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Cinque persone. Piùl’inviato di Vita sullatratta della discordia.Ecco quanti viaggiatoriin un normale giornod’estate prendonoil treno per arrivare dalcapoluogo piemontesealla città francese,sobbarcandosi unoscomodo cambio aChambéry. Così labattaglia della Val Susa,vista da un Tgv, assumetutti altri contorni...
 
ERCAPIRELA
T
ORINO
- L
IONE
 bisogna far-la. Arrivare al mattino alla stazionedi Torino Porta Susa e mettersi inviaggio. Partenza alle 8.11, al buio. TorinoPorta Susa è sempre buia. Si aspetta nellastazione sotterranea l’Eurocity Artesia 9240diretto a Paris - Gare de Lyon. Oggi partecon sei minuti di ritardo. Famiglie, qualchescolaresca, zaini da campeggio. A bordo iposti sono già quasi tutti occupati, il trenoarriva da Milano. Prenotazione obbligatoria,non ci dovrebbe essere il rischio di rimanerein piedi. Denise, Arianna e Guido, invece,sono nello spazio tra un vagone e l’altro.Spostano le ingombranti valigie al passaggiodi ogni viaggiatore, particolari di
coltà altransito del carrello bar. «Siamo in Interrail,sapevamo che non c’era posto», dicono i trediciannovenni. Andate a Lione? «Ma no, aParigi».
Niente biglietto
Già, perché se si parte da Torino per arrivarea Lione, l’impresa è trovare qualcun altroche faccia lo stesso tragitto. La maggioranzaè diretta verso la capitale, gli altri scendononelle fermate intermedie, sulle Alpi, per tro-vare un po’ di fresco. Il Milano-Paris Garede Lyon, nonostante il nome, da Lione pro-prio non passa. In pratica non esiste nean-che un biglietto per la Torino - Lione. Se unviaggiatore lo chiedesse in stazione, in agen-
P
nico a fare il viaggio dall’inizio alla
ne, iferrovieri si danno il cambio a Modane, alle9.51. Prima fermata in territorio francese,appena sbucati dal Frejus. Il progetto origi-nario della Tav prevedeva una stazione sot-terranea anche qui. Non se n’è mai fatto nul-la, così oggi il cambio della guardia tra ledivise blu di Trenitalia e quelle viola di Scnf avviene sullo sfondo delle Alpi.
Siamo rimasti in cinque
La prossima fermata è quella decisiva:Chambéry, arrivo previsto alle 11.43. Diciot-to minuti per raggiungere la
billeterie
, fareil biglietto, prendere il diretto che
nalmen-te porterà a Lione. Si può fare? Suor MariaElisabetta si prepara alla discesa e scuote latesta. «No, c’è troppo poco tempo, se poi loperdo rimango bloccata lì. Lo sa che unavolta una suora del nostro convento è arri-vata a Lione senza biglietto?». Maura, assi-stente sociale torinese, invece ci prova: «Ilcapotreno mi ha rassicurato». All’arrivo,però, alle 11.50 i minuti a disposizione sisono ridotti a undici. Il treno si ferma al pri-mo binario, la biglietteria è poco distante esegnalata, la poca coda scorre in fretta, unavviso ricorda a tutti che qui si parla ancheitaliano. Sedici euro e novanta e la bigliettaiachiarisce con cortesia tutti i dubbi ai viag-giatori.Alla
ne sul diretto per Lione con Maurae suor Maria Elisabetta ci sono altri tre viag-giatori un po’ trafelati. Maria e Paolo, pen-
testo e foto di
Antonio Sgobba
zia od online, otterrebbe la stessa risposta:dall’Italia si può acquistare il titolo di viag-gio
no a Chambéry, una volta arrivati lì cisi deve arrangiare.«Sì,
no a qualche anno fa c’era una fer-mata, da un po’ l’hanno soppressa», ricordaLaurence, seduta all’ingresso della carrozza8 col suo pastore tedesco, Harry. Lei cono-sce bene il percorso, lo fa ogni anno per tor-nare dalla famiglia in Bretagna, per le va-canze dal suo lavoro alla sede delle NazioniUnite del capoluogo piemontese. «Fino aLione ci vogliono quattro ore, mentre daLione a Parigi solo due, è un po’ assurdo»,dice. La Tav sarebbe la soluzione? «Non nevale la pena. Sarebbe pronta tra vent’anni enon ha senso andare contro la volontà degliabitanti della Val di Susa con tanta durezza».Lo dice mentre il treno viaggia poco distantedalle zone che negli ultimi mesi hanno vistole proteste della Val di Susa. In viaggio nes-suno sembra farci caso.Alle 9 in punto si arriva a Oulx, ancora inprovincia di Torino. Recuperato il ritardo,dieci minuti dopo siamo in perfetto orarioa Bardonecchia. Il capotreno piemontese siaccende una sigaretta prima di ripartire, nonpuò parlare con la stampa, l’azienda lo vietacategoricamente, pena il licenziamento. Ilcon
ne si fa sempre più vicino, prima diraggiungerlo la
 police
chiede i documenti.«È un treno tranquillo, non ci sono mai par-ticolari imprevisti», dice Alessandro, l’ad-detto al bar del vagone ristorante. Lui è l’u-
VITA
26 AGOSTO 2011
12
SI TAV, NO TAV
Viaggio in seconda classe per pochi intimi
Torino - Lione
1374256

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