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gazzetta_20110707

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11/07/2014

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www.gazzetta.itgiovedì 7 luglio 20111 €
REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281
anno115­158
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB M LANO
nnoNumero
ITALIA
IDUELLANTI
DI
ANDREA MONTI
Ieri Massimo Moratti ha di- chiarato che non leggerà piùlaGazzetta.Pregoqualchevo- lonteroso di farsi latore della presente. Ogni giornale è scritto perché la gente, com-  preso il presidente dell’Inter, possa liberamente criticarlo.Ciò che ho sostenuto, e che confermo, è noto: la Figc avrebbefattobeneanonasse- gnareloscudetto2006.Ilrestonon è mia opinione. E’ crona- ca e appartiene alla relazione del procuratore Palazzi, undocumento dell’accusa nonuna sentenza.L’ultima cosa che serve al cal- cio italiano, avvinto in un go- mitolodiodiradicatieinestin- guibili rancori, è una nuovacontesa in cui i giornali si im-  pancanoaprotagonistio,peg- gioancora,agiudici.AMorat- ti, che continuo a considerare un galantuomo nonostante le accuse gravi e ingiustificate che mi riserva, chiedo solo di meditaresuunpassaggiodel- lesuedichiarazioni.Quelloincui, dopo aver evocato in toni altissimi la memoria di Fac- chetti, addebita a me e allaGazzetta la paternità di un at- tacco “determinante, duro,duraturo e calcolato contro di noi e quindi a favore di qual- cun altro”, ovvero “nonun’opinione ma una politicacalcolata dalla direzione del giornale”.
SEGUE
APAGINA
2
lEditoriale
ALPRESIDENTECHENONLEGGELAGAZZETTA
 
CICLISMO
BRIVIDIEPOLEMICHE
TOURDELLECADUTECONTADORATERRACAVENDISHSHOW
ALLEPAGINE
38­39
3
Mark Cavendish, 26 anni REUTERS
w
ILROMPIPALLONE
DI
GENE GNOCCHI
Moratti mette le mani avanti per lo scudetto2006: «Non ricordo piùdove l’ho messo»
OLIMPIADE2018
LACOREADELSUDVINCELACORSAPIÙPOSSIBILITA’PERROMA2020
MERLO
APAGINA
43
ILIBRIDELLAGAZZA
INEDICOLAC’EMARADONADOMANIARRIVAC.RONALDO
A€2,99piùilprezzodelgiornale
MorattieAgnellinonmollano
 Vogliamotenerciiltitolo.Nonmisfioral’ideadilasciare.E’ statograve l’attaccoadunapersonacheadessononc’èpiù.SuFacchettileistituzionihannosbagliato
ELEFANTE
APAGINA
2
3
Massimo Moratti, 66 anni, presidente dellInter
IMAGE SPORT
«
LaJuvevuolerispetto.Nonsipuònondecideresulloscudetto2006:èemersoqualcosadipocolimpido.Finissemalepotremmorivolgerciallagiustiziaordinaria
GRAZIANO
APAGINA
3
3
 Andrea Agnelli, 35 anni, presidente della Juve
PLP
«
Colpidimercato
UNITED,39MILIONIPERSNEIJDEREGASPERINIPUNTACASEMIRO
DALLAVITE,LAUDISA
E
TAIDELLI
APAGINA
8
3
Wesley Sneijder, 26 anni
PIERANUNZI
INPARTENZA
JUVE:ROSSIINPOLEAGUEROINDISCESAROMA,C’ÈLAMELAOKDELGIOCATORE
INARRIVO
SELAVEZZIVAALCITYDIMANCINIILNAPOLIPUNTERÀTUTTOSUPASTORE
INTRANSITO
CECCHINI
E
GRAZIANO
ALLEPAGINE
6
E
9
3
Giuseppe Rossi, 24 anni
REUTERS
MALFITANO
APAGINA
12
3
Javier Pastore, 22 anni
PIERANUNZI
 
       9       7       7       1       1       2       0       5       0       6       0       0       0       1       0       7       0       7     >
 
