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La Visione Sottilev5

La Visione Sottilev5

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Published by Gabriella Martis
Rivista Transpersonale
Rivista Transpersonale

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02/14/2013

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LA
VISIONE
SOTTILE 
 
MUSICA TRANSPERSONALE 
22
Periodico di cultura transpersonale
 
II semestre 2010
 
“La musica è la voce di tutta l’umanità, diqualsiasi tempo e luogo. Alla sua presenza noi siamo uno”
 (C. Gray)
 
In coperna: “Tamburi sciamanici”Fotograa realizzata da: Beatrice Luga
-
no (I tamburi sono sta realizza argia
-
nalmente da Wambli - cell. 3284029563e-mail: omwambli@libero.it)Il disegno nella parte centrale della pagi
-
na, simbolo della rivista, è stato realizza
-
to da Claudia Casglioni
 
LA VISIONE SOTTILEanno 13 n°22 - 2010II semestreRegitrazione al tribunale di Milano 590 28/09/1996EDITOREOm - Associazione per la medicina e lapsicologia transpersonale.
Direore scienfco:
Pierluigi Lauada
Direore responsabile:
Davide Innocente
Redazione:Eleonora Prazzoli, Patrizia Pinoli,Luigi Sarto.Progeo grafco e graphic design:
Davide Innocente
Stampa:
Isabel Litograca
INFORMAZIONI SUGLI AUTORI DEGLI ARTICOLI
Francesco Magoni:
Nel 2000 consegue presso l’Università degli studi di Padova la laurea in Psicologia indirizzo Clinico e di Comunità. Nel2003 si specializza a Bruxelles in Musicoterapia. Ha oenuto il Master in Bte Bodymind e nel 2010 il diploma di Psico
-
terapia Transpersonale. Il suo interesse per i linguaggi creavo espressivi e per le tecniche naturali ed olische di curalo ha condoo a lavorare con varie gure professionali ave nel seore delle Arterapie. Ange dalle collaborazionied esperienze personali, competenze, tecniche e saperi che integra nel suo lavoro. La metodologia che ulizza consistenella proposta di prache riprese dalla Biotransenergeca integrate con diversi linguaggi espressivi-arsci-creaviraccol dalle più diverse forme di arte quali il disegno, il teatro, la scriura creava, la musica, la danza e l’imitazione.Aualmente lavora come libero professionista e nel deaglio svolge docenze, coordinamento e interven clinici rivola singoli e a gruppi; organizza percorsi formavi e di supervisione rivol a varie gure e contes professionali.
Lorenzo Pierobon :
Cantante, formatore e musicoterapeuta, specializzato nell’ulizzo del canto armonico e del modello Benenzon di mu
-
sicoterapia. All’avità arsca aanca corsi, seminari e workshop di Vocal Harmonics in Moon ® (VHM ), metodo dalui ideato, che pone parcolare aenzione alle relazioni tra la voce e il movimento, il suono, la respirazione e la pro
-
priocezione vocale, per fare di questo strumento non solo un mezzo di espressione arsca e di relazione ma anchedi ricerca interiore. Considerato un “cantante apico”, si dedica da anni all’ulizzo della voce in tue le sue modalitàespressive con parcolare aenzione all’improvvisazione informale. In questo ambito ha pubblicato diversi cd di mu
-
sica ambient e sperimentale. Molte le performances che lo vedono impegnato sia come solista che in interazione conaltre forme d’arte: danza, teatro, video, musica contemporanea e sperimentale.Sito: www.lorenzopierobon.it
2
 
