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Internazionale n. 902 17.3.11 - pp48-55

Internazionale n. 902 17.3.11 - pp48-55

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Internazionale902|17 giugno 2011
Società
L
imputato è un uomo enor-me, sopra i 130 chili, ma ilsuo dolore e la sua vergo-gna sono così solenni dafarlo sembrare ancora piùimponente. Seduto sullapoltrona di legno che lo contiene appena, èchino in avanti e singhiozza sommessa-mente, fazzoletto dopo fazzoletto, facendoballare nervosamente una gamba sotto iltavolo. Nella prima
la del pubblico c’è suamoglie, a
 
ranta, che si gira meccanicamen-te la fede intorno al dito. L’aula è una tom-ba. I testimoni raccontano a bassa voce fatticosì dolorosi che spesso l’emozione ha il so-pravvento. Un’infermiera del pronto soc-corso, descrivendo la reazione dell’imputa-to quando la polizia l’ha portato in ospedale,piange. Era catatonico, dice, con gli occhichiusi, e si dondolava avanti e indietro, im-prigionato nel suo insondabile tormentointeriore. È rimasto a lungo in silenzio,
n-ché l’infermiera gli si è inginocchiata a
an-co e gli ha preso la mano. Solo allora il pa-ziente ha cominciato a parlare, e ha dettoche non voleva sedativi, che non meritavanessun sollievo dal dolore, che voleva sen-tire tutto e poi morire.L’uomo è accusato di omicidio colposodallo stato della Virginia. Nessuno contestai fatti. Miles Harrison, 49 anni, era una per-sona cordiale, un imprenditore scrupolosoe un padre amorevole e attento,
no a quelgiorno d’estate in cui – sommerso dai pro-blemi di lavoro, alle prese con una telefona-ta dopo l’altra – si è dimenticato di lasciare il
glio Chase all’asilo nido. Chiuso in mac-china per quasi nove ore in un parcheggioaziendale di Herndon, nell’afa so
 
ocante
Bambini
Gene Weingarten, The Washington Post, Stati UnitiFoto di Guillaume Zuili
Scordarsi un
glio di pochi mesi in macchinasembra impossibile. Ma succede anche ai genitoripiù premurosi e attenti. L’articolo del WashingtonPost che ha vinto il premio Pulitzer
di luglio, il bimbo è stato lentamente uccisodal caldo. È stato un errore inspiegabile, im-perdonabile, ma può essere de
nito un cri-mine? Spetta al giudice rispondere.A un certo punto, durante una pausa,Harrison si alza, barcollante, e si gira perdirigersi verso l’uscita. Solo in quel momen-to sembra accorgersi che nell’aula ci sonodelle persone che assistono al processo. Ab-bassa lo sguardo, vacilla
nché qualcunonon l’aiuta a riprendersi, poi lancia un ge-mito acuto: “Il mio povero piccolo!”. Ungruppo di studenti delle medie che sta visi-tando il tribunale entra in fila indiananell’aula. L’insegnante non si aspettavaquella scena. I ragazzini, con gli occhi sgra-nati, vengono rapidamente fatti uscire.Il processo dura tre giorni. Sedute infondo all’aula, due donne lo seguonodall’inizio alla
ne. Hanno viaggiato ore pervenire
n lì e, a di
 
erenza di molte personedel pubblico, non sono parenti, colleghe oamiche dell’imputato.“…la parte inferiore del corpo era rossa eviolacea…”.Mentre il medico legale elenca i partico-lari più strazianti, le due donne si avvicina-no, stringendosi l’una all’altra.“… colorazione verde dell’addome… au-tolisi degli organi… scollamento della pel-le… quando si veri
ca il decesso la tempera-tura corporea interna raggiunge i 42 gra-di”.Mary, la donna più grande di età e piùpiccola di statura, comincia a tremare. Lyn,più giovane e alta, con i lunghi capelli bion-do rame, la tira a sé, con un braccio intornoalle sue spalle e l’altro appoggiato davanti, astringerle la mano. Quando il processo
ni-
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imenticati
Los Angeles, Stati Uniti
 
