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Zeta di Riemann
trascendenza parte immaginaria zeri non banali
Rosario TurcoSommario
Il presente articolo mostra delle evidenze numeriche, attraverso le frazioni continue, circa gli zeri nonbanali della zeta di Riemann
ξ
(z), che risultano avere la parte immaginaria irrazionale di tipo trascendente.
Introduzione
Sulla zeta di Riemann sono noti moltissimi notevoli studi scientifici, concentrati per lo più in un solo arcotemporale di cento anni. Lo stesso autore ha scritto diversi articoli divulgativi sul tema (vedi Riferimenti[1][2][3][4][8][9]). La congettura più famosa, la RH (Riemann Hypothesis), tuttora non del tutto dimostrata
rigorosamente, è che “
Tutti gli zeri non banali della zeta di Riemann sono sulla retta critica s=1/2
”.
Una
congettura minore è che “
Gli zeri non banali sono zeri semplici 
”.
 
D’altra parte
ci sono molte evidenze che gli zeri non banali sono zeri semplici: sia perché la derivata primanegli zeri è diversa da zero (è stato anche verificato computazionalmente d
all’autore e da altri), sia perché
in molte espressioni funzionali tale derivata prima negli zeri è al denominatore e il rapporto non tende
all’infinito
.
L’ ipotesi di Riemann
, inoltre, ha anche molte leggi equivalenti o RH-equivalenti; mentre la ricerca degli zerinon banali della zeta di Riemann è possibile con una
tecnica Newton-Raphson o Metodo delle tangenti 
([5]).Un altro modo affascinante di studiare la zeta di Riemann è pervenire ad uno sviluppo in serie già noto, chesi avvicina alle frazioni continue (vedi [8]):
0
11( ) 1!
nnnn
sss n
 
 Con
 
11
ln lnlim1
n nmnm
k mk n
 

 Dove
n
 
sono le
costanti di Stieltjes
, e per n=0 abbiamo la famosa
costante di Eulero-Mascheroni 
:
0
 
=
 
.5772156649015328606065120900824024310421
Richiami teorici sui numeri irrazionali
Ritornando agli zeri non banali, spesso quello che si osserva è che la parte immaginaria è sicuramenteirrazionale, visto che non si osservano periodicità, né numeri finiti; anzi aumentando la precisione si tendead avere sempre più cifre decimali dopo la virgola. Ma è la parte immaginaria e irrazionale algebrica otrascendente?Sappiamo che i numeri sono principalmente classificabili in:
 
2
 
Insieme (numeri naturali, che non contengono i negativi)
 
insieme (numeri interi, contenente anche i negativi)
 
insieme (numeri razionali, che permettono esprime un numero come rapporto di interi)
 
insieme (numeri reali, contenenti i razionali e gli irrazionali)
 
