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Newsletter T&P N°49

Newsletter T&P N°49

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Newsletter Trifirò & Partners Avvocati N°49 Luglio 2011
Newsletter Trifirò & Partners Avvocati N°49 Luglio 2011

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Categories:Business/Law
Published by: Trifirò Partners Avvocati on Aug 01, 2011
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N°49 Luglio 2011
Diritto del Lavoro
 Attualità 2
Le Nostre Sentenze 5
Diritto Civile,Commerciale, Assicurativo
 Attualità 8
 Assicurazioni 9
Il punto su 10
 
Rassegna Stampa
12
Contatti
13
Editoriale
 
Ed eccoci giunti, anche quest’anno, alle soglie del periodo feriale.La nostra newsletter di luglio augura a chi è in partenza buone vacanze e si augura diessere letta e apprezzata anche in un momento in cui la mente vuole staccare dal lavoro.
Nelle ultime settimane due eventi, in particolare, si segnalano nell’ambito del mondo dellavoro:
il 28 giugno scorso è stato sottoscritto da Confindustria, CGIL, CISL e UILl’accordo interconfederale in tema di rappresentatività sindacale ed efficacia deicontratti aziendali,
di cui trattiamo nell’
 Attualità
del
Diritto del Lavoro
.Ma un altro evento, di cui la stampa ha parlato di meno, deve essere segnalato: si trattadell’
introduzione, nell’ambito delle
“disposizioni urgenti per la stabilizzazionefinanziaria” 
di cui al decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, del
contributo unificato
, daversarsi da chi promuove, in qualsiasi grado, una causa di lavoro
. È una derogadirompente rispetto al principio, da sempre in vigore (da quando è stata emanata lanormativa sul processo del lavoro) secondo cui le cause di lavoro devono essere esentida costi: ciò al fine di non rendere gravoso, per alcuna delle parti in causa, il ricorso alGiudice. Ora il Decreto legge n. 98 del 2011 impone il versamento di un contributo, cheva ad incidere in modo sensibile sui costi di causa, commisurato al valore di causa,indipendentemente dal risultato che poi sarà raggiunto. Aggravare i costi, nell’ambito diuna giustizia non certo solerte nel definirei giudizi, significa imporre ad aziende e adipendenti un
“balzello
”, di non poco conto, senza alcuna adeguata contropartita. Vi èda augurarsi che la conversione in legge del decreto tolga questo ingiustificato onere. Tornando al contenuto della newsletter segnaliamo una notizia dell’ultima ora:
lasottoscrizione di altro accordo interconfederale in ambito industriale, in tema disegnalazione delle assenze per malattia
. Alleghiamo il testo dell’accordo che faseguito alla circolare della Presidenza del Consiglio di cui abbiamo trattato nellanewsletter di giugno.E veniamo alle nostre sentenze. Nelle
“Sentenze del mese” 
, abbiamo inserito
duepronunce in tema di licenziamento
: l’una relativa ad una fattispecie di giusta causadi recesso e, l’altra, in tema di conseguenze contributive dopo la declaratoria diillegittimità del licenziamento
. Seguono
altre nostre sentenze in tema di contratto aprogetto e di accertamento di superiore qualifica
. Chiude la sezione di Diritto delLavoro una pronuncia riguardante una causa che, pur non curata dal nostro Studio,merita di essere segnalata, essendo relativa ad una prima applicazione del CollegatoLavoro.La sezione di
Diritto Civile
contiene
una interessante e recentissima sentenza delTribunale di Milano in una causa da noi curata in tema di concorrenza sleale fraimprese e conseguente pronuncia risarcitoria.
La nostra newsletter prosegue con le pronunce relative al settore
“Assicurazioni” 
e siconclude con
“Il punto su…” 
che si occupa del
Diritto alle ferie
, tema di grandeattualità in questo periodo dell’anno. Buona lettura e arrivederci al prossimo numero!
Stefano Beretta e il Comitato di Redazione composto da: Stefano Trifirò, MarinaTona, Francesco Autelitano, Luca D
ʼ
Arco, Teresa Cofano, Claudio Ponari,Tommaso Targa e Diego Meucci
 
