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La parabola dell’acquedotto
Voglio condividere con voi un libro, “The parabole of the pipeline”. E questa “Parabola dell’acquedotto” è un grande regalo, per far capirecome si può disegnare in modo intelligente il nostro futuro. Ed io nonvoglio storpiare le sue parole e quindi ve la scrivo. Siete d’accordo? L’avrei scritta comunque!
***********************C’erano una volta, tanto tempo fa, due ambiziosi cugini di nome Paolo eBruno che vivevano, uno accanto all’altro, in un piccolo villaggio inItalia. I due giovani erano molto amici e grandi sognatori. Parlavano senzafine di come un giorno, sarebbero diventati gli uomini più ricchi delvillaggio; erano entrambi intelligenti e buoni lavoratori. Tutto quello cheserviva loro era un’opportunità.Un giorno quell’opportunità arrivò.Il villaggio decise di assumere due uomini per portarel’acqua dal vicino fiume ad una cisterna nella piazza delvillaggio. Il lavoro fu affidato a Paolo e Bruno. Tutt’e duepresero un secchio e si diressero verso il fiume. Alla finedella giornata avevano riempito completamente lacisterna. Gli anziani del villaggio li pagarono uncentesimo per ogni secchio d’acqua trasportato. - Questo èil nostro sogno che si è avverato!urlò Bruno, - Non riescoa credere alla nostra fortuna … Ma Paolo non ne era tanto convinto. Laschiena gli faceva male e aveva le vesciche sulle mani dal portare pesantisecchi. Aveva l’incubo di alzarsi e di andare a lavoro la mattinasuccessiva.Si ripromise di trovare un sistema migliore perportare l’acqua dal fiume al villaggio. - Bruno, ho unpiano. Disse Paolo la mattina dopo mentreprendevano i loro secchi e andavano verso il fiume. -Invece di portare i secchi avanti e indietro per qualchecentesimo al giorno, costruiamo un acquedotto dalfiume al villaggio. Bruno si fermò impietrito.- Un acquedotto? Non si èmai sentita dire una cosa simile! Urlò Bruno. - Abbiamo un ottimo lavoro.Io posso trasportare cento secchi al giorno … ad un centesimo a secchiofanno un Euro al giorno. Sono ricco! Alla fine della settimana posso