insieme (numeri complessi)In realtà , , sono equipotenti, ovvero con lo stesso numero infinito di elementi, cardinalità
0
(aleph zero), corrispondente anche a quello dei numeri Pari o dei numeri Dispari.I numeri reali(razionali e irrazionali)hanno, invece, numero infinito di elementi, cardinalità
1
(alephuno) maggiore, a causa degli irrazionali, come da dimostrazione dovuta a
Cantor 
. In altri termini non siriesce a metterli in corrispondenza biunivoca con i numeri naturali e quindi non sono un insiemenumerabile
. E’ lo stesso problema dei punti su una retta
, che sono infiniti. O forse il problema è che non è
ancora noto un algoritmo che permetta di padroneggiare sull’Infinito in atto.
Gli irrazionali, poi, si suddividono in
numeri algebrici 
e
numeri trascendenti 
. Un numero irrazionalealgebrico è un numero che è soluzione o radice di un polinomio di grado n a coefficienti razionali.
Ad esempio se consideriamo l’equazione associata ad un polinomio di secondo grado del tipo:
2
2 0
 x
,di cui il numero irrazionale
2
è una sua soluzione, allora tale radice è un numero irrazionale algebrico.Se un numero irrazionale non è soluzione di una di un polinomio allora è un numero trascendente come il
numero di Liouville
,
e
la base Neperiana dei logaritmi, il
 pi greco
etc.Oggi si possono ordinare gli infiniti grazie al
Teorema di Cantor 
ed il concetto dei
numeri trasfiniti 
. Tuttaviamolti numeri non sono stati ancora dimostrati come trascendenti ed è da dimostrare anche
l’affascinante
ipotesi del continuo di Cantor 
.Le frazioni continue (vedi [5]) sono legate alle fattorizzazioni, alla funzione zeta di Riemann, ai frattali,
all’equazione di Pell
, alle equazioni diofantee etc.Un irrazionale è esprimibile, in pratica, con una frazione continua infinita unica, o frazione continuaillimitata; viceversa una frazione continua illimitata è un numero irrazionale.Ci sono però anche dei casi particolari, ad esempio Lagrange mostrò che nel caso degli
irrazionali quadratici 
, ricavabili da un polinomio di secondo grado a coefficienti razionali, si può avere una frazionecontinua periodica (Vedi [10]).In generale, dato un numero r sviluppabile in frazione continua:
0 1 2 3 0123
1( ); ( ); ( ); ( );... ( )1( )1( )( ) ...
r a r a r a r a r a a a a
 dove
0
( )
a
è un intero, e
( )
a
per
1
sono interi positivi, un numero irrazionale, in generale, si puòvedere anche come limite di una successione di frazioni continue troncate, ovvero come limite dellasuccessione delle sue ridotte ai.
 
3Per un numero reale, in generale vale la
costante di Khinchin
:
2
log11 2 01
1( ) lim ( ) ( )... ( ) 1 2.6854520012
mnl nnm
K r a r a r a r m m

(1)La (1) è la
media geometrica dei primi n termini della frazione continua e converge alla costante di Khinchin
;è, quindi, un indicatore di irrazionalità del numero. In generale la media geometrica dei quozienti parziali diun numero reale, tranne eccezioni, tende a tale costante. Le eccezioni note sono: razionali, irrazionaliquadratici, le misure di Lesbegue nulle, la
e
di Nepero, che ha limite infinito.Inoltre, se il rapporto razionale
0 1 2 3
; ; ; ;...
nn
 pa a a aq
è la n-esima parte convergente di una frazionecontinua, allora è possibile definire la
costante di Khinchin-Levy 
:
2
112ln20
lim ( ) 3.275822918721811...
nnn
 L q r e
 

(2) Anche per questa costante valgono le stesse eccezioni, della precedente.Inoltre esiste il
Teorema di Liouville
:
Se
α
è un numero algebrico di grado n allora esiste una costante C taleche, per ogni p e q è
:(4)
C| |
n
 pq q
 
 La conseguenza del Teorema è che se troviamo un numero reale
β
tale che per ogni n esistono p e q>1 conla proprietà che
1| |
n
 pq q
  
allora
β non è algebrico.
Una cosa del genere è facile costruirla con lefrazioni continue. Basta fissare a0 e costruire gli altri tale che
11
k
a q
.Un altro teorema interessante è il
Teorema di Lagrange
:
Lo sviluppo in frazioni continue di un numero realeè periodico se e solo se il numero è algebrico su di grado 2
.
Osservazioni sugli zeri non banali della zeta di Riemann
Per le nostre verifiche abbiamo usato PARI/GP e le funzionalità in [10]. La precisione \p influenza i risultatiche si ottengono. Nel seguito useremo più valori di /p per mostrare questo effetto. Dopi vari tentativi si èvede che \p 2000 è tra quelle più indicate, ottenendo circa 2000 cifre dopo la virgola nella parteimmaginaria degli zeri e uno sviluppo in frazione continua con moltissimi termini. Una precisione maggiorerichiede, necessariamente, un tempo di elaborazione della GetCriticalZero maggiore.Con GetCriticalZero(10) otteniamo che i primi 10 zeri non banali della zeta di Riemann, che hanno laseguente parte immaginaria:

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