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ROMA ED ASPROMONTE
GIUSEPPE GARIBALDI
E
URBANO RATTAZZI Abbiamo già descritto (vedi pag. 317 del precedente volume) le arti me-schine e le ipocrite promesse del Ministero Ricasoli per andare a Roma e to-glierla al S. Padre Pio IX ed alla Cattolicità. Ora ci conviene raccontare la viatenuta dal Ministero Rattazzi per raggiungere lo stesso scopo, che fu la viadelle minacce. Urbano Rattazzi nell'ottobre del 1801 andossene a Parigi, e,fatte alcune riverenze al Bonaparte, gli fu facile di risalire al governo dell'Ita-lia. Il 9 di novembre Rattazzi era ancora sulla riva della 'Senna dove
a\V Ho-tel du Louvre
si diluviava un pranzo imbanditogli dai giornalisti del
Siede,
della
Presse, dell'Opinion Nationale,
e il 3 di marzo del 1862 veniva nomina-to presidente del Ministero, e Ministro sopra gli affari esteri. L'impresa capi-tale di Urbano Rattazzi fu la battaglia di Aspromonte e la disfatta di Garibal-di, epperò di Garibaldi e di Rattazzi scriveremo lungamente in questo qua-derno.
LA FRAMASSONERIA E GARIBALDI
Leggiamo nelle
Nationalitès
dell'8 di gennaio 1862: «1 delegati o rappre-sentanti della Framassoneria italiana, riuniti-a Torino, hanno decretato unamedaglia d'oro al generale Garibaldi, ed hanno deciso che gli onori dovuti alGrand'Oriente gli siano resi in tutte le Loggie d'Italia che gli piacerà d'onora-re di sua presenza.