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La Faccenda Del Microscopio Del Prof Montanari

La Faccenda Del Microscopio Del Prof Montanari

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«Grillo, tra polveri sottili, cause usa e getta e silenzi»
Scritto da Stefano MontanariGiovedì 14 Ottobre 2010 00:21
di 
Stefano Montanari 
.Credo di aver raccontato per iscritto non meno di un centinaio di volte la triste storia che mi havisto coinvolto con il ragionier
Giuseppe Piero Grillo
,
in arte Beppe
, erede dell’impresa difamiglia, da anni comico di successo ed ora “uomo politico” emergente. Ne ho scritto almeno cento volte, eppure sono pronto a scommettere che il 99,9% degl’italianinon ne sa nulla. E, allora, se si vuole capire ciò che seguirà, dovrò riassumere le vicende.Come dettagliatamente raccontato nel mio libro divulgativo
(Macroedizioni) circolato in maniera quasi carbonara, tra il 1990 e il 1998 io fui protagonistainsieme con mia moglie
Antonietta Gatti
- che fu molto più protagonista di me - di una scoperta destinata ad aprire un mondo per laMedicina. Diversi articoli scientifici ne parlano e così il libro, pure scientifico, di mia moglie emio, intitolato
(edito da Pan Stanford Publishing, introvabile in Italia ma disponibile presso le biblioteche dellemaggiori università del mondo), eppure il grande pubblico non ne sa niente. Non sa nemmenoche la scoperta, sempre che sappia della sua esistenza, è opera di italiani.In soldoni, ciò che scoprimmo allora - e che ormai è confermato al di là di ogni dubbio da anni diricerca e da oltre mille casi clinici studiati - è che le polveri sottili e ultrasottili che vengonoinalate ed ingerite dal soggetto restano imprigionate vita natural durante nel suo organismo esono capaci d’innescare una lunga serie di malattie che noi battezzammo “nanopatologie”proprio per la loro origine da granelli nanometrici. Ciò di cui parliamo sono polveri che vanno da qualche micron di diametro giù fino ai nanometri,vale a dire i millesimi di micron, e quelle di cui ci occupiamo hanno la particolarità di non esserené biodegradabili né biocompatibili. 
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«Grillo, tra polveri sottili, cause usa e getta e silenzi»
Scritto da Stefano MontanariGiovedì 14 Ottobre 2010 00:21
Fino a che noi non dimostrammo il contrario, si era sempre dato per scontato, peraltro senzaprove ma come atto di fede che di scientifico non ha nulla, che quelle polveri entrassero sì mavenissero in qualche modo eliminate. In che modo, pare che nessuno se lo fosse mai chiesto. Quella che, all’apparenza, sembrava una scoperta scientifica e basta, si rivelò invece subitouna bomba. Le polveri di cui ci occupiamo, infatti, piccolissime e di composizione tanto insolita,sono prodotte principalmente dai motori a scoppio, dall’incenerimento dei rifiuti o dellecosiddette biomasse, dai cementifici (che spessissimo bruciano l’immondizia più immonda),dalle fonderie e, in genere da ogni combustione. Ad aggravare le cose c’è il fatto che polverianaloghe prodotte in laboratorio per le caratteristiche interessantissime che sono loro peculiarivengono aggiunte ad alimenti (dove polveri tossiche si trovano anche come inquinanti casuali) ea farmaci, vaccini compresi. E, almeno da un certo punto di vista, forse ancora peggio, quelle polveri sono prodotte dalleesplosioni di ordigni bellici come, ad esempio, i proiettili all’uranio impoverito il cui uso eraallora, una decina d’anni fa, negato dalle autorità militari. Insomma, il coperchio che quella scoperta sollevò si rivelò immediatamente a dir pocoimbarazzante per chi conduce affari miliardari a livello planetario. E, allora, l’accademia italiana che sopravvive al suo sfacelo anche perché si prestadisinvoltamente a coprire le mille e una porcheria perpetrata dai personaggi di cui sopra sidifese trattandoci da cialtroni e negando l’evidenza della nostra scoperta. Questo fino al 2002, quando la Comunità Europea si accorse che i cialtroni erano altri e misemia moglie a capo di un progetto di ricerca da lei stessa ideato intitolato
Nanopathology 
, unprogetto che includeva anche le Università di Mainz in Germania e di Cambridge in GranBretagna. In parte con i soldi della Comunità e in parte con fondi nostri acquistammo allora il microscopioelettronico indispensabile per i nostri studi (fino ad allora avevamo lavorato con quellodell’Università di Modena, ormai diventato insufficiente per prestazioni e per disponibilità) e irisultati fioccavano. Fioccavano tanto che si manovrò con successo per portarci vial’apparecchio, e chi è interessato al come può leggersi il mio libro
Il Girone delle Polveri Sottili 
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«Grillo, tra polveri sottili, cause usa e getta e silenzi»
Scritto da Stefano MontanariGiovedì 14 Ottobre 2010 00:21
prima citato. Fu in quel momento - e si era a fine febbraio del 2006 – che, per riparare al guaio, si aggiunseroaltri guai. Parlando con Beppe Grillo che conoscevo da oltre un anno perché lui si era fatto introdurre ame da uno scienziato italiano che lavora al Politecnico di Zurigo, gli raccontai delladisavventura, e lui colse la palla al balzo: mi propose d’iniziare una raccolta fondi che lui stessoavrebbe pubblicizzato per comprarci un nuovo microscopio. Il costo dell’oggetto? Ammontava a378mila euro. Una bazzecola, mi assicurò lui. Per una mia imperdonabile ingenuità, per evitare che qualcuno pensasse che io volessiimpadronirmi di un apparecchio di quel pregio, proposi allora d’intestarne la proprietà ad unafondazione o ad una onlus e, per un disgraziato incrocio di circostanze rivelatesi poicatastrofiche, la scelta cadde su tale
Associazione Onlus Carlo Bortolani
di Reggio Emiliapresieduta da tale avvocatessa Marina Bortolani di cui non mi risultano, però, iscrizioni ad alcunordine degli avvocati. Grillo iniziò subito a parlare dell’iniziativa nei suoi spettacoli, cui avevo già saltuariamentepartecipato e ai quali, da quel momento, io intervenivo molto più assiduamente per una decinadi minuti o un quarto d’ora al massimo spiegando che diavolo fossero le nanopatologie. Per informazione: tra le nanopatologie si contano ictus, infarti cardiaci, tromboemboliepolmonari, diverse forme di cancro, malformazioni fetali, aborti, malattie neurologiche, malattieendocrine, sterilità maschile, stanchezza cronica, ecc. Per Grillo il nostro problema era una piccola manna dal cielo: aveva qualcosa di nuovo da dire,si ammantava di eroismo personale e, cosa per lui tutt’altro che trascurabile, io ero gratis. Sull’onda di questi spettacoli e delle conferenze che io tenevo in tutta Italia (ne tenni oltre 200 inun anno a mia cura e spese), il denaro cominciò ad arrivare, confluendo in un conto correnteche la signora Bortolani aveva acceso presso la Banca Etica a nome della sua onlus.
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