilsax clubbettaro progressista, ma Bush jr. è famoso per il gala di vittoria (pre-sidenziali 2004) rigidamente
black tie
e stivali
western
dove, fra grigliate ebirra, si suonava il
country
, musicacampagnola e conservatrice agli anti-podi del
rock 
cittadino e
liberal
.Perché allora Sarkozy-Presley?Anzitutto perché se l’abito non fa ilmonaco, nemmeno il
country
fa auto-maticamente la Destra. Prendete peresempio le Dixie Chicks, eroine nel
new country
che chiedono l’
impeach-ment 
di Bush (ma dalle cui melanco-niche melodie cowboyesche non ri-usciamo a stare lontani). Oppure ilvecchio caso di Bruce Springsteen,buon ruspante anche se non
country
,che se la legò al dito quando RonaldW. Reagan disse che la di lui musicaincarnava lo spirito
true blue ameri-can
della sua politica. Il Boss non siperde un comizio
liberal
che sia uno,ma il vero mistero è che Reagan avevaragione da vendere: i testi springstee-niani restano tra i più
grassroots
e pro-fondi (nel senso dell'America profon-da) del
 pop
di oggi, pescano abbon-dantemente in John Steinbeck (nonconservatore, ma americano sin al mi-dollo) e per di più di quello scrittorecolgono il lato più autentico giacché
Dixieland(
di provenienza nera 
)
, ninna- nanna delle Bahamas e inno nordista mixati in salsa 
metal
. Siòri, i Manowar Concentrati nel Mall, sfileremo in Constitution Avenue fino alla Corte Suprema. Un freddo becco Bianca con le gote rosse, avrà avuto 16 anni. Io, gessato portoghese, impettito come un generale. Mi sono innamorato 
I Metallica,Luciano Ligabuee i Ramones,un saccodi Ramones
«Ha le scarpe di serpente,un brillante in pieno denteed un figlio cui ha datonome Elvis». –Luciano Ligabue,
Un figlio di nome Elvis 
«Mi guadagnavo da viverecogliendo le banane.Adesso faccio la guida perla CIA, urrà per gli USA!». –Ramones,
Havana Affair 
«Fanno del loro meglio,fanno quel che possono.Si preparano per il Vietnam.Dalla vecchia Hanoia Berlino Est. Commando – sempre in pista». –Ramones,
Commando 
«[..] Non mi piaccionoi comunisti [...] non mipiacciono i “Jesus freak”[...] non mi piace il
seand drugs 
[...] non mipiacciono i Viet Cong». –Ramones,
I’m Against It 
«[..] e un mondo senza eroinon è cosa da farsi,non un luogo per me». –Kiss,
A World Without Heroes 
«Ero una corsa senza meta,credi ai miracoli perchéio ne sono uno. [...] Credoai miracoli e in un mondomigliore per me e per te». –Ramones,
I Believe in Miracles 
«Ritengo Ronald Reaganil miglior presidente che abbiaveduto in vita mia». «Diobenedica il presidente Bush,Dio benedica l’America». –Johnny Ramone(1948-2004)
Le donne,i cavalier,l’armi,gli amori.I nazistidell’Illinoise i mieidue figli.I
pro-lifer 
,i conservatorie quella città,sempre gelidad’inverno, cheè Washington.Un percorso,del tuttoindividualee decisamenteinsolito,dentro
CÀMON BEBI, IZ ONLIROCK’N’ROLL:
il
rock 
,megliose duroe pesante.Mi sonosforzatodi stupirvi,spero propriodi esserciriuscito.La sorpresal’ho tenutaper il finalee i paragrafili ho conditicon le miedichiarazionidi voto

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->