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MilanoCittàAperta - Issue#7 - Spring/2011

MilanoCittàAperta - Issue#7 - Spring/2011

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Donne che lottano per difendere il loro diritto a portare il velo e donne che si guadagnano da vivere ballando nude attorno a un palo, donne che decidono, giovanissime, di diventare madri e donne che, ugualmente giovani, si iscrivono a corsi di cheerleader, donne che tengono viva la raffinata arte del burlesque e donne che cantano le antiche gesta della malavita popolare.
Donne che lottano per difendere il loro diritto a portare il velo e donne che si guadagnano da vivere ballando nude attorno a un palo, donne che decidono, giovanissime, di diventare madri e donne che, ugualmente giovani, si iscrivono a corsi di cheerleader, donne che tengono viva la raffinata arte del burlesque e donne che cantano le antiche gesta della malavita popolare.

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Published by: Milano Città Aperta on Jun 19, 2011
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12/06/2013

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n Italia, le donne possono votare solo dal 1946. Le nostre nonne e le nostre madri sononate in un mondo esplicitamente (e orgogliosamente) governato dal potere maschile. Daallora, nei decenni immediatamente successivi, un movimento sempre più determinatoe allargato ha conquistato, uno a uno, quei diritti che hanno portato i cittadini italiani anon considerare come “inferiori” le donne rispetto agli uomini.Se oggi è difficile immaginare tutto ciò, è perché negli ultimi anni il mondo ècompletamente cambiato. Fino al punto che ormai, “le donne” sono diventate unacategoria strumentale, un’etichetta da usare a seconda della situazione, un nome alservizio della retorica politica.Eppure, “le donne” non sono tutte uguali. E parlare di loro come di un insiemeomogeneo ha il sapore dell’ignoranza e, ancora, dell’arretratezza sociale e culturale.Per ricordarlo, questo settimo numero di miciap ci mostra donne che lottano per difendere il loro diritto a portare il velo e donne che si guadagnano da vivere ballandonude attorno a un palo, donne che decidono, giovanissime, di diventare madri e donneche, ugualmente giovani, si iscrivono a corsi di cheerleader, donne che tengono vivala raffinata arte del burlesque e donne che cantano le antiche gesta della malavitapopolare.Le donne, insomma, non hanno nessuna necessità di avere una rappresentanzaesclusiva, né una difesa di ufficio da parte di questa o quella parte politica. Piuttosto,sono i giornalisti, i politicanti, i capopopolo a cercare sempre per loro una nuovadefinizione da agitare nel circo mediatico.Buona visione (che siate donne o uomini).
NiccolòdeMojana
IDENTITÀSQUARCIIN VISTA
 
NOME: MOHAMED. NAZIONALITÀ: ITALIANA
Isabella De Maddalena
Milano, maggio 2008, Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli. Unmomento del gruppo bebè,in cui neo-mamme di diversipaesi si confrontano sullacrescita dei gli.
ISSUE #7 - SPRING/2011

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