«««
Gasperini mi piace,essere stato alla Juvenon è una colpa. E seserve a farlo volare, lovedrò tutte le settimaneUn giornale rosa hasostenuto da tempo unabattaglia controdi noi, dunque afavore di qualcun altroBelle e forti le parole diRiva in difesa diFacchetti: lo ammiravocome calciatore, oratanto più come uomo
diAndreaMonti
AlpresidentechenonleggelaGazzetta
Moratti
PRIMOPIANO
Questa, piùcheuna sassata allalibertà distam-  pa – non mi impressiona, il tiro al giornalista è ormaiunosportnazionale,solomifastranoche venga da lui – è una brutta offesa a me e allalimpida tradizione della rosea. Per conto di chi avreiorditolacongiura?DellaJuveche,perboc- cadiAgnellimacontonibenpiùcivili,inun’in- tervista alla Gazzetta ha accusato la medesimadi essere stata il motore di Calciopoli? Dei miei azionisti? Di Abete, di Moggi, di Palazzi, cioè di tuttiquelli con cui stranamente ilpresidente ne- razzurro non se la prende nell’intervista a Inter Channel? Sento di sprecare il fiato. Inutile ripescare dal- l’archivio il «Solo Inter» dopo il triplete e unadecina di scritti, anche recentissimi: la concita- zione e l’ira sono una poderosa attenuante mahannopursemprelamemoriacorta.Sicuramen- te è cortissima quella delle decine di esagitati che ieri hanno bersagliato di minacce me e laredazione. E che, suprema ironia, si unisconoagliultràdellaJuve,tetragoninelloro astio.Per un giornale è pur sempre un segno di sana e robusta costituzione intellettuale. Ma chiunque abbiavistounacurvasache,inItalia,èmaturato un gigantesco e pericoloso equivoco attornoalla parola «tifo», per molti sinonimo di malat- tia, non di passione. Moratti, purtroppo, lo ha pericolosamenteevocatocontuttalapotenzadi cui dispone un uomo di carisma.Inquestabruttastoria,unasolaveritàmipreme di ristabilire. Sulla Gazzetta non è mai compar- so un rigo che abbia oltraggiato la memoria di Giacinto Facchetti o che lo abbia equiparato aMoggi sul piano delle responsabilità. Al contra- rio,hoeabbiamosemprescrittochenullapotràscalfireilsuomonumentaleprofilodiuomoedi atleta. Su questo punto, almeno su questo, vor- rei da Moratti un’onesta correzione di rotta.
 ANDREA ELEFANTE
MILANO
Combattivo per forza: laforzadeldoverrisponderecol-po su colpo. E anche se l’umo-rediMassimoMorattirestaso-stanzialmente nero, ci sonosensazioni che alla fine gli re-stituiscono la voglia e il piace-re di vedere oltre la delusionee la rabbia che la vicenda Cal-ciopolicontinuaalasciargliad-dosso.
 Aldilàdiognicalcolo
Sensazio-ni, ma non banali. Accorgersi,ad esempio, di essere stato ilprimo,ma certonon l’unico, aindignarsiindifesadiFacchet-ti: «La risposta dei tifosi, dellagente—hadettoMorattiaimi-crofoni di Inter channel — èstataistintiva.Nonc’èstatouncalcolo fatto perché vogliamotenerci lo scudetto: a questopunto lo scudetto diventa unfatto secondario. Fermo, masecondario.Quelloche èstatoinaspettato, grave, non so ne-anchequantoregolare,èstatol'attacco a una persona chenonc'èpiù,chenonpuòdifen-dersi — proprio dal punto di vista giuridico — dalle accusedi un pubblico ministero. Gia-cinto Facchetti lo conosco, loconosciamo: l’ho trovata unacosa come minimo di pessimogusto, brutta dal punto di vi-sta delle istituzioni, una cosasbagliata di base. Ma va bene,non siamo abituati ad averetanti amici».
Non leggo più la Gazzetta
«Nonmi aspettavo, invece, di nonavere amici neanche qui, nel-la stessa città, attraverso ungiornale certamente di riferi-mento per i tifosi dell'Interche ha da tempo sostenutoquestabattagliacontrodinoi,con un moralismo ben mira-to:controdinoi,chevuoldirequindi a favore di qualcun al-tro.Avevol'abitudinedilegge-re questo giornale rosa