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sce, Lyn Balfour e Mary Parks escono di-scretamente, senza attirare l’attenzione.Avrebbero preferito non venire, ma lo han-no fatto per dovere, verso l’imputato e versose stesse.Tre persone riunite in uno stesso luogo eunite dalla stessa, atroce storia. Tutte e trehanno ucciso per disgrazia un
glio, nellostesso modo, incomprensibile e moderno.Il termine medico è “morte per iperter-mia”. Quando capita a un bimbo piccolo, lecircostanze sono spesso simili: un genitore,generalmente a
 
ettuoso e attento, un gior-no è più impegnato del solito, o distratto, opreoccupato, o confuso da un cambiamen-to nella sua routine quotidiana, e si dimen-tica il
glio o la
glia in macchina. NegliStati Uniti succede tra le 15 e le 25 volteall’anno, tra la primavera, l’estate e l’iniziodell’autunno. Vent’anni fa questo tipo di disgrazia erapoco frequente. Poi, nei primi anni novan-ta, gli esperti di sicurezza stradale disseroche l’airbag del posto passeggeropoteva essere mortale per i bam-bini e raccomandarono di sposta-re i seggiolini sul sedile posterio-re. In seguito, per aumentare lasicurezza dei piccoli, dissero chei seggiolini dovevano essere rivolti verso illunotto posteriore. Pochi esperti immagi-navano che rendere i bambini meno visibiliavrebbe avuto conseguenze tragiche. Macome biasimarli? Chi dimenticherebbe unneonato in macchina?Le persone benestanti, a quanto pare.Ma anche quelle che appartengono alleclassi povere e medie. Capita alle personesistematicamente distratte e ai maniacidell’organizzazione, ai laureati e a chi ha unbasso livello di alfabetizzazione. Negli ulti-mi dieci anni è capitato a una dentista, a unpostino, a un assistente sociale, a un poli-ziotto, a un commercialista, a un soldato, aun rabbino, a un’infermiera, a un pastoreprotestante, a un professore universitario, auna pediatra. Nello stesso giorno del 2008è capitato a tre persone.Ogni storia ha delle varianti, ma in tuttearriva il terribile momento in cui il genitoresi rende conto di cosa ha fatto, spesso par-lando al telefono con il coniuge o con chi digiorno si occupa del bambino. Il genitore siprecipita verso l’auto. Dove lo aspetta lascena più atroce che si possa immaginare.Ogni caso ha un suo dettaglio macabro.Un padre che aveva parcheggiato la mac-china vicino a una
era ha scoperto il cada-vere del
glio mentre una pianola gli passa-va accanto suonando allegramente. Un al-tro padre, volendo farla subito finita, haprovato a strappare una pistola a un poli-ziotto. Molte persone sono andate a pren-dere il
glio all’asilo nido convinte di averlolasciato lì la mattina, senza notare il corpi-cino sul sedile posteriore. Un dirigented’azienda di Chattanooga, in Tennessee,dovrà convivere con questo ricordo: il sen-sore di movimento della sua auto scatta trevolte. Lui guarda fuori, dove brilla un solecocente, ma non vede nessuno tra
carecon la sua macchina. Così disattiva l’allar-me e se ne torna tranquillamente in u
cio.
Pronti a tutto
Questo è probabilmente il comportamentoche, più di ogni altro, mette alla prova il mo-do in cui la nostra società concepisce il cri-mine, il castigo, la giustizia e la grazia. Se-condo i dati raccolti da un’associazionestatunitense per la sicurezza dei bambini,nel quaranta per cento dei casi le autoritàesaminano il caso, stabiliscono che il deces-so del bambino è stato un terribile inciden-te, e non avviano l’azione legale.Nel resto dei casi, dopo aver ana-lizzato fatti quasi identici e avertenuto conto di leggi quasi identi-che, le autorità decidono che ilcomportamento dell’imputato èstato così negligente e le conseguenze cosìgravi che deve essere considerato un reatoe quindi perseguito.Solo cinque giorni prima che Miles Har-rison dimenticasse il
glio nel parcheggiodell’azienda per cui lavorava a Herndon, in Virginia, un fatto simile era successo a po-che centinaia di chilometri. Dopo un lungoturno al lavoro Andrew Culpepper, un elet-tricista di Portsmouth, in Virginia, era an-dato a prendere il
glio dai nonni, avevaguidato
no a casa, era entrato e si era ad-dormentato, dimenticando di avere il bim-bo in macchina. Culpepper non è stato in-criminato. Dopo la morte del
glio è potutotornare a casa, cercando di vivere il restodei suoi giorni con il peso di quello che ave-va fatto. Miles Harrison, invece, è incrimi-nato. La sua foto segnaletica è apparsa suigiornali e in tv, con lo sguardo tormentato,braccato e inerme tipico di questi genitori.Come fossero in trappola. Harrison ha in-gaggiato un avvocato molto costoso. Neimesi, le due parti hanno messo a punto leloro tesi. Sono stati individuati e sentiti i te-stimoni. Il tentativo di ottenere il patteggia-mento è fallito. Ed è cominciato il proces-so.Così la corte ha scoperto che Harrison ela moglie erano una coppia di ultraquaran-tenni pronti a tutto per avere un bambino.Erano andati tre volte a Mosca, e ogni voltaavevano a
 
