Storicamente il rapporto “ufficiale” tra il mondo delgiornalismo e il nuovo media nasce nel 1993. L’anno in cuiinternet fu “aperto al pubblico” il
San Jose Mercury News
aprì le porte dell’informazione ad internet mandando in rete, ospitatoall’interno del portale America OnLine, il primo sito web di unquotidiano. L’accesso al sito era a pagamento, 9.95 dollari almese. Anche se la grafica non era molto accattivante e l’accessoera a pagamento, il sito del quotidiano riuscì comunque aconquistare i favori di molti lettori perchè offriva essenzialmentedue servizi nuovi ed innovativi: la possibilità di consultare unarchivio e quella di poter creare un filo diretto con i giornalistidella testata tramite l’utilizzo delle e-mail.Già nel 1994 molte tra le testate più importanti negli StatiUniti, come
The New York Times, il Washington Post
e
UsaToday,
fecero il loro ingresso nel mondo virtuale anche se nonera ancora ben chiaro il modo in cui una testata giornalisticadovesse comportarsi nei confronti della rete. L’ingresso di moltigruppi editoriali in internet è stato favorito, almeno inizialmente,dagli “abbagli” sui grandi guadagni che la “new economy”sembrava offrire senza troppe difficoltà. Ma ben presto chi si eralanciato a capofitto in questa avventura si dovette ricredere acausa dell’esplosione della bolla speculativa della “neweconomy” nel 2000. Questo evento implicò un ripensamento e unridimensionamento dell’idea
che vedeva come inarrestabilel’avanzata, sempre più veloce e imponente, verso la rete. Lastrada di internet comunque non fu piu’ abbandonata.Anche in Italia la “febbre da internet” nei gruppi editoriali prese piede. A metà anni ’90 si registra lo sbarco in rete del sito
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