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di Gino Mazzanobile & Stefano FedeleConsulenza tecnico scientifica:Dottoressa Gloria NobiliDottor Arrigo Amadori
 
Tutto ebbe inizio così:
“Dico che, se una faccia d'uno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole,sarà al suo opposto un'abitazione, e in quella faccia che non vede il sole sia fatto uno spiraculorotondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo eappariranno dentro all'abitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno lìappunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effettosarebbe per ciascuno” 
.
Leonardo da Vinci
Le tre immagini sopra sintetizzano in tre epoche diverse, rispettivamente il ‘700 delle artifigurative, l’800 delle riproduzioni di ambienti e paesaggi, l’attuale con una fotocamera reflex,uno dei più antichi sogni dell’uomo: registrare la realtà.Al pari di altre aspirazioni umane, come il volo, la scienza e la conoscenza, l’ esplorazionespinta fino allo spazio profondo, la riproduzione a scopo scientifico, artistico e documentaledella realtà, è da sempre uno dei punti nodali della comunicazione umana.Fra le forme di comunicazione, quella dell’immagine è da sempre la più diretta ed efficace, perquesto motivo è parte integrante della storia e dell’evoluzione delle scienze.Uno dei capitoli più affascinanti di questa vicenda pluri secolare, è quello della
CameraObscura
, poi denominata in epoca contemporanea
Camera Oscura
. Questo strumentoteorizzato dal genio di
Leonardo
, concepito fin dal seicento per l’osservazione delle eclissisolari, utilizzato da artisti e studiosi nei secoli a seguire, è l’architrave su cui si è edificato ilconcetto di “
scrivere con la luce
” nei secoli a seguire, fino ad arrivare alla fotografia digitaleodierna.Infatti basta guardare la seconda e la terza immagine sopra, per capire che sia il gentiluomoimpegnato sulla camera oscura circa due secoli fa, sia la fotocamera reflex utilizzano unospecchio a 45° per visualizzare, e infine per registrare la scena inquadrata.In questo documento vi mostriamo le fasi affascinanti, di un vero viaggio nel tempodell’immagine e della sua riproduzione in camera oscura, con la costruzione, la prova sulcampo, infine la riproduzione su carta con matita e strumenti da disegno, di scene attuali, adopera dello stesso costruttore della Camera Oscura qui di seguito descritta.E’ uno strumento dal sapore di iconografia ancestrale, che
Gino Mazzanobile
ha ricreato conil suo talento e la sua passione da studioso, storico, artigiano della fotografia, facendocirivivere i momenti della nascita di un immagine, con gli strumenti di un tempo, talmenteinossidabili per validità concettuale, da essere alla base anche delle iper tecnologiche reflexdigitali di oggi.Stefano Fedele
 
L'invenzione della camera oscura risale secondo gli storici della scienza e della tecnologia,all'erudito arabo
Alhazan Ibn Al-Haitham
, che usò questo strumento nel 1039 per osservareun'eclissi di sole. Secondo altri storici addirittura
Aristotele
nel IV secolo a.C. ne fece uso perlo stesso scopo. Per avere altre tracce della storia della camera oscura, si arriva al XVI secolocon
Leonardo Da Vinci
, che concepì un "
Oculus Artificialis
" per lo studio della riflessione diluce su superfici sferiche. Lo scienziato olandese
Rainer Geinma Frisius
, studiò con unostrumento simile per principio l'eclissi del Gennaio 1544, descrivendo l'esperimento effettuatonel suo "
De radio astronomico et geometrico liber 
".E' il genio Leonardo a suggerirci la migliore definizione dello strumento: "
Oculus Artificialis
".Con gli studi sull'anatomia umana, di cui fu pioniere, grazie ai disegni arrivati fino ai giorninostri, Leonardo ci dice che la camera oscura è un’ invenzione della natura; infatti la cameraoscura altro non è che un'empirica imitazione dell'uomo, di uno dei suoi splendidi prodigi:
l'occhio
. La lente dell'obbiettivo corrisponde al cristallino, il foro di entrata della luce allapupilla, oltre la quale si trova la camera oscura dell'occhio, sul cui fondo si trova la rètina, è suessa che vengono proiettate, rovesciate, le scene del mondo esterno. Il cervello con unprocedimento incredibilmente sofisticato che cerchiamo di riassumere, “interpreta” i colori eraddrizza l'immagine.In effetti i colori sono delle onde elettromagnetiche di frequenze particolari emessi dai corpi ( oda parti di essi) per riflessione della luce bianca (cioè che contiene tutte le frequenze visibili).Le frequenze esistono già prima di entrare nella pupilla. La rètina ha degli organuli preposti adessere sensibili a queste frequenze e a decodificarli, sotto forma di impulsi nervosi (di tipoelettrochimico), per poi inviarli al cervello tramite il nervo ottico. La Camera obscura di Frisius per lo studio di eclissiLe attuali macchine stenopeiche o a piccolo foro, traggono origine dalla medievale “C
ameraobscura
”, strumento di supporto per evidenziare e registrare minuziosamente su tela laprospettiva ed i profili degli edifici urbani, utilizzata nel Seicento ed in particolare nelSettecento da un’infinita schiera di pittori europei (Canaletto, Guardi, Vermeer...) nellarealizzazione delle loro “vedute” o, secondo i manuali dell’epoca, per fissare i “
 points de vue
”.Nel corso del Cinquecento, Seicento e Settecento diverse furono le soluzioni proposte agliartisti e ai pittori per la costruzione di una “
Camera obscura
”: dalle portantine, alle carrozzefoderate, dalle tende da campo ai box di varie forme e di dimensioni più contenute, fino alle

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