rontato un estenuante viaggiodi dieci ore all’interno del paese
no a chenon avevano trovato e adottato un bimbo di18 mesi, che da quando era nato non avevaquasi mai lasciato il lettino nell’orfanotro-
o. La vicina di Harrison racconta di avervisto il nuovo papà giocare spensierata-mente con il
glio sul prato di casa. La sorel-la di Harrison ricorda di aver passato setti-mane a cercare insieme al fratello e alla co-gnata l’asilo nido migliore per il bambino,che avrebbe avuto bisogno di attenzioniparticolari per riprendersi dai suoi primi,durissimi mesi di vita. Dal banco dei testi-moni, la madre di Harrison dichiara in tonodi s
da che Miles è stato un bravo
glio e unpadre perfetto e amorevole. Provata macomposta, la moglie di Harrison, Carol, de-scrive la telefonata che il marito le ha fattosubito dopo aver scoperto l’accaduto, la te-lefonata che ha ricevuto su un autobusmentre tornava a casa dal lavoro. Erano urlaindecifrabili, dice.Alla
ne il giudice R. Terence Ney deltribunale circondariale di Fairfax Countydichiara Miles Harrison innocente. Duran-te la lettura del verdetto, Harrison spalancala bocca, scoppia in singhiozzi, poi prova adalzarsi. Non gli rimangono più forze. Legambe cedono, e Harrison cade in ginoc-chio.Ma se non è omicidio colposo, cos’è?Una disgrazia?“No, non è la parola giusta”, dice Mark Warschauer, un esperto internazionale ditecnologie per l’apprendimento linguisticoche insegna alla University of California diIrvine. “La parola ‘disgrazia’ fa pensare aqualcosa di inevitabile”, osserva Warschau- er, “mentre ‘incidente’ ha un che di banale.E invece non è banale”. Warschauer studia l’uso dei computerportatili per promuovere l’alfabetizzazionetra i bambini. Un giorno, nell’estate del2003, tornando in u
cio dopo pranzo hanotato una folla che circondava un’auto nelparcheggio. La polizia aveva rotto un
ne-strino con un piede di porco. Solo dopo es-
La polizia aveva rottoun
nestrino con unpiede di porco. Dopoessersi avvicinatoWarschauer si èaccorto che era la suaauto. E ha capito

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