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HITLER IMITÒ IL SISTEMA MONETARIO DI LINCOLN

HITLER IMITÒ IL SISTEMA MONETARIO DI LINCOLN

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Published by Domenico Bevilacqua
“Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta collegata all’oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti. Ci viene da ridere tutte le volte che i nostri finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro o da beni conservati nei forzieri della banca di stato”. (Adolf Hitler, citato in Hitler’s Monetary System, www.rense.com, che riprende C.C.Veith, Citadels of Chaos, Meador, 1949).
“Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta collegata all’oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti. Ci viene da ridere tutte le volte che i nostri finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro o da beni conservati nei forzieri della banca di stato”. (Adolf Hitler, citato in Hitler’s Monetary System, www.rense.com, che riprende C.C.Veith, Citadels of Chaos, Meador, 1949).

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1
HITLER IMITÒ IL SISTEMA MONETARIO DI LINCOLN
di
Ellen Brown
 
 Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta collegata all’oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente
di un marco in lavoro o in beni prodotti. Ci viene da ridere tutte le volte che i nostri
 finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro
o da beni conservati nei forzieri della banca di stato
” 
.
(Adolf Hitler, citato in Hitler’s
Monetary System,  www.rense.com, che riprende C.C.Veith, Citadels of Chaos, Meador, 1949). Quello di Guernsey (isola ne La Manica
), non fu dunque l’unico governo a risolvere i propri problemi
infrastrutturali
stampando da solo la propria moneta
. Un modello assai più noto si può trovarlo nella Germania uscita dalla Prima Guerra Mondiale. Quando Hitler arrivò al potere, il Paese era completamente, disperatamente, in rovina. Il
Trattato di Versailles
 aveva imposto al popolo tedesco risarcimenti che lo avevano distrutto, con i quali si intendeva rimborsare i costi sostenuti nella partecipazione alla guerra per tutti i Paesi  belligeranti.
Costi che ammontavano al triplo del valore di tutte le proprietà esistenti nella Germania
. La speculazione sul marco tedesco aveva provocato il suo crollo, affrettando
l’evento di uno dei fenomeni d’inflazione più rovinosi della modernità.
 Al suo apice, una carriola
piena di banconote, per l’equivalente di 100 miliardi
di marchi, non bastava a comprare nemmeno un tozzo di pane
. Le casse dello Stato erano vuote ed enormi quantità di case e di fattorie erano state sequestrate dalle banche e dagli speculatori. La gente viveva nelle  baracche e moriva di fame. Nulla di simile era mai accaduto in precedenza: la totale distruzione di
una moneta nazionale, che aveva spazzato via i risparmi della gente, le loro attività e l’economia in
generale. A peggiorare le cose arrivò, alla fine del decennio, la
depressione globale
. La Germania non poteva far altro che soccombere alla schiavitù del debito e agli strozzini internazionali. O almeno così sembrava.
Hitler e i Nazional-Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta
. In questo presero esempio da Abraham Lincoln, che aveva finanziato la Guerra Civile Americana con banconote
stampate dallo Stato, che venivano chiamate “
Greenbacks
. Hitler iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati a essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato a un miliardo di unità della valuta nazionale. Un miliardo di biglietti di cambio non
 
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inflazionati, chiamati
Certificati Lavorativi del Tesoro
. Questa moneta stampata dal governo
non aveva come riferimento l’o
ro
, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. Essenzialmente si trattava di una ricevuta rilasciata in cambio del lavoro e delle opere che venivano
consegnate al governo. Hitler diceva: “
 Per ogni marco che viene stampato, noi abbiamo
richiesto l’equiv
alente di un marco di lavoro svolto o di beni prodotti
. I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone.
Nell’arco di due anni, il problema della disoccupazione era stato risolto e il
Paese si era rimesso in piedi
. Possedeva una valuta solida e stabile, niente debito, niente inflazione, in un momento in cui negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano di assistenza. La Germania riuscì anche a ripristinare i suoi comm
erci con l’estero, nonostante le banche
estere negassero credito e dovesse fronteggiare un boicottaggio economico internazionale. Ci riuscì utilizzando il sistema del baratto: beni e servizi venivano scambiati direttamente con gli altri Paesi,
aggirando
 le banche internazionali.
Questo sistema di scambio diretto avveniva senza creare debito né deficit commerciale
. L’esperimento economico della Germania lasciò alcuni
durevoli monumenti al suo processo, come la famosa
 Autobahn
, la prima rete del mondo di autostrade a larga estensione.
Di Hjalmar Schacht, che era all’epoca a capo della banca centrale tedesca, viene spesso citato un motto che riassume la versione tedesca del miracolo del “Greenback”. Un banchiere americano gli aveva detto: “
 Dottor Schacht, lei dovrebbe venire in America. abbiamo un sacco di denaro ed è questo il vero modo di gestire un sistema bancario
”. Schacht replicò: “
 Lei dovrebbe venire a  Berlino. non abbiamo denaro. È questo il vero modo di gestire un sistema bancario
” (John Weitz, Hitler’s Banker Warner Books, 1999).
 Benché Hitler sia citato con
infamia
nei libri di storia, egli fu popolare presso il popolo tedesco. Stephen Zarlenga, in
The Lost Science of Money
, afferma che ciò era dovuto al fatto che
egli salvò la Germania
 dalle teorie economiche inglesi.
Le teorie secondo le quali il denaro deve essere scambiato sulla base delle riserve aurifere in possesso di un cartello di banche private piuttosto che stampato direttamente dal governo
. Secondo il ricercatore canadese Henry Makow,
questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermato
;
egli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e creare una propria moneta
. Makow cita un interrogatorio del 1938 di C.G. Rakowsky, uno dei fondatori del bolscevismo
sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakowsky,
“[Hitler]
si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello
 finanziario; si era impadronito dell’intoc
cabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo a lavoro per il bene dello Stato. Se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri Stati, potete ben immaginare le implicazioni controrivoluzionarie
” (Henry Makow, “Hitler Did Not Want War”
L’economista inglese Henry C.K.
 
Liu ha scritto sull’incredibile trasformazione tedesca: “
 I nazisti
arrivarono al potere in Germania nel 1933, in un momento in cui l’economia era al
collasso totale, con rovinosi obblighi di risarcimento postbellico e zero prospettive  per il credito e gli investimenti stranieri. Eppure, attraverso una politica di sovranità monetaria indipendente e un programma di lavori pubblici che garantiva la piena occupazione, il Terzo Reich riuscì a trasformare una Germania in bancarotta, privata
 perfino di colonie da poter sfruttare, nell’economia più forte d’Europa, in soli quattro
anni, ancor prima che iniziassero le spese per gli armamenti
. In
 Billions for the Bankers,  Debts for the People
 (Miliardi per le Banche, Debito per i Popoli, 1984), Sheldon Hemry commenta:
 Dal 1935 in poi, la Germania iniziò a stampare una moneta libera dal debito e dagli interessi, ed è questo che spiega la sua travolgente ascesa dalla depressione alla condizione di potenza mondiale in soli 5 anni. La Germania finanziò il proprio governo e tutte le operazioni belliche, dal 1935 al 1945, senza aver bisogno di oro né
debito, e fu necessaria l’unione di tutto il mondo capitalista e comunista p
er

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