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Unità 28 luglio 2011

Unità 28 luglio 2011

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Published by: t ysm literary review on Jun 28, 2011
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06/28/2011

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passare con una sirena lamentosa.Nell’angolo della terrazza ci sonoancoraimazzidibandieredellavisi-ta del re del Marocco. Sotto un cie-coinciabattebianche,conunman-telloarighemarroneegrigie,vienecondotto lungo il muro della So-ciété National d’Investissement.Uncampanelloannunciailsecon-doatto.Lascenaoraèunasplendi-da raffigurazione antica, probabil-menteunaminiaturaingrandita.Inunpaesaggioarcadicoondulatonelquale alcuni cervi eseguono unadanzadellacacciaconlesottilizam-pe anteriori sollevate, inseguiti dacavalli arabi neri montati da nobilitempestati di pietre preziose, confalchicomepietrecongliartiglisul-la mano sinistra. Un servo con unberretto verde porta un cervo mor-tosulle spallecome uncollo dipel-liccia,lecannesonopiegatelegger-mente da un lato da un vento chenoinonavvertiamo,edavantiatut-to ciò si muovono e parlano quellefigure di fiaba accompagnate dalleproprie ombre al lume di candelanellastoriacheiononvedoechesisvolge lentamente verso una finechetuttoilpubblicoconosce,pienadi felicità, che ci segue quandousciamotuttiinsieme,nellacittàincuilelucisonogiàacceseedècala-ta la millesima notte.
y
(1963, trad. Laura Pignatti, copyri- ght Cees Nooteboom e Iperborea, 2011)
Di che cosa è fatta una città? Ri-sponde Nooteboom: «Di tutto ciòchevivienedetto,sognato,distrut-to, vissuto». Delle case in rovina edi quella abbattute, delle case cheancora ci sono, popolate di voci ediricordi,ediquellechenonciso-nopiù. Perché una città «è tutte leparole che vi sono state dette, uninterminabile mormorare, sussur-rare,cantareeurlare»che,riecheg-giando in controtempo nel corsodei secoli, ne hanno plasmato laplanimetria invisibile.Superficie apparentemente li-scia sulla quale tutti ci muoviamo– quella della città. Scrive ancoraNooteboom: «Appartengo sfortu-natamente alla categoria di quelliche vogliono sempre vedere cosac’èdietrolacollinaseguenteenonho ancora imparato che dietro c’èun’altracollina».Anchequandolecollinenoncisonoeteledevipro-prio immaginare, e lo scrittore di- ventaallorauncostruttoredimon-tagne,comenelsuocapolavoroInNederland (Le montagne dei Pae-si Bassi, trad. di Fulvio Ferrari,Iperborea,1996).Senzalascrittu-ra saremmo condannati al niente.Ma contro il niente, Nooteboommobilitaildesiderio,quellaspintache comunque lo muove a fare diluiun «uomofelice,coltodaldub-bio». Perché, come scriveva il Pes-soa citato proprio da Nooteboomin
Een lied van schijn en wezen
(
 Ilcanto dell’essere e dell’apparire
,Iperborea, 1991), occorre simula-relaveritàperevitarediesserenul-la. Occorre desiderarla. Natoall’Aja nel 1933, Cees Nooteboomè scrittore di viaggi, dentro (
VersoSantiago
e
Il Buddha dietro lo stec-cato
editi da Feltrinelli rispettiva-mentenel1994enel1996)efuoridal mondo (
 Peduto il paradiso
,Iperborea, 2004), ma anche unodeipiùattentiosservatoridellere-ti invisibili che costituiscono unacittà. Sia essa l’Amsterdam dellasua gioventù o la Budapest invasadaicarriarmatisovieticinel1956,laSingaporedioggiolaToledodiieriedisempre.EpoiLisbona,Kyo-toolaBerlinodicuiparlainAller-zielen(Ilgiornodeimorti,Iperbo-rea, 2001). Ovunque Nooteboomha saputo cogliere le voci che leabitano, ricordando che il centrodel mondo è «al tempo stesso inogniluogo»,perchéquandounuo-mo si trova in un posto e solo inquelposto,allorailcentrodelmon-do«è lì,e soltanto lì». Solo in quelposto.Nell’epoca della scomparsa deiluoghi, della globalizzazione deiflussi,Nooteboomcicostringeallapazienza del luogo, ci impone dirallentare i flussi e di camminarefuoridalcentro,suimargini.Chie-dealsuolettorediscoprirlierisco-prirli. Di desiderarli, anche se die-trounacollinac’èsempreesoltan-to un’altra collina, nient’altro.
