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11-07 INDICE

11-07 INDICE

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01/26/2013

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MENSILED’INFORMAZIONE-POSTEITALIANEs.p.a.-SPED. IN ABB. POST. D.L. 353/2003 (conv.in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Torino-ISSN 0393-3903
Luglio/Agosto 2011 Anno XXVIII - N.7/8
6,00
Henry James
AccorneroBorgnaBrandBucciarelliCamusCelanCélineDe SignoribusGhirriGuoloGiacopiniMorettiNémirovskyPalombariniQueneauRadcliffeSloterdijk SeilerTortaroloWilson
   T  u   l   l   i  o   P  e  r   i  c  o   l   i ,   1   9   9   2
BINDI, LUZZATTO, VIANO: il crocifisso di Stato e quello leghistaLIBRO DEL MESE: Lane Fox, Braccesi e gli ulissidi instancabiliComprendere e deformare: la narrativa di GIUSEPPE FAVASPATARO, i clandestini e le leggi tanto barbare quanto inefficaci
www.lindiceonline.com
I   l    n  u  o  v  o   b  a  n  d   o   d   e  l    P   r  e  m  i   o   C   a  l   v  i   n  o  
 
N. 7/82
Lettere
C
aro Direttore,sullo scorso numero del-l
’“
Indice
abbiamo letto con in-teresse la doppia recensione diun filologo romanzo e italianista,Walter Meliga, e di uno storicomedievista, Massimo Vallerani,dedicata al primo volume del-l
 Atlante della letteratura italiana
da noi curato per Einaudi conAmedeo De Vincentiis. In parti-colare, abbiamo apprezzato lamaniera garbata e costruttivacon cui Meliga ha posto l
accen-to
oltrech
é
su varie qualit
à
 
sualcuni limiti del nostro lavoro.Viceversa, la lettura critica diVallerani ha suscitato innoi un qualche sconcerto.Beninteso, quando abbia-mo progettato un
operacome l
 Atlante
, che hal
ambizione di ridiscutereil modo in cui si fa storiadella letteratura, abbiamomesso in conto che nontutti avrebbero concor-dato con le nostre scelte.Ben vengano le critiche,dunque: quando fondatesulla reale volont
à
di con-frontarsi
anche severa-mente
con la nostraproposta.Lo sconcerto nasce dauna serie di affermazionidi Vallerani sulle assenzeche inficerebbero la ri-uscita dell
opera.
Man-ca completamente uncenno agli studi dei flussi di in-terscambio dei magistrati fore-stieri
, scrive Vallerani: e l
 At-lante
presenta una mappa congli spostamenti di un giuristacome Bartolo di Sassoferrato,che ha anche servito nell
ammi-nistrazione di un podest
à
.
Manca un contributo sulla cro-nachistica cittadina e non, cheha rappresentato la pi
ù
diffusaforma di uso di una lingua nar-rativa volgare e latina
, prose-gue Vallerani: mentre l
 Atlante
offre un
intera sequenza di saggisulle metamorfosi della storio-grafia, dalla
 Nuova Cronica
diGiovanni Villani alle opereumanistiche di Leonardo Brunie Poggio Bracciolini, sino ai fal-si di Annio da Viterbo.
Sareb-be stata opportuna anche unatrattazione meno occasionaledella letteratura didattica-retori-ca espressamente indirizzata allaformazione del cittadino
, ag-giunge Vallerani: fatto sta chetale letteratura, oltrech
é
in unsaggio dedicato al
Tresor 
di Bru-netto Latini, viene studiatanell
 Atlante
a pi
ù
riprese, fino aseguirne l
influenza sulle opereumanistiche del Quattrocento.Infine, secondo Vallerani,
lacircolazione dei modelli e deilinguaggi e la naturale propen-sione alla commistione di generie saperi diversi in una culturaurbana stratificata
sarebbe sta-ta
completamente ignorata dal-l
 Atlante
, nonostante si trattidel
pi
ù
clamoroso processo diacculturazione laica dall
antichi-t
à
all
et
à
moderna
. E a questopunto
lo confessiamo
lo stu-pore muta in aperta delusioneper l
occasione di confrontosprecata: perch
é
nell
 Atlante
siparla costantemente di tale fe-nomeno, talmente spesso cheuna lista dei luoghi in cui lo si fasarebbe tanto lunga da riuscirefastidiosa.Pu
ò
darsi che in tutti questicasi Vallerani avrebbe auspicatoancora pi
ù
giurisprudenza, pi
ù
storiografia e pi
ù
trattatistica peri reggitori.