N°49 Luglio 2011
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L’ACCORDO INTERCONFEDERALEDEL 28 GIUGNO 2011:un passo in avanti verso regole certein tema di rappresentatività sindacaleed efficacia dei contratti aziendali
 A cura di Giacinto Favalli e Valeria De Lucia
L’accordo interconfederale siglato lo scorso 28 giugno da Confindustria, CGIL, CISL e UILmuove da premesse analoghe a quelle dei suoi antecedenti del 2009 (accordo quadro del22 gennaio 2009 ed accordo attuativo del 15 aprile 2009) - che già esprimevano lanecessità, sentita dalle Parti Sociali,
“di realizzare un sistema di relazioni industriali che persegua condizioni di competitività e di produttività tali da consentire il rafforzamento del  sistema produttivo, lo sviluppo dei fattori per l'occupabilità ed il miglioramento delle retribuzioni reali di tutti i lavoratori” 
- ma, rispetto ad essi, segna un passo in avanti sottodiversi profili.
Per cominciare, le Parti Sociali concordano sulla necessità di operare un riassetto strutturale eduraturo delle relazioni sindacali laddove, invece, gli accordi del 2009 si qualificavanoespressamente come intese di carattere
“sperimentale” 
, per la durata di un quadriennio.
 Tenendo fede a tale dichiarazione di intenti, l’accordo interconfederale 2011 definisce criteri per lamisurazione della legittimazione alla negoziazione e per il riconoscimento dell’efficacia
erga omnes
 della contrattazione aziendale, tant’è che è stato salutato da più parti - probabilmente, peraltro, conun eccesso di ottimismo - come la chiusura della fase del c.d.
“diritto sindacaletransitorio”
(transitorietà la cui matrice è da rinvenirsi nella mancata attuazione del disposto ex art.39 Cost. e negli insanabili dubbi interpretativi da ciò generati, in tema di efficacia della contrattazionee rappresentatività sindacale).
In particolare, il punto 1 prevede, quale requisito di legittimazione alla negoziazione dicontratti nazionali di categoria, il raggiungimento di un
“dato di rappresentatività” 
superiore al5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il CCNL;
dato che è il risultato dellaponderazione tra il numero di deleghe relative ai contributi sindacali raccolte da ciascunaorganizzazione sindacale (le deleghe verranno certificate dall’INPS, con modalità da definirsimediante apposita convenzione, e quindi trasmesse al CNEL) ed i consensi ottenuti nelle elezionidelle RSU.
Con riferimento alla contrattazione aziendale, il punto 4
dispone che i contratti aziendali, sia perla parte normativa che per quella economica, siano efficaci per tutto il personale in forza e vincolinotutti i sindacati firmatari dell’accordo interconfederale 28 giugno 2011 operanti in azienda, seapprovati dalla maggioranza dei componenti della RSU.
 
www.trifiro.it
 
N°49 Luglio 2011
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Quando invece venga firmato dalle RSA cherappresentino la “maggioranza” (calcolata sulparametro del numero di deleghe raccolte),perché abbia efficacia
erga omnes
il contrattoaziendale dovrà essere sottoposto al vaglio deilavoratori, mediante referendum.
Non può poi trascurarsi il valore, anchegiuridico, della partecipazione della CGIL(che, si ricorda, non aveva firmato gliaccordi del 2009).
Il che non vuoleautomaticamente significare il ritorno ad unastagione di unità d’azione tra le treConfederazioni maggiori ma, di certo,contribuisce a creare un clima di maggiorestabilità, tenuto conto altresì del fatto che leregole poste dall’accordo di cui si discutevincolano anche le “propaggini” aziendali delleOrganizzazioni Sindacali stipulanti.
 Altra novità è costituita da un ampliamento,rispetto agli accordi del 2009, dei casi in cuila contrattazione aziendale può derogare alcontratto nazionale (nonostante l’accordonon utilizzi mai esplicitamente il termine“deroga”).
 
Si riconosce, infatti, allo strumento dei contrattiaziendali la possibilità (ed il compito) di indicareregole per
“aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi”
, mediante specifiche intese
“modificative”
del contratto nazionale.Sulla scia della “sperimentazione”
 
avviata nel2009, le organizzazioni firmatarie chiedono,infine, al Governo di continuare ad incentivarela contrattazione decentrata, rendendostrutturali ed incrementando le misure di
“riduzione di tasse e contributi”
, quando lacontrattazione di secondo livello ricolleghiaumenti di retribuzione a risultati economici e diefficienza dell’impresa, concordati tra le PartiSociali.
Le novità dell’accordo sono, dunque, tantee si muovono nella direzione di costruire
“un sistema di relazioni sindacali e contrattuali  regolato e quindi in grado di dare certezze non solo riguardo ai soggetti, ai livelli, ai tempi e ai contenuti della contrattazione collettiva ma anche sull’affidabilità ed il rispetto delle regole stabilite” 
 
(come si legge nelle premessedell’accordo 28 giugno 2011).
Rimangono però delle questioni aperte, inparticolare per quel che riguarda lavincolatività delle intese rispetto ai singoli
(ad esempio, il punto 6 dell’accordo prevedeche i contratti aziendali che definisconoclausole di tregua sindacale per garantirel'esigibilità degli impegni assunti vincolino tuttele rappresentanze sindacali dei lavoratori edanche le associazioni firmatarie dell’accordointerconfederale de quo, ma non i singolilavoratori), sicché alcuni commentatoricontinuano ad invocare un intervento dellegislatore.
www.trifiro.it

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