y
CEESNOOTEBOOM
MARCODOTTI
FREEPRESS
Ladanzatrice
SCRITTORE
PiùvoltecandidatoalPremioNobel
MITIINPENSIONE
Costruttoredimontagne
DaCarolOatesaVictorGishlereJayneA.Philipps
«Comincia a far roteareil suo corpo, più veloce,più piano, più veloce»
NATOALL’AIAIL31LUGLIO1933
Chiè
Scrittorediviaggichesaascoltarelevocieisognidiognicittà
V
ascoappendeilmicrofo-no al chiodo. Per fortu-na e purtroppo. Partia-modallariflessioneaci-da. Per fortuna perché,come lui stesso ammette nelle di-chiarazionidiffuse un paio di giornifa,lasuaèoramaiun’etàdapensio-ne(unsuperebaby-pensionato,adi-reilvero:«asessant’anninonsipuòcontinuare come se nulla fosse», hadettoalTg1)esinceramentenonsene può più di vedere dinosauri chebarcollano sul palco in virtù di unagiovinezzachefu. Purtroppo,perlostessomotivo.Perchélacosamiglio-rediVascorimastainpiedinegliulti-mi 15 anni sono proprio i concertidalvivo,noncertoglialbumchein- vece, il nostro amato, ha detto checontinueràaprodurre.Siamocattiviperché gli vogliamo bene. Nei con-certipuoireiterareineternolagran-dezza che fu, rispolverando i mo-menti migliori della tua carriera,dando nuova veste ai tuoi picchi diispirazione,alimentandoineternoilmito di te stesso aiutato da grandiallestimenti e grandi musicisti, co-mehasemprefattosenzamairispar-miarsi. Ma, i venti o trent’anni delguizzo non tornano più, e probabil-mente anche lui lo sa bene. Molti lopensanomanessunoosadirlo,eppu-reVascorimaneunpersonaggiosta-tuario, il più grande rocker mai esi-stito in Italia, così come nel mondoanglosassone rimangono nell’empi-reodelrockiLedZeppelin,gliWho,i Police e tutte le altre leggende chehannolasciatoispirazioneacasagià30annifa.Infinenonpossiamononcedere alla dietrologia: Vasco seidavverocertochenonciripenserai?Quandoilmercatodiscograficosaràancora più allo stremo delle forze eanchetufaticheraiconglialbum,co-sa succederà? Mica ci costringerai acomprarebiglietticarissimiperassi-stere a show acustici ultra esclusivi vero? Di’ la verità: farai uno o dueshow oceanici l’anno e noi saremoancorasottoilpalcoasorprender-ci della tua immortalità.
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NOVASCOIONONCICASCO
Silvia Boschero
BOSCHERO@HOTMAIL.IT
«In fondo dietroogni collina c’è soloun’altra collina»
ILNUMERO11
Daogginellelibre-rieilnuovonumerodi«Satisfiction»,lari-vistagratuitacheraccoglieineditidigran-di scrittori e le «recensioni soddisfatti erimborsati». Questo numero, stampatoin700milacopie,saràdistribuitoinante-prima durante i concerti di Vasco Rossi,chedi«Satisfictioèl’editorespericola-to. Moltissimi i racconti inediti: da JoyceCarolOatesaLouisFerdinandCéline;daiduefinalistidelPremioStrega(MariapiaVeladiano e Edoardo Nesi) al PremioMondelloIgiabaScego,daunodeipadridellaletteraturaamericanaAndreDubusairaccontidisperatidiBillCleggediJerryStahl;dall’eredediJoeLandalel’america-noVictorGishleralraccontodiSalvatoreScibona, da Simona Vinci alla poesia diOlivier Adam fino a Cees Nooteboom ePeterOrnereallosguardodiJayneAnnePhilipps.Afirmarel’editorialeuna«canzo-ne»ineditadiVascoRossi.
Integralistiassaltanocinema
AssaltointegralistaaduncinemadiTunisi,doveèincorsounfestival.L’azionedei«barbutèstatapianificataneiminimiparticolari,tral'inizialeindifferenzadelleforzedell'ordine,stigmatizzatapersinodall'asetticaagenziaTapchehastigmatizzato:«questascenaèdurataperpiùd'un'ora,senzaalcuninterventodellapolizia».
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MARTEDÌ28GIUGNO2011

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