(laGazzetta dello Sport, ndr)
cheinveceadessopurtroppodeci-deròdinonleggerepiù.Tante volte siamo stati attaccati daqualsiasi giornale, compresala Gazzetta, magari anche daparte di direttori amicissimi ecarinissimi:main questo casoè una politica calcolata, daunadirezionedelgiornalena-turalmente».
L’avevamo già preso...
Morattiha invece espresso parole diammirazione per le parole diGigi Riva: «E’ una bellissimapersona e fa parte, tra l'altro,della Federazione. Un uomodeciso, sicuro, tranquillo, nondi tante parole, ma quelle chehaspesosonostatebelle,istin-tive, forti come è forte lui: lagrande ammirazione che ave- vo di lui come calciatore — epensare che ai tempi l’aveva-mo già preso all’Inter, ma luirestò fedele al Cagliari... — cel’ho anche come uomo, tantopiù adesso».
Nonfacciolavittima
Lasicurez-za e la forza di Gigi Riva, Mo-ratti se le sente addosso tantopiù adesso che i tifosi gli chie-dono di essere combattivoquantoprima:«É esattamentecosì e non mi passa nemmenoper la testa di abbandonare odi fare la vittima, per niente.Questisonoimomentimiglio-ri per l'Inter».
SiamotutticonGasp
Dev’esserelastessacaricacheilpresiden-te ha trasmesso a Gasperininel loro primo incontro, se è verocheiltecnicohadichiara-to di volare, una volta uscitodalsuoufficio:«Seservehascherzato Moratti — lo vedròtutte le settimane... Gasperiniè un professionista serissimo,mi è piaciuto molto e credochepossafarbeneall'Inter:sia-mo tutti con lui per far sì cheabbia successo. Il suo passatoalla Juve? Ognuno nella pro-priacarrierapuòaverediverseesperienze e non se ne può fa-re una colpa».
Nonciaspettiamoaiuti
Enonsa-rà sicuramente una colpa, perGasperini, puntare forte an-chesuigiovani:«Cirinforzere-mo — dice ancora Moratti —anche così, ma si tratta di gio- vani che hanno già fatto capi-re quanto sono forti e magarihanno già vinto qualcosa nelloroPaese.Perilresto,lasqua-dra è quella che conosciamo:potremmo avere in più ancheun nuovo terzino brasiliano
(Jonathan,e il condizionale del presidente è un eccesso di pru-denza, ndr)
e poi vedremo piùavanti che cosa succederà sulmercato. Certo non abbando-niamoilcampo,madobbiamostare attenti a fare tutto guar-dando anche al bilancio: misembradicapirechemoltiaiu-ti di simpatia non ne abbiamoealnostrodovremobadaredasoli...».
©
RIPRODUZIONE RISERVATA 
Ieri Massimo Moratti, presidente dell’Inter,ha rilasciato dichiarazioni molto gravi neiconfronti della Gazzetta e del suo direttore. Ilcomitato di redazione considera le sueaffermazioni un attacco alla libertà di stampa euna mancanza di rispetto verso una redazione dasempre obiettiva e corretta, così come chi ladirige. Sono frasi pericolose e irresponsabili.Minacce e aggressioni hanno colpito dei colleghi,anche di recente, a causa del loro lavoro. Il nostrodovere è quello di riportare le notizie, che nonsono a favore o contro nessuno. E gli unici amicidi un giornale sono i lettori. Per questo chiediamoalla Federcalcio che il tesserato Massimo Morattivenga richiamato ai suoi doveri di lealtà sportiva ealla Federazione Nazionale della Stampa che siadifesa la libertà di espressione. E invitiamo la RcsQuotidiani, editore della Gazzetta dello Sport, atutelare l’immagine della testata, della direzione edei suoi giornalisti nei modi e nelle forme cheriterrà più opportuni.
Il Cdr della Gazzetta dello Sport
COMUNICATODELCDR
R
seguedallaprima
LarispostadellaredazioneallegravifrasidiMoratti
«Cèunabattagliacontrol’InterMollareèun’ideachenonmisfiora»
SCUDETTO
2
LA GAZZETTA DELLO SPORT
GIOVEDÌ 7 LUGLIO 2011
italia: 514954585150
 
