L'invenzione della camera oscura risale secondo gli storici della scienza e della tecnologia,all'erudito arabo
Alhazan Ibn Al-Haitham
, che usò questo strumento nel 1039 per osservareun'eclissi di sole. Secondo altri storici addirittura
Aristotele
nel IV secolo a.C. ne fece uso perlo stesso scopo. Per avere altre tracce della storia della camera oscura, si arriva al XVI secolocon
Leonardo Da Vinci
, che concepì un "
Oculus Artificialis
" per lo studio della riflessione diluce su superfici sferiche. Lo scienziato olandese
Rainer Geinma Frisius
, studiò con unostrumento simile per principio l'eclissi del Gennaio 1544, descrivendo l'esperimento effettuatonel suo "
De radio astronomico et geometrico liber
".E' il genio Leonardo a suggerirci la migliore definizione dello strumento: "
Oculus Artificialis
".Con gli studi sull'anatomia umana, di cui fu pioniere, grazie ai disegni arrivati fino ai giorninostri, Leonardo ci dice che la camera oscura è un’ invenzione della natura; infatti la cameraoscura altro non è che un'empirica imitazione dell'uomo, di uno dei suoi splendidi prodigi:
l'occhio
. La lente dell'obbiettivo corrisponde al cristallino, il foro di entrata della luce allapupilla, oltre la quale si trova la camera oscura dell'occhio, sul cui fondo si trova la rètina, è suessa che vengono proiettate, rovesciate, le scene del mondo esterno. Il cervello con unprocedimento incredibilmente sofisticato che cerchiamo di riassumere, “interpreta” i colori eraddrizza l'immagine.In effetti i colori sono delle onde elettromagnetiche di frequenze particolari emessi dai corpi ( oda parti di essi) per riflessione della luce bianca (cioè che contiene tutte le frequenze visibili).Le frequenze esistono già prima di entrare nella pupilla. La rètina ha degli organuli preposti adessere sensibili a queste frequenze e a decodificarli, sotto forma di impulsi nervosi (di tipoelettrochimico), per poi inviarli al cervello tramite il nervo ottico. La Camera obscura di Frisius per lo studio di eclissiLe attuali macchine stenopeiche o a piccolo foro, traggono origine dalla medievale “C
ameraobscura
”, strumento di supporto per evidenziare e registrare minuziosamente su tela laprospettiva ed i profili degli edifici urbani, utilizzata nel Seicento ed in particolare nelSettecento da un’infinita schiera di pittori europei (Canaletto, Guardi, Vermeer...) nellarealizzazione delle loro “vedute” o, secondo i manuali dell’epoca, per fissare i “
points de vue
”.Nel corso del Cinquecento, Seicento e Settecento diverse furono le soluzioni proposte agliartisti e ai pittori per la costruzione di una “
Camera obscura
”: dalle portantine, alle carrozzefoderate, dalle tende da campo ai box di varie forme e di dimensioni più contenute, fino alle
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