Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
IFPI Digital Music Report 2011_ La musica con un click versione italiana

IFPI Digital Music Report 2011_ La musica con un click versione italiana

Ratings: (0)|Views: 72 |Likes:
Published by Rosanna Perrone

More info:

Published by: Rosanna Perrone on Jun 30, 2011
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

06/30/2011

pdf

text

original

 
1
 
IFPI Digital MusicReport 2011
 
La musica con un click 
 
versione italiana
 
Le voci degli artistiMusica digitale – I numeri in sintesiIntroduzione: Musica digitale, il 2011 è l’anno in cuii governi possono dare una svolta2010: lo stato della musica digitaleLa responsabilità degli ISP e il ruolo della politicaProteggere i contenutiPirateria e altre industrie creativeLe piattaforme di musica digitale nel mondoI consumatori stimolano nuovi modelli di businessPirateria digitale: Fatti e tendenzeL’importanza di educare il consumatoreLa stretta sulle piccole impreseDi prolo: i servizi di musica digitaleFocus: il mercato della musica digitale in Italia nel 2010
2
 
Frances Mooreamministratore delegato dell’IFPI
“La musica con un click” è uno slogancalzante per questo report. Mai prima d’ora,infatti, gli appassionati hanno avuto una talescelta a disposizione e una simile facilità diaccesso a un catalogo autorizzato dalle casediscograche. In tutto il mondo, oggi, esistonoservizi musicali legali in grado di soddisfareil modo d’essere, i gusti e le modalità diaccesso preferite dai consumatori: tra questequattrocento piattaforme ci sono negozidi download che offrono album e singolibrani, servizi di streaming, siti gratuiti per gliutenti, internet radio, offerte di musica inabbonamento e canali video online.Nuove proposte, nel frattempo, continuanoad arrivare sul mercato. Per i servizi inabbonamento, si può dire che il 2010 sia statol’anno in cui abbiamo “rotto le barriere”. Tragli aspetti salienti del 2010 spiccano i progressidi siti musicali in abbonamento come Spotifye Deezer e le partnership siglate con InternetService Provider come Telia in Svezia edEircom in Irlanda.La musica continua a segnare la strada alleindustrie creative nell’era digitale. Stiamoplasmando nuovi modelli che mirano arendere la musica digitale consumer-friendlye allo stesso tempo commercialmentesostenibile per chi la crea. Nuove soluzionidi musica autorizzata hanno contribuito nel2010 a portare la quota digitale intorno al 29per cento dei ricavi dell’industria musicale.Per contestualizzare questa cifra, ricordiamoche le quote equivalenti per quanto riguardale industrie del cinema e dell’editoria sonorispettivamente dell’1 e del 2 per centosoltanto. Va dunque tutto a gone vele, per la musica,nell’era digitale? Purtroppo no. Le statisticheessenziali di questo report sintetizzano la storiadi questi ultimi anni: da un lato la crescitaspettacolare degli introiti digitali, cresciutidi oltre il 1000 per cento in sette anni; madall’altro la perdita di quasi un terzo del valoredell’intera industria della musica registrata.Mentre le case discograche innovanoe autorizzano ogni forma ragiovenole diaccesso musicale ai consumatori, l’industriasoffre un’emorragia di ricavi per effetto dellapirateria digitale.La crisi non riguarda solo l’industria, ma anchegli artisti, i musicisti, i lavoratori, i consumatorie il settore creativo in senso lato. Le nuovecifre pubblicate in questo report indicanoche la pirateria colpisce, a livello globale, gliinvestimenti in nuova musica: lo conferma ilcrollo precipitoso, negli ultimi anni, dei volumidi vendita registrati dagli album di debuttocapaci di arrivare in classica. Nel frattemposcompaiono molti posti di lavoro, e molti dipiù restano sotto costante minaccia. Il primostudio completo relativo all’impatto dellapirateria sui livelli occupazionali, pubblicatonel marzo del 2010, calcola che se il problemanon verrà adeguatamente affrontato leindustrie creative europee perderannoda qui al 2015 più di un milione di posti dilavoro. Non c’è da meravigliarsi che anchele organizzazioni sindacali stiano alzando lavoce.Chiaramente, non si tratta solo di stare adaspettare che i governi si mettano in azione.L’industria musicale si sta dando da fare perproteggere i suoi contenuti: solo lo scorsoanno, le nostre pressioni hanno portato allachiusura di Limewire, al blocco di The PirateBay in Italia e in Danimarca, alla rimozionedi oltre cinque milioni di link illegali e a unaserie di successi crescenti contro i leaks dialbum e canzoni su internet prima della loropubblicazione ufciale.Abbiamo anche cominciato ad assumerciun ruolo da educatori responsabili:quest’anno, per esempio, l’IFPI ha dato il suopieno appoggio a due progetti educativiinternazionali mirati alle scuole. Da molte partisi invoca una migliore educazione dei giovanisul valore della proprietà intellettuale nei settoricreativi e del commercio: concordiamo conquesto punto di vista e stiamo agendo diconseguenza.Tuttavia, affontare la pirateria digitale è,in ultima analisi, un compito che spetta aigoverni. Sono disposti, i nostri amministratori,a stare a guardare e a permettere che suinternet non trovino applicazione le nostreleggi ordinarie? Nel 2010 ci sono stati segnaliincoraggianti di un mutamento di opinioneda parte dei governi.Molti amministratori pubblici riconosconooggi la necessità di misure proporzionateed efcaci per porre freno alla pirateria.Nell’ultimo anno, la Francia e la Corea delSud hanno implementato misure di “rispostagraduale” che per la prima volta coinvolgonogli ISP negli sforzi di ridurre le violazionicommesse sulle loro reti.Azioni analoghe sono in corso nel RegnoUnito, in Nuova Zelanda e in Malaysia.L’Unione Europea, intanto, sta rivedendo le suenormative di enforcement. Cresce la spintaverso una soluzione del problema, e ciò è pernoi motivo di ottimismo.Mentre facciamo il nostro ingresso nel 2011 lapirateria digitale, e la mancanza di strumentilegali adeguati a combatterla, rimane lamaggiore minaccia incombente sul futurodelle industrie creative. In tutto il mondo, oggi,esistono offerte musicali legali di qualità.Ma non sopravviveranno se il mercatocontinuerà ad essere turbato in questo mododalla pirateria. “La musica con un click”è un’espressione che sintetizza i progressicompiuti, in pochi anni, nel rispondere alledomande dei consumatori. Tuttavia abbiamoanche bisogno di un’Internet regolamentatodalla legge. E questa è l’opportunità che igoverni non devono lasciarsi scappare nelcorso del 2011.
3
Nel 2010 ci sono statisegnali incoraggianti di unmutamento di opinione daparte dei governi

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->