È
un desiderio legitti-mo: ma basterebbe prendere inmano qualsiasi storia della lette-ratura italiana per verificare co-me prima dell
 Atlante
, in un
o-pera del genere, nessuno abbiamai dedicato tanta attenzione atemi come questi. Uno degliobiettivi del nostro lavoro eraproprio dilatare i confini tradi-zionali del letterario: cogliere altempo stesso la
literature
e la
li-teracy
, e in qualche modo
al-l
incrocio tra le due
imparareanche a leggere diversamente igrandi testi della tradizione ita-liana. L
 Atlante
lancia dunque lasfida di fare oggetto di ricercastorico-letteraria le vite econo-miche degli scrittori, la polemicasulla superiorit
à
della giurispru-denza o della medicina, il costodei libri e della carta, le tecnichemateriali di scrittura, le incoro-nazioni poetiche, gli statuti citta-dini, le letture pubbliche, la lin-gua della giurisprudenza, i ma-nuali di ricette, le performanceorali dei canterini, l
evoluzionedelle pratiche pedagogiche, lapornografia, i dispacci degli am-basciatori, l
organizzazione diuna corte laica o ecclesiastica, ilsistema delle dediche, la nascitadella biografia, la pratica dell
in-vettiva tra umanisti, gli stipendidei professori, l
interazione traletteratura e musica, nonch
é
l
impegno dei letterati nel guida-re le scelte iconografiche dei pit-tori
Ovviamente molto altro an-cora poteva essere fatto. Peresempio sarebbe stato bello (losuggerisce Vallerani) un siste-ma cartografico che mostrassegli spostamenti di tutti i princi-pali magistrati-letterati, comeabbiamo fatto per i letterati-ambasciatori e per i letterati inesilio. E che dire dei mercanti-letterati? I tre volumi dell
 At-lante
conteranno alla fine pi
ù
di 6000 cartelle di testo e oltre1500 mappe, diagrammi, isto-grammi e schemi: eppure anchenoi abbiamo dovuto scegliere.Si trattava di mostrare l
utilit
à
di un metodo e di sperimentaresul campo se l
immagine dellanostra cultura potesse uscirnearricchita.Per come
è
costruito, l
 Atlante
tende trappole ai lettori frettolo-si. Non basta leggere i titoli, iquali
in linea con la scelta diuna prosa da leggersi con piace-re
sono spesso deliberatamen-te evocativi, e che per questo so-no seguiti da un sommariettoche individua i temi fondamen-tali di ogni saggio. Piuttosto chefare una storia letteraria all
anti-ca, con la sua scansione per au-tori, o per opere, o per movi-menti, o per generi letterari, ab-biamo scommesso sulle poten-zialit
à
euristiche di un approcciodiverso, puntando piuttosto sualcuni eventi dotati di una spe-ciale pregnanza. Veri e propri in-croci che, a partire da un datoconcreto quando non da unaneddoto, mettessero a fuoco al-cune grandi questioni della no-stra letteratura.Questo fa s
 ì
che nell
 Atlante
lecose stiano spesso dovenon le si aspetterebbe.Prendiamo il caso dellacronachistica e pi
ù
in ge-nerale della storiografia.Oltre ai saggi sfuggiti aVallerani, se ne tratta api
ù
riprese in altri contri-buti apparentemente de-dicati ad altro: a proposi-to della cultura padovanadel Duecento; nel saggiosulla memoria ufficialedell
ordine francescano ein quello sull
encomio diMilano di Bonvesin de laRiva; in rapporto all
am-biente in cui hanno presoforma i
 Discorsi
di Ma-chiavelli; o relativamenteal mito della disfida diBarletta. Ma la storiogra-fia
è
presente anche neisaggi sulla riscoperta dei codiciantichi, sulle edizioni degli auto-ri classici, sui volgarizzamentidei latini moderni e sull
