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I giornalisti on-line. Il presente e il futurodella professione
“La stampa, piccola mia èil cane da guardia della civiltà,e si da il caso che il cane da guardia sia – non ci si può fare niente – inun cronico stato di rabbia.Si fa presto a parlare di museruola;non si può far altro che continuarea far correre l’animale”
Howard Bight,In
The Paper 
di Henry James
Se si vuole conoscere e capire fino in fondo il mestiere delgiornalista bisogna osservare le condizioni in cui viene esercitato.Queste sono il riflesso di concreti comportamenti empiriciriguardo le modalità attraverso cui i giornalisti governano i duefondamentali processi del
newsmaking 
(produzione di notizie) edel
newsgathering 
(selezione delle notizie) che rappresentano lefondamenta della professione. E’, dunque, fondamentale capirecome gli approcci teorico e pratico alla produzione della notiziacambino con l’utilizzo dei media digitali e della rete internet nellavoro nei professionisti dell’informazione
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,
 
in quanto il concettodi notizia si sta sviluppando in parallelo con lo sviluppodell’industria dei media, delle comunicazioni tecnologiche conl’evoluzione delle tecniche di rappresentazione della notizia.Ai suoi albori, nelle redazioni tradizionali, il web venivaconsiderato come un videogioco per ragazzini che sarebbe passato di moda dopo pochissimo tempo.Ma il corso della storia ha dimostrato che questa nuovatecnologia non era un semplice passatempo ludico. L’avventodelle tecnologie digitali e l’uso sistematico di internet nelle
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A. Papuzzi,
 Professione giornalista
, Donzelli, Roma, 2003 p. XII
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redazioni hanno di fatto scardinato l’immagine tradizionale delgiornalista e l’organizzazione del suo lavoro in redazione.L’online ha riacceso il dibattito sul significato della professione giornalistica sotto tutti gli aspetti: tecnici, etici,contrattuali ed editoriali. Secondo Papuzzi questa è la prova “diquanto profondamente le caratteristiche del mezzo incidano sulmodello di giornalismo e la professionalità dei giornalisti”
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.Molte delle funzioni intermedie, che esistevano tral’esercizio della professione e la realizzazione del prodotto finale,sono state eliminate dall’estendersi delle tecnologie digitali.Adesso, è il giornalista che attraverso il suo Pc e i suoi strumenti può farsi carico di tutto il processo di acquisizione, trattamento,confezionamento e pubblicazione delle informazioni. I suoicompiti si moltiplicano e le sue competenze devono, per forza,espandersi nel campo delle nuove tecnologie
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. Allo stesso tempoè vero, come risulta da una ricerca del Poynter Institute foMedia Studies in collaborazione con la Standford University, cheinternet torna a valorizzare il testo che, nell’informazione online,ha l’importante funzione di collante per tenere insieme eorganizzare l’ipertestualità e la multimediali
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.Dal punto di vista dell’organizzazione editoriale, questinuovi strumenti del mestiere consentono anche una maggioresinergia tra le diverse redazioni all’interno di uno stesso gruppoeditoriale
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.
2
 
 Ibidem,
 p. 164
3
E. Carelli,
Giornali e giornalisti nella rete. Internet, blog, vlog, radio, televisione ecellulari: i canali e le forme della comunicazione giornalistica
, Apogeo, Milano,2004
4
A. Papuzzi,
op. cit.
, p. 164
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Per esempio con la creazione di archivi comuni di notizie, interviste, immagini,video.
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Oggi molti giornalisti, soprattutto i più giovani, sannocavarsela con telecamere e registratori digitali che consentonoloro
 
di sviluppare informazioni con linguaggi diversi. I giornalistihanno la possibilità e le capacidi realizzare contenutiinformativi per supporti tecnologici e media diversi: dalla Tv allaradio, dal giornale su carta al sito web.Il 1999 fu l’anno della “fuga dalla carta”
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di molte testateche operavano sui media tradizionali. L’ondata di cambiamento partì dagli Stati Uniti ma non risparmiò l’Italia dove tutti i gruppieditoriali, anche se con strategie diverse, decisero diintraprendere la via del web. In un periodo di cambiamento cosìradicale, per una professione dalle radici molto forti e solide, èfacile immaginare come questo periodo possa esserecaratterizzato da sentimenti e visioni alterne da parte dei soggettiche devono seguirne il cambiamento. Così, “i colleghi della carta(e degli altri
old media
) snobbavano – e continuano a snobbare,sulla base di pregiudizi castali e anagrafici i “ragazzidell’online. Figli di un Dio minore, anche quando militano sottole insegne della stessa testata e sono equiparati in tutto e per tutto, i redattori di internet vengono sovente guardati consufficienza”
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.Come abbiamo visto nel capitolo precedente, internetconsente anche una comunicazione diretta tra giornalista e utenteche può certo limitarsi ad un semplice scambio di opinioni, ma può anche svilupparsi in una forma di vera e propria
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R. Staglianò,
Giornalismo 2.0. Fare informazione al tempo di internet 
, Carocci,Roma, 2004
7
 
 Ibidem
, p. 166
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