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All'origine del concetto di spettacolo (Omar Wisyam)

All'origine del concetto di spettacolo (Omar Wisyam)

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08/07/2011

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Omar WisyamAll'origine del concetto di “spettacolo”In una breve “Nota di servizio per la storia dell'Internazionale Situazionista”, Guy Debord nelnovembre 1989 ricorda che il contenuto delle cosiddette “Tesi Amburgo” non fu né trascritto né inseguito pubblicato sulla rivista, ma fu volutamente segretato.Debord nella “Nota” conserva ancora il velo di mistero sulle conclusioni a cui erano giunti isituazionisti nel 1961 discorrendo in alcuni bar di Amburgo al ritorno dalla V conferenza dell'I.S.tenutasi a Goteborg dal 28 al 30 agosto. Tuttavia, poiché vuole lasciare qualche indizio, ricorda cheil “riassunto” di quelle conclusioni poteva essere ricondotto ad una formula: “L'I.S. deve orarealizzare la filosofia”. Quindi in quei bar scelti casualmente della città tedesca si era deciso dichiudere con le ricerche artistiche e di iniziare quell'operazione che condusse, secondo Debord, almovimento del maggio 1968.Alcune coincidenze autorizzano a pensare che il “segreto” nascosto nelle tesi di Amburgo coincidacon la formulazione del concetto di “spettacolo”. Questo termine, con il significato conferitogli daisituazionisti (per comprenderne compiutamente la complessità si dovrà attendere la pubblicazionedella “Società dello spettacolo”), appare infatti in un fascicolo dell' “Internazionale Situazionista”nel 1962 all'interno di una recensione dedicata alla rivista “Dissent”. Quest'ultima, a sua volta,aveva pubblicato in traduzione inglese Günther Anders, nella cui opera “Die antiquiertheit desMenschen” del 1956 si trovava un'analisi della società e dei mezzi di comunicazione di massa cheanticipavano il più famoso libro di Debord.“Le plagiat est nécessaire, le progres l'implique” scriveva Debord, sulla scia di Lautreamont e deisurrealisti. Jean-Pierre Voyer ritiene ora che Debord abbia plagiato il concetto di spettacolo e neabbia celato agli occhi del mondo il vero autore.Io ritengo che Debord nel 1989, con quella “nota” sopra citata, abbia voluto lasciare un indizio chepermettesse di svelare il segreto delle tesi di Amburgo mantenendo il nascondimento di Anders.Perché questa decisione soltanto nel 1989? Perché ormai i tempi erano maturi per un parzialedisvelamento. L'anno prima Jean-Pierre Baudet si era finalmente imbattuto nel volume di Anders edaveva involontariamente scoperto il détournement occulto. Ecco da dove risaliva alla luce, da qualeoscuro locus solus proveniva il concetto di spettacolo! Baudet non ebbe, in quel momento, ilcoraggio di tirarne tutte le conseguenze. Debord si accorse dell'impaccio in cui si trovava il suoseguace e freddamente lo minacciò intimandogli di non proseguire oltre su quella pericolosa china.Si deve aggiungere che l'espressione “spectacle arrangé” (“arrangiertes schauspiel” in tedesco)compare una sola volta in tutto il volume di Anders, ma ciò non impedisce a Voyer (più determinatodi Baudet a demolire una peraltro mai vantata pretesa di assoluta originalità di Debord) di formularela sua condanna definitiva.Senza voler giustificare l'atteggiamento risentito di Debord verso l'ingenuo Baudet (obbligatorio inun certo senso, quando l'allievo giunge a scoprire i trucchi del mestiere del maestro), se si voglionocercare le premesse del concetto di spettacolo si dovrà risalire presumibilmente non solo al volumedi Anders (verso il quale è debitore non confesso anche Jean Baudrillard, per esempio) ma a unagalassia di eventuali e altrettanto probabili letture (Brecht, Benjamin, Adorno, Horkheimer, Fromm,Marcuse, E. Bloch, W. Reich, Lukacs, Korsch, Luxemburg, Orwell, Rosemberg, McLuhan,Huizinga, Rizzi, Bataille, Riesman, Murnford, Gabel, Kojève, Nietzsche, Stirner e, perché no, anchela science fiction americana), di cui solo alcune furono pubblicizzate da Debord, che, non vadimenticato, teorizzava il plagio e il détournement.In realtà, come si scopre leggendo il “Relevé des citations et détournements de la Societé duspectacle” edito da Farandola nel 2002, in tutta l'estensione del testo di Debord si trovano disposte,come truppe ben disciplinate in un campo di battaglia, soprattutto, decine e decine di citazioni diHegel e di Marx, esplicite ed implicite, celate e dichiarate.

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