auto-ca-nonizzazione dell
umanesimo.In ossequio a una precisa volon-t
à
di mischiare le carte, che pre-suppone un lettore curioso e dis-posto a tracciare da solo un per-corso a partire da questi spunti.Vallerani solleva un
unicaobiezione generale, cui vale lapena di rispondere con la massi-ma attenzione. L
 Atlante
, che
intitola
le sottosezioni dell
o-pera a una serie di citt
à
che han-no avuto un ruolo guida nell
e-voluzione della nostra storia let-teraria, si apre con un
’“
et
à
diPadova
, da noi scelta in quantoculla dell
umanesimo duecente-sco. Per Vallerani si tratta diun
opzione sostanzialmente
te-leologica
, con il risultato disbilanciare le prime due sezionidel volume (la seconda copre isettant
anni del papato avigno-nese ed
è
intitolata invece allacitt
à
provenzale). Certo, nellamanualistica letteraria, per tra-dizione e spesso per pigrizia eignavia, Firenze domina incon-trastata. Ma ormai, da decenni,sappiamo che
esclusa l
ecce-zione dell
esule Dante
il suoporsi alla testa dell
elaborazioneformale, in italiano e in latino,data solo agli anni quaranta delTrecento. Puntare su Padova eAvignone ha voluto essere ancheun modo per andare a vederemeglio che cosa succedeva nelresto d
Italia o addirittura fuorid
Italia. Soprattutto, ha volutoessere una risposta
anti-teleolo-gica
a una tradizione di studiche gi
à
con riferimento al XIIIsecolo privilegia il volgare a sca-pito del latino.Le cose, lo sappiamo, stavanoin maniera assai diversa. Perquesto, nel mettere al centro diun discorso sulle origini la Pa-dova di Rolandino, Lovato Lo-vati, Albertino Mussato, Pietrod
Abano, Marsilio da Padova,di Giotto e dello stesso Dante, epoi l
Avignone di Francesco Pe-trarca, Guglielmo da Ockham,Michele da Cesena e SimoneMartini (ma anche di Cola diRienzo, Giovanni Boccaccio eCaterina da Siena), abbiamocercato di correggere un similedifetto di percezione, prima dipassare il testimone a Firenze ea Venezia. Chi sar
à
, allora,
te-leologico
?S
ERGIO
L
UZZATTOE
G
ABRIELE
P
EDULL
À
 Risponde Massimo Vallerani
La replica dei due curatoriconferma che i temi che indica-vo nella recensione
la culturanarrativa (sono circa 500 le cro-nache in latino, volgare, francesee altro censite per i secoli XIII eXIV), la circolazione di migliaiadi professionisti della politicacome rettori cittadini (e con essidi libri e di idee), la letteraturacivile (destinata ai comuni e non
contro
i comuni, come siadombra nel contributo su Bru-netto Latini)
non ci sono, omeglio, non sono trattati come
problemi
, ma solo come parti-colari incidentali in contributisingoli e molto distanti uno dal-l
altro: appunto per
eventi
pi
ù
o meno rilevanti che il lettorecurioso (e soprattutto gi
à
infor-mato) deve poi riconnettere inun discorso unitario con un eser-cizio lungo e a tratti faticoso.
È
una scelta: per me non funzionatanto, per i curatori s
 ì
. Abbiamodue idee diverse di
Atlante
,tutto qui. Infine, aggiungere Pa-dova a Firenze sarebbe stataoperazione meritoria; censurarei poeti toscani mi sembra inveceuna mutilazione sterile. Ma infondo
è
l
idea del
primato
cheritengo inadeguata a descrivere iprocessi di contaminazione e dicircolazione alla base dei feno-meni letterari del Due e del Tre-cento. Quanto alla delusione
per la mancata occasione
 
è
una sensazione che condividocon curatori.