LA MUSICA TRANSPERSONALE
di Francesco Magoni
La via ritrovata...il viaggio verso la dimensione tran-spersonale
C’era una volta, tanto tempo fa, il primate homo, colui chesapeva osservare con occhi chiari, pensare con la mentevuota e sentire con il cuore puro. Egli comprendeva benele leggi che governavano la natura nella quale era immer-so e viveva, sapeva onorare e ringraziare la madre terrache gli offriva tutto quello di cui aveva bisogno; i suoi oc-chi spesso si rivolgevano al padre cielo, al quale offriva lapropria preghiera. Il nostro antenato con il divino dialo-gava. Lo faceva attraverso la ricerca spontanea di rumorievocati con la voce, la quale ne imitava le risonanze, attra-verso la percussione del corpo in movimento e degli og-getti naturali, che divenivano utensili e strumenti per am-
plicarlo. Il divino armonizzava e rispondeva al selvaggio
uomo con la sua melodia, che nella voce degli elementinaturali si faceva musica: il suono del vento, il fruscio del-le foglie, le lagrime pioggia, il boato tuono, l’urlo deglianimali, l’acceso calore del fuoco, il sensuale movimentodella cascata, il respiro incessante del mare e del battitocardiaco terra. Poi venne un giorno nel quale l’homo sifece sapiens, perse la capacità di ascoltare con il cuore.L’essere autentico passò in secondo piano; della “
Divinavoce: la musica
” rimase solo un semplice suono. Di questosuono e da questo momento in poi è la mente razionalea udirne l’impercettibile, a seguirne la sonora traccia, nesviscera le parti, tenta di comprenderne il mistero e nu-tre la res extensa e dalla res cogitans nascono numerosescienze e paradigmi terorici di riferimento, ideati per spie-garne l’origine e il senso. Oggi abbiamo molti contributiteorici e pratici che provengono dalle esperienze di molti
ricercatori (psicologi, psicoterapeuti, sici quantistici, arti
-sti, psichiatri, ecc...) le quali avvalorano l’idea che la vibra-zione, il ritmo, i suoni, i rumori ci conducono attraversola loro manifestazione a ri-percorrere il sentiero invisibileagli occhi, il “Dream Time” per gli aborigeni australiani,attraverso il quale è possibile riconnettersi con il Divino.Nella nostra epoca il viaggio dell’uomo si fa così orientatoverso la dimensione spirituale, il suo cuore si apre e il suodivenire si fa nella musica transpersonale.
La Musica Transpersonale
La musica transpersonale, a mio avviso, è vibrazione, è rit-mo, è suono, è colore, è rumore, è danza, è atto poetico, ècomunicazione con il divino, è naturalezza naturale....perdirla con P. Weil, K. Wilber, S. Grof 
1
è una “tecnologia delsacro” che l’arcaico uomo, appartenente a culture antiche
e diverse, ha utilizzato al ne di accedere a stati transper
-sonali. Il nostro antenato sapientemente sapeva combi-
nare in maniera sosticata la musica, la danza rituale, letecniche suggestive di modica del respiro, le pratiche
meditative ecc... ; agendo sulla consapevolezza riusciva
ad ampliarne i conni. Sempre secondo P. Weil, K. Wilber,
S. Grof, tra le tecnologie del sacro più tradizionali, con le
quali possiamo indurre stati modicati di coscienza, tro
-viamo le tecnologie sonore. A mio avviso al terapeuta chedesideri lavorare integrando nei propri interventi l’utilizzodella musica transpersonale viene richiesta la conoscen-za, e l’abilità di miscelare ad arte, un corpus di praticheche distinguo in tecnologie sonore ricettive e tecnologiesonore attive (che verranno in seguito descritte). Le tec-
nologie sonore, per essere denite del sacro, a mio pare
-re, dovrebbero essere recuperate dalle antiche tradizioni
(sciamaniche, induiste, su, sefardite, taoiste, buddhiste,
ecc...) ed integrate nel nostro sistema di coscienza insie-
me alle tecniche moderne di terapia (sica quantistica,biosica, sociologia, psicologia, medicina, antropologia,acustica, ecc...). Un esempio: Sri Vemu Mukunda, sico
nucleare e grande musicista indiano, ha messo a puntolo “Nada Yoga” (yoga del suono), una disciplina che uti-lizza la vibrazione del suono. Attingendo alle antichissimetradizioni dei Veda, i testi sacri indiani e coniugando gli
studi scientici con la tradizione millenaria del suo paese
è stato capace di proporre una musica transpersonale.
Dal mio punto di vista, per essere denita transpersonale,
la musica dovrebbe:1. Essere transculturale, ovvero mantenerne il senso origi-nario di provenienza della tecnologia sonora nel rispettodella cultura dalla quale è stata ripresa;2. La musica è transpersonale quando ripresenta e segueda vicino il viaggio dell’Eroe e il percorso archetipico pre-sente nelle antiche epopee e nelle mitologie dei popoliantichi;3. Creare suoni, atmosfere o proporre dei brani musica-li, che consentano il passaggio da uno stato ordinario dicoscienza a stati non ordinari di coscienza, incrociandoin modo sincretico l’utilizzo di strumenti acustici antichie moderni (Sitar, Cajon, chitarre acustiche, Hang, didjeri-doo, djembè, tamburo sciamanico, etc.), elettronici (suonicampionati e grooves), provenienti da diverse culture evoci espresse in diversi idiomi (tibetano, hindu, portoghe-
1
Weil P. (1996), “L’uomo senza frontiere”, ed. Crisalide; Wilber K.(1993), “Lo spettro della coscienza”, ed. Crisalide; Grof S. (1988), “Oltreil cervello”, ed. Cittadella.
3

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