Siamo stati gli uniciad aver subito dannipatrimoniali ingentidalle decisioniprese nel 2006 Abbiamo i mezzi permuoverci fuori dallagiustizia sportiva, maper ora non vogliamofarlo. Aspettiamo il 18Dalle motivazionidi Palazzi qualcosadi poco chiaro emerge.Vogliamo paritàdi trattamento
 Agnelli
«
VENTE
«
DALNOSTRO INVIATO
MIRKO GRAZIANO
TORINO
 AndreaAgnellisfidalaFi-gc. Toni pacati, ma concettichiari,vereeproprierasoiateai verticidelcalcioitaliano.Ilpre-sidentedellaJuvepretende«ri-spetto dalle istituzioni». Il mo-nito non lascia spazio a inter-pretazioni: guai a decidere dinondecideresulloscudettodel2006, perché in corso GalileoFerraris sono pronti a chiederecentinaiadimilionididannial-la Federazione. «Siamo gli uni-ci—diceAgnelli—,adaversu-bito danni patrimoniali ingentidalledecisionidel2006.Abbia-momezzi,capacitàeconoscen-ze per poterci muovere anchefuori dalla giustizia sportiva,ma per il momento non voglia-mofarlo.Aspettiamoladecisio-nedelconsigliofederaledel18luglio». Insomma, la sensazio-neèchelaJuvesiaprontaavol-tarepaginasoloseverràrevoca-to lo scudetto all’Inter, altri-mentisiandràfuoridall’ordina-mento sportivo.
Paritàditrattamento
«Sonostatigiorniconcitati—spiegaAgnel-li —. L’esposto di John Elkanndel28aprile2010sibasavasulprincipio della parità di tratta-mento».Quindi,citaGuidoRos-si,il commissariostraordinariochenel2006assegnòloscudet-to all’Inter, spiegando però, inun passo, «che gli organi com-petenti possono intervenire sesussistono comportamenti po-co limpidi anche da parte dellesquadre non sanzionate». E se-condo Agnelli, «dalle motiva-zioni di Palazzi, a meno chenon sia tutto falso, qualcosa dipoco chiaro emerge. Tutta lapartediindaginecheèstatafat-ta mostra una serie di attivitàmesse in atto da altre società eda una in particolare, l’Inter(senzamaicitareFacchetti,perunaformadirispetto
ndr
).Ora,auspicochesiprendaunadeci-sione. Si è detto tanto in questigiorni, quello che è il nostro ti-morchesidecidadinondeci-dere, sarebbe la scelta peggio-re, sarebbe deleterio in un mo-mento così basso per il calcioitaliano». E ancora: «Vogliamoparità di trattamento, e credia-mo che dalle dichiarazioni diPalazzi qualcosa di poco limpi-do emerga. Pretendo rispettodalle istituzioni, rispetto versola Juve, verso una società cheha fatto la storia del calcio ita-liano, verso una società che hafornitoallaNazionale27gioca-torisui44chehannopartecipa-to alle quattro finali mondiali vinte.Ilrispettocièdovuto.Ri-peto, siamo l’unica società adaver avuto danni patrimonialipercentinaiadimilionidieuro,abbiamo i mezzi per muovercianche al di fuori della giustiziasportiva,ancheseperoraprefe-riamoaspettare.Serevocanoloscudettoall'Inter,perquantori-guardalagiustiziasportivafini-scequi,maperquellaordinariailprocedimentoèincorso(pro-cessodiNapoli,n.d.r.)equindi vedremo poi se chiedere anchela riassegnazione del titolo».
I capitani
«La mia posizione suquesta vicenda è di attesa,aspettiamo quello che è l’evol- versi della situazione definiti- va, ma sono assolutamentetranquillo», dice AlessandroDel Piero. Buffon è sulla stessalinea:«Lamiareazioneèquelladi chi aspetta il verdetto finale.Il 18 luglio saranno tirate lesomme.Sarebbeunabellasod-disfazioneritrovarciquestoscu-detto vinto sul campo. Non èuna questione di sentirselo omeno,allafinecredocheilcam-poavesseparlatochiaro,poiso-no subentrate altre situazioniche hanno infangato anche imeritidinoicalciatori.Sièvolu-to far passare il messaggio che vincevamo perché avevamouna certa dirigenza e non per-ché eravamo bravi noi. Pensoche questo fosse sbagliato, vi-stoigrandicampionicheaveva-moinsquadra».Chiudeancora Agnelli: «Mi piace evidenziarelaserenitàd’animodiDelPieroeBuffon,nonostantesistiapar-lando di un campionato finitosul campo con 91 punti all’atti- vo. Rivincere oggi lo scudetto,arrivare alla terza stella, chiu-derebbe il cerchio in tuttii sen-si.All’epoca,moltigiocatoridel-l’Inter fuori taccuino ammette- vanolanostra superiorità. Nonlo ripeterebbero mai, ma dice- vano"questiciasfaltano".Ripe-to, quella squadra ha fatto 91punti,maigiocatorichehanno vinto sul campo e si sono vistitogliereiltitolohannolamassi-ma serenità». E ci sarà davverobisogno, da una parte e dall’al-tra, della serenità e dell’atten-zione dei campioni e degli uo-minimiglioripercercaredispe-gnere quella che oggi assomi-gliaaunaveraepropriaguerradi religione fra i due popoli piùnumerosi del nostro calcio.
©
RIPRODUZIONE RISERVATA 
«
Untitolo, millepolemiche
Da sinistra Massimo Moratti e Andrea Agnelli. Lapolemica sullo scudetto 2006 va avanti dal 26 lugliodi quell’estate, quando la Figc lo assegnò a tavolinoai nerazzurri dopo i fatti di Calciopoli che portaronoalla retrocessione della Juve campione in B.
«LaFigcdevedecidere,laJuvepretenderispettodalleistituzion
 
IlMegliodiunUomo
TM
3
LA GAZZETTA DELLO SPORT
GIOVEDÌ 7 LUGLIO 2011
italia: 514954585150

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