G
entile Direttore,rattristato
le polemichesono sempre molto antipatiche
mi vedo costretto a chiederLeuna rettifica. Mi riferisco alla ri-sposta che Enrico Castelnuovo,cui peraltro mi lega un
anticaamicizia, ha ritenuto di dare allareplica di Tomaso Montanaricirca la recensione al suo
 A cosaserve Michelangelo?
. All
internodi quella risposta, Castelnuovosi
è
preso licenza di pubblicareun brano d
una mia lettera chegli avevo formalmente chiesto diNON pubblicare. Per sovram-mercato, ne ha distorto radical-mente il senso, riferendo a Mari-sa Dalai gli elogi che in quel bra-no facevo a Tomaso Montanari;Marisa Dalai da Montanari criti-cata nel suo libro e da Castel-nuovo invece difesa.Una curiosa quanto spiacevolevicenda, certamente originata dauna distrazione. Cordialmente,mi creda il SuoB
RUNO
Z
ANARDI
 Risponde Enrico Castelnuovo
Mi scuso con Zanardi, Monta-nari e Marisa Dalai. Per spiegarel
equivoco:1) Bruno Zanardi mi scrisseche non era d
accordo con le cri-tiche espresse nella mia recen-sione2) Lo invitai a esprimere il suoparere in una lettera all
Indice3) Zanardi scrisse, ma pocodopo preg
ò
di non pubblicare lasua lettera4) Rispondendo alle lettere diMontanari e Giunta volli citareun giudizio di Zanardi su MarisaDalai5) Errai due volte: la prima ri-facendomi a un testo che era sta-to richiesto di non pubblicare, laseconda, sbagliando radicalmen-te la citazione.Questo per quanto riguarda ilpassaggio incriminato. Per il re-sto le mie critiche ai due libri re-stano quelle che ho espresso.
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Le immagini
Le immagini di questo numero sono tratte da
G
ALLERIA
C
IVICA DI
M
ODENA
. G
LI ANNI DUEMILA
,
a cura di
Silvia Ferrari, Serena Goldoni, GabriellaRoganti
,
 pp. 159, s.i.p., Galleria Civica di Modena, Modena 2010
a p. 6: Katerina Grosse durante l
allestimento del-la mostra alla Palazzina del Giardini (foto MaurizioMalagoli)a p. 7: Heimo Zoberning, Palazzina dei Giardini,2008 (foto Paolo Terzi)a p. 8: Pop Art Italia 1958-1968, opere di GianniRuffi, Emilio Tadini, Lucio del Pezzo, Palazzo San-ta Margherita, 2005 (foto Maurizio Malagoli)a p. 9:
Egomania
, opere di Liliana Moro e MarcQuinn, Palazzina dei Giardini 2006 (foto MaurizioMalagoli)a p. 10:
Egomania
, installazione di KatharinaFritsch, Palazzina dei Giardini, 2006 (foto PaoloTerzi)a p. 11:
 Adrian Paci. Raccontare
, Palazzo SantaMargherita, 2006 (foto Maurizio Malagoli)a p. 12:
 Runa Islam Lost Cinema Lost Tobias Pu-trih
, Palazzo Santa Margherita, 2008 (foto MaurizioMalagoli)a p. 14:
Katarina Grosse. Un altro uomo che ha fat-to sgocciolare il pennello
. Palazzina dei Giardini,2008 (foto Maurizio Malagoli)a p. 15: Nino Longobardi durante l
allestimentodella mostra alla Palazzina dei Giardini, 2000 (fotoMaurizio Malagoli)a p. 16:
Christian Holstad. I Confess
, Palazzo San-ta Margherita, 2009 (foto Maurizio Malagoli)a p. 17: Adrian Paci,
Princess
, 2003a p. 18: Laboratori didattici, Palazzo Santa Mar-gherita, 2008 (foto Maurizio Malagoli)a p. 22: Copertura della Ghirlandina con l
operadi Mimmo Paladino, 2008 (foto Peppe Avallone)a p. 25:
Sguardi da Nord. Reflecting with Images
,video di Elina Brotherus, Palazzina dei Giardini,2007 (foto Maurizio Malagoli)a p. 32:
Piero Gilardi. Interdipendenze
, Palazzinadei Giardini, 2006 (foto Maurizio Malagoli)
S
ommari
O
2
 Lettere
4
da Buenos Aires, Berlino e Londra
 Appunti,
di Federico Novaro
5
 Metamorfosi delle narrazioni di guerra
, di mc
6
Palombarini, Viglietta e la “scandalosa politicizzazione”di Magistratura Democratica
,di Alfonso Di Giovine
7
 Il testamento biologico tra libri e Parlamento
,di Maurizio Mori
8
 L
antropologia filosofica di Peter Sloterdijk 
,di Dario Consoli
9
 L
 Europa incompiuta delle buone intenzioni
,di Roberto Barzanti
10
Comprendere per deformare:la narrativa di Giuseppe Fava
,di Gabriele Fichera
11
Clandestini: Borgna denuncia gli errori bipartisandei legislatori
,di Armando Spataro
12
 La letteratura militante al servizio della causaambientalista
, di Walter Giuliano
13
Per la difesa dei diritti delle opere d 
arte
,di Enrico Castelnuovo
14
 I tanti saccheggi di Ann Radcliffe
,di Franco Pezzini
15
R
OBIN
L
ANE
F
OX
 Eroi viaggiatori
,di Lorenzo Braccesi e Gabriella De Blasio
16
S
ERGIO
L
UZZATTO
 Il crocifisso di stato
,di Marco Bouchard e Daniele Menozzi
17
R
ENZO
G
UOLO
Chi impugna la croce
,di Carlo Augusto Viano e Rosy Bindi
18
G
IANNI
B
ERENGO
G
ARDIN
Gente di Milano
,di Mario Dondero
L
UIGI
G
HIRRI
 Lezioni di fotografia
,di Stefano de Bosio
F
RÉDÉRIC
R
OUSSEAU
 Il bambino di Varsavia
,di Maurizio Garofalo
19
S
TEFANO
M
ORETTI
Scappare fortissimo
,di Gianluigi Simonetti
V
ITTORIO
G
IACOPINI
 L
arte dell
inganno
,di Nicola Villa
20
E
LISABETTA
B
UCCIARELLI
Corpi di scarto
,di Giovanni Choukhadarian
P
IER
L
UIGI
F
ERRO
 Messe nere sulla riviera
,di Adriano Sansa
A
NGELO
F
IORE
 Il supplente
,di Raoul Bruni
21
F
RANCESCA
S
PANO
Con rigore e passione
e
 Il libretto viola e altri scritti
,di Chiara Ingrao
M
IRANDA
M
IRANDA
 Il mare sospeso
,di Maria Vittoria Vittori
N
INO
D
E
V
ITA
 La casa sull
altura
,di Antonio Pane
22
P
AUL
C
ELAN
 Microliti
e
Oscurato
,di Camilla Miglio
H
ENRI
C
OLE
 Autoritratto con gatti
,di Salvatore Ritrovato
P
OESIA
N
ARRATORIITALIANI
F
OTOGRAFIA
P
RIMOPIANO
L
IBRODELMESE
S
EGNALI
V
ILLAGGIOGLOBALE
E
DITORIA
23
E
UGENIO
D
E
S
IGNORIBUS
Trinit 
à
dell
esodo
,di Enrico Capodaglio
M
ILO
D
E
A
NGELIS
Quell
andarsene nel buiodei cortili
, di Giorgio Luzzi
E
AVAN
B
OLAND
Tempo e violenza
,di Gabriella Caminotto
24
I
R
È
NE
N
É
MIROVSKY
 Il vino della solitudine
,di Lina Zecchi
O
G
 ˇ
UZ
A
TAY
 Aspettando la paura
,di Francesco Boraldo
R
AYMOND
Q
UENEAU
 Hazard e Fissile
,di Mariolina Bertini
25
L
UTZ
S
EILER
 Il peso del tempo
,di Anna Chiarloni
D
AVID
V
ANN
 L
isola di Sukkwann
,di Daniela Fargione
26
H
ENRY
J
AMES
,
 Autobiografia degli anni di mezzo
,di Giovanna Mochi
A
DRIENNE
M
ONNIER
 Rue de l
Od 
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on
,di Luigia Pattano
27
A
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CCORNERO
Quando c
era la classe operaia
,di Alberto Tridente
F
RANCESCO
