I giornali on-line: come sta diventandol’informazione dei quotidiani.
“Intere generazioni stanno crescendo e crescerannoavendo a disposizione tecnologie di comunicazionee di scambio dati impressionanti e sarà molto difficileconvincerle che c’è qualcosa di buono, interessantee divertente anche in uno sgualcito insieme di sottilifogli di carta acquistato all’edicola”
Vittorio Sabadin,L’ultima copia del New York Times
La considerazione di Vittorio Sabadin è alla base di questocapitolo in quanto mette in chiaro in poche righe qual è laquestione che mi ha portato ad iniziare la tesi con questoargomento, ovvero come cambia il mondo dell’informazione deiquotidiani con l’utilizzo diffuso di internet e, di conseguenza,l’analisi di quelle che sono le caratteristiche “standard” che si possono notare nel mare di informazione che è il web e del suorapporto con chi produce tradizionalmente l’informazione.A detta di uno degli inventori del World Wide Web, TimBerners-Lee, internet ha cambiato il mondo dell’informazione probabilmente più dell’invenzione della stampa da parte diGutenberg. Nato come una rete di comunicazione interna, il web èdiventato una rete globale grazie ad una decisione storica, presa il30 aprile del 1993, quando il Cern di Ginevra annunciò che ilnuovo sistema sarebbe stato disponibile a tutti, senza costi.Secondo un rapporto della World Association of Newspapers,l’incremento medio degli utenti è del 20% l’anno. La maggior  parte degli utenti ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni ed èseguita da quarantenni: sono proprio le fasce di utenti che i
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giornali tradizionali cercano di attirare a sè. Internet è già ilsecondo media consumato nel trascorso della casa dopo latelevisione, ma con le nuove connessioni a banda larga leabitudini domestiche tenderanno a cambiare ulteriormente.L’accesso a linee veloci ridurrà, ancora di più, il tempo trascorsoa guardare la televisione, ad ascoltare la radio o a leggere ungiornale.Quando si parla del rapporto che internet ha instaurato conil giornalismo ci si trova in un campo che è difficile da analizzarein quanto la definizione dei rapporti tra un medium nuovo (ilWeb) e un mestiere “antico” come il giornalismo, sono ancora invia di definizione. Probabilmente non samai molto facilestabilire una descrizione completa e definitiva del rapporto diinfluenza e cambiamento che intercorre tra questi due soggetti, proprio perché entrambi sono in costante aggiornamento. Lenuove tecnologie digitali sono in continuo sviluppo e fermentoinnovativo e il loro utilizzo nel campo del giornalismo non puòche rispecchiare queste caratteristiche di continuo progresso e di perenne innovazione. Il titolo del film di Toto’ “Chi si ferma è perdutocalza a pennello per descrivere la situazione dimutamento che si trova ad affrontare il giornalismo in tutte le sueforme. Non è facile descrivere come il giornalismo,specificatamente quello dei quotidiani, sia cambiato con ladiffusione capillare di internet. Due cose sono però sempre vere:la rete abbassa terribilmente i costi per produrre informazione eda voce a quanti prima non ne avevano avuta
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R. Staglianò,
Giornalismo 2.0. Fare informazione al tempo di Internet 
, Carocci,Roma, 2004
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Storicamente il rapporto “ufficiale” tra il mondo delgiornalismo e il nuovo media nasce nel 1993. L’anno in cuiinternet fu “aperto al pubblico” il
San Jose Mercury News
aprì le porte dell’informazione ad internet mandando in rete, ospitatoall’interno del portale America OnLine, il primo sito web di unquotidiano. L’accesso al sito era a pagamento, 9.95 dollari almese. Anche se la grafica non era molto accattivante e l’accessoera a pagamento, il sito del quotidiano riuscomunque aconquistare i favori di molti lettori perchè offriva essenzialmentedue servizi nuovi ed innovativi: la possibilità di consultare unarchivio e quella di poter creare un filo diretto con i giornalistidella testata tramite l’utilizzo delle e-mail.Già nel 1994 molte tra le testate più importanti negli StatiUniti, come
The New York Times, il Washington Post 
e
UsaToday,
fecero il loro ingresso nel mondo virtuale anche se nonera ancora ben chiaro il modo in cui una testata giornalisticadovesse comportarsi nei confronti della rete. L’ingresso di moltigruppi editoriali in internet è stato favorito, almeno inizialmente,dagli “abbaglisui grandi guadagni che la “new economysembrava offrire senza troppe difficoltà. Ma ben presto chi si eralanciato a capofitto in questa avventura si dovette ricredere acausa dell’esplosione della bolla speculativa della “neweconomy” nel 2000. Questo evento implicò un ripensamento e unridimensionamento dell’idea
 
che vedeva come inarrestabilel’avanzata, sempre più veloce e imponente, verso la rete. Lastrada di internet comunque non fu piu’ abbandonata.Anche in Italia la “febbre da internet” nei gruppi editoriali prese piede. A metà anni ’90 si registra lo sbarco in rete del sito
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