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IAFALONI
 Destino della classe operaia
,di Giuliano Bobba
L
AVORO
C
LASSICI
L
ETTERATURE
28
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INO
D
E
A
MICIS
 La difficile utopia del possibile
,di Fabrizio Loreto
E
DOARDO
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ORTAROLO
 L
invenzione della liber
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di stampa
, di Patrizia Delpiano
 Babele
:
 Lavoro
, di Bruno Bongiovanni
29
F
RANCESCO
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ERMINARIO
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ERDINAND
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 Lettere a MarieCanavaggia
, di Daniele Rocca
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Questa lotta vi riguarda
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A
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ASTRONUOVO
 Alfabeto Camus
,di Bruno Bongiovanni
31
S
TEWART
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Una cura per la terra
,di Gianfranco Bologna
32
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IAMONDE
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A. R
OBINSON
 Esperimenti naturali di storia
e
L
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USSOED
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MANUELA
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ANTONI
 Ingegni minuti
,di Enzo Ferrara
33
M
ANFRED
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ERMANN
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CHMID
 Le opere teatralidi Mozart 
, di Giangiorgio Satragni
S
ERENA
G
UARRACINO
 La primadonna all
Opera
,di Marco Emanuele
34
F
EDERICA
R
OSSI
Palladio in Russia,
di Fausto Malcovati
P
AOLO
F
OSSATI
Officina torinese
,di Federica Rovati
35
Camminar guardando, 15,
di Nicola Prinetti
36
 Effetto film:
 Melancholia di Lars von Trier 
,di Giuseppe Gariazzo
37
N
OIRE
G
OTICO
di Franco Pezzini e Davide Mana
38
L
ETTERATURE
di Luigi Marf 
è
, Fulvio Senardi, Federica Turco,Camilla Valletti e Stefano Moretti
39
F
UMETTI
di Maura Dess
 ì
, Maria Elena Ingianni,Alice Giulia Urso, Andrea Pagliardie Emiliano Fasano
40
A
NTICHISTICA
di Amedeo A. Raschieri, Massimo Manca,Luca Arnaudo, Elisabetta Berardie Manuela Callipo
41
F
ILOSOFIA
di Andrea Pagliardi, Giuseppe Spolaore,Cesare Pianciola, Alessandro Monchietto,Rinaldo Rinaldi e Daniele Rocca
42
R
ELIGIONI
di Emiliano Rubens Urciuoli, Roberto Alciatie Mariachiara Giorda
43
C
OMUNICAZIONE
di mc
M
IGRAZIONI
di Santina Mobiglia, Silvia Gattinoe Pietro Deandrea
44
S
TORIAE
R
ISORGIMENTO
di Fr
é
d
é
ric Ieva, Rinaldo Rinaldi,Daniele Rocca, Maurizio Griffoe Francesco Regalzi
45
P
OLITICA
di Daniele Rocca, Danilo Breschi,Giovanni Scirocco e Francesco Ciafaloni
46
A
RCHITETTURA
di Cristina Bianchetti
S
CHEDE
Q
UADERNI
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RTE
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USICA
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CIENZE
A
MBIENTE
S
TORIA
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